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domenica 16 ottobre 2022

Corto Maltese: Notturno berlinese

Dall’anteprima che ne avevo visto su CaseMate mi ero quasi pentito di averlo ordinato, invece questo nuovo Corto Maltese post-Pratt non è male.

1924: Corto si trova a Berlino in visita all’amico giornalista e futuro scrittore Joseph Roth che lo introduce all’attore Adolf Kern, militante comunista, e apprende della morte del suo vecchio amico Jeremiah Steiner, di cui le autorità chiedono aiuto per l’identificazione. Deciso a dare il suo contributo e a saperne di più, finisce nel radar di un commissario colluso con una società segreta che sta spingendo per la distruzione della già fragilissima Repubblica di Weimar. Sono giorni tempestosi in Germania, con forze politiche che si confrontano violentemente e soggetti che operano nell’ombra per tornare alla «sacra Vehme». Sballottato dagli eventi, Corto Maltese incappa in una società esoterica che lo incarica di recuperare l’arcano mancante del mazzo dei tarocchi Visconti-Sforza e nella giovane assistente del regista Werner che lo farà esordire come attore. Il destino e la necessità di cambiare aria lo spingono a Praga, mentre tutti gli attori in gioco vogliono da lui un fantomatico dossier di cui Corto ignora l’esistenza. Ovviamente (è necessario dirlo?) non tutti i personaggi sono proprio quello che dicono di essere. La soluzione del mistero svela una trama un po’ troppo artefatta, ma proprio per questo denota una buona inventiva.

Notturno berlinese intreccia Storia, personaggi reali, esoterismo e trovate originali come nella migliore tradizione prattiana. Di prattiano c’è anche il ritmo sincopato delle storie lunghe, solo che con Díaz Canales funziona un po’ meno bene e ogni tanto si ha l’impressione di essersi persi qualcosa per strada o che certe situazioni necessitassero di un maggiore approfondimento. Nonostante parecchie battute veramente azzeccate e godibili, si avverte una certa stanchezza nei dialoghi che d’altronde è lo stesso protagonista a sottolineare. Lo sceneggiatore dimostra d’altra parte un’attenzione scrupolosa alla continuity (chissà dov’era apparsa in precedenza Eve Cunningham). Ho qualche dubbio sull’uso dei termini «kitsch» e «sequel» già un secolo fa, ma forse è un problema della traduzione.

Rubén Pellejero cerca di essere fedele allo stile di disegno di Pratt (del Pratt della Casa Dorata di Samarcanda, diciamo) anche se la sua inchiostrazione morbida e flessuosa rende quasi “liquidi” i palazzi e i monumenti che ammiriamo all’inizio, frutto di rigorosa documentazione. Ben presto però le vignette si riempiono di tratti graffiati e un po’ oppressivi, evidente tentativo di assecondare l’estetica espressionista dell’epoca. Al di là del gradimento o meno di queste scelte stilistiche, il limite del disegnatore rimangono i colori, così netti e decisi da essere più indicati per delle litografie piuttosto che per un fumetto, e nella sequenza del cabaret decisamente invadenti visto che coi loro effetti digitali impediscono di godere al meglio del disegno.

Come nel caso degli altri episodi, anche questo si è fatto leggere con piacere.

Oltre alle 70 pagine del fumetto il volume contempla una ricca sezione («Prima della notte – Segni e ombre») di schizzi, studi e acquerelli.

lunedì 17 febbraio 2020

Corto Maltese: Il Giorno di Tarowean

Altro volume che finalmente mi è arrivato dopo un’attesa spropositata.
Il giorno di Tarowean è il 1 novembre, il momento in cui il mondo dei morti incontra quello dei vivi, come ci spiegano le dotte disquisizioni di Corto Maltese all’inizio. Nello specifico, la storia prende l’avvio il 1 novembre 1912, un anno esatto prima della Ballata del Mare Salato, di cui è il prequel. Non tutti i dettagli collimano perfettamente con la storica entrata in scena di Corto Maltese ma forse il Corto di Pratt a suo tempo avrà voluto ingigantire e abbellire qualche dettaglio.
Corto Maltese e Rasputin sono ingaggiati per far evadere un misterioso ragazzo da un carcere dismesso della Tasmania. Si tratta di una macchinazione ordita dal Monaco, tra sottintesi e divagazioni la vera natura di questa operazione la scopriremo solo più avanti nella lettura. Come scopriremo che “il” Monaco era in origine un gruppo di più persone. Cosa che forse gli estimatori più informati di me sull’opera di Pratt sapevano già, ma che per me è stata una novità.
Comunque al di là dello sviluppo della trama, che nelle quasi 80 pagine del fumetto si snoda in vari rivoli e con risvolti diversi, è bello farsi trasportare dall’originalità delle situazioni, dalla cura con cui sono state ricostruite le ambientazioni, dall’arguta affabulazione dei personaggi – tra cui un Rasputin in grande spolvero.
Díaz Canales ha fatto suo lo stile di Pratt fondendo quello della Ballata con quello della maturità, riprendendone quindi le divagazioni colte, i dialoghi brillanti e il ritmo piacevolmente fluttuante di una trama che sembra non procedere verso nessuna direzione precisa (oltre alla comparsata di personaggi storici, se ho ben capito). Ma questo lo sapevamo già. Il Giorno di Tarowean è un gradino sopra gli altri due episodi realizzati dai nuovi autori per il buon mix di azione e riflessione, di umorismo e tensione, di magia (non molta a dire il vero) e crudo realismo, e anche perché le varie sottotrame sono ragionate e concluse degnamente, né manca qualche colpo di scena.
Buoni i disegni di Rubén Pellejero, anche se la rinuncia al suo caratteristico stile morbido in favore delle asperità prattiane e dei suoi tratteggi frettolosi mi fa sospettare di un minore impegno (o una maggiore facilità d’esecuzione) da parte sua. Inoltre come ricordato da Dominique Petitfaux in All’Ombra di Corto le donne di Corto Maltese hanno poco seno mentre Pellejero le disegna quasi sempre prosperose.
Unica nota stonata sono i colori, realizzati dallo stesso Rubén con Sasa Pellejero: smaccatamente digitali, mal si amalgamano con il resto. E poi a volte portano a una fastidiosa puntinatura che contribuisce a peggiorare un esito di stampa già non ottimale.

domenica 13 agosto 2017

Corto Maltese: Equatoria

Si è conclusa con l’episodio allegato oggi a La Repubblica l’ultima avventura di Corto Maltese. Il giudizio sull’operazione in sé è abbondantemente positivo. Stampa orribile permettendo (forse voluta, come ulteriore incentivo a comprare il volume), è stato bello seguire una storia a puntate come si faceva una volta, tanto più che la lettura si è conclusa in meno di due settimane.
Sul fumetto in sé il giudizio è anch’esso positivo ma meno entusiastico. Diaz Canales ha scritto dei bellissimi dialoghi e ha interpretato molto bene la figura di Corto Maltese (fantastica la citazione iniziale di Leopardi), ma forse ha messo troppa carne sul fuoco e in questa sarabanda di personaggi che appaiono dal nulla e affastellano la storia il lettore potrebbe sentirsi un po’ smarrito. C’è una trama portante ben definita, ma si rischia di perderla di vista nei rivoli delle situazioni satellitari. Io ad esempio temevo che Equatoria sarebbe stata solo la prima parte di una storia più lunga, ma per fortuna non è stato così. Probabilmente la lettura integrale in volume lascerà un’impressione diversa.
Ai disegni Pellejero fa un ottimo lavoro, delineando un Corto Maltese quasi pedissequo nella sua fedeltà a Pratt mentre sfondi e figure femminili sono più personali e generosamente dettagliati. O almeno così mi pare di capire tra le varie dentellature che impastano il disegno e riducono i tratteggi e il lettering a grumi di pixel.
È senz’altro valsa la pena di seguire questa operazione, che come scopro con quest’ultimo fascicolo ha fatto da viatico a una nuova ristampa dell’opera di Pratt in volumi allegati a La Repubblica che cominceranno a essere pubblicati dal 2 settembre.

sabato 5 agosto 2017

Corto Maltese su La Repubblica

Da ieri il quotidiano La Repubblica sta serializzando il nuovo episodio di Corto Maltese, Equatoria, al ritmo di 7-8 tavole al giorno. L’operazione mi è molto gradita visto che rimanda alle origini nobili di questo linguaggio e la storia finora non sembra affatto male, tutt’altro. Inoltre la pubblicazione ha fornito l’occasione per presentare articoli di approfondimento che immagino proseguiranno per tutta la durata dell’inserto.
Certo, comprare La Repubblica solo per Corto Maltese non è un grande affare visto che costa 2 euro e l’episodio si snoderà su dieci numeri (quindi forse alla fine il volume della Rizzoli risulterà più conveniente), inoltre la qualità di stampa è raccapricciante visto che la carta è quella di un quotidiano e, soprattutto, che parte da una risoluzione (o come diavolo si dice) diversa e si vedono tutte le magagne dei metodi di acquisizione digitali odierni – la cosa è particolarmente evidente e disastrosa nel lettering. Ciononostante, è così bello lasciarsi trasportare dalla serialità di un appuntamento fisso quotidiano… soprattutto con questa storia che è molto suggestiva e per cui Diaz Canales ha scritto dei bellissimi dialoghi.

venerdì 16 ottobre 2015

Corto Maltese: Sotto il sole di mezzanotte

Un volume riuscito sin dall’inizio, con una bella prefazione di Tristan Garcia che ripercorre con competenza la vita di carta del protagonista e propone una interessante lettura del suo successo e della sua genesi, oltre ad alcune considerazioni su concetti molto importanti della saga, fra tutti la frontiera.
In questa nuova avventura Corto Maltese parte alla volta dell’Alaska per assecondare il desiderio del suo amico Jack London di consegnare una lettera d’addio a una sua vecchia fiamma. Come incentivo al compimento della romantica missione fornisce a Corto un indovinello che gli consentirà di trovare un tesoro una volta sul posto.
Diaz Canales ha saputo ricostruire alla perfezione lo stile e le atmosfere di Pratt. Sotto il sole di mezzanotte è un vero compendio di poetica prattiana e sono presenti tutti quegli elementi ambivalenti che hanno fatto grande Corto Maltese: innanzitutto la storia parte da uno spunto molto originale in cui però l’aspetto di fantasia viene collocato in un ambito storico e geografico ricostruito rigorosamente, c’è l’elemento onirico che per contrasto rende ancora più incisiva la vicenda portante, l’appropriazione e la contestuale perdita di un tesoro e tutta la storia è costellata di meravigliosi personaggi che sono un misto di scrupolo documentario e immaginazione sfrenata (Ulkurib mi ha ricordato il barone Ungern Sternberg di Corte Sconta detta Arcana), ma anche di patetismo e contemporaneamente di eroismo romantico.
Un lavoro eccellente, reso ancora migliore dalle citazioni e le strizzatine d’occhio all’opera di Pratt e da un occasionale umorismo veramente azzeccato. Va segnalato che comunque la qualità della storia non si esaurisce nelle sue caratteristiche accessorie, ma di per sé Sotto il sole di mezzanotte è una bella storia d’avventura appassionante e godibilissima, forse un po’ sacrificata dal formato a quattro strisce che condensa più sequenze in una sola tavola dando una scansione delle scene un po’ troppo veloce.
Ammetto inoltre di essermi emozionato nel finale, in cui Corto Maltese rinuncia a partecipare a un ballo di gala (per raccogliere fondi per le truppe inglesi e francesi impegnate in Europa) dopo aver visto chi è la promotrice della serata.
Anche Pellejero (che avevo perso di vista dai tempi de Il Silenzio di Malka) compie un lavoro molto buono, ma secondo me non allo stesso livello di quello fatto dallo sceneggiatore. La mimesi con lo stile grafico di Pratt, in particolare del Pratt a cavallo degli anni ’70 e ’80 è praticamente totale, ma Pellejero riesce comunque a fare emergere la sua cifra stilistica più tondeggiante e flessuosa nel corso del volume. Peccato che certi sfondi, soprattutto dove sono di scena alberi, sembrino più frutto di rapidità che di sintesi, così come certe pennellate che vorrebbero imitare i neri intensi di Pratt tendano a risultare poco naturali e ad appesantire certe vignette (vedi le montagne nello sfondo o certi riflessi nell’acqua). È chiaro che si tratta di scelte stilistiche quasi obbligate per omaggiare il Maestro, semplicemente se questa esperienza avrà seguito Pellejero dovrà calibrare un po’ meglio questi dettagli. Anche i colori al computer, per quanto efficaci, non sono proprio la “stessa cosa” di quelli di Pratt, e nemmeno la qualità di stampa mi è sembrata ineccepibile come un tale volume avrebbe meritato.
Sotto il sole di mezzanotte è un volume consigliatissimo (peccato che il lettering fatto al computer tolga un po’ di magia al tutto), tanto più che per 20 euro propone oltre 100 pagine su carta patinata di cui ben 78 di fumetto. A integrazione c’è una gustosa appendice con schizzi preparatori e prove di Pellejero, alcuni riprodotti piuttosto male, e commenti sparsi di Diaz Canales. Certo, sono rimasto piuttosto basito a leggere che per lui internet sopperisce alla sterminata biblioteca di Pratt, ma visto l’ottimo lavoro svolto è una boutade che gli perdono senza difficoltà.