martedì 2 settembre 2014

domenica 31 agosto 2014

Almanacco Cosmo 3 - Fabian Gray 1 (?): La Maledizione



Non ricordo cosa abbiano ospitato i precedenti Almanacchi Cosmo, che evidentemente non ho acquistato; questo terzo numero presenta una piacevole sorpresa. Sin dal formato, che non è quello comic book in cui sarebbe stato logico (e facile) inserire un fumetto di prevenienza statunitense. Invece anche Fabian Gray ha meritato il canonico 19x27 tipico delle collane a colori della Cosmo, il tutto per meno di 7 euro.
Il protagonista eponimo di questo fumetto è un ladro di antichità preziose “infestato” dagli spiriti di cinque personaggi letterari, che gli donano le loro abilità e i loro poteri ma che possono anche prendere il sopravvento sulla sua personalità. Da qui il sottotitolo «Five Ghosts»: grazie alla pietra dei sogni fusa col suo corpo Fabian ospita Robin Hood, Sherlock Holmes, Dracula, Merlino (credo) e... boh... forse Itto Ogami, comunque un samurai.
La storia inizia ex abrupto ma immagino che non esista materiale precedente dedicato al personaggio visto che le origini dell’antieroe vengono spiegate nel corso della storia con alcuni flashback. La vicenda è ambientata in un qualche anno dopo il 1932 e abbraccia diversi contesti, introducendo situazioni e personaggi che probabilmente attendono di essere sviluppati in qualche prossima uscita. Giunto in Africa insieme all’amico Sebastian in cerca di nuove ricchezze (e di una cura per la sorella Silvia, primo movens del protagonista e giustificazione per le sue azioni), Fabian si ritroverà nella mitica Shangri-La dopo un incontro con una bellicosa tribù di mutanti che venerano ragni giganti.
Fabian Gray appartiene al filone di Indiana Jones, di Grosso Guaio a Chinatown, lambendo vagamente anche La Lega degli Straordinari Gentlemen: è un omaggio alla letteratura pulp, o più generalmente d’avventura, raccontato con la sensibilità e la consapevolezza contemporanee.

All’interno della vicenda Frank J. Barbiere ha anche trovato lo spazio per inserire un’ordalia con cui Fabian Gray ottiene maggiore controllo sui “Five Ghosts” ed evita gli effetti nefasti che la loro convivenza potrebbe portare, narrata forse con eccessiva rapidità. Ma il ritmo indiavolato e la rapida successione degli eventi è un difetto (a volerlo considerare un difetto) di tutto il fumetto e non solo di quella parte. Poco meno che geniale, comunque, la spiegazione dell’origine dei poteri di Fabian Gray e della natura della pietra dei sogni.
I disegni di Chris Mooneyham sono asciutti ma tendenti all’ipertrofia, coerentemente con lo spirito della storia. Si notano principalmente influssi Kubertiani e GilKaniani, ma quando l’atmosfera di alcune sequenze lo richiede non mancano omaggi a Miller&Janson.
In definitiva un volume consigliato: non sarà un capolavoro ma ha un ottimo ritmo e alcuni spunti originali. Per quel che può valere il mio parere, ovviamente: a queste condizioni e a questo prezzo probabilmente mi sarebbe piaciuta qualsiasi cosa avessero proposto i Cosmonauti.

venerdì 29 agosto 2014

Un altro grande disegnatore da riscoprire

Arturo Picca veniva presentato così su L'Eternauta 31 del novembre 1984: "Non dimenticate questo nome: Arturo Picca. Si tratta di un giovane talento, destinato in poco tempo a collocarsi tra i grandi disegnatori italiani."
Purtroppo non ebbe la fortuna (o l'interesse a perseguire questa carriera) che avrebbe meritato, ma le sue prime prove rendevano pienamente giustizia alle parole con cui venne introdotto ai lettori:
Il suo stile ricchissimo mancava senz'altro di dinamismo ma di lì a poco nei successivi numeri de L'Eternauta ci sarebbero stati notevoli progressi:
Arturo Picca ricomparve dopo qualche anno sull'effimera rivista Zodiaco di Lo Vecchio, su cui pubblicò una storia lunga a colori rimasta incompiuta: Quello che aspetta. Lo stile che aveva adottato ricordava molto quello di Tanino Liberatore, non solo per l'ambientazione punk futuristica:
L'ultima apparizione di Picca in un contesto fumettistico di cui sono a conoscenza fu la sua collaborazione come illustratore per Frigidaire alla fine degli anni '80, quando la sua padronanza del tratteggio era diventata assoluta:
così lo ricorda Vincenzo Sparagna nel libro di memorie Snork
Picca ha comunque proseguito la sua attività artistica ed è autore tra le altre cose di copertine di libri - tra cui quella di Fuori da un evidente destino di Giorgio Faletti edito da Baldini Castoldi Dalai. Certo, chissà che capolavori avrebbe potuto produrre se avesse continuato a fare fumetti...
Non molti anni fa l'ho contatto per dei chiarimenti sulla cronologia di Zodiaco e ho scoperto che non abita troppo distante da casa mia. Chissà che un giorno non ci scappi un'intervista.

martedì 26 agosto 2014

Fumettisti d'invenzione! - 84



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

TWILIGHT GUARDIAN (IDEM)
(Stati Uniti 2008, © Troy Hickman/Top Cow Productions, supereroi, parodia)
Troy Hickman (T), Reka [?] (D)

Una donna disturbata si veste da vigilante alla meno peggio e pattuglia di notte il suo quartiere, immaginandosi chissà quali attività illegali dove in realtà non accade proprio nulla di strano.
Twilight Guardian è la rielaborazione di un concept già proposto da Troy Hickman nella sua breve serie di minicomics autoprodotti Tales of the Pathetic Club (disegnati da Pam Bliss). Il soggetto venne ripreso e ampliato per il progetto «Pilot Season» dell’etichetta Top Cow, referendum con votazione online per decidere quali delle sei “puntate pilota” proposte ogni anno meritino di essere sviluppate. Risultato vincente nel 2008, a Twilight Guardian è stata dedicata una miniserie di quattro numeri tre anni dopo, in cui la storia si sviluppa compiutamente e in cui si scopre che il misterioso padre della protagonista era un paranoico fumettista, basato sulla figura di Steve Ditko, autore del fumetto autoprodotto The Gulch con cui promuoveva le teorie dell’Oggettivismo.

Pseudofumetti: i fumetti da cui trae ispirazione Twilight Guardian sono precisi omaggi ai comic book della Golden e Silver Age e ad alcuni momenti salienti della loro storia (ad esempio la morte di Gwen Stacy): Boffo Comics, The Wonder Kin, Amazing Squad, Superhero Slugfest, Planeteam, Jungle Justice, Marvelous Mantelope, Monsterous Tales, Minor League. Compra e legge anche quelli moderni ma li trova inadatti per prendere ispirazione visto che occasionalmente il protagonista perde – tra questi dovrebbe rientrare anche Eviscer-8 che acquista per un altro real-life superhero incontrato a una convention.

Alla protagonista viene anche proposto di realizzare un fumetto ispirato a lei, ma tutte le prove che riceve sono esasperate e fuori dal personaggio.
Da notare che alla convention a cui Twilight Guardian prende parte nel secondo numero della miniserie (e in cui appare un altro pseudofumetto, Countess Zepplin) sembra che la Top Cow sia la più grande casa editrice americana!

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

NATACHA
(Belgio 1970 [il personaggio e la prima ventina di tavole vennero creati nel 1967 ma videro la luce solo successivamente a causa degli altri impegni dell’autore], in Spirou, © Dupuis/Marsu Productions, umorismo, avventura)
Gos [Roland Goossens] (T), François Walthéry (D)

Classico del fumetto franco-belga, Natacha è una bella hostess che vive divertenti avventure insieme all’imbranato steward Walter.

Natacha et les Petits Miquets in Spirou 2122-2132 (1978). [Jean Mariette] Mittéï (T), François Walthery (D)
Lo staff della rivista Spirou al gran completo parte con un aereo della compagnia B.A.R.D.A.F. alla volta della Fiera del Libro di Nizza ma il volo viene dirottato da un ricco armatore greco in occasione del compleanno delle figlie undicenni appassionate di fumetti: rapiti i disgnatori, li metterà al lavoro su un album di 44 tavole ognuno! Persino Walter, nonostante abbia chiarito che non è un disegnatore, viene messo a disegnare una storia su Giulio Cesare.
Alla fine saranno salvati da Natacha.
Di molti fumettisti, compresi gli stessi autori di questa storia, vengono mostrati tic e manie e vengono anche rievocati episodi realmente accaduti nella redazione di Spirou. L’unico personaggio leggermente trasfigurato è l’editore, che da Dupuis diventa Dupuisard, così come Les Éditions du Lombard diventano «du Bobard».


CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

VOGLIADICANE
(Italia 1984, in Frigidaire, © Cadelo, fantastico)
Silvio Cadelo [con contributi iniziali ai testi di alcuni lettori]

Un essere proveniente da un universo popolato da creature incapaci d’amare si ritrova nel nostro mondo dopo che il padre lo ha sottoposto a un trapianto di cuore per impedirgli di diventare un assassino come lui. Sulla terra viene avvistato da diverse persone, tra cui un certo Corrado che riporta la segnalazione al fumettista Silvio Cadelo, il quale ricostruisce le vicende di Vogliadicane a partire dalle lettere ricevute da altri lettori, che diventano a tutti gli effetti i soggettisti di questo fumetto interattivo.
Interpellato sulla modalità e sull’effettiva veridicità di questo metodo di lavoro Silvio Cadelo mi ha risposto che «Le lettere arrivarono sopratutto dalla Francia dopo la pubblicazione che raccontava de l'arrivo di Vogliadicane a Parigi. Qualche lettera la ricevetti in Italia prima di partire ma il dispositivo interattivo si accompli tramite A SUIVRE.»
Nel secondo e conclusivo volume, Due Mosche Bianche, lo stesso Cadelo diventerà coprotagonista e accompagnerà Vogliadicane nel suo mondo natale per meglio visionarlo e narrarne le gesta – ma la sua presenza non sarà così neutra come originariamente sperava, e finirà per essere confinato nell’altro universo come castigo!


Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

LE DEPART
(Francia 1977, in Metal Hurlant, © Humanoïdes Associés, fantascienza)
Philippe Manouvre (T), Sergio Macedo (D)

L’equipe della rivista Metal Hurlant al gran completo (anzi, credo ci sia anche qualche “clandestina” della rivista gemella Ah ! Nana) parte verso il pianeta Paradis 9. Si tratta di una storiella introduttiva a un breve ciclo di fumetti su Metal Hurlant 19 in cui vari autori hanno dato la loro interpretazione di Paradis 9.

domenica 24 agosto 2014

Cosmo Color 12 - Wyoming Doll: Fiume di Sangue



Lo davano in uscita il 26 agosto, l’ho trovato in edicola ieri. Viva Turriaco.
La collana Cosmo Color conclude il suo primo anno di vita alla grande, con un bel fumetto di Franz. Wyoming Doll è un western che racconta la storia della ricerca di due bambine sottratte dagli indiani a una carovana mista composta da coloni irlandesi e italiani opportunamente trucidati.
Si imbarcano in questa impresa la giovane guida Llogan Jubal, in colpa per non aver saputo difendere la carovana, e l’indiano crow Salmone-Salterino, dedito a una vita errabonda e in cerca di una morte gloriosa dopo una cocente delusione.
Da un soggetto già abbondantemente sfruttato Franz riesce a ricavare un fumetto appassionante con qualche margine di originalità dato dall’approfondimento documentaristico e soprattutto dal doppio registro (giustamente sottolineato nell’introduzione del volume) che ha impiegato per raccontare la vicenda, sospesa tra il drammatico realismo delle situazioni e la distaccata, spesso ironica, narrazione delle didascalie.

Il reparto grafico è eccellente: Franz ha dato il suo meglio in queste 64 tavole che a volte arrivano a contare addirittura 16 dettagliatissime vignette – che oltretutto spesso ritraggono degli animali resi con invidiabile maestria. Anche gli splendidi colori sono stati realizzati in prima persona da lui.
Uniche due piccole pecche del volume: molte didascalie sono artefatte, costituite cioè da pecette messe sopra quelle originali che evidentemente non bastavano a contenere tutto il testo tradotto (spero che in origine Wyoming Doll sia uscito in versione extralarge per rendere giustizia ai disegni di Franz). Siccome le didascalie originali non hanno contorni squadrati questo stacco si nota molto, soprattutto quando si intuiscono i bordi di quelle originali che fanno capolino sotto i freddi contorni fatti col computer, e inoltre se un bordo di quelli fatti redazionalmente dalla Cosmo si avvicina troppo ai picchi di una montagna sullo sfondo o ai calzoni di un personaggio la composizione e l’equilibrio della vignetta ne risentono.

La seconda piccola delusione, non riferita al fumetto in sé, è l’annuncio in quarta di copertina del prossimo fumetto che ospiterà Cosmo Color, ovvero un western (che palle, ancora) di origine statunitense e non più franco-belga, che dovrebbe occupare ben quattro delle prossime uscite della collana. Non è il caso di fasciarsi già adesso la testa, vedremo.

venerdì 22 agosto 2014

Secoli bui...

...gli anni a partire da circa la metà dei '90. Lanciostory e Skorpio intensificarono le loro pessime abitudini, e se ne inventarono di nuove.
Questa è parte di una tavola della serie Albatross così come compariva sulla rivista di breve durata Terrifik:
Così è come l'hanno conciata sul numero di Skorpio in cui apparve, all'inizio del 1996:
All'Eura avevano ben pensato di eliminare una vignetta per metterci al suo posto un riassunto, e di lì a poco avrebbero anche cominciato a dissimulare i riassunti nei balloon, creando dei dialoghi un po' ridicoli e artefatti. Il tutto senza badare al buon nome o alla lunga frequentazione dei settimanali del disegnatore coinvolto: benché ristampato, di Spaghetti Bros. non vennero mai ripristinate le vignette perdute...
Non ho altre fonti per accertarmi dello scempio perpetrato su Albatross (Albatros con una sola "s" su Skorpio), ma mi sa tanto che anche le seguenti tavole subirono un processo di "epurazione":