sabato 18 maggio 2013

Fumettisti d'invenzione! - 58



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

LA MARQUE JACOBS
(Francia 2012, © Delcourt, biografico)
Rodolphe [Rodolphe Daniel Jacquette] (T), Louis Alloing (D)


Così come Les Aventures d’Hergé raccontavano le vicende del creatore di Tintin, così La Marque Jacobs tratteggia, com maggiore piglio documentaristico, la vita di Edgar P. Jacobs.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

GALLERIA DI FDC
(Italia 1987, in Fumo di China, © Bonfatti, umorismo)
Massimo Bonfatti


Dopo aver iniziato la sua collaborazione con Fumo di China già nella precedente versione della fanzine, il disegnatore Massimo Bonfatti (in seguito colonna di Cattivik) realizza a partire dal numero 1/28 delle vignette più mirate che ritraggono sceneggiatori e disegnatori di fumetti. In alcuni casi hanno fatto delle comparsate anche autori realmente esistenti.


Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

ZAGOR
(Italia 1961, © Sergio Bonelli Editore, avventura)
Guido Nolitta [Sergio Bonelli] (T), Gallieno Ferri (D)

L’atletico Patrick Wilding è lo “spirito con la scure” Za-Gor-Te-Nay, protettore della Foresta di Darkwood. Insieme al panciuto amico messicano Cico vive avventure che sconfinano spesso nel fantastico, nell’horror, nella fantascienza.

Smack, Sock, Coloro che tutti possono in Anubi Voudou (2011). Moreno Burattini (T), Gianni Sedioli e Marco Verni (D)
Per celebrare il cinquantenario dell’eroe venne realizzato un albetto speciale in occasione di Riminicomix 2011. All’interno sono state ristampate le due storie brevi che danno il titolo al volume, ad opera di Nolitta e Donatelli (pubblicate originariamente in appendice a due albi del 1968 e del 1969), e vari one-pager umoristici. Di questi, tre sono realizzati da Burattini, Sedioli e Verni e hanno una forte componente metafumettistica per cui di volta in volta gli autori vengono ritratti come registi e pittori dal vero delle storie di Zagor, vittime della sua furia e deus ex machina che si godono il loro potere su Darkwood.
Smack e Sock vennero realizzate tra il 2007 e il 2008 in occasione di mostre e incontri a Paganine (Modena) e a Godega, Coloro che tutti possono è stata realizzata appositamente per Anubi Voudou.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

RECENSIONI
(Italia 1991, in Il Grifo, © Muñoz, recensioni letterarie)
José Muñoz

In tre pagine José Muñoz recensisce altrettanti romanzi (forse memore dell’esperimento di Moëbius di riassumere romanzi di fantascienza in due tavole): Le Mille e Una Notte, Il Libro di Sabbia di Borges e Il Lungo Addio di Chandler.
Oltre ai giochi metanarrativi presenti in tutte e tre le “recensioni”, nella prima compare l’autore in prima persona (come contrappunto polemico alla situazione politica dell’epoca) e la seconda rende efficacemente un artificio letterario di Borges ricorrendo ai mezzi grafici e linguistici del fumetto.

domenica 12 maggio 2013

No che non lo reggo.



Dio, com’è stampato male Avengers – gli eroi supremi (cioè il numero 7 della collana Marvel Best Seller). Uno lo compra soprattutto per i disegni di Alan Davis, visto che la storia è la classica trama laterale ambientata in un pocket universe che non avrà troppe conseguenze, ammesso che ne abbia alcuna, sulle serie regolari.
Forse è anche a causa della stampa orrenda che alla Panini hanno preso un granchio con la traduzione: l’agente Hill (credo) non sta dicendo a Pepper di tenerle il mantello, che invece è ben saldo sulle spalle dell’eroina con l’elmetto grigio. Immagino che in originale la Hill dicesse «Hold it» o «Hold this», invito a Pepper di piantarla per un momento, ma a causa dei colori sbiaditi e dei contorni sfumati sarà sembrato al traduttore che le passasse il mantello...

venerdì 10 maggio 2013

Historica 7 - Berlino - Una città divisa



Certo che avrebbero potuto chiamarla direttamente Bellica, questa collana, invece che Historica. Vabbè, comunque:
Berlino è la raccolta di tre volumi che non hanno legami molto stretti tra di loro se non l’autore e, vagamente, l’ambientazione. Dopo aver realizzato la prima storia, I Sette Nani, nei primissimi anni ’90 Marvano ne ha fatto uno spin-off in due parti (di cui una non proprio congruente con l’altra, mannaggia...) tra 2005 e 2007.
La prima storia è sicuramente partecipata, molto documentata e frutto di una passione evidente ma non convince del tutto, o meglio non si eleva sopra altri prodotti analoghi (soprattutto se pensiamo che a Berlino è toccato l’ingrato compito di figurare dopo Le Sette Vite dello Sparviero, al cui confronto pochi altri fumetti possono reggere). Ai disegni Marvano cerca una via di mezzo tra Cosey e la marea di disegnatori americani che coniugavano tratto spezzato e grosse campiture di nero. Giuseppe Pollicelli nell’introduzione, spoilerosa come sempre, ravvisa delle somiglianze con lo stile di Frank Miller ma penso sia dovuto alla pratica di Marvano di indulgere ogni tanto in vignettine con primi piani per guadagnar tempo e spazio. Nel complesso, comunque, le tavole sono un po’ spoglie e disadorne per una BéDé. 
La storia si fa leggere, i personaggi sono stereotipati ma abbastanza interessanti pur senza suscitare particolari simpatie e sia all’inizio che alla fine del racconto si avverte una certa lentezza dovuta probabilmente all’inesperienza di Marvano come sceneggiatore. Un fumetto un po’ insipido che però penso piacerà agli amanti del genere.

Reinhard la Volpe è decisamente migliore, con un approfondito e documentato sguardo a un periodo storico forse poco conosciuto (ma tranquilli: sempre di guerra, appena trascorsa o incombente, si parla...) e con un protagonista tridimensionale.
Stavolta per i disegni, radicalmente diversi rispetto al primo episodio, Pollicelli usa come metro di paragone il Rodolfo Torti di Jan Karta e mi pare abbia colto nel segno: quelle anatomie improvvisate, quell’inchiostrazione alla meno peggio, quelle prospettive fantasiose, quelle capigliature impossibili, quelle architetture rese con tratto tremante e impreciso, quelle mani che sembrano passate sotto una schiacciasassi, quei chiaroscuri tutti da decifrare, quelle spiazzanti derive umoristiche, quelle espressioni di difficile interpretazione e quelle inquadrature troppo ardite tolgono molto del piacere della lettura. Anche il
colorista (Bertrand Denoulet per questo e il volume successivo, il primo l’ha colorato Claude Legris) ci mette del suo, e ogni tanto si lascia scappare un occhio sano che dovrebbe invece essere pesto oppure colora come labbra normali quelle che dovrebbero essere lorde di cioccolata. Ma come non capirlo: decifrare cosa ha voluto rappresentare Marvano può essere un pochino ostico, visto anche il suo scivolamento in alcune parti nel caricaturale tout-court.
La storia mi è sembrata un pochino inverosimile, esasperata: come può un ragazzino di 13 anni diventare una specie di Führer in sedicesimo? Ma se si supera questo scoglio (che poi magari potrà aver avuto benissimo una sua base storica) questa vicenda intricata e disincantata si legge con piacere. Peccato per i disegni.

L’ultimo episodio, I due figli dl re, è un po’ il Mister Blueberry di Marvano. Non succede nulla e assistiamo semplicemente alla lenta risoluzione di un’indagine per capire cosa sia successo dopo gli eventi di Reinhard la Volpe e come siano continuate le esistenze di alcuni personaggi – contraddicendo a volte quanto visto prima, forse Marvano avrà ricontrollato l’episodio precedente e si sarà accorto che certe cose non potevano essere successe negli anni in cui aveva ambientato certe sequenze. I personaggi sono ben delineati e il contesto storico e politico è ricostruito magnificamente, ma in definitiva viene da chiedersi perchè aggiungere anche questo tassello a una storia che era già perfettamente conclusa, e conclusa in maniera tale da dare ai vecchi protagonisti una particolare levatura quasi mitica che qui viene drasticamente ridimensionata. Avrebbe potuto essere la degna conclusione di una serie ben più lunga e articolata, ma così sembra solo un’appendice esageratamente lunga. Con quei disegni, poi...
Per fortuna l’uso smodato di didascalie non è poi così pesante perchè quello che viene narrato è avvincente e, lo confesso, i retroscena dei fatti storici per me sono una novità.

Non so se questo settimo volume di Historica sia finora effettivamente il più debole della collana come mi è sembrato appena finito di leggerlo. È meno pretenzioso di Memorie della Grande Armata e più originale del Gufo Reale, ma comunque un po’ deludente lo è stato. E poi mi sembra esagerato dedicare tre uscite su sette, quasi la metà, a serie d’aviazione ambientate durante la seconda guerra mondiale. O si propongono dei veri capolavori o è inevitabile, almeno per me che non amo il genere bellico, che alla fine stufino.

PS – eh, lo so che stavolta non sono riuscito a “stare sul pezzo” e a recensire l’ultimo Historica a ridosso della sua uscita, ma mi hanno tolto il drenaggio da poco e non sono riuscito ad andare in edicola per tempo.

martedì 7 maggio 2013

Fumettisti d'invenzione! - 57



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

RAOUL FULGUREX (RAUL FULGOREX)
(Francia 1989, © Glénat, parodia)
Tronchet [Didier Vasseur] (T), Dominique Gelli (D)

Raoul Fulgurex è un controllore delle trame e verifica che i fumetti seguano le direttive richieste rispettando le ultime circolari emanate da una Amministrazione dell’Immaginario decisamente troppo burocratizzata. Per amore della bella Balmina sconvolge la trama del 295° episodio de L’Inferno di Shangai e viene riassegnato per punizione alla Brigata di Pronto Intervento che lavora sulle serie più strane e pericolose. Vivrà varie avventure reinterpretando episodi classici di Tintin ma coinvolgendo e sconvolgendo altri classici del fumetto franco-belga e più in generale della narrativa e del cinema.


CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

LA GUERRA CIVIL ESPAŇOLA/TORMENTA SOBRE ESPAŇA
(Spagna 1986, in Cimoc, ©?, storico, guerra)
Victor Mora (T), disegnatori vari (D)

Raccolta di fumetti brevi ambientati durante la guerra civile spagnola. Victor Mora scrive tutti i testi che vengono disegnati da nomi eccellenti del fumetto spagnolo (Clavè, de la Fuente, Font, Ortiz, Blasco, Parras) e internazionale (Annie Goetzinger, Micheluzzi).
Pubblicata come La Guerra Civil Española sulle pagine della rivista Cimoc, l’opera è oggi conosciuta come Tormenta sobre España, titolo della versione in volume della Glénat.
Nell’episodio disegnato da Annie Goetzinger, El cordel de los tebeos, viene citata affettuosamente la testata a fumetti El Aventurero, realmente esistita in Spagna all’epoca dei fatti narrati, ma è molto più rilevante l’episodio conclusivo, 50 años después. Disegnato da Tha [August Tharrats], presenta due fumettisti che incarnano il pensiero di due generazioni diverse. Victor Mora lascia trasparire per bocca dell’anziano sceneggiatore delle amare considerazione che con ogni probabilità sono anche le sue.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

LA VIGNETTA DEL MESE/IL TEATRO DELL’ASSURDO
(Italia 1991, in Comic Art, © Mastantuono, umoristico)
Corrado Mastantuono
Con il titolo Il Teatro dell’Assurdo vennero raccolte in volume alcune delle vignette di Corrado Mastantuono che per anni hanno abbellito la pagina della posta della rivista Comic Art, e che venivano indicate come «la vignetta del mese» negli indici di gradimento della rivista.
Vista la destinazione, spesso queste vignette avevano per protagonisti sceneggiatori e disegnatori di fumetti.


Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
PARODIE (pag. 67)

SUPERIOR (IDEM)
(Stati Uniti 2010, © Millar/Yu, supereroi)
Mark Millar (T), Francis Leinil Yu e Gerry Alanguilan (D)

Il giovane Simon Pooni soffre di sclerosi multipla. Una scimmia aliena (!) lo trasforma nel suo supereroe preferito per una settimana. Potrebbe diventarlo per sempre e guarire così dalla malattia, ma c’è un prezzo da pagare...
Pseudofumetto: le avventure un po demodè di Superior, chiaro omaggio a Superman e al suo interprete cinematografico più iconico, Christopher Reeves.

sabato 4 maggio 2013

Fumettisti d'invenzione! - 56



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

BLOOM COUNTY (IDEM)
(Stati Uniti 1980, © Washington Post co., striscia)
Berke Breathed [Guy Berkeley Breathed]

La piccola comunità di Bloom County fu lo specchio dell’America dal 1980 al 1989, anno della chiusura della striscia, e valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1987. A popolarla sono sia esseri umani che animali parlanti tra cui il pinguino Opus, che ebbe un tale successo da sopravvivere alla chiusura della strip (tra il 2003 e il 2008 Breathed gli dedicò una striscia domenicale autonoma) e da diventare protagonista di alcuni libri per l’infanzia e addirittura di uno special televisivo animato – in Italia la Rizzoli Milano Libri che pubblicava Bloom County su Linus la ristampò in volumi dando maggior risalto al nome del pinguino Opus che a quello della striscia.
Oltre ai giochi metanarrativi e alle molte citazioni al mondo del fumetto, il pinguino Opus ha occasionalmente tentato di fare il cartoonist.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)

DISEGNATORE OMICIDA
(Italia 1986, in Frigidaire, © Brolli, grottesco)
Daniele Brolli

Theo Van Helsing viene concepito in maniera sovrannaturale e nasce con quattro dita. Con lo pseudonimo di Magmus intraprende giovanissimo la carriera di disegnatore: i suoi lavori hanno un influsso nefasto sulla realtà uccidendo le persone (vere) che disegna e distruggendo le città che nei suoi fumetti vengono bombardate.
Pseudofumetti: per la rivista di guerra Mondo a Soqquadro Magmus ha disegnato la storia Roma per aria. A seguito dell’imposizione di lavorare solo su fumetti per bambini, Magmus collaborerà alla rivista Hal (o perlomeno al suo «masked supplement»).

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

BULLIT JOE (IDEM)
(Belgio 1993, in (À Suivre), © Casterman, avventura)
Laurent Theurau

Prima di essere salvato da Peggy Guggenheim e Max Ernst (!) e di arrivare alla favoleggiata Hollywood, il cantante un po’ imbroglione Doc McDonald vive un’avventura on the road insieme al suo cane. Le sue vicende sono contrappuntate dalla tavola domenicale Bullit Joe, che ha delle inquietanti e inspiegabili analogie con le sue traversie.
Pseudofumetto: Bullit Joe: il personaggio ha un grandissimo successo visto che un viaggiatore incontrato da Doc ha il furgone pieno di sveglie ispirate a «quelle cacchiate» e si vanta di conoscerne il disegnatore.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

BRENDON
(Italia 1998, © Sergio Bonelli Editore, fantasy)
Claudio Chiaverotti (T), Massimo Rotundo (D)

Dopo una catastrofe il pianeta Terra è regredito a un “Medioevo prossimo venturo”. Brendon D’Arkness è un cavaliere di ventura, una sorta di mercenario che indaga e lavora per chi lo paga ma che in realtà agisce più spesso motivato dal suo nobile animo.

L’ultimo degli eroi in Brendon 90 (2013). Claudio Chiaverotti (T), Giovanni Talami (D)
Il cavaliere di ventura Adam viene in contatto con una copia malridotta di un vecchissimo albo a fumetti che si porta appresso una maledizione.
Pseudofumetto: Super Action Comics, un comic book supereroistico. Questo episodio contiene alcuni omaggi e citazioni al mondo del fumetto statunitense (Daniel Rand ad esempio è l’identità segreta di Iron Fist).

mercoledì 1 maggio 2013