Non ho mai seguito i Disney d’Autore che da anni stanno realizzando in Francia, anzi a volte mi sembrava uno spreco che fior di autori si dedicassero a queste produzioni invece che a quelle canoniche. Però una recensione su CaseMate mi ha incuriosito. Nonostante la parte grafica sembrasse ributtante.
Paperone ha un nuovo rivale nel campo della ricchezza: il papero più ricco del mondo adesso è Carsten Duck, nouveau riche arrembante e ignorantello che ha fatto i miliardi con un misero investimento grazie alle criptovalute inventate da Archimede. Adeguandosi ai tempi, il vecchio papero investe a sua volta in BitQuack e riottiene il titolo facendosi anche consigliare da Qui, Quo e Qua forti del loro ruolo di influencer delle Giovani Marmotte. Ma Carsten Duck gioca sporco e ingaggia i Bassotti, qui nell’astrusa (ma giustificata dalla trama) veste di hacker, per depauperarlo di tutto il patrimonio. Sconvolto e impoverito, Paperone deve ricostruirsi un’immagine sui social network per riottenere almeno il consenso delle masse, che al giorno d’oggi pare essere più importante del vil denaro. L’ultima pensata dei suoi spin doctor è quella di realizzare un biopic sulla sua vita, con la speranza di farlo partecipare nientemeno che al Festival di Pannes. Nonostante gli sforzi profusi (e le solite interferenze del rivale) il risultato non è degno delle aspettative. Sarà proprio l’ennesimo intervento di Carsten Duck a determinare il trionfo di Paperone, che con il film totalmente rimontato in maniera casuale vincerà la Zampa Palmata d’Oro a Pannes risollevando le sue fortune.
Come evidente da questo riassunto, la storia ideata da Jul è pesantemente ancorata nel presente e dietro molti personaggi pittoreschi si possono intuire altre figure ben reali. Per i lettori francesi l’effetto sarà stato ancora più dirompente e divertente visto che oltre ad attori stranoti vengono parodiati anche il direttore del Festival di Cannes e (immagino) altre personalità francofone.
Questo fumetto potrebbe anche essere interessante per cogliere le differenze che forse esistono nelle caratterizzazioni dei personaggi al di qua e al di là delle Alpi. Non so ad esempio se l’ossessione di Paperina per le torte alla banana sia specifica di questa storia o un elemento comune nelle storie francesi.
I disegni di Nicolas Keramidas sono atroci. Più di una volta ho dovuto interrompere la lettura dal disgusto per quelle figure ostentatamente sghembe e sproporzionate. E a quanto pare questo non è nemmeno il suo lavoro peggiore! Anche se è una cosa conclamata da tempo, è sempre doloroso constatare come Francia e Belgio non siano più i baluardi del bel fumetto che si faceva una volta.
Paperone e i BitQuack merita comunque l’acquisto perché Jul ha saputo mettere i protagonisti in un contesto contemporaneo senza snaturarli, inoltre molte sequenze e battute fanno ridere di gusto. E poi il volume Panini costa solo 15 euro, che per un cartonato a colori su carta patinata non sono tanti oggidì. In appendice vengono presentate alcune illustrazioni a tema di Keramidas, e un paio in cui si è impegnato di più non sono nemmeno malvagie. Troppo poco però per redimere l’obbrobrio che ha fatto prima.

Temo che avrei più probabilità di capire l'edizione originale sumera cuneiforme su tavoletta del Gilgamesh (no quello di Wood) piuttosto che questo prodotto editoriale.
RispondiEliminaPerò hai ragione, 15 euri per avere il piacere di vedere dei disegni di merda a colori su carta patinata non è mica male... un affarone...
Le vignette si possono annerire con il pennarello indelebile, ma sai che fatica.
EliminaEppure mi pare interessante. Ricordatevi di Perego 😁
RispondiEliminaAh, beh, come testi sicuramente è interessante. Perego poi interpretava con esiti discutibili un canone consolidato, si metteva al servizio dei personaggi, Keramidas sembra voler nobilitare il fumetto con del Cubismo d'accatto.
EliminaEh colpa delle graphic novel (femmine)
EliminaCertamente. L'incapacità tecnica spacciata per stile. Che poi disegnatori così ce ne sono sempre stati, ma una volta erano una netta minoranza.
EliminaChe poi se a disegnare come cristo comanda non si guadagna niente posso pure capire che uno scozzareggia o panebarchizza per raggranellare con 10 tavole quello che prima guadagnava con una.
Ma tanto fra un po' l'intelligenza artificiale ci solleverà anche da questo problema.
Stavo rileggendo roba di Panebarco proprio il mese passato, Big Sleeping , ti dirò i disegni sono quel che sono ma su alcune storie qualche risata l'ho fatta. Certe sceneggiature sono invecchiate bene.
EliminaDi Big Sleeping ricordo come divertente la scena della tipa che gli entrava in ufficio minacciandolo con una pistola e poi si scusava perché aveva sbagliato stanza. Ma se fosse stata disegnata decentemente sarebbe stata tutta un'altra cosa.
EliminaRicordatevi di Alamo
RispondiEliminaRicordatevi di Pearl Harbour
Ricordatevi di Perego (e pure di Tonna)
Ricordatevi di Tex (non fiori ma opere di bene)
Dimenticatevi di Keramidas, che dal nome sembra un presidio farmaceutico, lassativo direi, potrebbe essere adatto...
Insomma Scozzareggiare si può (con l'età, si deve), ma senza fare troppo rumore possibilmente.
EliminaLa Saggezza.
Elimina