Pensavo che una serie di antologie sulla satira regalata da un quotidiano sarebbe stata una cosa abbastanza dimessa: dopotutto viene allegata di default, no? Spillatini di poche pagine in bianco e nero e l’omaggio è servito. Invece no: Satira si presenta bene, un brossurato formato quadrotto (più o meno) con un bel po’ di pagine a colori. Se anche Altan non fosse nelle corde dell’acquirente l’entusiasta introduzione di Filippo Ceccarelli (un po’ caotica proprio perché entusiasta) quanto meno lo incuriosirà.
Si parte dal 1982: le vignette non vengono accompagnate da note contestualizzanti ma certi nomi e certi riferimenti saranno sicuramente familiari anche a chi come me all’epoca era un bambino. Dopodiché dal 1986 si passa al 2000 e da lì in poi ovviamente i riferimenti saranno molto più chiari fino ad arrivare praticamente all’attualità. Che poi trattandosi di Altan il commento politico o il rimando alla notizia del giorno passa in secondo piano rispetto al cinico pessimismo sulla condizione umana che aleggia su tutte queste vignette. In totale sono 44 visto che alle 42 proposte all’interno se ne aggiungono le due in quarta di copertina che non sono espunte dal volumetto, a meno che non me ne sia sfuggita qualcuna. Curiosamente non ho avvertito il fenomeno che spesso accompagna questi “best of”, cioè l’impulso di andare ad approfondire altrove l’opera dell’autore. Potere dell’estemporaneità delle vignette, immagino, che esaurendosi in se stesse non lasciano a bocca asciutta.
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