Che cosa sono le nuvole
mercoledì 7 gennaio 2026
lunedì 5 gennaio 2026
domenica 4 gennaio 2026
Segments 3: Neo-Sparte
Nonostante il nome di Gimenez mi ero dimenticato dell’esistenza di questa serie, d’altra parte il secondo volume tradotto in italiano non lo avevo nemmeno recensito a differenza del primo. A ricordarmelo ci ha pensato la casualità di internet e quindi mi sono procurato il terzo conclusivo volume in francese.
L’ambientazione in breve: in un lontano futuro le persone vengono destinate secondo la loro indole a uno specifico settore dell’universo il cui pianeta-capitale è ispirato a uno dei sette peccati; nel mentre in tutta la galassia il crollo delle nascite rischia di portare all’estinzione l’umanità, retta da un consiglio di Sette Guide immortali. L’elemento di disturbo e il motore della storia è l’esistenza di persone bi-funzionali che non si possono irreggimentare in una sola categoria e ovviamente i personaggi principali ne sono dei rappresentanti.
I nostri eroi in fuga ripiegano in avaria su Neo-Sparte, destinazione originaria del protagonista Loth Lungren, il pianeta-capitale del settore dedicato alla guerra: qui Loth dovrà affrontare i sanguinari giochi dell’arena per raggranellare i soldi necessari a proseguire il viaggio – con un “aiutino” assimilabile al doping non avrà problemi a vincere; Nel frattempo si sta per compiere la prophétie d’Alice secondo cui dalla morte risorgerà la vita ed entrambe si troveranno sul pianeta perduto, quello delle Guide immortali.
In Neo-Sparte veniamo a conoscenza dell’origine delle Guide e dei dettagli sulla nascita del conseguente “segmentismo”, inoltre c’è un’abbondanza di sequenze spettacolari con corse, combattimenti, mostri, ecc. e il colpo di scena di una talpa nel gruppo che ravviva un po’ la narrazione. A parte questo, però, l’episodio non scioglie affatto i nodi della trama e anzi termina addirittura con un cliffhanger! Evidentemente si tratta di un progetto che Malka o Gimenez o entrambi hanno preferito abbandonare, o che non ha avuto il successo sperato nonostante il richiamo dei disegni di Gimenez – sulla cui eccellenza non penso sia il caso di soffermarsi. Per quel che riguarda i testi, invece, l’idea di partenza è abbastanza originale ma non è stato possibile approfondire più di tanto le varie sottotrame nelle canoniche 46 tavole di un albo franco-belga. Malka si è lasciato inoltre prendere la mano da un certo jodorowskysmo non sempre riuscito o funzionale alla storia: vedi le usanze estreme che vigono su Psyché nel Settore della Spiritualità (ma sarebbe meglio dire del fanatismo) o l’idea bislacca per cui l’Immortale assegnato al Settore della Creatività parla in rima.
Come nel caso degli altri volumi della serie, Neo-Sparte propone una cronologia di avvenimenti che approfondiscono la storia di questo universo narrativo ma soprattutto un’interessante prefazione di Philippe Val che non so se sia stata mantenuta nell’edizione italiana. Eh, già: effettivamente Alessandro Editore pubblicò Neo-Sparte in Italia illo tempore. Può darsi che me lo sia perso perché non fu pubblicizzato e/o distribuito a dovere o forse la serie non mi catturò e preferii non impegnarmici per quelli che di logica avrebbero dovuto essere sette volumi. Per la cronaca, Segments dovrebbe aver avuto una qualche conclusione perché a quanto leggo l’integrale che raccoglie i tre episodi è stato integrato di 16 pagine che concludono la storia.
giovedì 1 gennaio 2026
mercoledì 31 dicembre 2025
Il Meglio e il Peggio del 2025
Meglio
1
I Cugini Meier. Capolavoro.
2
London after Midnight. Tra questo e La Torre dell’Elefante era una bella sfida, ma come qualità di stampa è meglio questo.
3
La Torre dell’Elefante. Cionondimeno, anche questo altro volume di Alcatena si merita il podio.
4
Batman in Nove Vite. Ottima interpretazione noir di Batman impreziosita da disegni molto suggestivi.
5
Braccio di Ferro di Bud Sagendorf. Con tante grazie a Salvatore che me l’ha fatto scoprire.
6
Beneath the Trees where Nobody sees. Una piacevole sorpresa.
7
Twilight di Chaykin e Garcia Lopez. Boh, me lo sono ritrovato nell’elenco. Era davvero così bello? Forse Chaykin era riuscito a trattenere la sua loquela copri-nulla. I disegni comunque sono di Garcia Lopez, ed è già qualcosa. Lo tengo comunque per bilanciare il Peggio.
Peggio
1
Flavor Girls eh, sì: l’hanno pubblicato anche in italiano. Non penso sia poi diverso da quello che ho letto io.
2
Dungeons & Dragons Ravenloft: Il Caravan dei Dannati. Ennesima delusione, stavolta ancora più cocente, di queste versioni a fumetti di Dungeons & Dragons.
3
Hulk: Banner!. Corben era già ben oltre la linea di guardia, Azzarello molto deludente.
4
Cover. Dio, quant’è verboso Bendis. Ma almeno fa sorridere. David Mack invece non aveva proprio voglia di disegnare.
5
L’ultimo giorno di Howard Phillips Lovecraft. Deludente.
6
Il Morto. Nessun numero in particolare, perché è da un bel po’ che non riesco a leggerlo. Sono più che disposto a supportare una casa editrice piccola e il fumetto mi piaceva molto, ma come si fa a supportarlo se non lo distribuiscono più? Sì, potrei recuperarlo. Non a Lucca dove non ho mai visto la Menhir ma ho amici che vanno regolarmente a Reggio Emilia, che poi oggi sarebbe Bologna, ma non è la stessa cosa leggerlo e parlarne in differita.
Meglio o Peggio?
Il Nome della Rosa 2. Quest’anno mi tocca rispolverare questa categoria/non-categoria. Il fumetto è un capolavoro, la confezione lo mortifica.
Buon 2026!
domenica 28 dicembre 2025
Toh
Mai avrei pensato che un canale a tema manga mi avrebbe divertito. E invece.














