mercoledì 17 giugno 2026

Le serie di Robin Wood inedite in Italia: Los Salvajes Niños de la Memoria (1993)


Oggigiorno è facilissimo procurarsi almeno virtualmente il materiale della Columba, quindi questa ormai non più ipotetica ricognizione sulle serie inedite di Wood è un po’ inutile perché chiunque sia interessato può toccare con mano direttamente il prodotto. Abbiate pazienza, devo pur inventarmi qualcosa per mandare avanti il blog. Diciamo che questa iniziativa potrebbe essere utile a qualche appassionato per decidere se imbarcarsi in download molto pesanti o nella lettura di quelle migliaia di tavole che ha già scaricato.

Los Salvajes Niños de la Memoria

Miniserie in quattro episodi in ognuno dei quali lo stesso Wood, in un impeto di culto della personalità o per esigenze di impaginazione della Columba, invita il lettore a sedersi con lui e ad ascoltare la storia che sta per raccontare.

Maurizio Marinelli sta morendo e da vecchio imprenditore di successo ha un codazzo di speranzosi eredi che attendono la sua morte. I soldi non interessano invece a César, il suo nipote prediletto che venne allontanato dalla famiglia otto anni prima per un evento delittuoso di cui non fu provata la sua colpevolezza ma che comunque sollevò uno scandalo in paese: venne visto accanto al cadavere di un uomo appena ucciso. César vorrebbe solo salutare per l’ultima volta lo zio, informato della sua impellente dipartita dalla cugina Marina. I “figli selvaggi” del titolo sono in effetti César e Marina che sin da bambini amavano nascondersi nel bosco vicino casa e condividevano un rapporto speciale da cui gli altri familiari erano esclusi. Tra questi Enzo, il fratello di César che va su tutte le furie quando scopre che l’eredità (e con essa la ditta a cui ha dedicato la sua vita) andrà tutta a César. Che dal canto suo rischia di non godersela: per poco non viene ucciso da un proiettile che gli viene sparato proprio mentre si trova nel bosco che tanto ama. La polizia trova l’arma del delitto: è una pistola regolarmente registrata a nome di Enzo.

Il cast dei personaggi è ben nutrito e comprende Adriana, la giovane infermiera che si prese cura di Maurizio Marinelli fino alla sua morte, l’avvocato di famiglia Claudio, Antonella moglie di Enzo ed Elisa giovane vedova di Maurizio. Da citarsi anche il commissario Vitale che segue il caso e uno di quei medici di famiglia cinici e ubriaconi tipici di Wood. Il finale quindi la soluzione del mistero (e del mistero nel mistero, cioè quello che successe otto anni prima) è tutt’altro che scontata, anzi decisamente ben architettata. Si perdona facilmente a Wood di non averci fornito gli indizi per sospettare del vero colpevole, che giunge del tutto inaspettato. Lo stile dei dialoghi presenta l’enfasi tipica dello sceneggiatore, ma i personaggi che si accusano a vicenda di essere melodrammatici smontano ogni possibile critica che possa muovere il lettore in merito.

Con scrupolo encomiabile la Columba indicava sia Percy Ochoa che Oscar Martutaitis come autori dei disegni, nonostante a firmare fosse solo il primo, insieme a tal “Evelyn”[. Curiosamente dal connubio tra Ochoa (collaboratore di Gerardo Canelo) e Martutaitis (assistente di Lito Fernandez) nasce un disegno del tutto simile a quello di Alfredo Falugi, coi suoi pregi e i suoi difetti: tanta espressività e derive caricaturali.

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