lunedì 16 gennaio 2017

Un fumetto pressoché sconosciuto di David Lloyd...

...è il brevissimo Kalgar, che comparve sulla rivista di giochi di ruolo inglese White Dwarf a partire dal numero 5.
Nonostante l'elevata qualità (ma d'altra parte nel 1978 Lloyd aveva quasi trent'anni e già una certa esperienza), il fumetto venne fatto chiudere a furor di popolo e durò solo 5 episodi. Forse per questo non compare nelle bibliografie dell'autore, se non in quelle più specifiche.
Lloyd colse probabilmente l'occasione di questo stop forzato per terminare il fumetto, con una tavola di sole tre strisce contro le sei consuete, con un bel meccanismo metanarrativo per sciogliere i nodi della trama.

venerdì 13 gennaio 2017

giovedì 12 gennaio 2017

Sorpresa!

Il nuovo volume dell’Integrale di Barbarossa, il settimo (ma dall’ultimo Fumo di China apprendo che dovrebbe essere uscito anche l’ottavo), non segue la pubblicazione originale ma anticipa i tempi e presenta la storia in due parte disegnata da Patrice Pellerin.
L’ho solo sfogliato, ma quelle tavole sono una meraviglia, e trovo che sia quasi un peccato che il disegnatore abbia poi semplificato il suo tratto rendendolo senz’altro più elegante ma meno sontuoso.
Gli editoriali di questo settimo volume sono ricchissimi, dovendo andare a coprire la foliazione standard di 160 pagine, e offre anche una lunga intervista a Pellerin da cui si evince ancora una volta quanto la fortuna abbia un ruolo determinante anche nella carriera di un autore molto talentuoso. Molto più ricco del solito, inoltre, è l’apparato iconografico che presenta chicche inedite.
Veramente una gradita sorpresa.

lunedì 9 gennaio 2017

Il "nuovo" formato di Linus

E così non si è trattato di una modifica delle dimensioni ma solo dell’adozione del cartoncino per la copertina e di un leggero restyling grafico, per renderlo (come ammesso nell’editorialinus) più conforme alla versione originaria della rivista. Questo più la copertina di Zerocalcare e la curiosità di sapere cosa custodisse il cellophan (il calendario dei Peanuts) sono comunque bastati a farmi capitolare e a prenderlo.
I contenuti sono praticamente i soliti già leggiucchiati in biblioteca da anni: una parte scritta molto consistente mentre quella dedicata ai fumetti è sempre limitata a strisce o comunque all’umorismo. E tra le strisce rientrano due retrospettive colorate digitalmente che riprendono glorie passate (e francamente, per quanto ne riconosca la qualità e l’importanza, a me Doonesbury non è mai piaciuto particolarmente). Nel complesso la parte scritta è più interessante di quella a fumetti (ma quanti errori negli a capo del pezzo di Paolo Morando, sembrano messi apposta!), o per meglio dire raggiunge dei picchi più alti nella grande eterogeneità dei contributi. Quindi dubito che ricomincerò a comprare la rivista nonostante i sempre piacevoli Monty e Perle ai Porci, anche perché Ralph König non mi ha mai convinto e il moominesco Richard Short non è nelle mie corde. E le pagine di Maicol&Mirko non spostano l’ago della bilancia più di tanto. Che belli erano Get Fuzzy e Zits
Certo, se Linus cominciasse a serializzare qualche volume francese, anche in dosi omeopatiche, un pensierino lo farei.

PS: forse due balloons di Dilbert e uno di Perle ai Porci sono stati dimenticati, o sono io che non ho colto le battute?
Nella terza vignetta il segnetto sil naso di Topo potrebbe essere il filatterio del balloon originale

sabato 7 gennaio 2017

Historica 51 - Luigi XIV: Il Re Sole

Il 2017 di Historica si apre all’insegna dell’austerity e questo Luigi XIV è in assoluto il volume più smilzo, raccogliendo “solo” due volumi di 46 tavole l’uno, senza schizzi preparatori o studi in appendice. Per 13 euro si tratta sempre e comunque di una proposta vantaggiosa, né la scelta della Mondadori poteva essere diversa visto che la serie originale si conclude con il distico qui presentato. A testimoniare però la buona salute della collana c’è un volantino allegato che anticipa due uscite speciali dedicate a Fidel Castro e Anna Frank.
Luigi XIV è come intuibile un fumetto biografico che si concentra sulla vita del re omonimo, il celeberrimo “Re Sole”. La vicenda inizia nel fatidico 1661, anno che vede avvicendarsi come consigliere del re Colbert dopo che il ruolo era stato del cardinal Mazzarino. Si tratta di una data fondamentale, uno spartiacque nella gestione del potere che nei mesi successivi sarà accentrato nella figura del re.
La trama si sviluppa temporalmente in due sensi opposti: da una parte ci sono flashback che approfondiscono alcuni passaggi a cui si fa riferimento nella storia e dall’altra la narrazione procede linearmente accumulando le situazioni più rappresentative e importanti della vita a della politica di Luigi XIV (ad esempio la guerra contro l’Olanda). È ovvio che una vita così complessa e articolata non potesse venir riassunta compiutamente in sole 92 tavole, tanto più che l’arco temporale preso in esame supera i cinquant’anni, e quindi gli autori (Jean-David Morvan e Frédérique Voulyzé) hanno impostato il loro lavoro dedicando particolare attenzione agli aspetti della politica interna ed esterna del regno del Re Sole e alla edificazione di Versailles. Anche così, e nonostante l’indubbia professionalità di Morvan, la frammentarietà dello stile narrativo e la freddezza di dialoghi e didascalie (pur con qualche lodevole tentativo di renderli più spumeggianti) non rendono Luigi XIV una lettura avvincente anche se ci viene risparmiata la freddezza didascalica di Napoleone. Molto ben riuscite, comunque, le ultime cinque tavole con la soggettiva del protagonista agonizzante; mi hanno ricordato il martirio di Hsi-Men alla fine de Le 110 Pillole di Magnus.
Ai disegni il brasiliano Renato Guedes svolge un lavoro quasi contraddittorio: i primi piani e le figure intere, sicuramente ispirati a quadri d’epoca, sono piuttosto curati ed efficaci, mentre i dettagli e le panoramiche sono risolti spesso con un’approssimazione e una noncuranza sfacciate. A livello narrativo lo stile di Guedes “funziona” (pur nella fissità dei volti e delle pose, ma io preferisco questo stile a uno caricaturale) ma in un volume francese, che oltretutto affronta un argomento così importante, mi sarei aspettato un comparto grafico molto più spettacolare e sfarzoso.
Un volume senza infamia e senza lode, nonostante qualche trovata interessante, ma di sicuro gradimento per chi ama il periodo storico e le vicende del Re Sole.

giovedì 5 gennaio 2017

Fumettisti d'invenzione! - 109

Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

ARTISTIC LICENTIOUSNESS
(Stati Uniti 1991, nel comic book omonimo, © Gregory, sentimentale, erotico)
Roberta Gregory

Miniserie di tre numeri (il primo edito da Starhead Comix, gli altri due autoprodotti dall’autrice nel 1994 e nel 1997) in cui è protagonista Kevin, un grasso fumettista frustrato che assiste alle sortite amorose del suo amico Mitch mentre la sua vita sentimentale rimane piatta.
Kevin avrà una storia con la scrittrice bisessuale Denise, con effetti nefasti.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

ATTALO CHE AVEVA DETTO AGLI AMICI…
(Italia 2016, in Fumo di China, © Pollicelli/Conti, parodia, biografico)
Giuseppe Pollicelli (T), Emiliano Conti (D)

Omaggio al vignettista Attalo (al secolo Gioacchino Colizzi) sotto forma di parodia delle sue vignette della serie Il Gagà che aveva detto agli Amici…, in cui il protagonista diventa lui.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
METAFUMETTI E AUTOREFERENZIALITA’ (pag. 64)

PLUTONA (IDEM)
(Stati Uniti 2015, nel comic book omonimo, © 171 Studios Inc. & Emi Lenox, supereroi)
Jeff Lemire (T), Emi Lenox e Jeff Lemire (D)

L’impatto della morte della supereroina Plutona su un gruppo di ragazzini delle provincia americana che ne rinvengono il corpo.
Pseudofumetto: la storia portante è inframmezzata da lacerti dei comic book dedicati a Plutona (pubblicati dalla fittizia Mega Comics), di cui non vengono indicati gli autori. Questi inserti sono disegnati da Jeff Lemire e si incastrano nella trama principale svelandone gli antefatti.

Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei; fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)

SNARFQUEST
(Stati Uniti 1983, in Dragon, © Elmore, fantasy, fantascienza, umorismo)
Larry [Leonard] Elmore

Spumeggiante epopea che ha per protagonista Snarf, uno “zeetvah”. SnarfQuest si discosta molto dagli altri fumetti che comparivano o sarebbero comparsi sulla rivista Dragon in quanto il fantasy proposto è molto sui generis e oltre ad avere un piglio umoristico presenta molti elementi fantascientifici oltre che razze, mostri e tipologie di personaggi del tutto originali e non contemplati nella cosmologia canonica di Dungeons & Dragons.

Senza titolo e fuori numerazione in Dragon 123 (1987) ed episodio #60 in Dragon 139 (1988). Larry Elmore.
I personaggi di SnarfQuest compaiono attorno al loro esausto autore per giustificare i ritardi nella realizzazione della serie.

Episodio #69 in Dragon 145 (1989). Larry Elmore.
A chiudere la saga di SnarfQuest compare l’autore in persona che spiega perché, almeno fino al momento, non verrà continuata. Snarf tornerà su Dragon 200 nel 1993 con una storia celebrativa.

lunedì 2 gennaio 2017

Intervista a Tuono Pettinato

Tuono Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, a soli 40 anni ha già raggiunto importanti traguardi. Attivo professionalmente nel mondo dell’illustrazione dal 2005 (dopo esperienze nell’autoproduzione) già nel 2014 viene premiato come Miglior Autore Unico a Lucca Comics.
Disegnatore molto personale ma versatile, ha prestato indifferentemente la sua opera a libri per l’infanzia, fumetti underground, biografie di scienziati e rockstar e altri progetti ancora più personali come il recente L’Odiario.
Nella sua vasta produzione spicca la serie di omaggi Fumettisti Ragguardevoli, con cui ripercorre su Linus le vite e le opere dei principali fumettisti che hanno reso grande la rivista.

Luca Lorenzon (LL): Ultimo giorno di Lucca, finalmente. Quest’anno cos’hai presentato alla fiera?

Tuono Pettinato (TP): Quest’anno mi divido tra Grzzzetic e Rizzoli Lizard. Per quest’ultima insieme a Dario Moccia abbiamo fatto la biografia di Freddie Mercury mescolando i nostri ricordi da nerd con una biografia più concreta e realistica. Il libro è andato esaurito ieri.

LL: Complimenti. Si può dire di quant’era la tiratura?

TP: Non lo so di preciso ma credo 800 copie.

LL: Ed è già andata tutta esaurita?!

TP: Sì, è andato molto bene e siamo molto contenti. Senza più copie da dedicare oggi allo stand giocheremo a tressette!
Per Grzzzetic invece ho portato L’Odiario che è un diario improbabile di me che da personaggio più buono del mondo dei fumetti divento cattivissimo, era un percorso che i miei compari avevano già intravisto!

LL: Quindi il protagonista sei tu?

TP: Sì, proprio io, fumettista costretto per anni a disegnare pupazzetti allegri e teneri e le cose edulcorate per bimbi. Poi a un certo punto la misura è colma e divento uno spietato supercattivo internazionale.

LL: Interessante. Tra l’altro sfogliando il volume anche qua noto una qualche radice nel fumetto umoristico franco-belga. C’è questa morbidezza del tratto che è semplice ma sempre modulato, elegante. O forse è solo una mia impressione?

TP: In realtà i miei primi riferimenti, le mie prime letture (oltre ai Peanuts) sono stati gli albetti della Mondadori di umorismo puro che negli anni ’70 raccoglievano Il Mago Wiz, B. C. e tutti questi personaggi che potremmo definire “stondati” però con un contenuto un po’ storto.

LL: Ci riassumi brevemente la tua carriera?

TP: Ho cominciato con delle pubblicazioni spillate fotocopiate malissimo nelle quali dicevo che andava bene disegnare male se avevi delle idee buone. Ho avuto la fortuna di conoscere Ratigher e in seguito Maicol & Mirco, il Dr. Pira e LRNZ. Assieme abbiamo fondato I Superamici e poi coi Superamici abbiamo pubblicato Hobby Comics che in seguito dal numero 1 in poi (il numero 0 era autoprodotto) è stato pubblicato da Grzzzetic fino al sesto numero.

LL: A onor del vero mi sembra che l’ultimo, quello con la copertina argentata, sia la raccolta di altri due: il 5 e il 6 messi insieme per far finire rapidamente il fumetto di LRNZ. O così mi è sembrato.

TP: Sì, esatto, erano due albi nuovi rispetto ai precedenti ma sono stati accorpati per abbinarsi e dare maggiore coerenza alla fine. Sai, noi eravamo anche un po’ dispersivi sulle tempistiche, ogni tanto tra un numero e l’altro c’era un numero e mezzo: l’1 ½, il 2 ½…

LL: Come quello dedicato ai Ronfi!

TP: Esatto, poi ce n’era uno fatto espressamente per BilBolBul che era una storia a bivi e ci ha divertito tantissimo.

LL: Questo mi manca: di cosa si trattava?

TP: Era un albo di un BilBolBul di anni fa in cui noi facevamo una mostra.

LL: Intendi che era “a bivi” come un librogame?

TP: Sì, esatto, però con BilBolBul e i personaggi di Antonio Rubino. Nella mia parte della storia comparivano i Futuristi, che facevano a botte tra di loro!

LL: Anche qui si nota la tua tendenza al biopic, hai fatto molte biografie e tra l’altro spazi molto: Kurt Cobain ma anche altre star del rock. E poi dalle star del rock alle star della Fisica ma anche alle star del fumetto con la tua rubrica su Linus. A proposito: la serie di ritratti su Linus continua? Mi sembra che sia da un po’ che non si vedono le tue biografie.

TP: Io avevo queste due pagine mensili su Linus e anche una striscia settimanale su Internazionale e abbiamo deciso di bloccare il progetto un po’ per ragioni redazionali (un nuovo Direttore porta inevitabilmente a cambiare certe cose) e un po’ perché la serie era arrivata a un punto di chiusura: gli autori di fumetti da omaggiare erano quelli, non si potevano inventarne altri! E poi si trattava di minibiografie di autori che erano comparsi su Linus e le avevamo fatte nell’ottica del cinquantenario della rivista.
Adesso cerco di ritagliarmi tempo per fare storie lunghe, ci sono già delle cose che ho consegnato a Rizzoli.

LL: In effetti uno dei tuoi pregi è che sei uno che produce molto, al di là della qualità elevata del disegno (e poi fai anche il lettering a mano che per me che sono un dinosauro è una grande cosa). Hai accennato a questi progetti futuri: puoi approfondire?

TP: Diciamo che tendenzialmente ho proposto un sacco di roba a molti editori e bisogna capire quali progetti verranno approvati. In generale il filone delle biografie immagino che avrà sempre il suo pubblico (e a me piace farle).
In questa fase vorrei provare a fare qualcosa che sia più di finzione e cominciare in qualche modo a distinguere tra delle storie che posso fare da solo col mio segno e storie che invece hanno bisogno di un altro segno, di un altro disegnatore e che quindi mi limiterei a scrivere in base allo stile di altri disegnatori che a me piacciono.

LL: Hai già qualcuno in mente, se si può dire?

TP: Beh, uno con cui abbiamo già parlato di queste cose (poi bisogna vedere se i rispettivi impegni ci permetteranno di farlo) è Francesco Guarnaccia di Mammaiuto, un mio concittadino con cui spero un giorno di riuscire a fare qualcosa.