Approda in edicola in un formato più adatto la serie fantasy con protagonisti eccellenti (sottogenere che probabilmente ha un nome specifico che io ignoro), precedentemente pubblicata in volumi di grandi dimensioni in cui la Bonelli si ostina a presentare le sue tre strisce/sei vignette per tavola – quando va bene.
La trama vede Dante Alighieri fuggire dall’inferno ritrovandosi 200 anni nel “futuro”, cioè in pieno Rinascimento. Ha scoperto che i gironi infernali sono strapieni di dannati che adesso stanno per “esondare” nel mondo terreno. Per fermarli crea una Lega degli Straordinari Gentlemen comprensiva di figure storiche e letterarie: Lorenzo il Magnifico, Leonardo Da Vinci, la Venere del Botticelli (!), l’Otello shakespeariano, la maga Circe, Cristoforo Colombo. La prima tappa da raggiungere sarà la Selva Oscura, che con un tocco di originalità si trova nelle profondità marine invece che sulla terraferma. Lì la Divina Congrega dovrà impossessarsi dell’Occhio di Lucifero. Ed in effetti ce la fa, chiudendo già col secondo Canto un primo ciclo della serie.
La storia di Mario Nucci e Giulio Antonio Gualtieri è ben congegnata pur nella sua immediatezza, e si fa apprezzare soprattutto per i dialoghi brillanti e per aver puntato i riflettori su alcuni elementi tipici del folklore italiano. Il ritmo è incalzante e le citazioni letterarie non stonano affatto ma contribuiscono a creare il giusto ritmo. Anche i periodici usi di una parlata desueta non danno l’impressione di una forzatura ma contribuiscono al fascino dell’insieme. Nel complesso La Divina Congrega si legge con piacere e anche molto rapidamente, tutta d’un fiato. La versione da edicola che raccoglie due episodi in formato ridotto è quindi l’ideale per poter leggere la serie, tanto più che graficamente non è così elaborata come teoricamente dovrebbe essere un albo alla francese (come lo erano anni fa, almeno). Anzi, i disegni del primo Canto sono veramente grossolani, e non è che il secondo sia tanto meglio nonostante un inizio dai fortissimi contrasti chiaroscurali che mi aveva fatto sperare bene. Nelle gerenze la parte grafica viene attribuita a Giorgio Spalletta e Matteo Spirito, non so se uno abbia inchiostrato l’altro o si siano avvicendati nella realizzazione. Anche per la colorazione vengono indicati due autori diversi: Francesco Segala e Claudia Cangini. Non viene specificato dove sia intervenuto uno e dove l’altra ma il loro lavoro è comunque ottimo.

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