Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai non più ipotetica ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.
El Joven Nippur
Nel 1997 ricorreva il trentennale della Historia para Lagash che fece la fortuna di Wood (e contribuì a quella della Columba) dando i natali a Nippur. Pur con il sentore ormai molto concreto della crisi che l’avrebbe portata a chiudere i battenti di lì a pochi anni, la casa editrice argentina azzardò tre iniziative celebrative. Due di esse confluirono poi in una sola (che per alcuni lettori argentini oltre a essere una sola fu anche una sòla), la terza vide la luce nei tempi stabiliti ma non ebbe comunque molta fortuna. Quella della Columba fu una mossa un po’ avventata, poiché la produzione delle storie di Nippur di Lagash era passata da alcuni anni in carico all’italiana Eura e quindi da semplice licenziataria adesso sarebbe tornata ad essere produttrice in prima battuta, ma evidentemente senza più la solvibilità di un tempo e quindi nemmeno la fedeltà degli autori. Gli unici due episodi di El Joven Nippur comparvero a distanza di un anno l’uno dall’altro, oltretutto su due testate diverse.
Nonostante sia figlio di un generale, il Nippur adolescente è un gagliardo birbantello che non ama la disciplina e le lezioni e non esita a fare scherzi anche pesanti ai suoi precettori o a chi è chiamato a rimetterlo in riga. Si prende anche qualche libertà con le fanciulle, che a differenza di maestri e sacerdoti sono ben contente delle sue attenzioni. Le sue avventure iniziano sempre nella stessa maniera: dopo l’ennesima sfuriata del padre o di chi per esso se ne va per i fatti suoi e incontra i personaggi che saranno alla base di quell’episodio. In sostanza El Joven Nippur è un sunto della poetica (e quindi dei pregi) di Wood: un protagonista simpaticamente ribelle ma intelligente e di buon cuore, una sana dose di ironia, ottimi dialoghi e delle situazioni che si manifestano praticamente per caso ma sono risolte con molta eleganza e sono anche originali: a differenza degli sciacalli inglesi, in Mesopotamia le aquile erano veramente diffuse. Confesso che non ho approfondito l’effettiva aderenza di questa serie con il canone nippuriano della serie madre, ma credo che lo stesso Wood non si pose il problema come non fece con altre serie, per quanto qui abbozzi anche le origini di Sumur.
Oltre ai disegni molto lontani dai canoni argentini, una pubblicazione così diradata non fu certo un incentivo ad apprezzare la serie ma ovviamente non possiamo sapere come sarebbe andata in un contesto ideale – di lì a pochi anni gli argentini avrebbero avuto difficoltà a comprare il cibo, figurarsi i fumetti.
Ironia della sorte, Nippur ritornerà davvero nel corso del 1998 ma non nella sua versione «joven» né in quell’altra annunciata e poi realizzata dalla Columba: sarà proprio la versione classica ma, dopo una prima apparizione su Nippur Magnum, a presentarne la maggior parte degli episodi (comunque pochi) sarà la rinata Skorpio, edita dalla Record concorrente storica della Columba. Un’epoca stava per finire.


Ecco, "I danni fatti dalla Image" sono a mio avviso, fumettisticamente parlando, paragonabili a quelli dell'epidemia di peste nera del 1300.
RispondiEliminaPerò devo dire che questo Rearte, sì, sarà pure ipertrofico e irrealistico, ma allora il Conan di Castellini cosa è, l'incubo di un culturista anabolizzato all'ultimo stadio?
Ho dovuto bruciare il libro di Repubblica con le sue avventure del Cimmero, poi fumigare la stanza con 8 diversi incensi tibetani, e infine recitare 3 volte la formula Montesi per esorcizzare il tutto.
E pensare che pareva tanto un bravo ragazzo quando faceva Nathan Never...
La genetica è pur sempre la genetica e il dna argentino di Rearte si fa vedere. Almeno un po'.
EliminaNon trovo Castellini sullo stesso piano dei buzzurri della Image: lui esagerava ma partiva da Neal Adams quindi da una forte matrice realistica e mi pare che sapesse come fosse fatta l'anatomia umana e come muoverla nello spazio di una tavola a fumetti.
E naturalmente "Nippur Magnum" non può non ventilare ai miei neuroni malati la possibilità di un crossover fra l'Incorruttibile e un certo investigatore privato operante alle Hawaii. Dopotutto anche Hor ha viaggiato nel tempo.
EliminaCrepascolo dove sei? Qui c'è pane per i tuoi dentini.
Hor incontrò persino Loco Chavez, ma negli anni '70 quando non era ancora conosciuto in Europa. Ne ho dato testimonianza qui sul blog: https://lucalorenzon.blogspot.com/2012/07/guest-appearence.html
EliminaRisposte in tempo reale... bene che Castellini partisse da Adams, male doppiamente che arrivasse a fare certe cose... che però non posso più argomentare perché quel libro l'ho regalato, nonostante ci fosse pure Windsor Smith e se non ricordo male Buscema.
EliminaDomanda: è meno grave essere uno che si ispira a Jack Kirby o essere uno che i canoni di Adams li sa, ma li tradisce per seguire la moda Image?
E invece niente più tempo reale causa impegni pomeridiani!
EliminaAnche Barry Windsor-Smith all'inizio imitava Kirby, quindi dipende da caso a caso.
Per me Castellini e i pupazzari dell'Image sono proprio su due piani diversi: anche se la esaspera fino a diventare quasi ridicolo, C. C. l'anatomia la conosce, McFarlane & Co. invece...
Che poi forse la sua ispirazione è più John Buscema che Adams, ma il ricordo di quando lo incontrammo in bar e gli spiegai la storia di Lucca ha preso il sopravvento.