domenica 5 luglio 2015

Un Integrale non proprio integrale



Dunque. È chiaro che volumi di 96 pagine (e stavolta anche di più) a 4 euro sono una manna dal cielo. A maggior ragione se questi volumi sono di formato dignitoso, a colori, su carta patinata e stampati bene, per quanto concesso dai materiali di stampa esistenti. Oltretutto anche la parte redazionale, per quanto sobria, è stata soddisfacente e la smania di presentare le copertine anche straniere dimostra senz’altro una certa attenzione nei confronti del lettore.

Ma...

L’edizione di Mac Coy della Gazzetta (benemerita, non finirò di dirlo) non è integrale perché manca l’episodio breve Le pire Noël de Mac Coy, visto su L’Eternauta e, nel mio ricordo, piuttosto simpatico. Inoltre stando all’autorevole Alla Scoperta della Bande Dessinée di Mauro Giordani dovrebbe esserci anche un’altra storia breve a me del tutto sconosciuta: un Intermezzo Madrileno presentato su Super-Totem 2. Peccato, ma immagino che avranno avuto le loro ottime ragioni per saltarli, e d’altra parte anche i volumi 100% di Thorgal della Panini non contemplano almeno due storielle (poco canoniche, certo, ma la collana era presentata come integrale).

sabato 4 luglio 2015

!

Questa mattina ho pensato che ci fosse veramente un ponte di Einstein-Rosen a Turriaco visto che a 50 anni di distanza dalla sua uscita ho trovato questo:
In realtà apprendo dalla Rete che si tratta di una lodevolissima iniziativa che prevede la ristampa dei primi 12 numeri della rivista (anzi, della Rivista)! Ovviamente mi ci sono gettato a pesce confidando che, chissà, la cosa possa avere successo e innescare altre iniziative analoghe. Certo, forse sarebbe stato meglio farla partire prima dell'estate e quindi senza il rischio degli edicolanti in ferie, ma voglio essere ottimista.

venerdì 3 luglio 2015

Historica 33 - Le Torri di Bois-Maury 3: Verso Gerusalemme



Mah, c’è poco da dire. Che fosse un gran fumetto lo avevo vagamente intuito durante le letture troppo frammentarie e distanziate fatte su L’Eternauta e nei relativi volumi, con questa iniziativa della Mondadori ho capito tutta la sua portata di vero e proprio capolavoro.
Le Torri di Bois-Maury è un’opera magistrale che unisce crudo realismo e ironia. I personaggi delineati sono meravigliosi, sospesi anch’essi tra il realismo della loro posizione sociale e le derive umoristiche dei loro difetti. Leggendo di seguito i volumi (e condivido l’opinione di Sergio Brancato che questi ultimi quattro qui raccolti siano i migliori della serie) mi sono inoltre accorto della genialità con cui Hermann è riuscito a tessere una continuity rigorosa ma per nulla invasiva, praticamente invisibile, e l’abilità con cui trova gli spunti e i meccanismi giusti per coinvolgere i suoi protagonisti nelle avventure.
Disegni e colori sono spettacolari: è vero che Hermann non sa disegnare le donne, e forse non solo quelle, ma le sue tavole hanno un’organizzazione e un dinamismo unici. E i paesaggi sono stupefacenti.
L’unica pecca di questo volume è che mi è arrivato in edicola un po’ rovinato, ma ovviamente non è colpa della Mondadori. È anche vero che due balloon di Aymar ed Hendrik a pagina 109 sono invertiti, ma oramai lo considero un marchio di fabbrica senza il quale la collana Historica non sarebbe più la stessa.

giovedì 2 luglio 2015

Cosmo Noir 3 - Battaglia 3: Muro di Piombo



Attendevo questo numero di Battaglia con una certa curiosità per il comparto grafico (e manco a farlo apposta è uscito un po’ in ritardo): Francesco Francini avrebbe seguito il percorso esteticamente accattivante di Des Dorides o quello più scarno (diciamo così) di Lovelock?
Spiazzandomi, Francini ha scelto una linea radicalmente diversa: la modernità. Pur nel limitato formato tascabile è riuscito a organizzare le tavole in maniera molto creativa, con suddivisioni in vignette non banali, inquadrature dinamiche e un uso interessante perfino del lettering. Il suo tratto mi è sembrato memore delle inchiostrazioni robuste e decise di Palumbo e Catacchio, ma non mancano influssi milleriani e modulazioni originali del tratto. Un ottimo risultato che ha anche ottenuto l’effetto di rendere meno stranianti le battute cool che con un disegnatore dallo stile più classico sarebbero risultate stridenti.
Ho notato però una qualità di stampa quantomeno curiosa. Sono visibili quegli elementi che solitamente in stampa non dovrebbero esserlo, cioè  i bianchi non compatti della tempera coprente e i neri della china anch’essi non sempre compatti, eppure non si può dire che la resa finale sia buona visto che ci sono anche i tremolii tipici della stampa digitale. Peccato.
A livello di storia, in Muro di Piombo scopriamo che il DC9 di Ustica venne abbattuto niente meno che per eliminare Pietro Battaglia in modo da eliminare ogni traccia del suo coinvolgimento nelle operazioni sporche del governo italiano! Ovviamente le cose non vanno come previsto dai “poteri forti” e il protagonista farà una vera e propria carneficina, con torture e sparatorie decisamente iperboliche e con derive splatter, da cui probabilmente il titolo.
La suspence costruita da Giovanni Masi all’inizio è molto efficace, poi dall’inevitabile crollo dell’aereo la storia procede rapida e incalzante, con un ritmo frenetico e scene d’azione praticamente ininterrotte. A mio avviso questo terzo episodio è finora il migliore della miniserie – è anche vero che Francini ha qualche difficoltà a rimanere fedele al volto di Battaglia, ma è un problema comune a tutti i disegnatori.
Oltretutto, molto interessante l’editoriale che stavolta non ricostruisce l’atmosfera dell’epoca ma anticipa i punti salienti dell’azione e contiene informazioni utili per meglio godersi il fumetto.

martedì 30 giugno 2015

Succubi 1



Buona ultima anche la Star Comics si è lanciata nella produzione di volumi BéDé dal formato brossurato, più piccolo degli originali ma con più di un episodio per volta. Dovrebbe avere già pubblicato alcuni titoli ma l’unico tomo che ho visto finora è Succubi.
La serie scritta da Thomas Mosdi ha come presupposto l’esistenza di una sorellanza occulta, le Figlie di Lilith, risalente all’Antico Egitto e dedita al controllo della Storia dell’umanità tramite la seduzione di uomini di potere usati come burattini. Con un manicheismo troppo schietto e ingenuo da non risultare geniale, le appartenenti alla setta vengono osteggiate da un altro gruppo occulto legato al Vaticano: i Figli di Adamo!
Il primo episodio si svolge durante il Terrore e mette in scena Camilla che concupisce un Robespierre ormai in declino decretandone la fine. Ma la Succube ha già nel mirino un altro pezzo da novanta.
La storia è accattivante e l’atmosfera ben ricostruita, ma il secondo episodio mi è piaciuto di più. In Roxelane la nubiana Setkem cerca inutilmente di ottenere i favori del sultano Solimano, che le preferisce una schiava europea che poi diverrà come intuibile dal titolo la storica Roxelana o Rossana (cioè la Roxana protagonista di un bel ciclo di Dago), convertita alle Figlie di Lilith.
Il concept della serie è ruspante e piacevole: in ultima analisi si tratta di coinvolgere delle pin up in vari contesti storici. Coerentemente con queste premesse ai disegnatori è richiesta una maggiore attenzione alle anatomie che all’espressività. Il Laurent Paturaud di Camilla è anche un bravo scenografo e costumista ma le sue scene d’azione sono piuttosto imbalsamate – curioso poi come disegna gli occhi dei personaggi sullo sfondo, che in qualche occasione risultano spalancati per far capire che sono aperti.
Adriano de Vincentiis è anch’egli più illustrativo che narrativo visto che la priorità è presentare una parata di corpi femminili in varie posizioni, ma mi è sembrato più personale e interessante di Paturaud, che ha fatto in ogni caso un buon lavoro.
La carta e l’allestimento di questa proposta Star Comics sono ottimi e in confronto alla concorrenza l’editore perugino offre una maggiore maneggevolezza rispetto agli albi Panini e RW Lineachiara (avendo oltretutto delle bandelle molto meno invasive di quelle dei 100% Cult Comics) e un formato più grande e godibile di quello F423 della Mondadori.
Purtroppo la collana Star Comics Presenta in cui è inserita Succubi sembra essere funestata da una distribuzione non all’altezza, e questo volume in particolare presenta un po’ di refusi ed errorini. Ma costa solo 11 euro e li merita abbondantemente.

domenica 28 giugno 2015

WOW 1

Ma la BéDé sta veramente riscontrando un grande successo in Italia o è solo un fuoco di paglia alimentato dalla corsa sfrenata alla pubblicazione degli editori nostrani? Sia come sia, anche il gruppo Gruner+Jahr ha varato una sua estemporanea collana per offrire in poco più di un mese (fine giugno-metà luglio-1 agosto) un bel malloppo di fumetti con target jeunesse.
La scaletta di questo primo numero di WOW (ripetuta praticamente invariata fino al terzo) comprende due storie lunghe e una raccolta di one-pager o storielle brevi di tre serie umoristiche. Non tutto è inedito: di Titeuf era già stata tentata un’edizione italiana mentre ChronoKids e Capitan Bicipiti si sono già visti su Il Messaggero dei Ragazzi e infatti l’episodio della prima serie con un fumettista d’invenzione l’ho preso da lì.
Senza uno straccio di editoriale che non sia la sintetica presentazione dei fumetti e qualche pubblicità, WOW si presenta come un instant book in cui infilare più materiale possibile senza la necessità di delineare una precisa linea editoriale. La qualità bassa della carta e la mole imponente delle pagine, ben 152, sembrano indicare la volontà di capitalizzare il più possibile sulla sperabile fame di lettura tipica del periodo estivo.
I due volumi completi in apertura e in chiusura della rivista sono indirizzati a un target adolescenziale. Talisman è molto ben disegnato (ma non viene specificato se il disegnatore sia Desbois o Martin) e la storia sembrerebbe essere un fantasy contemporaneo con un elemento misterioso da risolvere. Purtroppo nelle sue 46 tavole la storia procede poco o nulla ed è più quello che anticipa che quello che rivela; I Cavalieri della Civetta è un fantasy umoristico misto a fantascienza con pesanti influenze manga/videoludiche. Pur nella sua inconcludenza, gli ho preferito Talisman.
Ho notato come i prodotti per teenager siano molto più stereotipati rispetto a quelli all-age, e in estrema sintesi entrambe le storie lunghe sono riconducibili all’archetipo di Cenerentola.
Ho apprezzato di più i fumetti umoristici, poco importa per le frequenti derive pipi caca (anzi, quasi quasi ben vengano), anche se le gag di Titeuf scelte per questo primo numero non sono tra le migliori della serie, almeno da quel poco che lo conosco io. ChronoKids è la proposta che mi ha convinto di più, anche perché unisce all’umorismo una maggiore articolazione dei singoli mini-episodi di 3 o 4 tavole.
Non credo che seguirò le prossime uscite, e d’altra parte non rientro certo nel target della proposta; le serie a puntate non mi hanno catturato e tra le umoristiche non ho trovato nulla di irrinunciabile. La carta non eccelsa che ho ricordato sopra, inoltre, in alcuni punti non facilita la lettura come ad esempio nelle ultime due vignette di pagina 24.
C’è ovviamente la speranza che a fronte di un buon successo WOW diventi una testata vera e propria e che offra materiale più interessante.

sabato 27 giugno 2015

Un'anima lacerata



La mia di fronte al nuovo corso di Dark Universe. Capisco benissimo che la RW Lion non è del tutto responsabile del calo qualitativo del mensile (il materiale tra cui può scegliere è quello, e i meccanismi per destreggiarsi nella programmazione devono essere complessi) però il John Constantine supereroistico, il Phantom Stranger misticheggiante e pesantino, l’estenuante difficoltà di seguire Blight mi hanno già messo alla prova... adesso arriva pure Gotham by Midnight del terribile Ben Teplesmith. Oltretutto nelle stesse pagine in cui è ospitato l’eccellente Saiz, dal cui confronto esce con le ossa rotte. Oddio, per me Templesmith ne uscirebbe male pure contro John McCrea, ma qui lo stacco è proprio abissale.
Ovviamente all’epoca non ebbi problemi a turarmi il naso e leggere Fell, unico caso al mondo in cui il formato ridotto di un comic book è servito a qualcosa, ma solo perché c’era Warren Ellis ai testi.
Insomma: già l’Hellblazer mezzo supereroe mi sta sulle balle (né apprezzo l’uso smodato del computer ai disegni) e alla fin fine Swamp Thing è l’unica cosa che leggo di gusto di Dark Universe; è arrivato il momento di darci un taglio o qualcuno che ha già letto in originale mi consiglia di tenere duro nonostante gli sgorbietti di Templesmith?
Jesus Saiz
Ben Templesmith