domenica 3 dicembre 2023

La Ballata del Barbieri

Non mi è chiara quale sia la genesi di questo volume. Dall’introduzione di Marco Ardemagni e da quanto si legge nel fumetto sembra ci sia stato il coinvolgimento di un gruppo musicale, mentre gli omaggi in appendice risalgono ancora al 2015 – e non c’entrano poi molto coi contenuti. Ma da una rapida ricerca su internet non ho trovato edizioni precedenti e/o spiegazioni sulla nascita del progetto.

Sia come sia, La Ballata del Barbieri è una sintetica (molto sintetica) carrellata sulle imprese grottesche di Ezio Barbieri, che fece comunella con l’altro bandito Sandro Bezzi ma fu più di un semplice criminale, sempre nel segno della rivincita sociale e delle beffe verso l’autorità. Questa cavalcata viene introdotta da una doppia cornice con i componenti del gruppo Banda Putiferio e uno spettatore del processo a Barbieri del 1946, probabile alter ego dello sceneggiatore Antonio Serra. Tolte queste quattro pagine e mezza, il compte à rebours che occupa le restanti non può fisiologicamente che concentrarsi su una manciata di episodi e si resta con la voglia di conoscerne ancora e di approfondire l’argomento.

Gero Grassi è sicuramente un valido disegnatore ma lo sarebbe ancora di più se vincesse la sua dipendenza dal computer. Non è riuscito a ritagliarsi quei pochi secondi che (immagino) sarebbero serviti per differenziare un po’ le finestre degli edifici, spesso copiaincollate in massa, né per disegnare i peli di un pube preferendogli un effettino digitale. Per il tipo di storia che viene raccontata avrei visto meglio un autore più espressivo e “caldo”. Oltretutto, la scelta di Grassi di annerire gli occhi in ombra con profonde pennellate nere trasmette una sensazione cadaverica.

Come anticipato, il volume si compone anche di un’introduzione (interessantissima) di Marco Ardemagni e di un’appendice con vari contributi grafici dalla qualità altalenante, opera di Daniele Manini, Aka B, Anna Lazzarini, Emanuele Boccanfuso, Oskar e Riccardo Chiereghin. Di Luca Enoch, che viene elencato tra gli omaggianti, non ho trovato traccia. Il sipario cala con una postfazione di Antonio Serra.

Considerato che il fumetto in sé occupa solamente 30 pagine mi sembra che il prezzo di 20 euro sia eccessivo, per quanto il volume sia cartonato (ma le dimensioni non sono enormi né la carta è patinata). Avessero almeno fatto più attenzione ai refusi.

5 commenti:

  1. Cosa stai a perdere tempo con queste cose?
    Ieri fuori da un'edicola ho visto degli albi di grande formato, presumibilmente in bianco e nero. Albi dell'Intrepido (ma oggi chi se lo in**la l'Intrepido? Chi ha i diritti?) con i primi numeri di Billy Bis, nientemeno!
    Il primo mi pare che si intitoli "Billy Bis, la nascita di un mito".
    Non mi capacito di come sia possibile, ma nella settimana entrante se lo rivedo lo compro (o lo rubo, tanto era appeso fuori dall'edicola).

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    1. Visti anche io, mi stupivo che l'edicola non avesse reso il primo ma se anche tu me ne citi più di uno vuol dire che é la loro strategia.
      Mai interessato Billy Bis, sinceramente, e Ugolini non l'ho mai gradito molto. I volumi sono a colori, comunque.

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    2. Io ne ho visti almeno due. Sì, sapevo del tuo scarso gradimento per il personaggio e l'autore. Devo dire che neanche a me è mai piaciuto, ma è innegabile che illo tempore fosse un successone. si vede che puntano a un target di vecchietti, credo sia ormai legittimo chiamarli così, perché non vedo come a un giovane (anche a un giovane degli anni '90) possa interessare se non come curiosità d'antan.
      Ci fu tutto un filone Billybissico, principalmente ad opera di Mancuso, da Crystall fino agli ultimi epigoni ormai parodistici tipo Tiger Kiss e Alamo Kid. Veniva definito vecchiume, già negli anni '80.
      Mi ricorda la parabola discendente dello spaghetti western.

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    3. Tempi più semplici, probabilmente mancavano termini di paragone più dignitosi e credo che il fumetto costasse comunque poco in proporzione, tutto andava bene per riempire il tempo libero. Un mio amico (quello rosso di capelli che dovresti aver conosciuto la prima volta che ci siamo visti a Lucca) mi diceva che c'era anche un personaggio femminile nel Mancuso-verse, Gegia Miranda o un nome simile.
      Puntare sugli ultracinquantenni è la strada giusta: i ragazzini non leggono i fumetti e anche fino ai quaranta non hai il posto fisso nè la sicurezza economica, mentre il babbo nostalgico (dei fumetti) si è già liberato di te e quindi ha più spazio in casa e meno oneri economici.

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    4. Sì, beh, il babbo nostalgico...
      Come informazione, Gegia Miranda (tanta ciccia e poca mutanda, come diceva zio Beppe) era una delle donne di Billy Bis.
      Billy era fidanzato, credo, ma Mancuso inseriva sempre una donna "antagonista" da contrapporre alla fidanzatina ufficiale. Miranda era a volte antagonista a Billy, come Bambi Black lo era a Tiger Kiss, ma comunque soccombeva al fascino del macho sciupafemmine mancusiano.
      Sì, mi ricordo vagamente il roscetto, amico tuo.

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