venerdì 15 dicembre 2017

Historica Biografie 8: Cesare

Mathieu Gabella imposta questa biografia in maniera spedita e frenetica, ma comunque molto ben equilibrata. Si comincia in medias res con una sequenza che esprime subito la levatura e il carattere di un Cesare ancora relativamente giovane e si procede a tappe forzate fino alle Idi di Marzo.
È difficile dire qualcosa di nuovo su uno dei personaggi storici che più sono stati trattati e raccontati in libri, film e fumetti, e lo sceneggiatore imposta la sua ricognizione usando come filtro interpretativo l’ammirazione che Cesare nutriva per Alessandro Magno e la conseguente ambizione di emularlo. Vengono però ricostruiti con efficacia anche la corruzione e il clientelismo che imperversavano in una Roma che era una repubblica quasi solo formalmente, e mi è parso di cogliere in alcuni passaggi un’ironia che ho gradito molto. La lettura è insomma piacevole e coinvolgente, ma Gabella è stato aiutato nel suo compito dalla notorietà del protagonista, per cui moltissime sequenze fondamentali della vita di Cesare possono essere risolte con un accenno in una vignetta, tanto sono celebri (e la raffica di imprese che vengono sparate contribuisce a formare quell’ironia che però forse c’è solo nella mia immaginazione).
I disegni di Andrea Meloni mi hanno fatto inizialmente un’ottima impressione: è sintetico, espressivo e quando occorre sfoggia anche un bel tratteggio elegante. Nelle scene di massa e negli sfondi, però, si è dimostrato piuttosto avaro di dettagli, né la colorazione che ha eseguito insieme a Chiara Zeppegno ha sopperito alla cosa. In molte situazioni il suo stile si è rivelato perfetto per rappresentare la maestosità di un ambiente o di una situazione (ad esempio nella splash page di pagina 12 o nell’ultima vignettona di pagina 29) ma in altrettante si è persa la grandeur di una parata o la drammaticità di uno scontro tra eserciti a causa delle facce delle “comparse” sullo sfondo ridotte a ovali senza occhi e bocche.
In appendice Giusto Traina parte narrando le origini della famiglia di Cesare (che francamente ignoravo) per poi approfondire per quanto concesso dallo spazio a disposizione alcuni episodi narrati nel fumetto. Curiosamente stavolta il “making of” non parla del lavoro degli autori ma continua le annotazioni storiche su Cesare, rivelando forse involontariamente una licenza che si è preso Gabella: i pirati cilici sarebbero stati impiccati e non crocifissi.
Pur con qualche episodio meno riuscito, Historica Biografie conferma la sua elevata qualità media con questo bel volume (non a caso scritto da Gabella), a cui farà da “contradditorio” il prossimo dedicato a Vercingetorige, come da flyer allegato all’ultimo Historica.

domenica 10 dicembre 2017

Fumettisti d'Invenzione! - 124

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

BAKUMAN (IDEM)
(Giappone 2008, in Shonen Jump, © Shueisha, commedia)
Tsugumi Ohba (T), Takeshi Obata (D)

Dagli stessi autori del manga di grande successo Death Note (che ogni tanto viene citato anche qui): una lunga serie che prende le mosse quando Akito Takagi, aspirante scrittore di fumetti, convince il compagno di classe Mashiro Moritaka, abile nel disegno, a tentare la carriera di mangaka.
Moritaka è inizialmente titubante a causa dell’esperienza funesta avuta dallo zio, ma si lascia coinvolgere quando la ragazza di cui è innamorato gli dice che se riusciranno a coronare i loro sogni (lei vuole diventare doppiatrice) si sposeranno.
Per quanto la serie tratti inevitabilmente gli aspetti produttivi del mercato giapponese, Bakuman si concentra principalmente sugli aspetti romantici e umoristici della vita dei protagonisti.
Pseudofumetti: il defunto zio di Moritaka pubblicò il manga La Leggenda del Supereroe, che ebbe anche una versione animata ma non bastò a toglierlo dal cono d’ombra dei “giocatori d’azzardo”, quegli autori che nonostante il duro lavoro non riescono a vivere delle loro opere.
I due protagonisti realizzano fumetti umoristici a gag.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

BOKUMAN
(Giappone 2011, in Action, © ?, commedia)
Shuho Sato [con la collaborazione di Tokihiko Ishiki]

Manga in qualche modo speculare al precedente, di cui parodizza il titolo. Pare che l’autore Sato sia rimasto infastidito da come veniva raffigurata la classe impiegatizia in Bakuman, o forse ha voluto offrire uno sguardo più realistico e molto meno idealizzato della professione di quanto fatto da Ohba e Obata.
Il protagonista è un mangaka in cui sembra che Sato abbia riversato molte delle sue esperienze negative nel settore. Forse a seguito di pressioni da parte dell’editore, Sato ha abbandonato Bokuman al terzo episodio e l’eventualità che la serie proseguisse con suo collaboratore Ishiki è sfumata lasciando il manga incompiuto.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

TIRAMOLLA
(Italia 1952, in Cucciolo, © Alpe, umorismo)
Roberto Renzi (T), Giorgio Rebuffi (D)

Tiramolla è un essere mutaforma che può allungare a piacimento il proprio corpo e assumere varie forme. Nasce come semplice personaggio di contorno in una storia di Cucciolo e Beppe ma riscuote talmente tanto successo che meno di un anno dopo l’editore gli dedica una testata autonoma.
Il personaggio ha avuto una vita molto lunga e nei primi anni ’90 fu protagonista di un tentativo di rilancio che però naufragò presto.

Tiramolla invisibile in Tiramolla 7/XXIII (luglio 1975). Umberto Manfrin [?]
L’arcinemico di Tiramolla, Mister Magic, lo “cancella” dalle sue tavole e quindi il protagonista deve rivolgersi a Manberto, “disegnatore poco esperto”, ovvia (auto)caricatura di Manfrin, per farsi inchiostrare e tornare in scena.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

ADDIO AGLI AMICI
(Italia 1981, in Frigidaire, © Filippo Scozzari, fantascienza)
Filippo Scozzari
I personaggi che Scozzari aveva realizzato fino all’epoca (La Dalia Azzurra era ancora in corso di pubblicazione su Frigidaire), e che sono dichiarati ufficialmente morti, sono diretti con un’astronave verso il mitico pianeta Ferencvaros mentre dialogano con il loro autore che combina loro qualche scherzo fino alla beffa finale.

giovedì 7 dicembre 2017

Historica 62 - I Medici 1: Dall'oro alla croce

Il nuovo numero di Historica costituisce una lettura piuttosto impegnativa, ma vale abbondantemente le quattro ore (almeno) che richiede assimilare i dialoghi e ammirare le tavole dettagliatissime.
Olivier Peru inizia la sua ricognizione della vicenda dei Medici da Cosimo, che in Dal fango al marmo strappa a Rinaldo Albizzi il potere a Firenze, sancendo il passaggio del dominio della città dai nobili alla emergente borghesia rampante. Formalmente una repubblica, Firenze era infatti retta dalla famiglia più potente che spartiva tra i propri adepti le cariche pubbliche (che solo formalmente erano pubbliche). Il primo capitolo si dipana per vari decenni e alla fine si conclude con un’ipotesi originale ma coerente sulla vera fine di Cosimo de’ Medici.
Nel secondo capitolo, Di padre in figlio, il protagonista è il nipote di nonno Cosimo, il Lorenzo che passerà alla Storia come il Magnifico. Peru fa propria un’interpretazione cinica per giustificare la sua munificenza e il suo interesse per le Arti, che lo porteranno a diventare mecenate di vari pittori e scultori che qui appaiono come guest star.
A differenza di Dal fango al marmo questo secondo episodio si concentra su pochi eventi principali, ovvero la Congiura dei Pazzi e la lotta di Lorenzo de’ Medici contro papa Sisto IV.
L’ultimo capitolo, quello che dà il titolo a tutto il volume, sarebbe dedicato a Giulio de’ Medici, nipote (figlio del fratello) di Lorenzo, ma è in realtà un episodio corale in cui a primeggiare tra i Medici è più che altro suo cugino Giovanni, che comunque a sua volta scompare davanti alle figure di Machiavelli, Soderini e della famiglia Borgia (Cesare e Rodrigo in primis).
Come nel caso del capitolo precedente, anche in questo c’è un unico tema portante, in questo caso la lotta contro il predicatore Savonarola, ma vista la vastità di avvenimenti che coinvolsero i Medici in quel periodo (tra cui le Guerre d’Italia che Dago sta vivendo proprio in questo periodo su Nuova Ristampa Dago) la narrazione si incanala nei rivoli di varie sottotrame, con una netta accelerazione nelle ultime venticinque pagine. Dall’oro alla croce è anche il volume più lungo dei tre, contando ben 72 tavole.
Peru ha uno stile di scrittura piuttosto didascalico e anche i dialoghi tradiscono gli intenti più divulgativi che drammatici dello sceneggiatore. La storia viene oltretutto narrata direttamente dalla città di Firenze, il che le dà un tocco scolastico un po’ naif. D’altra parte, se alcuni personaggi parlano a volte come se fossero consapevoli di dover spiegare le loro motivazioni al lettore, non mancano dei momenti molto ispirati in cui il ritmo della sceneggiatura o alcune trovate liriche la rendono molto drammatica. Peru ha avuto l’accortezza di inserire questi virtuosismi soprattutto alla fine dei singoli episodi, in modo da farsi perdonare certi cascami didattici un po’ artefatti, come l’ossessione di Cosimo nel ribadire che i vecchi metodi per ottenere il potere sono desueti di fronte alle public relations (anche il lettore più distratto finisce per capirlo, e comunque la cosa dovrebbe emergere dalle azioni di Cosimo, senza che questi senta l’urgenza di sottolinearlo).
Una curiosità: questo volume di Historica presenta un bel po’ di refusi, o meglio di vocaboli fuori posto che non sono stati individuati come tali dal correttore automatico visto che sono parole di senso compiuto in italiano (“stavano” al posto di “stavamo”, “sodi”/“soldi”, “preso”/“presto”, ecc.). Sicuramente è un errore anche il riferimento al 1414 in una didascalia di pagina 31, visto che la sequenza precedente è ambientata nel 1420 e questa non è un flashback.
I disegni sono di matrice realistica e, pur se il team artistico cambia a ogni capitolo, la qualità si è mantenuta costante e molto alta pur tra le differenze stilistiche che caratterizzano ogni episodio. Difficile fare una classifica tra le varie “mani”, che hanno dato tutte una prova più che egregia.
Giovanni Lorusso sfoggia uno di quei tratti che vanno piuttosto di moda in Francia, un “realismo espressivo” caratterizzato da un’inchiostrazione molto marcata e da inquadrature ardite e dinamiche. Rispetto a tanti altri colleghi che aderiscono a questa corrente, però, io ho trovato Lorusso molto più rigoroso ed espressivo e quindi più piacevole.
Eduard Torrents si fa perdonare facilmente certi dettagli non proprio curatissimi grazie alla raffinatezza del suo tratto, molto sottile ed elegante. La splendida recitazione dei suoi personaggi (ma questa è una dote comune anche agli altri disegnatori de I Medici) mi fa pensare che abbia fatto posare degli amici per ottenere proprio gli sguardi e le espressioni giusti.
Infine, la coppia Leoni e Negrin (che già avevo apprezzato su Il Morto) si affida a uno stile più classico: pulito, gradevole e immediatamente leggibile – non ci sono forzature prospettiche o tagli sbilenchi delle vignette, ad esempio.
È probabile che alla base della elevata qualità grafica della serie ci sia stato in origine anche un accorto lavoro redazionale che ha permesso che i vari personaggi comuni del secondo e terzo episodio avessero lo stesso volto, e che ha consentito ai volumi di uscire a brevissima distanza – sono usciti tutti nel 2017, se ho ben interpretato le gerenze. I colori sono stati affidati a Élodie Jacquemoire per il primo e il terzo capitolo, mentre il secondo è stato colorato da Digikore Studios. La colorazione, di qualità molto buona, crea uniformità tra i singoli episodi anche se il secondo risulta spesso più livido.
In definitiva, mi sembra che questo sessantaduesimo volume di Historica sia uno dei più interessanti visti nell’ultimo anno, e forse in tutta la collana.

martedì 5 dicembre 2017

Fumettisti d'Invenzione! - 123

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

BONELLI KIDS
(Italia 2017, © Sergio Bonelli Editore, umorismo)
Alfredo Castelli, Tino Adamo, Sergio Masperi (T), Luca Bertelè (D)

Webcomic basato sulla dimensione della striscia a quattro vignette: una serie di ragazzini partecipa alle selezioni per diventare cosplayer di alcuni personaggi di Sergio Bonelli Editore, di cui proporranno in versione parodistica le caratteristiche e le tematiche più rilevanti.
A giudicarli c’è il fumettista Art affiancato dal cane Kirby, ma lo stesso autore Alfredo Castelli fa capolino in alcuni episodi, né mancano parentesi metafumettistiche.

I Bonelli Kids sono anche sbarcati sulla carta stampata in un crossover con Martin Mystère pubblicato in occasione di Riminicomix 2017.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

THE BATMAN ADVENTURES
(Stati Uniti 1992, © DC Comics, supereroi)
Kelley Puckett (T), Ty [Tyrone] Templeton e Rick Burchett (D)

Versione a fumetti d Batman così come compariva in Batman: The Animated Series, andata in onda con successo dal 1992 al 1995.

The Killing Book in The Batman Adventures 16 (1994). Kelley Puckett (T), Mike Parobeck e Rick Burchett (D)
Il Joker è irritato nel vedere che sul comic book Gotham Adventures viene ridicolizzato da Batman. Nel mentre la redazione della rivista licenzia tutti gli autori lasciando il giovane Anthony Baldwin a realizzarla, benché sia solo un disegnatore («Ma io disegno e basta! Non so scrivere.» «“Scrivere”?! Ma è solo un fumetto! Sono pazzi questi ragazzini…»). Il Joker rapisce quindi la giovane star e gli fa disegnare la sua versione del fumetto mettendo in scena i suoi exploit. Sempre per tramite delle pagine stampate ordisce una trappola per Batman. Una volta sconfitto, verrà ripagato con la stessa moneta.
Ognuno dei tre capitoli di cui è composto il fumetto riprende (o parodizza) un celebre titolo di saggi di critica fumettistica.
Pseudofumetto: Gotham Adventures, comic book in cui il Joker viene regolarmente sconfitto da Batman, ma che nel breve interregno della sua gestione lo vede trionfante.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

GLI SCARABOCCHI
(Italia 2001, in Linus dal gennaio 2017, © Maicol & Mirco, umorismo)
Maicol & Mirco [?]

Serie di fulminanti tavole autoconclusive pervase da un umorismo dissacrante e talvolta macabro. La prima apparizione del progetto risale al 2001, con una pubblicazione autoprodotta presentata a un happening underground del centro sociale Leoncavallo. Dal 2012 Gli Scarabocchi compaiono su una pagina Facebook dedicata e nel 2017 fanno il loro esordio con storie più articolate sulla rivista Linus.

Maicol & Dio in Linus 10/2017 (2017). Maicol & Mirco [?]
Un dio eccessivamente ansioso si pente di quanto ha combinato finora, constatando che pur con le migliori intenzioni i suoi piani si sono rivelati fallimentari. Ma interviene Maicol in prima persona che, essendo il creatore del fumetto in cui compare, lo esonera da tanta responsabilità.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

SUSPENDED IN LANGUAGE: NIELS BOHR’S LIFE, DISCOVERIES, AND THE CENTURY HE SHAPED (UN PENSIERO ABBAGLIANTE)
(Stati Uniti 2003, © Ottaviani & Purvis, biografico)
Jim Ottaviani (T), Leland Purvis (D) [con contributi grafici aggiuntivi di Jay Hosler, Roger Langridge, Steve Leialoha, Linda Medley e Jeff Parker]

Biografia a fumetti del Fisico Niels Bohr, premio Nobel per la Fisica nel 1922.
Il graphic novel è integrato da una appendice in cui vengono presentati degli approfondimenti a fumetti a opera di vari disegnatori. In questo contesto è stata creata la finta striscia umoristica Oh, That Dirac! (Oh, quel Dirac!) dedicata a Paul Dirac, Fisico premio Nobel nel 1933 dal carattere taciturno e ingenuo che ben si prestava a essere immortalato in un fumetto.
Viene ricostruita la storia fittizia della striscia, che sarebbe apparsa negli anni ’20 e ’30 nel bollettino interno del laboratorio di un dipartimento di Fisica (ma solo sei strisce sono giunte fino a noi). Il Journal of Jocular Physics, giornale dell’Istituto di Bohr, avrebbe recensito favorevolmente la striscia. Oh, That Dirac! viene attribuito a tal “Leeds”, in realtà l’autrice è Linda Medley.

domenica 3 dicembre 2017

Betty & Veronica

Piuttosto smilzo il volume che raccoglie la miniserie dedicata alle due reginette di Riverdale, di cui l’anno scorso a Lucca davano un assaggio gratis. In effetti la serie conta solo tre episodi, per quanto i primi due siano di 23 pagine! Forse la superstar Adam Hughes è troppo costosa, o forse è talmente lento da sconsigliare un suo coinvolgimento sul lungo termine, o più probabilmente è l’esilità della trama che non consentiva di svilupparla più di tanto.
Dunque: a Riverdale una catena di caffetterie sta per eliminare il locale di Pop’s (dai dialoghi sembra che sia una situazione di partenza tipica dei fumetti di Archie), e l’energica Betty organizza una petizione per raccogliere il denaro necessario a coprire il mutuo con la banca. Sia la banca che la catena di caffetterie sono però di proprietà di Hiram Lodge, il padre di Veronica, e tra le due scoppia una guerra che si estende a tutta Riverdale, citando direttamente la Civil War di marvelliana memoria.
Lo scioglimento del nodo della trama è smaccatamente naif e, senza anticipare troppo, lo metterei al secondo posto in una ipotetica classifica dei finali-imbroglio dopo quello in cui si scopre che “era tutto un sogno”.
Betty & Veronica si fa comunque leggere con piacere: Hughes sembra aver studiato con attenzione la materia di partenza e ha infarcito la trama di citazioni delle situazioni e dei personaggi dell’universo di Archie. I suoi dialoghi sono brillanti e pop, con frequenti derive metanarrative (la storia viene narrata da Hot Dog, il cane di Jughead) e la densità di scrittura è notevole. Ma in fondo chi se ne frega dei testi, o per meglio dire sono solo la ciliegina sulla vera e più appetitosa torta che sono gli splendidi disegni. Hughes è veramente bravissimo e mi sembra che abbia trovato in José Villarrubia un colorista adeguato a metterne in evidenza le doti, anche se resta il dubbio su come sarebbero risultati certi volti se Villarrubia non avesse schiarito le linee dei nasi e delle bocche.
Come dicevo, le pagine di fumetto sono poche, in totale solo 66, per cui le Edizioni BD (che tra l’altro hanno usato una traduzione nuova e non quella dell’albetto gratis col primo capitolo) hanno infarcito il volume di variant cover. Nonostante il risultato finale sia in linea con la foliazione dei volumi della stessa categoria merceologica, il prezzo è relativamente basso: solo 10 euro.

giovedì 30 novembre 2017

Fumettisti d'Invenzione! - 122 (speciale Les Dingodossiers)

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

LES DINGODOSSIERS
(Francia 1963, in Pilote, © Dargaud/Goscinny/Gotlib, satira)
René Goscinny (T), Marcel Gotlib [Marcel Gottlieb] (D)

Serie di gag, solitamente sviluppate in due pagine, in cui vengono messi alla berlina alcuni aspetti della società francese degli anni ’60. Quando Goscinny non potrà più produrre le sceneggiature a causa del superlavoro dovuto al successo di Asterix, concederà a Gotlib la facoltà di continuare la serie anche ai testi, ma il disegnatore preferirà continuare l’esperimento con il nome di Rubrique-à-brac, serie citata nel libro di Castelli.
Come nel caso di Achille Talon, le situazioni dei Dingodossiers che riguardano fumettisti e metanarratività sono molteplici e variegate, tanto da meritare una puntata monografica di questa rubrica.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

Per quanto siano dedicati più che altro alla citazione e all’autocaricatura, talvolta i Dingodossiers presentano fumettisti inventati per l’occasione.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

È la categoria più frequentata da Goscinny e Gotlib, che spesso si ritraggono in prima persona.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)

Strettamente legata alla categoria precedente, c’è questa simpatica guida su come trovare l’ispirazione:

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

Inoltre nei Dingodossiers c’è qualche sparuto accenno di metanarrazione, sempre in tono parodistico.

Segnalo infine questa bellissima storiellina che omaggia molti personaggi storici del fumetto franco-belga e statunitense, per quanto non vi compaiano dei fumettisti: