domenica 20 marzo 2016

Il Morto 3: Il convento dei frati silenziosi

Continua il programma di ridistribuzione in edicola dei primi numeri de Il Morto, originariamente riservati al circuito delle fiere. Arrivati al numero 3 si avverte una netta impennata nel comparto grafico grazie al lavoro di Luciano Bernasconi. Anche i testi sono molto validi.
Alla ricerca dell’identità di Zaxan, Peg/il Morto finisce nientemeno che in un convento nella ridente località di Malcantone, dove vengono tenuti dei vecchi registri cartacei delle nascite su cui probabilmente potrà trovare le informazioni su tal Zanerbi Xavier Antonio che i registri dell’anagrafe non possiedono.
Il convento, però, è ormai sotto il controllo di una banda di criminali che lo usa come copertura per la produzione e lo spaccio di marijuana! Grazie al suo addestramento letale ma anche con l’aiuto di un vero monaco più coriaceo degli altri, Il Morto sgominerà la banda ma rimarrà quasi a bocca asciutta per quel che riguarda i dati riguardanti il presunto Zaxan, anche se qualcosina riuscirà a scoprirla.
A corredo della storyline principale ci sono le due riuscitissime divagazioni sul soccorso che Peg fornisce a un barbone e la sequenza parallela della ricerca del Morto da parte dei poliziotti Berri e Gambisi. Dei dialoghi azzeccati e un ottimo cast di comprimari contribuiscono a rendere questo terzo numero di gran lunga il migliore fra quelli usciti a suo tempo.
In appendice, la prima parte di una deliziosa storiella di Gary & Spike di Fulber e una storiellina minore (ma non disprezzabile) di H. W. Grungle a opera di Ruvo Giovacca e Rino Aiello.

14 commenti:

  1. Il senatore Rino Fulber aveva un nome da comprimario di Diabolik - di quelli che tentano di gabbare la assicurazione addebitando al re del terrore anche un ammanco di cui sono responsabili e che finiscono immancabilmente x sentire quell'ultimo swuiss - e frequenti attacchi di panico perchè uno dei suoi cortigiani, persona informata dei fatti di chiunque ovunque, lo aveva avvertito di una costituenda commissione di inchiesta non addomesticata su certi costi per ponti mai finiti ed a volte mai iniziati.
    La moglie non capiva i suoi tremori, come non capiva altri suoi modi e fughe , e la sua amichetta scherzava sulle sue mancanze di entusiasmo per interazioni che erano l'unico loro collante.

    Il visitatore era rimasto in sala d'aspetto fino al crepuscolo ad attendere il rientro di Fulber. Non si era alzato. Non aveva sfogliato le riviste.
    Il segretario lo fece entrare mentre il senatore seguiva ipnotizzato i ghirigori che tracciava con la sua Bic sopra un calendario dei frati senza favella.
    Il visitatore disse di chiamarsi Mort Storilain e di essere lì per risolvere tutti i suoi problemi di panico attraverso l'assunzione di un farmaco miracoloso chiamato Zanan. Fulber avrebbe firmato un contratto con il diavolo pur di passare una sera senza ballare la tarantella. Prese lo Zanan e si risvegliò su di un ponte non terminato al volante di una vettura lanciata verso il nulla.
    Non era l'unico a ballare la tarantella, ma altri erano maggiormente proattivi...

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    1. Curioso come questo tuo commento giunga proprio il giorno dopo quello in cui ho fatto notare a un mio amico che Hans Castorp, protagonista de La Montagna Incantata, ha un cognome che al contrario si legge "Prozac".

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  2. Stavi cercando in tutti i modi di distrarti dalla vista che si gode dal punto + alto della ruota panoramica. Il tuo amico - chiamiamolo Hans Ansia - aveva una paglietta come quelle di Nino Taranto e la mordicchiava nervosamente mentre ti diceva che aveva inviato duecento ed una rose rosse ad Ottavia Piccolo e l'attrice non aveva risposto nemmeno con un sanguigno consiglio su cosa farsene di tutte quelle rose e tu stavi ricordandoti di Travis Bickle in Taxi Driver che si ammala al profumo dei fiori che ritornano al mittente e ingolfano il suo appartamentino di psicopatico. Hai cercato velocemente qualcosa da dire per evitare che Hans realizzasse quanto in alto eravate e te ne sei uscito con una delle ultime cose che avresti dovuto sganciare come una atomica sulla bombetta del tuo pard.

    Io ero il tizio nel vagoncino alle tue spalle. Baffi a manubrio , calvo sulla sommità e con due trecce palesemte tinte di rosso manuelfiorstyle ritte verso est ed ovest come la versione psycho di Pippi Calzelunghe.
    Non stavo seguendo te: Ottavia era solo curiosa di sapere chi aveva scritto con vernice fosforescente sulla strada davanti a casa sua il testo di Annina Mia di Max Gazzè. Non credo che sia stato Ansia - è + tipo da Piccolo Grande Amore - ma quello stonato di Mailo Manari avrebbe disegnato qualcosa...

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    1. Annina Miaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
      Torna a casa tuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
      Ti aspetterò dovessi odiare queste muraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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  3. Nah. Annina di Max gioca in un altro campionato. Guarda il video nel tubo con Vince Schiavelli ( rip ) che danza leggero come un gazzello e Gazzè travestito da Fu Manchu come lo disegnerebbe Brendan McCarthy. Cambia il segno della tua giornata. So che non riesci ancora a dimenticare le ambulanze e Hans che se ne va imitando il Norman Osborn di Ross Andru mentre fa rotta x una cella imbottita.
    Domani è un altro giorno. Tarirarààà.

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    1. Alla tua/di Max Gazzè Annina, che non conosco né mai conoscerò, preferisco l'Annarella dei CCCP!

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  4. Giovanni Lindo Ferretti sarebbe stato il modello per Dylan Dog se il character design fosse stato di Gipi

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    1. Avrebbe fatto la sua porca figura, in effetti.

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  5. Le cose andarono così: Tiz Sclavi chiese a Claudio Villa, Angelo Stano e Gipi di andare a vedere Another Country e di ri-disegnare Dyd ( il cui prototipo, come è noto, era Antonio Gades ). I primi due cartoonists obbedirono, ma Pacinotti rimase tutto il pomeriggio al parco a fissare una foglia rossa ed a perdersi nelle innervature e a scrivere nella sua testa matta un graphic novel di duecento tavole su di un clochard che forse era stato prima nei commerci sul Lago Maggiore e che si era giocato una fortuna alle carte ed ora sognava Piero Chiara vestito come il Casanova di Fellini che gli spiegava che la storia del mondo è scritta nelle foglie. Una volta a casa chiamò Angie Stano che, buono come il pane, gli descrisse Rupert Everett perchè anche Gipi potesse proporre il "suo" indagatore dell'incubo. Gipi fede del suo meglio, ma un uomo è il suo stile ed anche Aldo Fabrizi o Platinette sotto il suo pennello diventano Giovanni Lindo Ferretti caduto nella batcave e vissuto di acqua piovana e muffe x un mese.
    Diciamo che a Tiz ( x non parlare di SBE ) parve troppo estremo. Nel 1986. Dopo l'ultimo Dyd Color Fest ( Aka B, Ausonia e Marco Galli ), tutto è possibile...

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    1. "Gipi fede del suo meglio": molto freudiano. Antonio Gades era il disegnatore di flamenco? Su un vecchio Fumo di China emersero le prove fatte da Villa col suo volto e il suo nasone.

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  6. Mi piacciono i suoi tizi scarnificati senza labbra e con il nasino a punta nella testa tonda, ma non credo sarebbe stato un idolo delle folle SBElliche in quei gg. Ed oggi è stato arruolato x una variant cover di Dyd di qualche Lucca fa, se non erro.
    Gades e Marty Feldman al posto di Groucho che era stata appena utilizzato in una storia western.
    Il Gades di Villa era + massiccio di quello della Realtà Prima, ma aveva appunto una maschera vittoriomezzogiornica. Poi Sclavi rimase folgorato dallo Everett di Another Country che aveva una maschera molto anni ottanta.
    Gades sarebbe perfetto x un loser in un fumetto di Peppe Ferrandino disegnato da Manu Barison in b/n formato Grande Diabolik.

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  7. Il mio soffia dice che è insieme a Julian Assange e che potrebbe anche lasciare l'ambasciata, ma preferisce restare dove sia possibile mangiare una omelette decente a qualsiasi ora del giorno e della notte. Inoltre Julian conosce un sacco di storie divertenti.

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    1. Macché, semmai sarà a Ischia a mangiarsi una pizza e una pastiera!

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