Nuovo acquisto col 25% di sconto
(è quasi il caso di farci una rubrica su tutti questi recuperi
scontati).
Nate Cosby e Ben McCool (McCool?! Sul serio?) imbastiscono un
soggetto originale e molto interessante: del personale russo inviato a Cuba
durante la crisi dei missili qualcuno è rimasto in loco e ha procreato creando
così un piccolo esercito di soldati dormienti pronti a essere attivati per
porre fine a una guerra conclusa da cinquant’anni – senza nemmeno essere mai
scoppiata, a dire il vero.
Il fascino di Pigs risiede purtroppo quasi interamente
in questo assunto di base: la storia si dipana con eccessiva rapidità, i
protagonisti sono troppi per essere ben caratterizzati, l’addestramento
iperbolico dei ragazzi risulta eccessivo per quanto sicuramente frutto di
documentazione, molte scene sembrano più adatte a essere trasposte in un film o
in una serie televisiva piuttosto che in un fumetto (vedi la sequenza del
pianoforte) e il cliffhanger finale
mi ha fatto balenare il dubbio che la Panini abbia giocato sporco e abbia
spezzato a metà il volume originale. La tensione resta alta per tutti e quattro
i capitoli ma non conducendo ad alcun risultato concreto risulta frustrante per
il lettore.
Graficamente, inoltre, Pigs è ben poca cosa. Breno Tamura è un
esordiente e si vede: anatomie e proporzioni sono campate in aria, il tratto è
insicuro e usa i retini senza alcun criterio. Ciò non toglie che un domani
possa diventare un maestro della Nona Arte, ma la strada sembra ancora lunga.
Alla fine per apprezzare l’originalità
di Pigs bastavano le righe di
presentazione su Anteprima, che a suo
tempo mi avevano quasi spinto a ordinarlo. Sempre meglio aver buttato via 9,75
euro ulteriormente scontati col resto degli acquisti piuttosto che i 13 euro
che costava in origine.
