martedì 30 agosto 2016

Fumettisti d'invenzione! - 103

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

RIN (IDEM)
(Giappone 2012, in Monthly Shonen Magazine, © Sakuishi, commedia, paranormale)
Harold [Takairo] Sakuishi

Il provinciale Norito Fushimi è uno studente liceale che dopo lunghi sforzi coronerà il suo sogno di diventare mangaka affrontando tutte le brutture del lavoro come il ritmo di lavoro massacrante, le lotte interne tra gli editor, la tensione di dover essere sempre in una posizione buona nei sondaggi dei lettori, le cattiverie piccole e grandi dei colleghi a ogni livello. Venata di spiritualismo e paranormale, la trama lo porterà a incontrare Rin, ragazza dotata di poteri medianici che rivelerà il segreto di “Torus”, l’ultimo progetto del maestro Sawamura Eichi.
Rin è pieno di citazioni e omaggi al mondo dei manga (ma anche a precedenti lavori dello stesso Sakuishi) e ovviamente mette in scena, oltre al protagonista, svariati fumettisti d’invenzione. Sawamura Eichi è un chiaro omaggio a Osamu Tezuka (anche se lo stesso Tezuka viene citato e si dice che Eichi ebbe più successo di lui): la rivista Taurus su cui esordirà Norito dedica un premio per esordienti dedicato proprio a Eichi.
Norito è inizialmente rivale in amore di Hori Daiki, un bravo aspirante mangaka che frequenta la stessa scuola e il cui padre insegna in una scuola d’arte. Un altro rivale di Norito è Taki Kaito. Ennesimo aspirante mangaka è il poco dotato e non più giovanissimo Nishiguchi. Insieme i tre lavoreranno a un progetto di Kaito, Jump. Teraoka Shintarou è un altro autore di belle speranze in lotta con Norito per la serializzazione su rivista dopo aver avuto i primi riscontri positivi.
Tra gli autori affermati e più navigati vengono citati (e occasionalmente compaiono nella storia) l’eccentrica Nishigaitsu Hanako, Mizuno Tooru, Dokuta Dorei e Fuchi Masanao. Gli assistenti di Mizuno Tooru presso cui Norito farà un durissimo apprendistato sono Hara, Yaegashi e Kawasaki. Anche la bella Furukawa ricomparirà da Mizuno dopo avergli fatto da assistente. Quando Norito avrà a sua volta successo gli verrà affidato un assistente: Tajima.
Durante una visita al monte Koujin i personaggi scopriranno che anche la guida Higeta Reitarou è stato un mangaka (ha realizzato Youkai Jerks John and Punch e ha collaborato a Citrus Voice di Suzune Ryou).
Viene anche citato tal Maga Michio, portato come esempio di quello che succede a un mangaka che decide di lavorare da casa (il suo caso è stato anche oggetto del libro, o fumetto, La Via del Manga).
Norito scoprirà con dolore che il suo editor stava allevando a sua insaputa altri mangaka erotici: Hirata Yousuke, Sukuzi Shouichi e Maki Trout.
Pseudofumetti: I feel like Lancaster di Hori Daiki; Taki Kaito ha vinto il concorso per esordienti di Taurus con l’opera Sangue e Fango; un altro progetto di Kaito, Presence, finirà testa a testa in un prestigioso concorso contro Old Boy (temp) di Norito. Nishiguchi da solo ha realizzato Boxer Sasuke, inoltre anche lui arriverà all’ambita serializzazione con la serie Money Boxer.
Tra i manga più famosi pubblicati da Taurus ci sono Magical Girl? Lumina e Juice di Dokuta Dorei oltre a Shunpei Chronicles di Mizuno Tooru, un manga ambientato nel mondo del calcio. Altri manga di Mizuno Tooru sono Gunners e Doping Hyena. Norito riuscirà a disegnare uno spin-off di Gunners e in seguito a diventare un assistente di Mizuno. Un’altra rivista di fumetti di una certa presa tra i giovani protagonisti è Beatle. Viene citata anche Shounen Battle; Negli anni ’80 usciva invece una testata chiamata Gospel. Dei manga storici citati in Rin sono Stone Fist di Kitagawa e Sanada di Fuchi Masanao.
La compagna del liceo di cui Norito è innamorato gli presta un fumetto strampalato di Nishigaitsu Hanako su viaggiatori nel tempo (With Charles, You and Henry) ispirato a Happy Annals of the Three Kingdoms di Christie Sakuishi. La Nishigaitsu ha anche realizzato The Red and White Rose Emblems e The Angel with a Devil’s Horns.
Il maestro Sawamura Eichi ha realizzato fra gli altri Boiler-man, le detective Haru & Mai, Dersu del Nord, The Genius Chef Duke, The Centurion Mars, Stray Cats of the Three Kingdoms, Hip Hop Baby e Heikichi Hankachou.
Venendo al protagonista, il manga è molto dettagliato nel seguire ogni passaggio della sua carriera. Da bambino Norito voleva confezionare un manga che si sarebbe intitolato Fushimi’s Magazine. Il manga a cui il protagonista si dedica con abnegazione tutta giapponese durante l’estate si dovrebbe chiamare Idiot, con cui verrà segnalato per un premio della rivista Taurus. In seguito proporrà lo storyboard del fumetto Savate’s Triangle Kick e di A Transfer Student from the Favela, che poi verrà stravolto per farne un manga erotico con cui Norito vincerà il più ambito premio della rivista. Il suo editor gli propone di disegnare fumetti erotici: il primo sarà Dreaming of You che otterrà i favori della redazione e quindi una menzione speciale che lo pone sopra il normale e già prestigioso premio semestrale con cui l’editore cerca nuovi talenti. Altri progetti per il concorso sono Home Tutor Narumi-Sensei e Old Boy (temp), a cui farà seguito Old Boy 2nd dopo che il precedente si classificherà solo secondo al concorso per cui era stato realizzato (ma verrà messo in stand-by a causa di un cambio di redazione nella rivista).
Una volta diventato assistente di Mizuno, Norito ritenterà la scalata ai concorsi per giovani promesse con Remember, basato sulla sua drammatica storia familiare segnata dalla malattia. Il fumetto sarà un tale successo presso gli editor da portarlo all’ambita serializzazione, il momento in cui da uno one shot di prova si passa a creare una serie sancendo l’inizio della carriera di un mangaka. Remember verrà addirittura riproposto in volume.
La vera natura del legame ancestrale tra Rin e Norito verrà rivelata grazie a un manga disegnato dal protagonista mentre si trova in gita presso alcuni santuari.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

AMAZING FANTASTIC INCREDIBLE (STUPEFACENTE INCREDIBILE FANTASTICO)
(Stati Uniti 2015, © Simon & Schuster, biografico)
Peter [Allen] David (T), Colleen Doran (D)

Lungo monologo a fumetti di Stan Lee che racconta le gioie e i dolori della sua vita privata e della sua carriera di sceneggiatore. Pur arrivando fino ai giorni nostri e trattando anche le esperienze con medium diversi dal fumetto, le parti più interessanti per i fan sono sicuramente quelle in cui Lee descrive i suoi processi creativi e il rapporto con i colleghi e i disegnatori.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

H. W. GRUNGLE
(Italia 1984, in Ink, © Menhir Edizioni di Telloli P., fantastico, umoristico)
Roberto Anghinoni (T), Paolo Telloli (D)

In un mondo vagamente moëbiusiano un omino baffuto vive delle brevi avventure di taglio grottesco.

L’Ultima Cartuccia in Il Morto 23 (2016). Roberto Anghinoni (T), Chiara Manenti (D).
H. W. Grungle si sta gustando una rivista di fumetti a cui è abbonato quando viene risucchiato dentro il fumetto riuscendo a scappare con creatività dagli ostili protagonisti del fumetto.
Pseudofumetto: la rivista che imprigiona tra le sue pagine H. W. Grungle si chiama Amazing Adventures.

[TELEVISIONE] ALTRO (pag. 129)

THE THUNDERMANS (I Thunderman, Nickelodeon)
(USA 2013 [in corso], 4 stagioni, 83 episodi)
Sitcom, Nickelodeon, creato da Jed Spingarn. Con Kira Kosarin, Jack [Davis] Griffo, Chris Tallman, Rosa Blasi

Serie televisiva basata sullo stesso canovaccio del film d’animazione Gli Incredibili: una famiglia di supereroi vive in incognito in una cittadina americana cercando di condurre una vita normale. Ci sono il padre superforte, la madre con poteri elettrici, due gemelli adolescenti che hanno poteri telecinetici e i piccoli Billy, superveloce, e Nora, che lancia raggi ottici.

Episodio Who’s Your Mommy (2015)
Scritto da Anthony Q. Farrell
Il giovane Cedric è ossessionato dalla supereroina Electress (la mamma dei Thunderman) ed entra in possesso di alcune sue proprietà che la madre aveva proibito ai figli di vendere durante un mercatino di quartiere. I due figli Phoebe e Max cercano di recuperare il maltolto con l’inganno scoprendo un sacco di merchandising dedicato alla madre, di cui si rendono così conto della splendida carriera di supereroina.
Tra i tanti cimeli ci sono anche fumetti dedicati a Electress.

domenica 28 agosto 2016

Star Comics Presenta: D-Day

Con il viatico del -25% sono riuscito a trovare addirittura un volume che a suo tempo mi aveva interessato (e che forse avevo pure ordinato?) ma che non ero mai riuscito a trovare.
D-Day raccoglie due volumi della serie francese Jour-J, raccolta di ucronie in cui si immagina cosa sarebbe successo se alcuni eventi storici fossero andati diversamente. I due volumi qui raccolti sono il tredicesimo e il quindicesimo originali.
Il primo, Effendi Colombo, ipotizza che Cristoforo Colombo non sia riuscito a ottenere i fondi necessari alla sua spedizione come tramandato ma abbia dovuto rivolgersi ai mussulmani di Cordoba, nel cui nome avrebbe preso possesso del Nuovo Mondo dopo essersi convertito all’Islam.
La sceneggiatura è scritta da Fred Duval e Jean-Pierre Pécau con l’aiuto di Fred Blanchard e scorre rapida e impetuosa: dopo le prime pagine che riepilogano la situazione di partenza ci sono dei pungenti scambi di battute dovuti alle differenze religiose del tempo e anche un bel po’ d’azione. Effendi Colombo non è infatti il primo europeo ad aver messo piede in quelle terre e insieme alle tribù di nativi organizzerà una spedizione contro i feroci esploratori precedenti. Buono e originale il finale (d’altra parte essendo la collana formata da one shot non è obbligatorio che i protagonisti di un volume sopravvivano).
Ai disegni tal Emem, un disegnatore realistico veramente molto bravo anche se a volte si inchiostra in maniera pesante. Oltre alla perizia nel disegnare sfondi e figure umane si mette in luce anche per la sua abilità di narratore: con dei sapienti recadrage e una gestione perfetta dello spazio delle singole vignette guida gli occhi del lettore esattamente come vuole lui. Nonostante il formato di Star Comics Presenta sia abbastanza dignitoso, credo che Emem avrebbe meritato delle pagine più grandi per essere gustato appieno, così come gli avrebbe giovato una colorazione meno livida.
L’altro episodio raccolto è La Setta di Nazaret (a differenza di Succubi il volume è un flip book che va ruotato per leggere l’altro episodio: scelta pop secondo me un po’ svilente per delle belle produzioni francesi), in cui lo stesso team di sceneggiatori immagina che un esausto Ponzio Pilato abbia acconsentito a lasciare libero Gesù, che organizza una feroce resistenza ai Romani coi suoi seguaci, i “Pesci”. Il vero protagonista è il pretore Claudius che dopo anni dalla mancata esecuzione di Gesù cercherà di impedire un attentato di proporzioni titaniche contro Roma ordito dai Cristiani che dominano l’arte di creare il fuoco greco, la mitica (ma pare esistesse veramente) miscela che a contatto con l’aria diventa una bomba incendiaria. Anche qui il finale è buono, anche se forse un paio di tavole in più avrebbero reso l’ecatombe più drammatica, e a livello di dialoghi siamo anche meglio di Effendi Colombo.
Buoni i disegni di Igor Kordej, nettamente più espressionisti che realisti e inaspettatamente memori della lezione di Richard Corben.

martedì 23 agosto 2016

Ut 6: Iranon in Atem

E così la miniserie di Corrado Roi e Paola Barbato è giunta al capolinea. Dopo l’episodio precedente che aveva fatto chiarezza praticamente su tutti gli aspetti della trama questo sesto numero sembra voler dare una chiave di lettura a tutta l’operazione, quasi una dichiarazione programmatica di quello che è stato messo in atto con questa miniserie. Purtroppo nel farlo (sempre che questa fosse la volontà degli autori) si è optato ancora una volta per uno stile onirico, sincopato e grottesco. Forse non è un caso che Atem al contrario si legga “meta”, da intendersi non solo come la destinazione ultima di un viaggio ma anche come abbreviazione di metanarrazione e metafumetto.
Dunque: l’assunto di partenza di Ut, i suoi personaggi e tutta l’ambientazione sono stati veramente originali. Sicuramente è la prima volta che a essere protagonista di un fumetto seriale Bonelli non è un eroe o un antieroe ma un savant fou (decisamente più fou che savant) senza particolari sfaccettature ma con un atteggiamento spiccio e risoluto, più simile al Jesuit Joe di Pratt che a Tex. Non solo: il protagonista non ha il volto ricalcato da quello di un personaggio famoso, ma addirittura non ce l’ha nemmeno un volto, visto che lo si vede sempre con la maschera. E addirittura Ut è a malapena il “protagonista” della storia a lui intitolata considerato che un ruolo di maggior rilievo e più canonico ce l’ha Iranon.
Ora: considerati tutti questi fattori, certi aspetti di Iranon in Atem potrebbero essere visti sotto una luce appunto metanarrativa. Può darsi che io abbia solo cercato di trovare dei facili punti di riferimento in un guazzabuglio un po’ complesso e pieno di metafore, ma forse la “casa” principale va letta come la casa editrice che non può più permettersi di produrre personaggi originali “puri” e dalla vita infinita come potenzialmente avrebbe potuto essere il più classico Iranon, ma si rassegna a trovare vie alternative come Ut. Molti dialoghi si prestano a essere letti in questa chiave (talvolta cogliendo delle vaghe critiche agli “Originali”: «Ciascuno di voi viene generato seguendo una regola», «Il vostro percorso è sempre identico»…) e chissà, forse non è un caso che Ut abbia un dibattito chiarificatore, per quanto possa essere chiarificatore, proprio con un uomo e con una delle poche donne di rilievo che compaiono in Ut, esattamente come i suoi autori sono un uomo e una donna.
Ripeto: è solo una mia interpretazione con cui ho provato a districarmi tra le metafore e i simbolismi di cui questo numero è pieno e magari certi riferimenti criptici volevano rimandare alla condizione umana in generale o a quella dei lettori più in particolare. O forse non volevano significare proprio nulla. Come scritto in quarta di copertina: «Sei confuso, perché hai appena vissuto la fiaba…»
In ultima analisi, ho comprato Ut principalmente per i disegni e questi si sono rivelati addirittura superiori alle aspettative. Ma in più la miniserie mi ha offerto anche un protagonista e un’ambientazione decisamente originali e alla fine anche l’ermetismo di cui è pervasa la miniserie ha avuto il suo fascino. Insomma, ne valeva la pena.

domenica 21 agosto 2016

La mia tastiera

Dovrei avercela dal 2004 (e dalla sporcizia si vede, accidenti, ma forse è solo l’effetto del flash). A quanto pare uso tantissimo le A, le I, le O, le M, le L, le N e le P. Un po’ meno le E, le T, le R, le S, le G, le H e le C. Curiosamente anche la K mostra discreti segni di utilizzo. La barra spaziatrice, poi, è sfondata…

giovedì 18 agosto 2016

Supreme Blue Rose

Ahia. Warren Ellis si dà al metafumetto spinto. Questo Supreme è proprio quello di Liefeld, poi rivitalizzato da Alan Moore e continuato da Erik Larsen. Ma questa versione è una “rosa blu”, cioè una cosa che non esiste in natura ed è stata creata artificialmente dall’uomo…
Per farla breve: Diana Dane viene incaricata da Darius Dax di indagare su un presunto incidente aereo avvenuto a Littlehaven. Tutto è collegato al recente reboot dell’universo narrativo di cui fa parte Supreme e di cui alcuni dei tantissimi (troppi) personaggi coinvolti hanno una vaga consapevolezza.
In pratica quello che viene mostrato è il dietro le quinte di cosa succede ai “personaggi in cerca d’autore” mentre attendono di transitare da un universo narrativo allo stesso universo totalmente rinnovato, come accade con sempre maggior frequenza negli Stati Uniti.
Grazie a dio viene fatto cenno della cosa nella quarta di copertina, perché altrimenti sarebbe stato veramente difficile raccapezzarcisi. E comunque con Superman o Batman avrebbe avuto un altro impatto che con questi personaggi misconosciuti, tanto che forse una introduzione che spiegasse un po’ di storia pregressa e introducesse i personaggi sarebbe stata necessaria.
L’idea di base è praticamente identica a quella che Grant Morrison aveva avanzato nel suo ciclo di Animal Man circa vent’anni fa; le situazioni e i dialoghi imbastiti da Ellis si fanno leggere ma senza mai suscitare particolari entusiasmi. Chissà come se la riderà ripensando a come è riuscito a venderci il nulla.
I disegni di Tula Lotay, la stessa che ha fatto le copertine di Rebels, seguono l’andazzo psichedelico e canzonatorio dello sceneggiatore: a volte i suoi rapidi schizzi a matita colpiscono perfettamente il bersaglio e sono belli ed espressivi, altre volte sembrano un po’ tirati via. A integrare il tutto una colorazione che usa effettacci per simulare impurità della carta, peli sulle pellicole (pellicole che ormai non si usano nemmeno più per la stampa), rare macchie e sin troppi fuori registro, tanto che ogni tanto viene il dubbio che sia proprio la stampa della RW Lion a non essere buona – ma in alcune pagine la resa è veramente perfetta, quindi chissà.
Penso che in definitiva un prodotto del genere sia da consigliarsi esclusivamente agli appassionati di Supreme e della sua cosmologia, ammesso che esistano.
la maledizione del sesto dito colpisce ancora (la Lotay non può nemmeno dare la colpa al colorista perché anche i colori li fa lei)