mercoledì 26 agosto 2015

Altre seste dita eccellenti

Tra i nomi più importanti del fumetto non solo Moebius è stato vittima della maledizione del sesto dito. In una delle storie di Abominevole, La Gabbia, è successo pure a Hermann:
E in una storia breve pubblicata su Orient Express 19, A qualcuno va bene, persino Sergio Toppi prese lo stesso abbaglio:
Non fu per questo, però, che Toppi venne contestato nella pagina della posta di un numero successivo, ma perché la natura fantascientifica del racconto sembrava snaturare la rivista di Bernardi rendendola più vicina alla concorrente L'Eternauta.
Nei fumettistici anni '80 ci si poteva lamentare per la presenza di Toppi, tanto era ricca l'offerta. Bei tempi.

lunedì 24 agosto 2015

Il Morto 19: Improbabili Omicidi

Nuovo episodio de Il Morto fondamentale per lo sviluppo della serie e quasi a sottolinearlo è stato stampato su carta di maggiore grammatura, più piacevole e consistente e che porta alla fine a un maggiore spessore del volumetto.
Come da migliore tradizione della saga, anche questo episodio è una cartina di tornasole della desolata società italiana di questi anni: il pensionato Umberto Rizzo e la moglie Egle stanno attraversando un periodo di ristrettezze economiche che li costringe a vendere parte della loro riserva di lingotti d’oro. Un gioielliere senza scrupoli (forse il gestore di un negozio “compro oro” sarebbe stato più incisivo) decide di rapinarli ma i suoi sgherri devono fare i conti col fatto che Umberto non è assolutamente indifeso come sembra, essendo stato un istruttore dei corpi speciali, e soprattutto con Peg/Il Morto che arriva proprio da Rizzo dopo aver scoperto che il suo precedente contatto è deceduto.
Come dicevo in apertura Improbabili Omicidi è uno snodo importante della serie, visto che l’ex istruttore di Peg lo mette (e ci mette) a conoscenza di parecchi dettagli del suo passato. Nel mentre ci si mette di mezzo anche il commissario Berri, la cui esistenza avevo totalmente rimosso, ovvero il Ginko/Milton de Il Morto.
La sceneggiatura di Ruvo Giovacca procede inesorabile e incalzante, alternando scene concitate ad altre più lente e cariche di tensione. Ottima come sempre la documentazione profusa nella stesura del soggetto, che dà un tocco di realismo e la piacevole impressione che ci sia stato un certo lavoro alla base della storia. E notevole anche la carrellata di personaggi al di là di ogni possibile redenzione. Non male i rari siparietti di cui sono protagonisti i personaggi sullo sfondo, che infondono un ancora maggiore senso di realismo e attualità alla vicenda.
Unico neo: la storia si conclude troppo rapidamente e certi passaggi sul finale vengono lasciati all’immaginazione del lettore (non viene mostrato come ha fatto il gioielliere ad averla vinta sui due killer professionisti né come il Morto sia riuscito a intervenire tanto tempestivamente).
Ai disegni l’esordiente (io almeno non l’ho visto nelle etichette del mio blog) Claudio Montalbano fa un buon lavoro pur con qualche perdonabile scivolata. Ovviamente essendo le chine di Francesco Triscari e più in generale l’elaborazione grafica dello Studio Telloli è difficile dire quanto alla fine Montalbano abbia messo di suo, ma comunque il risultato è soddisfacente.
In appendice torna H. W. Grungle con una storia originale e molto simpatica, oltretutto efficacemente disegnata da una promettente Laura D’Allura.

sabato 22 agosto 2015

Cosmo Color 24 - Abominevole

Questo nuovo numero della collana Cosmo Color è particolare: non presenta uno one-shot o l’episodio di una serie ma una raccolta di “liberi” firmati dal grande Hermann che, se non erro, sono tutti transitati per le pagine de L’Eternauta (o Comic Art?), dove mi pare che innescarono l’ennesimo dibattito sulla rappresentazione della violenza nei fumetti. Unica probabile eccezione: una storia visibilmente più recente scritta da Christian Godard, quello di Axel Munshine.
L’inquietudine serpeggia in ognuna delle cinque storie e benché io farei rientrare solo due di esse nel genere horror, il sottotitolo Orrore é tutto sommato giustificato.
Trattandosi di short stories che quasi sempre hanno un finale a sorpresa non penso sia il caso di riassumerle, segnalo solo come la prima, Il Massacro, sia una variazione sul caso Manson/Tate filtrata attraverso la sensibilità europea reduce dal terrorismo internazionale. In linea di massima diciamo che pur essendo tutte molto ben scritte (tranne La Fuga; godibile, ma è una sciocchezzuola) nessuna è strepitosamente originale, con l’eccezione forse di Una storia di angeli, quella scritta da Godard.
Abominevole è più che altro un’occasione per godere dell’arte di Hermann, o meglio della sua grandissima capacità di narratore – fermo restando che il pointillisme di La Vendetta è veramente uno spettacolo. In tutte le storie il testo è infatti rarefatto, lasciando ai disegni e alla concatenazione delle vignette il compito di guidare il lettore nella sviluppo delle scene e nella comprensione delle vicende e delle motivazioni dei personaggi.
A 4,90€ è un volume consigliatissimo.

PS: purtroppo il terzo anno di vita della collana Cosmo Color non si apre sotto i migliori auspici. Nell’editoriale i Cosmonauti segnalano che dal prossimo numero, in uscita a ottobre, la collana diverrà bimestrale e subirà una modifica sostanziale presentando più episodi di un’unica serie, venendo così incontro (immagino) alle esigenze di un pubblico che forse non aveva apprezzato la formula dei singoli volumi di BéDé seppur in formato dignitoso e a prezzi bassissimi. I segnali d’altra parte c’erano già: Cosmo Color Extra che ripiega sul bonelliano, Cosmo Color USA di cui non è stato ancora annunciato nulla dopo L’Incal, l’Almanacco Cosmo indeciso tra un sacco di formati diversi (anche se di BéDé mi pare che non ne abbia presentate). Spero di sbagliarmi.

giovedì 20 agosto 2015

Un gioiello

Illustrazione realizzata da Danilo Masciangelo per la rivista Corriere Medico che ospitò vari contributi di disegnatori appartenenti all'agenzia Storiestrisce.

lunedì 17 agosto 2015

Tre in un colpo solo

Nuovo numero di Linus, il settimo datato originariamente ottobre 1965, nuove apparizioni eccellenti:
Chi sia Don Backy (al secolo Aldo Caponi) lo dice egli stesso. Come curiosità fumettistiche vanno segnalate la sua assidua collaborazione ai primi numeri di Comic Art, addirittura con tanto di ospitata-marchetta pubblicitaria in una trasmissione di Raffaella Carrà, e la realizzazione di veri e propri fumetti, tra cui il più famoso è forse una sua versione del Satyricon ispirata alla traumatica esperienza col Clan Celentano, opera in cui recuperò alcune delle strisce che realizzava a corredo delle sue memorie su Comic Art.
Renato Nicolini è stato invece un politico e uomo di cultura che inventò l'"Estate Romana". Amico di Andrea Pazienza, venne ritratto in alcuni dei suoi fumetti e se non ricordo male fu anche l'ideatore del fumetto promozionale Welcome to Rome sceneggiato da Roberto Dal Pra' e disegnato da una quarantina di disegnatori diversi.
Non ricordo dove, forse su qualche numero di Orient Express, dichiarò di essersi interessato ai fumetti proprio dopo aver vinto l'abbonamento a Linus tramite il quiz riportato in immagine.
Credo ci siano poche possibilità di errore: "M." Cavezzali è sicuramente Massimo Cavezzali, disegnatore umoristico fiorentino che, nonostante abbia sviluppo uno stile poco più elaborato di quello che sfoggia in questa sede (o forse proprio grazie a questo), ha saputo ottenere un grande successo comparendo addirittura su riviste come Il Mago, Orient Express e Il Grifo.
E' uno dei pochi fumettisti italiani che hanno saputo diversificare la propria produzione lavorando anche per riviste non strettamente di settore, creandosi così un bacino d'utenza parallelo a quello dei soli appassionati.

domenica 16 agosto 2015

Almanacco Cosmo 9 - Fabian Gray 2: Coste Perdute


Seconda uscita del pulpettone targato Image, una lettura scatenata e fracassona che ben si adatta al clima estivo. Il volume si apre con un episodio speciale disegnato (bene) da Garry Brown. Ambientato in Giappone, presenta uno squarcio sul passato del protagonista e ovviamente tanta azione con gradevoli riferimento teratologici. Il finale mi è sembrato un po’ troppo “pulito” e ottimista ma è una questione di gusti.
Il pezzo forte di questo numero è ovviamente la saga che dà il titolo al volume, in cui il protagonista insieme alla “collega” Jezebel va alla ricerca delle Isole dei Sogni dove potrebbe trovare qualche dettaglio in più sulle Pietre dei Sogni e quindi su come salvare sua sorella Silvia. Di mezzo ci si mettono però il pirata Asif vecchia conoscenza di Fabian Gray e un’altra piratessa, entrambi venuti a contatto con frammenti delle Pietre e la seconda in grado di evocare i poteri di Sinbad.
Anche se l’assunto della saga rende impossibile per Frank J. Barbiere essere originale, rifacendosi programmaticamente la serie ai luoghi comuni dell’Avventura, lo sceneggiatore riesce a imbastire un bel mix in cui riesce a tirar fuori situazioni non banali. Inoltre, che volessero esserlo o meno, ho trovato alcuni suoi dialoghi piuttosto divertenti, soprattutto quelli dei marinai con la relativa mitologia del pappagallo parlante annessa.
A deludere un po’ è Chris Mooneyham, che qui pesta duro sul dinamismo e l’espressività. Il che si sposa alla perfezione con il tono della storia, però alla fine sembra un Walt Simonson inchiostrato di fretta da Klaus Janson o Bill Sienkievicz tanto da ridurre certe figure a pure geometrie. Probabilmente era così anche nel primo episodio, ma io l’ho notato di più questa volta.
Purtroppo Coste Perdute presenta solo due terzi del ciclo omonimo, e stando all’editoriale della Cosmo la conclusione la leggeremo tra quattro mesi. Peccato, perché ovviamente la trama frenetica avrebbe necessitato di una lettura tutta d’un fiato, e i vari flashback e flashforward si gustano di più avendo il quadro generale della storia che solo una lettura unitaria può dare. Immagino che questa frammentazione si sia resa necessaria per non pesare sul costo finale del volume, che con la foliazione di questa uscita tocca “addirittura” quota 7,50 €.