venerdì 24 ottobre 2014

Un grandissimo fumettista da riscoprire

Di Piero Alligo ho letto solo la storia breve Amos sull'ultimo numero di Sgt. Kirk, il 61 datato maggio-giugno 1979 ma che pare sia uscito nel 1981. Mi è bastato per adorarlo.
 
Il suo tratto iperrealistico e certosino era basato evidentemente su fotografie che probabilmente egli stesso aveva scattato, impostando posture ed espressioni e scegliendo le ombre. Il che fa dei suoi lavori (di questo, almeno) un riuscito connubio tra fumetto e performance.

A differenza di Danilo Masciangelo, Arturo Picca e Walter Angelici è rimasto nell’ambiente del fumetto visto che è l’editore della casa editrice Lo Scarabeo con cui oltre a deliziose ristampe mignon di classici del fumetto mondiale ha curato una bella ristampa di Druuna che purtroppo non ha ancora avuto seguito al momento.
Inoltre è anche stato sceneggiatore di fumetti erotici per Playboy, e molti dei suoi soggetti spiccavano per originalità e simpatia.

martedì 21 ottobre 2014

E finalmente...

Ufficialmente uscito il 18 giugno: certo che è proprio una gran rottura di scatole doverlo ordinare da internet. Ho letto solo due pagine al momento, già si candida a essere il top del Meglio del 2014.

lunedì 20 ottobre 2014

Death by (bad) design

Che bella sorpresa all'apertura della nuova confezione del liquido per lenti a contatto OneSept della Bausch & Lomb...
Gli alloggiamenti in cui inserire le lenti non sono convessi ma concavi...
L’anonimo designer andrebbe spedito a calci in culo ad Eindhoven. O anche spedito in galera.


giovedì 16 ottobre 2014

Sophia



La serie italiana che più apprezzo de Il Giornalino (se e quando lo trovo), forse anche più del mitico Pinky di Mattioli, è Sophia. Sono delle tavole comiche autoconclusive sullo stampo delle analoghe proposte franco-belghe e hanno per protagonista una bambina pestifera a cui la madre impone di provare gli sport più a la pàge.
Sophia però è un ciclone incontenibile e sfoga la propria devastante vitalità portando scompiglio negli ambienti solitamente paludati con cui viene a contatto.
Le gag, e questa è la cosa che apprezzo di più, sono spesso di una violenza dirompente e lo sceneggiatore Beppe Ramello è abilissimo ad architettare sempre delle trovate originali in quello che è uno schema programmaticamente fisso e ripetitivo. Come il mitico Bilbolbul di Mussino, anche Sophia è destinata a concludersi naturalmente visto che gli sport da cui attingere, per quanto più numerosi di proverbi e modi di dire, non sono infiniti.
Dal punto di vista grafico inizialmente Marco Meloni mi era sembrato troppo scarno ed essenziale per una proposta del genere, tanto più che il confronto con i suoi cinetici e dettagliatisimi colleghi d’Oltralpe con cui condivide le pagine de Il Giornalino era un po’ impietoso. Ma una volta “fatto l’occhio” il suo stile pulito si fa apprezzare e ormai non riesco a immaginarmi Sophia disegnata da altri.
Non sarebbe male una riprosta cronologica in volume – ma in Italia è la stessa cosa che si dice di un sacco di altri gioiellini destinati a una sola pubblicazione e al conseguente oblio.

lunedì 13 ottobre 2014

Il Morto 16: Il Germe della Follia



Dopo il felice exploit dell’ultimo numero Il Morto si concede un episodio dal carattere interlocutorio, tanto più che Il Germe della Follia è solo la prima parte di una storia che finirà sul prossimo numero.
Peg trova fortuitamente lavoro come fattorino e magazziniere presso una casa editrice. Il viaggio nell’Italietta che ogni due mesi ci fa fare la testata prevede stavolta una ricognizione sulle modalità di assunzione nelle medie realtà imprenditoriali, i maneggi e le ruberie che vi avvengono e soprattutto (tema portante dell’episodio) la collusione tra case farmaceutiche e medici senza scrupoli.
Mentre il protagonista difende se stesso e le sue amiche ritrovate dagli assalti di malintenzionati, il laido dottor Marchi prescrive un nuovo farmaco non sperimentato dopo essere stato corrotto con una crociera dalla casa farmaceutica che lo produce. Per funzionare, il Kappa C8 funziona: le quattro persone di età diversa che lo assumono non sentono più mal di testa, ronzii o stress. C’è solo uno spiacevole effetto collaterale: gli istinti omicidi che colgono chi inghiotte le pastiglie, di cui non rimane poi traccia nella loro memoria.
Come di consueto Il Germe della Follia è una storia cinica, coinvolgente e (questa l’impressione che mi ha dato) ben documentata. È però programmaticamente solo l’antipasto di quello che avverrà nel prossimo numero, e difatti Peg si vede poco – e ancor meno il suo alter ego mascherato. C’è forse una certa frammentarietà nell’avvicendarsi delle singole sequenze che coinvolgono le ignare cavie umane, ma è inevitabile data la natura introduttiva dell’episodio.
Oltre all’efficacia con cui come sempre Ruvo Giovacca dipinge la realtà italiana, ho apprezzato anche la costruzione di una continuity (tornano le ragazze lesbiche aiutato dal Morto nel numero 13), cosa che dona un certo senso di familiarità alla serie come d’altra parte anche l’ambientazione italiana.
Dal punto di vista grafico Stefano Scagni (chinato da Angelo Scariolo) fa un lavoro dignitoso ma a tratti discontinuo, principalmente nei campi lunghi dove le sue figure sono abbozzate e un po’ tirate via. La sua preferenza per uno stile un po’ grottesco non sempre si amalgama bene con l’atmosfera della storia. Comunque lode a Menhir Edizioni che permette a questi talenti (perché le doti ci sono e si vedono) di lavorare e farsi le ossa.
Anche l’episodio di H. W. Grungle in appendice mi è sembrato un po’ sotto tono.
Da questo numero Il Morto costa 3 euro, assolutamente giustificati.

domenica 12 ottobre 2014

Cosmo Color Extra 8 - 3 Leggende 2: La Città delle Mille Colonne



Kabyle continua lo sporco lavoro a cui è obbligato dalla sua nuova condizione di riluttante genio della lampada. Per ordine di S/Aladino deve rapire Sheherazade dalla mitica città invisibile di Iram. La missione prenderà una piega inaspettata e offrirà l’occasione per svelare alcuni misteri sulla natura dei djinn, dei golem, del paradiso dove le anime dei suoi familiari starebbero aspettando Kabyle e della lampada stessa.
I disegni di Martinello sono veramente spettacolari, una gioia per gli occhi. Da soli valgono l’acquisto del volume (che tra l’atro essendo prodotto dalla Cosmo non è affatto oneroso), e ormai le sue occasionali concessioni all’anatomia accademica mi sembrano più scelte stilistiche che “errori”.
Ma anche dal punto di vista dei testi 3 Leggende si colloca su un livello alto. Le prime 30 tavole sono un tour de force appassionante e adrenalico che incolla il lettore alla pagina. Gli intrighi, i colpi di scena, le rivelazioni e le imprese spettacolari si susseguono freneticamente per tutto il volume, forse a un ritmo anche troppo sostenuto per essere del tutto comprensibile a una prima lettura – confesso che da un certo punto in poi non mi ci raccapezzavo più e mi sono lasciato guidare dagli splendidi disegni.

Come ulteriore motivo di fascino per gli appasionati di fantasy e i giocatori di ruolo, questo secondo capitolo di 3 Leggende offre alcuni sguardi approfonditi sulle origini e le abitudini di creature fantastiche come roc e djinn.