giovedì 1 ottobre 2026

Le serie di Robin Wood inedite in Italia: Nippur (1998)

Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai consolidata ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.

Nippur

1997: sono passati trent’anni dalla pubblicazione di Historia para Lagash e quindi dalla nascita di Nippur. Ignorando i segnali della crisi che la porterà alla chiusura da lì a pochi anni, l’Editorial Columba azzarda tre iniziative per celebrare il personaggio-simbolo di Wood. Forse più che ignorare i segnali della crisi fu un tentativo di capitalizzare sull’affetto ancora vivo verso un fumetto che in Argentina gode di una popolarità paragonabile a quelle dell’Eternauta, del Sergente Kirk e di Patoruzú. Non lo sapremo mai.

Sta di fatto che su Nippur Magnum Todo Color 116 del febbraio 1997 l’editore illustra entusiasticamente le tre iniziative in programma: il già trattato El Joven Nippur sarà l’unica a vedere la luce in tempo per il trentennale, proprio su quello stesso numero della rivista, ma si rivelerà assai effimera (solo due episodi, su testate diverse e pubblicati a distanza di un anno l’uno dall’altro). Il volume celebrativo Nippur de Lagash Libro Homenaje viene annunciato per luglio o al massimo agosto di quello stesso anno, ma prima tornerà Nippur in una nuova versione: «maturo ma totalmente rinnovato» coi disegni di Walter Taborda. Nessuno dei due progetti giungerà in porto con le modalità e le tempistiche dichiarate: nel gennaio 1998 esce la raccolta Treinta Años de Nippur in cui viene inserita anche questa nuova versione del personaggio, di cui esiste questo solo episodio. Unitamente alla povertà del volume, la cosa sembra deludere i lettori argentini.

Il Nippur che compare in questa sede non corrisponde del tutto all’annuncio: è vero che si tratta di una sua versione matura (uno sketch di Taborda nel libro lo ritrae proprio canuto, scelta poi non mantenuta) ma non è il classico Nippur de Lagash. Quindi il nome cambia di conseguenza: non più Nippur «de Lagash» ma semplicemente Nippur, cioè una serie parallela a quella classica. Si tratta di una dinamica piuttosto comune con i fumetti di successo: ad esempio il protagonista di Marshal Blueberry è sempre Mike Steve Donovan che continua le sue avventure nella classica Blueberry. Cosa ancora più evidente per Tex Willer in relazione a Tex: stesso personaggio ma serie (e anche testata) diversa.

Lo stacco tra la saga classica di Nippur e questa nuova versione è nettissimo. E non solo per i disegni ipertrofici post-Image di Taborda (ma ricordiamoci che lo stesso Wood incitava i disegnatori a esagerare le anatomie). Praticamente non ci sono didascalie e anche i dialoghi sono ridotti al minimo – e resi a volte confusi da un letterista che non sapeva bene dove mettere i balloon. C’è poi una dose di violenza che non ricordavo nella vecchia serie: Nippur spezza l’avambraccio di un guerriero con tanto di ossa rotte e schizzi di sangue in bella vista.

In el puente y la moneda Nippur giunge in uno strano paese stretto nella morsa del freddo e retto da un tizio tenebroso che fabbrica statue d’oro molto realistiche. Mentre il nostro eroe viene ospitato con tutti gli onori un padre disperato chiede all’innominato reggente di restituirgli la figlia. Ora, non è che il fantastico sia mai stato estraneo a Nippur (come nemmeno la fantascienza), qui però forse Wood si è spinto un po’ troppo oltre. E non è che sia stato fedele agli archetipi cui rimanda: secondo tradizione i vampiri non dovrebbero agire di giorno né è così facile ammazzarli con un semplice colpo di spada. La storia è comunque ben costruita, con spunti originali (ma non originalissimi da far gridare al capolavoro) e una doppia cornice che tiene coeso il tutto.

Per un lettore abituato alla vecchia serie deve essere stato un discreto choc, non solo per i disegni di Taborda così lontani dalla tradizione argentina ma anche per il taglio molto asciutto della scrittura di Wood. Come già ricordato, il Nippur classico («de Lagash») tornerà su rivista coi disegni di Ibañez, ma transiterà su Nippur Magnum il tempo di un solo episodio, riservando le due ulteriori apparizioni alla rinata Skorpio, concorrente storica delle riviste della Columba.

Probabilmente è solo suggestione dovuta al fatto di sapere già come sarebbero andate a finire le cose, ma l’atmosfera lugubre di el puente y la moneda sembra tradire la consapevolezza di Wood in merito alla prossima sorte dell’editore.