giovedì 25 luglio 2024

Batman di John Van Fleet

Ahia. Lo stile di questo strombazzato John Van Fleet non è quello della copertina del volume, che già di suo faceva presagire troppo computer. Le sue tavole sono caratterizzate da figure molto stilizzate tagliate con l’accetta, dai contrasti nettissimi che tanti altri disegnatori hanno messo in opera molto meglio di lui senza che venisse loro intitolato un volumone. Le sue tavole sembrano più che altro dei collage, senza che i soggetti scelti siano necessariamente quelli più adatti come contesto e men che meno come espressività e dinamismo.

Nella prima storia Bruce Wayne si ritrova a custodire nientemeno che il Sacro Graal. La missione non è facile perché la reliquia interessa anche a Ra’s al Ghul e a una misteriosa Fratellanza. Altri cattivi del cast della serie prenderanno parte alla storia, e addirittura Jean Paul fa una comparsata. Sul serio: Jean Paul. No, dico, vi rendete conto? Jean Paul! Chissà chi diavolo è questo Jean Paul.

La storia procede tra banalità e scene affastellate (guarda caso i personaggi giusti compaiono al momento giusto quando è funzionale la loro presenza). La soluzione finale però non è malaccio e le battute che Chuck Dixon mette in bocca ad Alfred sono gustose.

Nella seconda storia l’artefatto del titolo (The Ankh) c’entra solo di sfuggita: Batman deve vedersela con una donna dell’antico Egitto sopravvissuta magicamente alla sua epoca e adesso intenta a rubacchiare antichità del suo paese, mentre i miliardari di Gotham vengono rapiti uno dietro l’altro. Purtroppo tocca stare al gioco per non sghignazzare di fronte alla trovata ridicola dei miliardari malati terminali rianimati come mummie. E tutto sommato la soluzione al “problema” di Katar/Khatera non necessitava di un centinaio di pagine in cui Batman è quasi superfluo.

Le tavole di Van Fleet sono ancora peggio, tanto più che non può basarsi su una persona reale per “disegnare” Killer Croc. Infatti, se ho ben capito, Van Fleet parte da fotografie che poi modifica con un software rendendole sempre più semplici e schematiche, solo che a volte si dimentica di elaborarle e le immagini che rimangono iperrealiste risaltano come un pugno in un occhio. E comunque queste elaborazioni dimostrano tutti i vent’anni che le separano dalle tecnologie moderne. Ciliegina sulla torta, come modello per Batman ne ha scelto uno troppo mingherlino.

Con l’ultima storia il testimone dei testi passa ad Ann Nocenti. L’aggancio non è male: un riccastro di Gotham sta facendo costruire il suo nuovo palazzo che a causa di forma e dimensioni impedisce che il sole arrivi in alcune zone della città. Poison Ivy, reclusa nell’Arkham Asylum, si incazza ma in realtà il colpevole degli attentati botanici che fanno impazzire la gente è un altro – purtroppo abbastanza prevedibile, niente colpo di scena. I disegni migliorano un po’, ma trasmettono ancora l’impressione di essere stati presi a caso da copertine di dischi o locandine cinematografiche stilizzate e comunque realizzate con un programma desueto.

5 commenti:

  1. Credo sia Jean Paul Valley, Azrael, che prese il posto di Bruce Wayne come Batman supplente quando Bane aveva spezzato la schiena del Dark Knight.

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    1. Nei suoi occhi c'è la vita, c'è l'amore
      Nel suo corpo c'è la febbre del dolore
      Sta seguendo una luce che cammina
      Lentamente tanta gente s'avvicina
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Mille volti come sabbia nel deserto
      Mille voci come onde in mare aperto
      Terza strada stan sfiorando i grattacieli
      Quinta strada sta volando verso il sole
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Liberati dal cemento e dalle luci
      Il silenzio nelle mani e nelle voci
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Azrael, Azrael, Azrael, Azrael
      Azrael, Azrael-

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  2. Azrael ha esordito in una mini di Dennis O'Neil, Joe Quesada e, credo, Kevin Nowlan ad inizio anni novanta scorso secolo.

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