…me lo ha fatto notare un amico: il personaggio coi baffi che compare brevemente nel nuovo episodio di Torpedo 1972 sarà un omaggio a Carlos Trillo?
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domenica 22 ottobre 2023
martedì 16 dicembre 2014
Una fumettista d'invenzione mancata
Sfogliando Skorpio 16 del 1996 sono incappato in una storia di Cybersix in cui ho notato una cosa curiosa.
Il "libro" che sta leggendo Joseph sembra essere in realtà un fumetto, cosa confermata alla fine dell'episodio quando si vede anche l'autrice:
Peccato che non me ne sono accorto prima, ma non l'avrei messo comunque visto che Castelli cita già Cybersix in Fumettisti d'invenzione! con un esempio molto più concreto.
Questo caso costituisce una forma di bilanciamento a una svista, non so quanto effettivamente involontaria, che l'Eura prese nel tradurre (ma sarebbe meglio dire interpretare) una serie di Amezaga e Falugi: in Khrysè i riassunti-mangiapagina con cui l'Eura presentava il personaggio riportavano che la protagonista si era ispirata per il suo nome all'eroina di un fumetto, ma in realtà era la protagonista di un romanzo le cui sequenze salienti ovviamente Falugi aveva reso come se si trattasse di brani tratti da un fumetto.
martedì 4 novembre 2014
I Misteri della Luna Rossa 2
Leggo che questo volume, altro recupero di Lucca, è uscito nel 2012. Ignoro
come posso averlo mancato a suo tempo, probabilmente è stato anche lui vittima
dell’embargo di cui è vittima la 001 per cui il materiale che ordin(av)o non
sempre arriva alle fumetterie e se arriva spesso arriva in ritardo. Il vizio
della casa editrice di annunciare con eccessivo anticipo le uscite (ragione per
cui non ordino più nulla, se poi per caso trovo quello che mi interessa tanto
meglio) avrà fatto passare in secondo piano il ritardo. Tanto, anche se la 001
l’ha annunciato non è detto che esca nei tempi stabiliti, o che esca affatto.
Ma alla fine l’importante è che sono riuscito a metterci le mani sopra.
Non che servano ulteriori ragioni per rimpiangere Carlos Trillo, ovviamente,
ma questa bella serie ne fornisce un bel po’. Pensata per il pubblico infantile
della rivista Genies (chissà se
esiste ancora), Luna Roja è una
parodia delle fiabe e dei racconti fantasy strutturata in episodi di 4 tavole
l’uno in cui ogni volta Trillo deve portare avanti la vicenda portante,
sviluppare e concludere l’elemento introdotto nell’episodio precedente e
introdurne uno nuovo che verrà risolto nell’episodio successivo.
La saga è molto originale, divertente e godibile a più livelli. Sulla maestria
di Risso non credo sia necessario soffermarsi, e oltretutto il suo tratto
sintetico regge benissimo questo formato 17x24.
domenica 17 novembre 2013
Super G
Trovo paradossale che una rivista pubblicata da un editore di area
cattolica non venga distribuita come Dio comanda. Eppure io Super G l’ho trovato solo ieri in
fumetteria e nelle edicole manco l’ombra. Non che Il Giornalino sia poi diffuso tanto meglio, ma in qualche posto
ogni tanto l’ho avvistato.
Comunque, con un ritardo che rende totalmente inutile questo post, anch’io
ho potuto leggerlo e devo dire che come contenuti e in generale come progetto
non è affatto male. La politica della rivista è offrire “tanto di poco”, ovvero
dedicare molte pagine a due specifici generi selezionati: la narrativa e il
fumetto. L’unico racconto che compare, ad esempio, occupa ben 15 pagine. E il
fumetto principale addirittura 49, più della metà di tutta la rivista.
Passando ai contenuti di questo primo numero, i fumetti sono The Frozen Boy (sic), una storia breve
di Trillo e Bobillo e quattro pagine di strisce di Ippo. The Frozen Boy è
una bella storia tratta da un romanzo di Guido Sgardoli e sceneggiata da Beppe
Ramello. La parte portante, cioè la storia vera e propria, è disegnata da un
più che dignitoso Francesco Frosi, che però sfoggia un tratto eccesivamente scolastico
e tondeggiante, che lo avrebbe reso più adatto per il genere umoristico. Il
prologo di The Frozen Boy (8 paginette
introduttive) è invece opera di tal Massimo Fantuzzi, per me una rivelazione:
mi è sembrato di scorgere nel suo tratto sicuro, scattante ed espressivo una
matrice comune a quella di Uggeri, Di Gennaro, del primo Alessandrini, pur non
arrivando in questa sede alle stesse vette.
Deliziosa la storiellina La Festa dei
Mostri di Trillo e Bobillo, pur se il bravissimo disegnatore è stato
penalizzato da una resa tipografica non ottimale – ma nemmeno il resto della rivista
è stampato molto meglio.
Ippo di Stefano Frassetto è cominciato un po’
in sordina ma poi mi ha catturato: in molte strisce ha delle ottime intuizioni.
Simpatica l’idea di inserire in ogni pagina una striscia in forma embrionale, ovvero
ancora a matita, anche se così si sono “mangiate” quattro strisce (tre e mezza,
dai: l’ultima è più che altro un’illustrazione fuori testo).
Oltre a qualche sparuto testo redazionale (la posta, la poesia dei lettori,
ecc.) che immagino verrà definito meglio con il passare delle uscite, Super G offre anche un lungo racconto che
in questo primo numero è dedicato alla giovinezza di Capitan Uncino. Ammetto di
non averlo letto, comunque le illustrazioni di Carla Manea sono molto belle,
una sorta di Gianni de Conno reinterpretato con un massiccio uso del computer.
Pur se i redazionali sembrano rivolgersi a un target molto giovane, i
fumetti mi sembrano godibili da tutti e per nulla ingenui o banali. Chiaramente
non essendoci serializzazione delle proposte il prossimo numero potrebbe
contenere materiale del tutto diverso, ma è un rischio che (sempre ammesso che
riesca a trovarlo ancora) sono più che disposto a correre.
Super G costa 3,90 euro, consta di 80 pagine, è
stampato su patinata lucida a bassa grammatura, è interamente a colori e così a
occhio il formato mi sembra un 19x25, visto che è un po’ più basso dello Wanted della Cosmo. La qualità di stampa
non è ottima e si uniforma a quella di quasi tutti gli altri editori italiani.
Non è spillato ma brossurato e mi sembra anche bello solido, cosa non scontata
per prodotti con queste caratteristiche.
martedì 17 luglio 2012
Guest appearence
In uno degli ultimi episodi di Hor il protagonista ha uno scontro con un nemico alieno e si ritrova in un'altra epoca e luogo, nella Buenos Aires contemporanea all'uscita dell'episodio sullo Skorpio argentino. Nel capannello di persone che assistono al combattimento si intravede anche un giornalista coi baffi:
Citazione gustosissima per i lettori argentini, incomprensibile per quelli italiani che avrebbero conosciuto Loco Chavez solo dieci anni dopo.
Nello stesso episodio, in cui Zanotto ha reso splendidamente i monumenti e le strade di Buenos Aires, ho notato che viene data una certa rilevanza a uno spettacolo teatrale, mostrato in maniera troppo palese e "guidata" per poter essere casuale o inventato.
Ho scoperto così l'esistenza della soubrette argentina Nelida Lobato, con cui Hor addirittura interagirà in una scena di culto (o stracult?) per il lettore argentino ma anche stavolta totalmente neutrale per quello italiano, per cui l'attrice sul palco poteva essere chiunque.
lunedì 9 maggio 2011
domenica 1 maggio 2011
Intervista a Carlos Trillo-6
Il futuro
Domanda obbligata: attualmente a cosa sta lavorando?
Tengo siempre mis entregas semanales: Clara de Noche y las historietas del semanario Genios. También mensuales: las del mensuario Jardín. Acabo de terminar, para la revista Fierro, una historia de 80 páginas, Sasha despierta, que va a publicar la Aurea en Italia. Y Eduardo Risso está dibujando el último episodio de Bolita, también hecha para Fierro. Con Dal Pra’ como co-guionista y Mandrafina como dibujante acaba de publicarse en Francia, por Delcourt, La Guerre des Magiciens, que creo que también van a publicar la Aurea y la Fierro. Con Dal Pra’ estamos terminando el guión del segundo tomo de la historia y tenemos que hacer, luego, un tercero. Con Pablo Túnica, con quien ya hicimos Jusepe en Amerique para Gallimard, tenemos que entregar a fines de mayo el primer volumen de La Française, una historia con las putas francesas en Buenos Aires en los años ´20. De este relato están previstos dos tomos de 54 páginas y también los publicará Delcourt. En 1925 llegó a Buenos Aires un gran periodista francés, Albert Londres, y publicó sus notas sobre el tema en un diario de París. Estas crónicas – que son una lectura excepcional – dan lugar a este cuento inventado, en el que trabaja el mismo Londres como cronista de un libro que jamás llegó a entregar a su editor (por razones ficticias que se explican en la trama). Y para que entiendan un poco más el tema: Buenos Aires en los años ´20 tenía 5 hombres por cada mujer. La prostitución era una institución floreciente y había putas de dos tipos, las baratas, que eran las polacas que cobraban dos pesos por cada servicio. Y las francesas, que costaban veinte pesos, por lo menos, y con las que iban solamente los ricos y los poderosos. En esa época, todo lo francés era muy admirado en la Argentina… incluso sus prostitutas.
Quali sono invece i Suoi progetti per il futuro?
Con Roberto Dal Pra’ estamos comenzando una historia que se titulará Farfalle Colorate (Mariposas de colores), que dibujará Torti y que publicará la Aurea. También con Dal Pra’ y dibujada por Domingues estamos avanzando lentamente en Historia de Marian Robinson, un relato en el Londres de los tiempos de Dickens al que se suma un ingrediente mágico.
Preparo con Pablo Túnica para el 2012, cuando él termine de dibujar La Française, una historia sobre ese sueño que conté hace varias preguntas, el de la película de Truffaut que nadie conoce.
Con Lucas Varela, cuando regrese de su beca en Angouleme, a la que está a punto de viajar, tenemos un par de proyectos: Los lindos, una ciencia ficción con ricos y pobres y una idea que nos ronda: contar breves episodios de Rodriguez, coprotagonista de Sasha despierta, el detective chino en Buenos Aires. Con èl ya hicimos El Cuerno Escarlata y El Síndrome Guastavino y tal vez nos metamos, pronto, en algo muy fantástico que está dándome vueltas.
También estoy comenzando un trabajo con un dibujante mexicano, Ricardo Peláez, que cuenta la historia de un exiliado argentino en el Distrito Federal de México, un violento relato de reencuentros y muerte en épocas de atroces dictaduras en buena parte (no en México) de los países de habla española de America.
Ho letto in un’intervista in spagnolo che Lei vorrebbe scrivere una storia sul cadavere di Evita Peron. Forse ho interpretato male la frase... vorrebbe scrivere una sorta di biografia di Evita o proprio una storia con al centro il suo cadavere?

Esto está detenido por unos meses porque Eduardo Risso tiene demasiado trabajo. Con él estamos terminando Bolita, como ya te dije, y luego lo espera un contrato con su editor estadounidense. De El Cuerpo hay ya varias páginas dibujadas y editores franceses que la esperan, pero la retomaremos seguramente en 2012. Es una historia de amor alrededor de lo que verdaderamente ocurrió con el cuerpo embalsamado de Evita, que fue escondido por la dictadura que derrocó a Perón en 1955, violado por un coronel enfermizamente enamorado, enterrado en secreto y con otro nombre en Italia, y finalmente mutilado antes de reaparecer cuando Perón estaba por regresar trionfalmente a la Argentina en 1972, después de casi 20 años de intensa inestabilidad política y levantamientos populares.
Come Le sembra il panorama attuale degli autori argentini? Ci sono degli emergenti degni di nota?
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| Diego Agrimbau |
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| Pablo de Santis |
E la situazione del mercato del fumetto argentino com’è? Si vendono ancora fumetti? Ci sono ancora riviste che li pubblicano?
Se publican bastantes historietas, sobre todo en libro. Hay editores de comics, unos cuantos, algunos ya muy instalados en el mercado, y editores de libros en general que han comenzado a publicar cómics. Existe una revista mensual, Fierro, que alberga buenas muestras de la gente que te nombré más arriba. Después de la crisis casi terminal de diciembre de 2001, el país se ha recuperado y con esto también la industria editorial, que estaba muy golpeada. La lectura ha dejado de ser masiva, como en los tiempos de Misterix, de Hora Cero, de editorial Columba, pero los autores y los lectores resisten bastante bien. Creo que esta es una época modesta pero de muy rica en creatividad.
Oggi come oggi qual è il Suo mercato di riferimento, se ce n’è uno? Lei scrive pensando principalmente alla Spagna, alla Francia o all’Argentina?
Uno, a lo sumo, tiene pautas de publicación y necesidades editoriales en la cabeza. Los editores plantean temas de una manera muy vaga y general y formatos de una manera rígida e inconmovible. Hay que saber moverse en los corrales donde meten a sus autores sin resignar ideas porque la forma no te gusta. Por suerte, los formatos ya son casi universales. El formato de album de 46 páginas ya no es solamente francés y ahora hay mucha elasticidad en cuanto a dimensiones del libro y en cantidad de pliegos que contiene. En este período, ¡por fin!, puedo proponer temas argentinos en el resto del mundo (Sarna, Guastavino, Sasha, La française, El Cuerpo, Bolita, Indio Vidal – nombre tentativo de la historieta con el dibujante mexicano Ricardo Peláez, etc.)
Me sigo sintiendo muy cómodo en los relatos de fantasía o históricos que ocurren en otras geografías (La Guerre des Magiciens, Farfalle Colorate, Marian Robinson) pero para mí es una buena cosa poder abordar temas que tengo aquí cerca, en mi país o en mi continente, al alcance de la mano.
Attualmente in Italia la Sua produzione è divisa tra molte case editrici, a cui recentemente si sono aggiunte anche le Edizioni Paoline. Anche alla luce di quanto ci ha detto in precedenza, mi sembra che quelle con cui ha un rapporto più stretto siano Allagalla e Coniglio. Ce ne sono altre di cui ci vuole parlare? Penso ad esempio a Kawama Editoriale che sta pubblicando su iCOMICS Suoi fumetti vecchi e nuovi, e in cui Roberto Dal Pra’ ha un ruolo determinante.
Roberto Dal Pra’ es un gran compañero de trabajo, nos entendemos muy bien, podemos sintonizar nuestras ideas para tocar la misma canción. Me parece que el resultado produce el nacimiento de una tercera persona, juntos somos otro. Incluso fantaseábamos hace un tiempo con buscarnos un seudónimo, como Ellery Queen, que era el nombre que usaban dos escritores trabajando juntos.
O como Bustos Domecq, de Borges y Bioy Casares, que dio origen a unos relatos policiales que poco tenían que ver con estos dos grandes autores por separado. Pero nos quedamos con los dos nombres, como los creadores de Fantomas (Alain y Souvestre), o Boileau- Narcejac, los autores de Las diabólicas. Roberto tiene un rol determinante en iComics, es cierto. Y hace lo que yo hacía cuando publicaba en Puertitas las historias maravillosas de Anastasia Brown: elige cosas que le gustan. Y como autores no formaríamos tandem si a uno no le gustara mucho lo que hace el otro. De todos los editores, Kawama y la Aurea son los únicos que están empezando a publicar historias mías inéditas en Italia. Por ahora iComics mostró Yo no me llamo Wilson, dibujada por Walter Fahrer, pero habrá más.
| Carlos Trillo e Roberto Dal Pra' al mare in Sicilia |
Robin Wood ha scritto alcuni numeri di Dylan Dog, e Bonelli ha varato la collana speciale “Maxi” di Tex che agli inizi ospitava sceneggiatori normalmente fuori dalla sua orbita: Lei ha ricevuto proposte in tal senso? Vedremo mai per Sergio Bonelli Editore un episodio di Dylan Dog o magari una miniserie o un romanzo a fumetti scritto da Lei?
Recibí hace años una propuesta de Sergio Bonelli para escribir un Tex que es un personaje que me llena de perplejidad. Complejo, con una historia demasiado larga a sus espaldas, escrito, seguramente por autores que lo han leído desde pequeños. Me sentía demasiado lejano para aceptar semejante desafío y dije que no a la propuesta. Por ahora no me parece que vaya a escribir nada para la Sergio Bonelli Editore.
Il Suo recente ritorno all’Aurea con la breve serie Los Viajes de Marco Mono[1] è forse il preannuncio di qualche collaborazione futura con materiale realizzato appositamente per Lanciostory e Skorpio?
Te decía antes que está en marcha un proyecto que estamos escribiendo en principio para Aurea con Dal Pra’ y que dibujará Torti, Farfalle colorate. Por ahora es solamente esa historia.
Considerando la quantità di fumetti che sta continuando a scrivere mi sembra che per Lei la pensione sia ancora lontana, giusto?
Editores y autores viven momentos de crecimiento y ocasos. Como en la Argentina, en Italia ha habido grandes editores que vendían revistas como si fuera pan y han terminado desapareciendo de los kioscos. Y autores a los que un día se les acabó la cuerda y dejaron de escribir por propia decisión o por indiferencia de los lectores. Es mi intención seguir escribiendo mientras pueda hacerlo pero la tuya es una pregunta a la que no se le puede dar, como me gustaría, una respuesta afirmativa cien por cien. Nadie sabe si en este momento no hay una maceta cayendo sobre su cabeza desde un quinto piso…
(6 – continua)
[1] Tradotto come Marco Mandrillo e con una presentazione dello stesso Trillo.
giovedì 21 aprile 2011
Intervista a Carlos Trillo-5
Tante ristampe ma anche qualche novità (dal 1999 in poi)
Il terzo millennio si apriva sotto auspici funesti: da Fumo di China 65 noi lettori italiani apprendevamo che si sarebbe interrotta la Sua collaborazione con l’Eura, e le riviste di fumetti d’autore come Comic Art e L’Eternauta non esistevano più o comunque sarebbero morte poco dopo. Il mercato dei volumi cartonati non era ancora ben avviato (e in fondo in Italia non lo è nemmeno adesso). Avremmo quindi dovuto rinunciare alle opere di Carlos Trillo? Per fortuna non fu così e sia Lanciostory che Skorpio continuarono a ospitare Suoi fumetti realizzati, immagino, per il mercato francese: ad esempio Sick Bird disegnato da Bobillo[1] e Neferou disegnato da Peni[2]. Oltre ovviamente a continuare a ospitare Chiara di Notte.Date le questioni legali di cui ci ha parlato la scorsa volta, i contatti chiaramente non potevano essere presi direttamente da Lei: oltre all’editore spagnolo Toutain, nel corso della Sua carriera si è forse rivolto a uno o più agenti, magari anche alla mitica Strip Art Features di Ervin Rustemagic?
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| Ervin Rustemagic |
Eura publicó una parte muy grande de mi producción entre los años 1975 y 1983 que era vendida sin que los autores conocieran claramente el negocio que estaba haciendo desde Buenos Aires el propietario de Ediciones Record. Incluso compraron y publicaron algunas cosas (que salían en las revistas de Ediciones de la Urraca) a través de Alvaro Zerboni, que nos habían sido pagadas por él para su republicación en Italia. Zerboni les revendió por ejemplo, Las Puertitas del Señor López porque producíamos mensualmente el doble del material del que él necesitaba para su revista mensual L´Eternauta. O sea, eran demasiados episodios ya que la revista argentina los publicaba quincenalmente[3].
Luego, cuando en 1986 hicimos un acuerdo directo con Filippo Ciolfi de Eura, comenzaron nuovamente a publicar cosas escritas por mí y ya producidas por autor y dibujantes para una primera publicación en Italia en sus semanarios.
Esta situación duró varios años, hasta que con Meglia debimos dejar de hacer Cybersix porque de repente decidieron bajar los precios de cada página de una manera que hacía imposible seguir trabajando. En ese momento, incluso, para bajar los costos de sus dibujantes estrella (Mandrafina, García Seijas, por ejemplo, que trabajaban conmigo) me propusieron que hiciera “guiones más económicos” (sic) para privilegiar la relación de la editorial con el dibujante en detrimento del guionista.
Obviamente así yo no podía seguir trabajando. Meglia y Risso ya buscaban trabajo en los Estados Unidos, desmoralizados por la paga tan escasa, Enio, García Seijas y luego Mandrafina aceptaron ofertas de la Bonelli. Conmigo fuera del juego, los mejores dibujantes que trabajaban conmigo se fueron alejando de los semanarios Skorpio y Lanciostory. Yo ya había renunciado en una extensa carta donde explicaba, amistosamente, que esas cifras no servían para utilizar a la Eura como primera publicación de nuestros trabajos así que, en el futuro, si teníamos libres los derechos para Italia de alguna cosa que hiciéramos en el futuro para otros editores, se las propondría. No ha de haberles gustado mi respuesta porque todavía conservo una carta firmada por el director de las revistas de la editorial donde se me acusa poco menos que de comunista trasnochado que sigue levantando las banderas de la lucha de clases (!). Inmediatamente, decidieron proponer Cybersix a otros autores y dibujantes, a lo que con Meglia debimos responder con una demanda judicial en defensa de nuestros derechos. Además, al poco tiempo empezaron a republicar cosas sobre las que no tenían derecho (Loco Chávez) y, como me quejé publicamente en un festival de Lucca al ver esas enormes y muy feas republicaciones en volúmenes que parecían guias de teléfono, me enviaron una carta documento (lettera di diffida) pidiéndome que me retractara de mi temeraria opinión de que esa historia era mía y del dibujante. Me vi, pues, envuelto en otra causa que duró años y que concluyó, como en el caso de Cybersix, con la justicia fallando a mi favor.
No fue un final simpático para mí, como verás.
Sobre las cosas que yo escribía que publicaron luego de mi desvinculación de la editorial puedo decirte que Clara de Noche no sufrió baja de precio (yo les había dicho ya que si tocaban la retribución por página nos íbamos con el personaje a otra parte). Bernet negoció su continuidad con los directivos de la editorial. Luego de eso, fue Jordi quien siempre trató con la Eura y yo solo me limité a enviar, cuando él me lo decía, la factura correspondiente a los guiones. Que me era pagada puntualmente.
Algunas de las demás obras que citas, sí, efectivamente, se las vendió Ervin Rustemagic, que es nuestro agente en varios países y en ese momento nos preguntó si podía ofrecerlas en Italia, a lo que con los dibujantes dijimos que sí. Siempre tuve buenas relaciones con Ervin y su SAF Comics y nos ha vendido muchas historias en Alemania, países escandinavos, países bajos, algunos países orientales y Estados Unidos. También en Italia, claro, y no solo a la Eura.
Con il terzo millennio parte finalmente un progetto di ristampe delle opere di Carlos Trillo, anche se molte altre avrebbero meritato considerazione. La prima fase di questo trend (sulla seconda torneremo dopo) non è però baciata dal successo: la collana Obladà di Coniglio/Mare Nero nasce e muore subito nell’arco di due mesi, ma fa in tempo a ospitare almeno El Caballero del Piñon Fijo[4] e Videonoir (conosciuto come J. C. Benedict su Skorpio). La ristampa integrale di A. Y. Jalisco/Chicanos arriva a conclusione dopo anni e molti sforzi, e anche la ristampa di N. N./Io sono un vampiro per le Edizioni del Grifo non termina ma si blocca a metà col secondo volume.In pratica l’unica ristampa che sembra aver avuto successo è stata Borderline, che la Free Books ristampa in sette volumetti bonelliani 16x21.
Forse veramente il lettore italiano apprezza solo i “giornalini” alla Bonelli e non guarda i volumi da libreria, oppure ci sono stati altri problemi con Coniglio e Paganelli, ad esempio difficile reperibilità del materiale per la stampa?
Francesco Coniglio es un excelente editor, propone contratos justos, paga sus adelantos y hace rendiciones de cuenta que los autores recibimos con puntualidad. Tiene, sí, problemas con sus sucesivas editoriales, que caen para reaparecer con nuevos nombres. Una gran cantidad de material que nos había comprado cuando existía la ACME, nos lo devolvió (pese a haberlo pagado muy bien) cuando se vio envuelto en un conflicto grave que impidió, entre otras cosas, la publicación de una revista que llegó a anunciar en las publicaciones ACME y se iba a llamar “Novelle”. Con esta restitución intentaba no causarnos perjuicios con otros materiales que habíamos acordado enviarle y que ya estaban en producción. La Mare Nero también, en un momento, tuvo problemas para seguir editando, pero nuestro único problema fue que no nos compró muchas cosas. Finalmente, la Coniglio Editore, ha comprado algunas historias que han ido apareciendo últimamente, como Cybersix con la numeración francesa que tanto le gustaba a Carlos Meglia.
Con Paganelli de El Grifo sí tuvimos problemas. Para cobrar el segundo libro de Io Sono Un Vampiro, que había publicado sin contrato, sin anticipo y sin avisarnos, debimos contratar a un abogado. Después de eso Paganelli intentó publicar el tercer album pagando un adelanto ridículo en la idea de que, habiendo dos partes de tres en el mercado italiano ningún editor compraría la tercera. Y no se la vendimos, obviamente por lo que la publicación de la obra en tres tomos quedó trunca.
Aldilà delle ristampe, nei primi anni 2000 vediamo in Italia anche un fumetto interamente inedito e realizzato appositamente per il nostro mercato: Come la Vita, disegnato da Laura Scarpa. Quale fu la genesi di questo lavoro?
Fue Mare Nero de Francesco Coniglio, la que pagó la primera publicación de ese trabajo tan refrescante y dibujado con ese estilo tan italiano por la muy inteligente Laura Scarpa. En una cena con el editor hablamos largamente de un fumetto que contara cosas sin dejar nunca de apegarnos a la realidad. Fue un hermoso desafío.
Di Come la Vita uscirono due numeri, in un formato comic book particolarmente lussuoso: brossurato, cucito e rilegato sul dorso, carta di grande pregio e bandelle[5]. Purtroppo, la storia è rimasta incompiuta. Non ci sono speranze di rivedere Antò, Daniela e gli altri e sapere come finivano le loro vicende?
La caída de Mare Nero arruinó el proyecto. Eso y la escasa repercusión que logramos en otros países, donde Come la vita no se vendió bien. De la tercera y última parte hay un cuaderno lleno de notas, y también tantos bocetos de Laura. Pero cada dia que pasa, seguir con el proyecto va a costar más, yo tengo mucho trabajo, Laura Scarpa ha hecho un crecimiento fenomenal como editora y directora de publicaciones. Es una verdadera pena la que me produce recordar este proyecto inconcluso.
| Carlos Trillo e Laura Scarpa |
La Sua collaborazione con Francesco Coniglio non è cominciata comunque negli anni 2000. Coniglio ha sempre espresso una grande ammirazione nei Suoi confronti e ha colto ogni occasione possibile per intervistarLa e ristampare le Sue opere (ad esempio Custer e Senza parole nella collana Black Bird). Come è nato il vostro rapporto?
A Francesco lo conocí a comienzos de los años ´80, cuando tenía una escuela de cómics en la via Vacuna de Roma y hoy, sobre todas las cosas, somos amigos. Tuve y tengo con él una gran empatía, hemos hablado de muchas cosas, me permitió compartir algunos de sus amigos, que son gente maravillosa, lo escuché tocar en la guitarra temas de los Beatles, hablamos largamente de François Truffaut, director de cine que los dos amamos.
| Francesco Coniglio a Sorrento (foto di Carlos Trillo) |
Sobre Truffaut tengo una historia en la que Francesco tiene mucho que ver. El día de la muerte del inventor de Antoine Doinel, 21 de octubre de 1984, yo estaba en Roma. Era un día de sol, casi caluroso, y la noche tranquila permitió sentarse en la vereda de un pequeño restaurante durante algunas horas. Había quedado en cenar con Francesco, como tantas otras veces. Cuando nos vimos, los dos estábamos conmovidos por esa muerte. Hablamos de Truffaut, creo que hasta se nos escapó alguna lágrima pensando que no ibamos a ver nunca qué más le pasaba en la vida a ese doble maravilloso que se había construído y que interpretaba Jean Pierre Leaud. Dimos vuelta su filmografía, recordamos escenas memorables (Antoine Doinel diciendo una y otra vez su nombre ante el espejo antes de salir a encontrarse con uno de sus amores, Antoine Doinel saliendo del tribunal asediado por los periodistas en El amor en fuga[6], la caida deliberada al agua del auto antiguo en Jules et Jim, la voz de Jeanne Moreau cantando Le tourbillon…). Y nos fuimos a dormir.
Esa noche tuve un raro sueño: yo llegaba al hotel después de esa cena melancólica y recibía el llamado de otro amigo, Luca Staletti, que nos anunciaba que, por razones de derechos, había una última película de Truffaut que jamás se iba a estrenar y que, no me explicó por qué, esa noche podríamos verla en un microcine de Roma. Le dije que salia para allá, llamé a Francesco, pasé a buscarlo con un taxi, fuimos juntos a ese raro lugar al que para llegar había que descender una interminable escalera, vimos algunas caras conocidas del cine y la literatura (Fellini, John Cassavettes, Ray Bradbury, un viejísimo John Huston, Orson Welles). Todos estábamos allí para ver esa película irrepetible.
Se apagó la luz, comenzó la proyección y vi, entera, sin cortes, una película de Antoine Doinel, la última, la que jamás nadie vería porque era solo un sueño. Un sueño que contaba tristezas, finales, muertes y esperanzas.
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| François Truffaut |
A la mañana, cuando me desperté, tomé notas frenéticas sobre lo que había soñado. Esas notas las tengo sobre mi escritorio desde hace años. Han ido tomando forma y, seguramente, en el 2012 se convertirá en una historieta. Pablo Túnica, que está haciendo conmigo los últimos tramos del primer tomo de La Françoise para Delcourt de Francia quiete dibujarla. Estará dedicada: a Francesco, claro. Y será la segunda vez en mi vida que dedicare una historia. La primera, no hace mucho, fue Jusepe en Amerique, publicada por Gallimard en Francia. Y se la dediqué a Danilo, mi primer nieto, que hoy tiene cuatro años.
Altro fumetto inedito non transitato per l’Eura (comprensibilmente, dato il genere) è Cicca Dum Dum, disegnato da Bernet. L’erotismo ha fatto capolino molto spesso nei Suoi fumetti ma Cicca Dum Dum è proprio un porno (se la definizione non La offende). Come è nato questo fumetto?
No me ofende que se diga que Cicca es una historieta porno, claro que no. Tiene muchos explícitos sexuales, como sabes. También es paródica, me parece. Fue gracioso, nos la pidieron a Jordi y a mi para la revista Penthouse española porque los comics que publicaba la publicación madre norteamericana les parecían demasiado pacatos. El mercado español es brutalmente más explícito que el yanqui[7]. Sólo teníamos una consigna que había que cumplir sí o sí: cada cuatro páginas debía haber una escena de sexo lo más bestial que se pudiera.
No es fácil construir una historia, a menos que sea caricatural, con semejante consigna. Y así Cicca vivió sus aventuras con Al Capone, con la revolución mexicana, con el gorila de Trumba, con los jeques árabes, desnudándose y dejándose amar en el sentido más carnal del término… una vez cada cuatro páginas.
Credo che Cicca Dum Dum abbia avuto un buon successo, ne sono già usciti quattro volumi. Avete un progetto per il seguito?
De Cicca hay seis historias de 64 páginas – todas han sido reeditadas en album por Glenat hace poco – y algunos episodios aislados y autoconclusivos de 4 páginas que no alcanzan para hacer un libro. Es, ciertamente, un ciclo terminado.
Una serie molto interessante che Lei ha realizzato negli anni 2000 è la trilogia Mon Nom n’est pas Wilson, con i disegni di Walter Fahrer. Pur se non mancano elementi onirici è un fantastico fumetto d’azione: è vero che fu l’incontro con un ex agente della CIA a ispirarLe il personaggio?
Lo que tengo, en Europa, es un psiquiatra amigo que medicaba espías norteamericanos en un consultorio que le habían instalado en la embajada norteamericana en su país. El fue quien me contó la pertinaz paranoia que aquejaba a los espías. ¡Claro! ¡Como no vas a ser paranoico si te pueden estar siguiendo para matarte! Eso fue el disparador de la idea: la locura y las visiones de un espía americano. Que no se llama Wilson, aunque jamás conocemos su verdadero nombre. Y que tiene una psiquiatra enamorada de él y sombras misteriosas que lo persiguen que no se sabe si son verdaderas o no.
Di Wilson sono usciti al momento 3 volumi, presentati in Italia sulla rivista iComics. La storia sembrerebbe conclusa, però ho letto che il progetto prevedeva in origine 5 volumi: usciranno gli altri due (di cui la prima trilogia sarebbe quindi solo una presentazione) oppure per qualche ragione avete dovuto condensare la storia pensata in cinque volumi in tre?
Siempre existe la posibilidad, cuando se hace un album franco-belga, de que sea un suceso de ventas y se continue. Pero lo habitual es que planeen tres álbumes, te pidan que no hagas morir a los protagonistas y que, si las ventas te acompañaron, hagas alguno más. Las ventas, para nuestra desgracia, no acompañaron a la colección de serie negra de Casterman y Wilson terminó junto con el tercer volumen y con la colección. Todo cierra, al final, por suerte, por lo que no se nota que la serie tenía alguna posibilidad de seguir adelante.
Sia su internet che sulla carta stampata viene spesso citata CaZados tra i Suoi lavori recenti più interessanti: se non sbaglio è una striscia disegnata da O’Kif, di cosa parla?
“Sposati” e “cacciati” es prácticamente la misma palabra en español. Casados y Cazados, que para el habla argentina que no pronuncia las zetas sino como eses, se dicen igual. Con eso jugaba la historia que apareció en la contratapa de Clarín durante dos años: un chico embaraza a su novia, se va a vivir con ella, esperan un bebé, andan con su embarazo y sus inseguridades a cuestas, tienen familias espantosamente disfuncionales. El período se corresponde con un momento muy angustiante de la Argentina, el de la quiebra del país en 2001. Y entonces se ven pobres que revuelven la basura, ex ricos que tienen que vender el auto y la casa para comer, gente habituada a ir a los restaurantes a cenar que se consuela oliando las fragancias que llegan desde la cocina de los mismos. Traté de que cada día tuviera un gag. Duró poco porque el Clarín decidió, luego de un cambio de director, renovar la página de humor e historietas. Eliminando las historietas y dejando solo el humor.Da qualche anno stiamo assistendo a quella che possiamo considerare una seconda fase della ristampa dei Suoi fumetti in Italia, principalmente ad opera di 001 Edizioni (per cui Lei ha anche firmato l’introduzione al volume Parque Chas). Si tratta purtroppo di volumi di piccole dimensioni, il 17x24 di Lanciostory. Ci può anticipare se ci saranno altre Sue proposte oltre ai fumetti disegnati da Risso?
El editor de 001 tiene buena relación con Risso, no conmigo. El prólogo de Parque Chas lo hice para un libro argentino de esa historieta y 001 se ve que lo ha republicado, por lo que dices. Si tu pregunta es relacionada con este editor, te contesto que no.
Ma anche Allagalla ha fatto un lavoro eccellente ristampando le storie brevi disegnate da Enrique Breccia e confezionando lo splendido volume di Custer. Con Il Pellegrino delle Stelle, poi, non solo abbiamo l’edizione definitiva di un capolavoro, ma abbiamo addirittura potuto leggere l’ultimo episodio inedito per trent’anni in Italia. Come mai questo dodicesimo capitolo non fu pubblicato dall’Eura?Allagalla me parece un buen editor, gente seria y clara, que está preparando algunas cosas nuevas.
Entre ellas las historias horror que hicimos con Risso, juntas en un solo volumen, como hiciera Albin Michel en Francia. Tienes razón, el trabajo que hicieron con esas historias breves, de las que no se conservan los originales, fue estupendo, de un gran nivel profesional.
Non so perchè l’Eura non ha pubblicato l’ultimo episodio del Pellegrino delle Stelle, forse era sembrato troppo strano ma può anche darsi che Scutti si sia dimenticato di spedirlo, non so. Si potrebbe fare un fumetto con questa indagine.
Tra i Suoi lavori recenti è impossibile non parlare de La síndrome Guastavino/L’Heritage du Colonel, un fumetto molto crudo disegnato da Lucas Varela. Il personaggio di Elvio Guastavino e la sua agghiacciante vicenda sono così deliranti che sembrano veri. C’è stata forse un’ispirazione a una persona vivente o a specifici fatti realmente accaduti?
No quise hacer una historia “real” pero sí realista. Traté de responder a la pregunta ¿cómo le queda la cabeza al hijo de un torturador? Fue pura fantasía. La única inspiración fue la historia monstruosa que se vivió en mi país entre 1976 y 1983.
La versione francese di Delcourt del volume è un rimontaggio di quella argentina, eppure è incredibile come le vignette (anche quelle lunghe verticali) si “incastrino” comunque benissimo. Avevate già in mente il doppio formato?
Lucas Varela es un gran diseñador gráfico e infografista muchas veces premiado. Eso de remontar las 64 páginas para convertirlas en 80 era un trabajo que solo él podía hacer con tanta calidad. No, no teníamos en mente el formato doble. En la Argentina, Random House publicó también el formato Delcourt. Y Coniglio, claro.
In Argentina la pubblicazione di Guastavino ha sollevato polemiche oppure è stata accolta con sollievo, come una catarsi, come se finalmente si potesse parlare di un argomento doloroso?
Con Lucas decidimos hacerla, hubiera o no editor. Cada tanto él me pedía que tuviera un poco de piedad con el personaje, atormentado por las cosas horribles que le hacía dibujar. Todos los meses le hacíamos ver más páginas al editor de la revista Fierro de Buenos Aires, Juan Sasturain. Él estaba espantado, al principio. Llegó a decir que no se podía publicar en su revista ni en ninguna otra. Lautaro Ortiz, el jefe de redacción de Fierro nos confesó que una noche no pudo dormir después de leerla. En la Argentina estas cosas todavía duelen mucho. Finalmente se animaron a darla a conocer de a 8 páginas mensuales en su revista. Y fue un gran éxito. Allí empezó la carrera de esta historieta desagradable pero, espero, claramente construída.
Sui numeri 10 e 17 della rivista Animals sono comparsi anche due Suoi fumetti autobiografici che raccontano l’atmosfera della dittatura argentina. Sono stati realizzati su commissione oppure fanno parte di un altro progetto più ampio?
Las dos historias son autobiográficas. No tengo muchas más, me parece. Una, tal vez, sobre un querido amigo al que mataron los militares y que me pareció ver por la calle en Barcelona en 1980. No era él, claro, solo era mi incosciente expresión de deseos. Todavía no pude atrapar el tono para contar esa cosa tan pequeña. Si me viene a la cabeza alguna otro recuerdo contable de esos años de plomo, la escribiré. Pero no hay ningún proyecto. Con la que sí trataría de organizar una serie es con otra breve historia publicada también en Animals, Pizza China, que cuenta sobre una chica en una moto que reparte pizzas por la ciudad. Es una idea que tiene muchas posibilidades.(5 – continua)
[1] Presentato su Skorpio dal numero 31 del 2001 come L’Ala spezzata.
[2] Neferou il gatto, Skorpio 24/2004.
[3] Oltretutto, L’Eternauta di Zerboni aveva una periodicità piuttosto zoppicante, soprattutto nell’ultima fase della sua gestione.
[4] L’edizione integrale di questo fumetto era molto attesa dagli appassionati italiani che ne avevano letto solo i primi tre episodi sulla rivista L’Eternauta nel 1986 (nei numeri 46, 47 e 49 col titolo L’ultimo cavaliere).
[5] Credo inoltre che sia l’unica collana che ha diminuito il prezzo con il passaggio da lire a euro invece che aumentarlo (partiva a 24.000 lire, circa 12€, e il secondo volume costava 9,20€).
[6] L’Amour en fuite (1979), noto in Italia come L’Amore fugge.
[7] Caratteristica anche del mercato di settore italiano, in cui alcuni fumetti erotici su Playboy venivano censurati. Negli Stati Uniti viene censurato persino il dettaglio delle manette o delle mani legate.
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