lunedì 1 giugno 2026

Pasolini

Nuova versione edita da Bonelli del lavoro di Davide Toffolo che dal 2001 ha conosciuto diverse ristampe. Si tratta di un’opera difficile da etichettare, sostanzialmente un omaggio alla figura del poeta/regista ma anche autobiografia discreta e persino performance multimediale che coinvolse il web.

Lo spunto di partenza è che l’autore si è messo in contatto con un Pasolini redivivo per intervistarlo: si tratta di un suo imitatore (forse un mitomane) incontrato su internet che ne conosce alla perfezione biografia e opere e che esige di essere filmato con una telecamera a ogni incontro. Tra Toffolo e “Pasolini” si innesca un gioco in cui l’intervistato non specifica mai dove avverrà di preciso il prossimo incontro se non con riferimenti alle opere e alla vita di Pasolini. Per fortuna Toffolo ha un’amica cultrice della materia che lo può aiutare a individuare i luoghi degli incontri a Versuta, Bologna, Ostia, sull’Etna fino alle ultime tappe solitarie di un itinerario che si conclude a Grado e a Madrid al Museo del Prado. Questi incontri, soprattutto gli ultimi che non si concretizzeranno, serviranno a Toffolo per prendere coscienza dell’abisso in cui è sprofondato il mondo occidentale come preconizzato da Pasolini.

Nel mentre una tribù africana assiste con sgomento ai vaticini di un coccodrillo che parla citando i versi di Pasolini.

Toffolo lavora sull’organizzazione delle pagine inanellando molte tavole doppie e concedendosi qualche virtuosismo come l’immagine della tigre (simbolo dell’incontro del Pasolini bambino col cinema) che “esonda” tra le pagine. Pur col ritmo che così riesce a dare al fumetto, inevitabilmente questo finisce per risultare più un bignami della vita e delle opere dell’omaggiato piuttosto che una narrazione vera e propria. Il disegno è arricchito da retinature forse digitali (non so se erano presenti anche nella versione originale) ma Toffolo si affida sempre al suo tratto morbido e un po’ caricaturale che potrebbe non essere nelle corde di tutti i lettori.

Postfazione di Paola Bristot, che oltre a eleggere Davide Toffolo padre del graphic novel italiano spiega la genesi dell’opera e rivela che la pagina FaceBook del presunto Pasolini esisteva veramente e a impersonarlo fu nientemeno che Graziano Origa. Segue poi una disamina sulle varie edizioni del fumetto che si sono succedute in gran numero e in vari Paesi dopo la sua prima uscita venticinque anni fa.

Nessun commento:

Posta un commento