venerdì 8 maggio 2026

Dylan Dog Color Fest 57: Destinazione: Terrore!

A parte il lettering di Omar Tuis, Marco Galli ha confezionato questo episodio interamente da solo: testi, disegni, colori e copertina. Destinazione: Terrore! parte da uno spunto decisamente originale: Dylan Dog viene ingaggiato per sorvegliare in incognito una diva della lirica che terrà un concerto in maschera su un treno come esclusiva rentrée dopo un lungo periodo di pausa in cui ha sofferto di un problema di salute non meglio specificato.

La variegata fauna di critici, produttori e personalità varie che affolla il treno dona un tocco felliniano che però sfuma presto in atmosfere alla Agatha Christie: come temuto, sul treno si verifica un efferato omicidio (più di uno, vista la quantità di pezzi dei cadaveri) e come se non bastasse il macchinista è sparito e con lui tutte le possibilità di comunicare con l’esterno!

Inizia quindi un’avventura concitata e appassionante in cui i passeggeri devono vedersela con il misterioso killer e anche con la prospettiva di un disastro ferroviario pur se il treno corre su un binario dismesso. Non mancano dosi di splatter e anche un bel po’ di ironia: tra le altre cose Galli fa della satira sull’industria musicale e sui social network.

Questo episodio è strettamente collegato al numero 476 della serie regolare, ma non è indispensabile leggere anche quello per apprezzare questo – il personaggio che fa da trait d’union tra i due episodi è il perno attorno cui ruota la soluzione del mistero ma viene presentato in maniera esaustiva senza bisogno di ulteriori approfondimenti.

La soluzione apparente del caso è quasi geniale nella sua semplicità e per questo mette in ombra la vera soluzione, che chiama in causa la scienza sovrannaturale. Un bell’episodio, quindi? Certo, ma non riuscito al 100%. A confronto con le sue altre prove, graficamente questa per me è la meno riuscita di Galli. Il suo «tratto affilato come un rasoio» (così lo definisce Barbara Baraldi nell’introduzione) a volte mi pare un po’ tirato via e non capisco perché lasciare bianca la faccia dei personaggi, come se recitassero su un palcoscenico cosparsi di biacca. Tra le altre deroghe anatomiche e prospettiche, il Dylan Dog di fronte con le narici appena accennate assomiglia un po’ troppo a un teschio. Ottima invece la resa del treno e dei paesaggi che attraversa.

Nessun commento:

Posta un commento