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domenica 16 giugno 2024

I Primi Cento

Sospeso tra pastiche, omaggio e analisi sociologica, questo volume offre anche una solida trama quantomeno dignitosa. Nella lunga introduzione, che è anche una dichiarazione d’intenti (ma Watchmen doveva essere una versione dei personaggi della Charlton, non c’entrano nulla Batman e Superman), uno dei due autori, Andrea Guglielmino (l’altro è Marco Scali), spiega il meccanismo per cui si è portati a ritenere migliori gli episodi di un prodotto popolare circoscritti entro un traguardo simbolico, in questo caso i primi 100 numeri di Dylan Dog. Più nello specifico, la molla che lo ha spinto a ideare I Primi Cento è scattata a seguito delle esternazioni di alcuni lettori molto critici sulle varie vicissitudini recenti della testata bonelliana.

I Primi Cento è ambientato a New York negli anni ’80. Damien Donovan è il primo «investigatore dell’occulto», assurto a tanta popolarità da far pubblicare un fumetto con le sue gesta e anche a generare un fan club. I membri di questa conventicola sono divisi tra quanti sono delusi perché il loro idolo non è più quello di una volta e quanti invece ne giustificano o almeno tollerano i piccoli e grandi cambiamenti che lo hanno coinvolto negli anni; i più oltranzisti non accettano nemmeno che l’esclamazione «campane dell’inferno» abbia soppiantato la classica «Barabba libero». Damien Donovan ha tradito i suoi seguaci e i suoi primi cento casi sono veramente insuperati e insuperabili? Il Damien Donovan Horror Club avrà altri problemi ben più gravi a cui pensare: uno dopo l’altro, i suoi membri vengono assassinati secondo modalità che ricordano proprio i casi di cui si è occupato il loro mito. E quindi deliberano di buon grado di assoldarlo per risolvere anche questo caso.

La storia è un profluvio di citazioni dalle fonti più varie: al posto di Groucho l’assistente è Smiley, una trasposizione di Roberto Benigni che offre il destro per disseminare omaggi alla filmografia del comico toscano. Anche se non sono riuscito a coglierli tutti, i molteplici riferimenti a Dylan Dog mi sono risultati comunque evidenti, sia perché riferiti in massima parte ai primi numeri della testata che conosco anch’io sia perché omaggiano episodi talmente famosi che so di cosa parlano pur non avendoli letti.

La trama investigativa è un po’ arzigogolata senza essere troppo assurda, e d’altro canto gli stessi attori in gioco la deridono e la commentano. L’identità del colpevole potrebbe essere scontata per alcuni lettori e ridicola per altri, comunque la soluzione del caso ha un senso compiuto. In alcuni punti ho riso di gusto e la simpatica considerazione metanarrativa finale di Damien Donovan è un’ottima chiusura per tutta l’operazione.

I disegni di Luciano Costarelli sono adeguatamente rozzi. Anzi, decisamente troppo: su Dylan Dog mi pare che solo Montanari e Grassani fossero così “popolareschi”, forse al massimo anche Tacconi. La prima cinquantina scarsa di tavole presenta figure rese con un certo rigore anatomico inchiostrate però con l’accetta per simulare di dover rincorrere la scadenza mensile, nel solco di certa produzione Bonelli d’antan. Ma da metà volume in poi non somiglia più tanto a Bignotti, Pavone o Missaglia quanto a Galati, Grossi e Chizzoli e i disegni si fanno vieppiú imprecisi e sgraziati. Forse è una cosa voluta. Non ricordo di aver mai visto null’altro di Costarelli e quindi non so quale sia il suo stile usuale; a testimonianza della gestazione forse travagliata di questo fumetto ho notato che in alcuni punti gli interventi digitali si intensificano mentre in altri parrebbe di vedere le matite non cancellate o la china non uniformemente densa, come se fosse stata veramente stesa sulla carta. Comunque, a chiudere idealmente il cerchio, leggo nella sua biografia che Costarelli collaborò anche con la famigerata Fenix di Dick Drago: tout se tient.

Sicuramente I Primi Cento avrebbe assolto meglio al suo ruolo di parodia/analisi/omaggio se fosse stato pubblicato in formato bonelliano, mentre Weird Book ne ha tratto un volumetto 17x24 stampato su carta patinata ad un prezzo proporzionato (17,90 euro). Ma è già un miracolo che un prodotto così originale e intelligente abbia visto la luce.