domenica 25 gennaio 2015

Cosmo Color 17 - Australia DownUnder 3: Terra Nullius



Ultimo episodio della trilogia di Nathalie Sergeef e Fabio Pezzi, in cui una narrazione serratissima conduce allo sciogliersi dei nodi narrativi e alle inevitabili rivelazioni.
Non mancano però spunti e materiale per un ipotetico seguito, che spero venga realizzato visto che di carne al fuoco ne è stata messa molta (e di buona qualità) e meriterebbe qualche ulteriore approfondimento. Anzi, la conclusione mi è sembrata un po’ frettolosa e la risoluzione di alcune situazioni giustificata più che altro da una serie di coincidenze fortunate. Nulla di drammatico, ma qualche pagina in più avrebbe forse reso più credibili e quindi coinvolgenti certe sequenze. A mio avviso il fumetto resta comunque a livelli alti ed è un peccato che sia già finito.
Curioso come la sceneggiatrice si sia concessa in più di un’occasione qualche divagazione naturalistica splendidamente realizzata da Pezzi: il protagonista principale Ian McFarlane compare addirittura solo dopo una ventina di pagine. In effetti Terra Nullius risulta assai poco comprensibile senza la lettura dei capitoli precedenti, cosa non sempre così marcata nel caso dei volumi conclusivi di altre serie. Rimane comunque un appassionante e originale fumetto che conferma le mie ottime impressioni sugli altri episodi di Australia DownUnder. Peccato che alcuni balloon e alcune didascalie siano stati palesemente rifatti!
In quarta di copertina, ahimè, campeggia la copertina dell’ennesimo western che sarà ospitato su Cosmo Color: Colorado.

giovedì 22 gennaio 2015

Fumettisti d'invenzione! - 89



Mi permetto di integrare il divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo originale.

CARTOONIST COME PROTAGONISTA – SERIE (pag. 19)

ADVENTURE TIME
(Stati Uniti 2012, © Cartoon Network, parodia)
Ryan North (T), Shelli Paroline e Braden Lamb (D)

Versione a fumetti dell’omonimo cartone animato di Cartoon Network, realizzato ed edito negli Stati Uniti da KaBOOM! Studios e pubblicato in Italia da Panini. Il giovane avventuriero Finn e suo fratello il cane mutaforma Jake vivono strampalate avventure nel mondo di Ooo, parodia dei giochi di ruolo e della cultura pop in generale.

Marcelzine issue #30 in Adventure Time 30 (2014). Autori vari.

Questo numero viene presentato come la trentesima uscita di una fanzine confezionata da Marceline, l’amica vampira di Finn e Jake. Trovandosi senza materiale pronto Marceline ha dovuto raccogliere i contributi degli altri abitanti del mondo di Ooo che hanno realizzato brevi fumetti a seconda delle loro indoli e delle loro passioni.
Finale metanarrativo in cui il comic book viene letto da uno dei personaggi di questo universo narrativo.

[NARRATIVA] CARTOONIST COME PROTAGONISTA (pag. 71)

PANTEGANE E SANGUE
CANARD A L’ORANGE MECANIQUE
(Italia 2000-2010, racconti in Anatra all’arancia meccanica, Einaudi, hard boiled)
Wu Ming [almeno uno tra Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo, Federico Guglielmi, Riccardo Pedrini]

Due racconti che condividono la stessa ambientazione, parodia in salsa pulp dei fumetti Disney qui attribuiti al genio di Walter (“Walt”) Elias Bizney. Nel primo il detective Topo Lino indaga su un sordido e intricatissimo caso, scoprendo alla fine di aver assistito all’intersezione di due universi grazie a un pezzo del fumetto che narra la vicenda stessa. Forse il processo di autocoscienza si è venuto a creare spontaneamente dopo una vita editoriale durata oltre 70 anni, ma sicuramente è stato importante l’apporto del disegnatore Jack T. che ha “sabotato” una sceneggiatura affidataglia dalla Bizney.
In Canard à l’orange mécanique è invece Anatrino a prendere coscienza di sé in autonomia senza l’aiuto di alcun autore. Non vengono citati fumettisti d’invenzione ma assistiamo a un carteggio e a una riunione tra gli alti dirigenti della Walt Bizney Entertainment e vengono citati fumettisti realmente esistiti come Carl Barks e Al Taliaferro. Carl Barks fa anche una comparsata alla fine.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – FUMETTI SERIALI (pag. 28)

PK PAPERINIK NEW ADVENTURES
(Italia 1996, © Disney, umorismo, fantascienza)
Alessandro Sisto ed Ezio Sisto (T), Alberto Lavoradori (D)


Rivisitazione in chiave supereroistica e fantascientifica di Paperinik. Da annoverarsi tra gli eventi fumettistici italiani degli anni ’90, la serie ebbe un grande successo ed è a tutt’oggi considerata un cult. Successivi rilanci, anche molto recenti, non sono sempre stati accolti con lo stesso entusiasmo.

Trip’s Strip in PK Paperinik New Adventures 34 (1999). Bruno Enna (T), Silvia Ziche (D)
Back up story di 8 tavole: a seguito degli avvenimenti successi nella storia principale del numero 34, Niente di Personale, Paperinik deve proteggere Trip (figlio dell’arcinemico Razziatore) e lo confina nei sotterranei della Ducklair Tower dove gli ingiunge di passare il tempo. Siccome Trip non gradisce la lettura dei fumetti, ne crea uno suo coi mezzi di fortuna forniti da Paperinik. Le storie riguardano il suo alter ego supereroistico, Timeboy detto TB, con cui Trip ha un rapporto un po’ conflittuale che si traduce nell’uso strumentale delle convenzioni dei fumetti.
Questo spunto iniziale darà vita a una breve serie di storie brevi sempre realizzate da Enna e Ziche.
Pseudofumetti: tra i fumetti che Paperinik sottopone a Trip per fornirgli ispirazione ci sono Calamaro Man, Palt Face e Uncinetto Verde.

CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI ANTOLOGICHE (pag. 56)

LETTRE D’UNE ÉPOQUE ÉLOIGNÉE
(Francia 1994, in [a suivre], © Mattotti, fantascienza)
Lorenzo Mattotti

Nel futuro l’umanità potrà modificare a piacimento le percezioni dei propri sensi. Una viaggiatrice scrive una lettera al bisavolo fumettista su come è cambiato il mondo e su quali siano le differenze rispetto al “futuro” che si era immaginato lui.
Pseudofumetti: i fumetti letti dalla viaggiatrice sono compresi nel terzo volume delle opere complete di Lucio Mazzotti.

lunedì 19 gennaio 2015

Kobane calling



Colta al balzo la dritta di Chemako oggi ho preso l’ultimo Internazionale e mi sono divorato la storia di Zerocalcare. Sul suo blog lo aveva scritto per scherzo (credo) ma in effetti non ha confezionato un vero e proprio reportage. Per fortuna, ché il graphic journalism mi è indigesto.
In Kobane calling non mancano certo testimonianze dirette, informazioni di prima mano e considerazioni su quanto vissuto, ma per almeno un terzo è più che altro il racconto di come Zerocalcare si sia preparato al viaggio oltre alle sue consuete divagazioni intrise di paranoie. Il che va benissimo, visto che le scenette sulle conseguenze del couscous scambiato per riso e sulla dipendenza da chai fanno pisciare addosso dal ridere.
Forse c’è un eccesso di sentimentalismo, e la trovata del cuore era già stata usata qui, ma sicuramente vale l’acquisto; non solo come intrattenimento ma anche per avere un’infarinatura su quello che sta succedendo a Kobane.
Il caso vuole che questo numero di Internazionale ospiti anche una tavola di Joe Sacco, che solitamente trovo tremendo per quel discorso sul graphic journalism ma che qui è riuscito a fare delle considerazioni non banali e a porre sotto i riflettori degli aspetti poco conosciuti della vicenda di Charlie Hebdo. Quasi meglio lui di Zerocalcare, che però inevitabilmente vince 42 a 1.

sabato 17 gennaio 2015

Moon Knight 1: Dalla Morte



Divorato subito dopo averlo preso. Non un capolavoro ma senz’altro un fumetto piacevole (oddio... abbastanza piacevole), in definitiva esattamente quello che ci si aspetterebbe dalla lettura di una storia di Warren Ellis, di cui questo Moon Knight rappresenta un po’ una summa di stile e contenuti. Forse in maniera addirittura troppo rispondente alle aspettative, visto che per tutta la durata della lettura ho avuto una sensazione di déjà vu.
I singoli “casi” in cui è coinvolto Moon Knight (qui in una versione diversa da quella della bella miniserie di Bendis e Maleev, ma comunque rispettosa di quanto realizzato dagli altri due autori) mi hanno ricordato quelli di Fell, e ogni espediente narrativo o ricercatezza sperimentale non è esattamente inedito. La resa grafica della frammentazione del tempo nello scontro finale del primo episodio, per dire, viene da Terra Occulta, il crossover tra Planetary e Justice League.
Anche a livello di soggetti l’encefalogramma è rimasto piuttosto piatto, con spunti riciclati principalmente da Global Frequency e Planetary, anche se con un piacevole picco di originalità nel quarto episodio (ma l’ossessione per i funghi si era già vista in Supergod) e per forza di cose nel sesto che attinge a piene mani dal Marvel Universe, almeno per quanto pertiene alla storia del protagonista. Il tutto servito comunque con la classe e i dialoghi elegantemente cool di Ellis.
Peccato che il disegnatore Declan Shalvey, per quanto passabile, non sia affatto ai livelli dello sceneggiatore.
Decisamente buona e conveniente la confezione scelta dalla Panini, che per 12 euro offre un robustissimo cartonato e tutti e sei gli episodi originali stampati dignitosamente su bella carta patinata. Evidentemente il nome di Warren Ellis garantisce quel minimo garantito di vendite da permettere condizioni di vendita più vantaggiose per il lettore.

martedì 13 gennaio 2015

Terry Dykstra

Ne parlavo l'altra sera con un amico. Terry Dykstra è stato, tra quelli meno famosi, uno degli illustratori migliori della TSR. Non ha raggiunto le vette di popolarità di Easley o di Brom (anche perché non mi risulta abbia realizzato copertine a colori) ma ha fornito delle ottime prove ospitate anche su dei capisaldi dell'hobby dei giochi di ruolo come la Rules Cyclopedia e vari Player's Handbook.
Dotato di un tratto rigoroso e di una buona conoscenza dell'anatomia, sfoggiava anche un'inchiostrazione molto marcata e decisa, cosa che non gli ha impedito di dedicarsi a divagazioni umoristiche ma che forse ne limitò l'efficacia su volumi come il Complete Book of Elves e alcune avventure di Dragonlance, in cui il suo segno statuario e virile non si sposava alla perfezione con i delicati soggetti ritratti.
Come nel caso degli altri suoi colleghi dell'epoca se ne sono perse le tracce.

domenica 11 gennaio 2015

Ma quanto è bravo Luca Salvagno?



Tantissimo.
La scorsa settimana ho visto su Il Giornalino 1 (che sono riuscito a trovare nonostante un periodo di distribuzione singhiozzante) una breve ma bella biografia di Totò disegnata da lui, con uno stile curatissimo. Nonostante l’inevitabile supporto di immagini fotografiche, Salvagno è riuscito a rendere molto espressivi e personali i suoi disegni, tra cui figurano anche dei manifesti cinematografici scrupolosamente riprodotti. Anche i colori non sono male, e mi pare oltretutto che il computer non sia stato minimamente usato per stenderli. A mio avviso un lavoro da mettere sullo stesso piano dell’analoga biografia di Totò realizzata sempre per Il Giornalino da Gianni De Luca. Considerato però il curriculum di Salvagno, che dalle mie informazioni (forse inesatte) ha raccolto il testimone di Jacovitti su Coccobill, ho pensato si fosse trattato di un exploit estemporaneo, una prova d’autore fuori dai canoni consueti.

Oggi su Il Giornalino 2 ho trovato una nuova serie umoristica disegnata da lui, Mik & Max, in cui sfoggia uno stile umoristico totalmente differente sia da quello realistico (com’è ovvio) che da quello del maestro Jacovitti. Ma nemmeno qui si è trattenuto vista la profusione di dettagli e tratteggi.

Insomma, oltre ad essere un disegnatore capace, esteticamente molto valido (cosa purtroppo non scontata per molti altri professionisti), è pure un artista versatile. L’ideale per gli editori e per i lettori.