sabato 24 aprile 2021

Sandman Library 13: Cacciatori di Sogni

Siamo dalle parti delle versioni a fumetti di Coraline e di American Gods: P. Craig Russell (che da una rapida ricerca scopro chiamarsi Philip e non Paul come l’ho sempre chiamato io) traduce le versioni originali in prosa con eccessiva fedeltà lasciando moltissimo testo scritto. E sì che inizialmente Cacciatori di Sogni prometteva di essere più “fumettistico” visto che era molto dialogato.

La storia, dilatata all’inverosimile, è ambientata in Giappone e narra dall’amore tra una volpe e un monaco dopo un’introduzione che sembrava orientata verso l’umorismo. Un maggiorente divinatore di Kyoto apprende che per levarsi il senso di paura che lo attanaglia dovrà uccidere il monaco, da lontano e senza violenza. E qui ovviamente entrano in scena i sogni e il Morfeo giapponese, e la storia diventa un racconto di vendetta, dilatato all’inverosimile. Neil Gaiman si dimostra un buon conoscitore dei riti, della religione e del folklore nipponico – o è stato bravo a inventarsi di sana pianta tutti i riferimenti.

Dello sceneggiatore/scrittore c’è un po’ della sua ironia e l’efficacia nel ritrarre Sandman come un grandissimo stronzo ma è evidente che l’opera è stata pensata per un altro medium. Non conosco il romanzo illustrato che è servito da base, ma la versione a fumetti è verbosa e ridondante, con i disegni che si limitano quasi sempre a illustrare un testo pienamente comprensibile anche senza di loro. Peccato, perché P. Craig Russell (che d’ora in avanti indicherò così nelle Etichette) è un signor disegnatore ma avrebbe dovuto “addomesticare” meglio la versione scritta.

6 commenti:

  1. Un dollaro contro uno sputo che è PAUL Craig Russell. Wikipedia... mah.
    Avevo qualcosa del Dr. Strange dove forse c'era il nome intero ma non lo trovo più, comunque sì, lo scrivono sempre P. puntato.
    Magari Colui-che-tutto-vede-e-tutto-sa ci saprà dare una parola definitiva, nella Sua algoritmica sapienza.

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    Risposte
    1. Da una ricerca superficialissima (non su Wikipedia, mi pare) avevo trovato appunto Philip ma a un certo punto, se questi vogliono firmare i loro lavori così, lasciamoglielo fare. Tipo J. H. Williams III e Jon J. Muth. Con le loro sigle, giustificate o meno che siano, sono anche più facili da trovare nelle Etichette visto che sono famosi con quei nomi e non con le generalità per esteso.

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    2. Sì, ma mi resta la curiosità scientifica di capire come mai anch'io "ero" convinto fosse Paul. Ritengo di averlo letto su qualche credit, ma potrei sbagliare. Quando faceva Killraven era indicato solo con Craig Russell, poi arrivò il P. Boh!
      E comunque un dollaro contro uno sputo... senza neanche rendermene conto ho fatto una scommessa con la morte! :D

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    3. Tranquillo, la morte non è crudele, è solo molto efficiente (chissà se cogli la citazione).
      Forse si chiama veramente solo Craig Russell e si è aggiunto una P per far scena o perché suonava bene. Se non erro esiste anche un attore o un cantante che si chiama Paul Craig, questo potrebbe averci influenzato.

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    4. https://edu.glogster.com/glog/download-neil-gaiman-philip-craig-russell-scott-hampton-americ/3081gd2or14

      La credibilità di questo sito viene dal fatto che Philip è scritto tante volte !!!!

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    5. Ah, beh, allora...
      Ma se vuol farsi chiamare P accontentiamolo.

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