lunedì 1 giugno 2020
venerdì 29 maggio 2020
martedì 26 maggio 2020
sabato 23 maggio 2020
Altri tempi
Il mio primo contatto con la
gloriosa rivista Orient Express (ma L’Eternauta era meglio) fu con una
raccolta, la numero 6. Anni dopo mi procurai la collezione completa e quella
raccolta la regalai ad Alessandro Olivo.
Visto che i numeri dal 16 al 18 li conoscevo quindi sin troppo bene, letti e
riletti, non avrò fatto molto caso a un particolare che ho notato adesso
sfogliando tutti i numeri di seguito: il precedente possessore del numero 16 (datato
novembre 1983) aveva tentato di fare il cruciverbino a pagina 84 e, oltre a
dimostrare scarsa competenza fumettistica (conosceva Conan ma non Nick Fury?
Non aveva mai sentito parlare di Furio Almirante? E nemmeno di Gim Toro?), non
era una cima neanche in Storia né aveva una grande inclinazione per la logica.
Basta vedere sotto le correzioni della riga 24 a chi aveva attribuito
inizialmente l’eventuale fedeltà di Ivan
Timbrovic, un personaggio di Cavezzali di cui bastava il nome per capire
nazionalità e inclinazioni…
Ho riso di gusto, ma anche da
questi particolari si può intuire la temperie culturale di un’epoca in cui l’onda
lunga della passione politica degli anni ’70 non era ancora sopita.
giovedì 21 maggio 2020
Fumettisti d'invenzione! - 149
Mi permetto di integrare il
divertente e interessantissimo volume di Alfredo Castelli con altri “fumettisti
d’invenzione” e simili.
In grassetto le categorie in cui
ho inserito la singola segnalazione e la pagina di riferimento del testo
originale.
CARTOONIST COME
PROTAGONISTA – GRAPHIC NOVELS E ONE SHOTS (pag. 24)
(Italia 2020, © Torti/Valentini, slice of life)
Marco Torti (T), Fabio
Valentini (D)
Spronato da una professoressa,
Leonardo cerca di capire cosa vuole fare dopo il diploma di maturità
scientifica. Per caso si scopre fumettista e si iscrive a un corso dove viene
intercettato da Gianfranco Marelli in arte Jeff, un professionista un tempo
molto famoso che ha abbandonato il fumetto e si infiltra nelle scuole di
fumetto per trovare il suo erede artistico(!). Le lezioni di “sceneggiatura” di
Jeff sono caratterizzate da una dedizione e una calma zen, forse vorrebbero
essere parodistiche ma hanno qualcosa di inquietante. Contro il parere di Jeff
Leonardo si fa pubblicare una sua opera (pagando lui la stampa) da un “editore”
poco di buono che campa sull’ingenuità degli aspiranti fumettisti. Il rapporto
tra i due si incrina, ma alla fine si ritroveranno.
I corsi a cui inizialmente
partecipa Leo sono tenuti da Luigi Sperati e Michele “Mig” Ruffazzi; il primo è
forse un omaggio a Gianluca Caputo che firma la prefazione, visto che la
pensano alla stessa maniera sulla costruzione di una storia.
Pseudofumetto: l’opera prima di Leonardo, che alla fine scopriremo
essere diventato un autore affermato, è Il
Culto di Mezzanotte.
CARTOONIST COME COPROTAGONISTA OCCASIONALE – ONE SHOTS IN PUBBLICAZIONI
ANTOLOGICHE (pag. 56)
(Argentina 2007, in La Duendes
(segunda época), © Ramòn de la Fuente, umorismo)
Ram [Ramòn de la Fuente]
Un disegnatore di fumetti cerca ispirazione
per una storia, ma nella maniera sbagliata: fumandosi un sigaro Habana dopo
aver bevuto del mate.
Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei;
fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
CITAZIONI, CARICATURE, CAMEI (pag. 61)
HIS NAME
IS… CAIN! KANE (IL SUO NOME É… KANE)
(Stati Uniti 1969, in House of Mystery, © DC Comics, horror,
umorismo)
Mike Friedrich (T),
Gil Kane [Eli Katz] e Wally [Wallace Allan] Wood (D)
Il fumettista Gil Kane,
infastidito dalla pressione che gli mette addosso il supervisore Joe Orlando e stufo
di disegnare fumetti stupidi inchiostrati male e letterati peggio, si cerca un
angolino tranquillo dove realizzare in pace una storia tutta sua. Finisce così
nella Casa del Mistero, titolo della testata antologica ma anche luogo “reale”
nella cosmologia della DC da cui l’anfitrione Cain presenta le storie, e qui si
ritrova prigioniero del suo stesso fumetto realizzato con l’aiuto di forze
soprannaturali.
Fuori tema: fumettisti non d’invenzione: citazioni, caricature, camei;
fumetti biografici; metafumetti e autoreferenzialità; parodie
FUMETTI BIOGRAFICI (pag. 63)
(Inghilterra 2012, © Mary e Bryan
Talbot, biografico)
Mary M. Talbot [Mary Atherton]
(T), Bryan Talbot (D)
L’autrice Mary Talbot, figlia di
un eminente studioso di James Joyce, traccia un parallelo tra la sua vita e
quella di Lucia: inevitabilmente l’opera abbraccia anche molte scene che
coinvolgono il fidanzato e poi marito Bryan Talbot, celebre fumettista.
martedì 19 maggio 2020
domenica 17 maggio 2020
Visioni - Graphic novel italiano 2: Cinquemila chilometri al secondo
In barba al Coronavirus gli
allegati da edicola continuano e uscire e a moltiplicarsi, addirittura con una
collana dedicata al “graphic novel” che, ignaro della sua esistenza, ho visto
occhieggiare l’altro giorno in edicola. In attesa di tornare in fumetteria ho
voluto dare una chance a questo lavoro pluripremiato di Manuele Fior.
La “storia” di Cinquemila chilometri al secondo ruota
attorno al rapporto tra Piero e Lucia, detta Lucy, su cui incombe l’ombra
dell’amico Nicola. Dall’adolescenza fino alla maturità, si sviluppa nel tempo
in momenti e luoghi lontani tra di loro.
Fior procede in maniera sincopata
prendendo dei lunghi stralci dalla vita ora dell’uno ora dell’altra
protagonista, lasciando al lettore il compito di ricostruire quello che si
dicono i personaggi al telefono e di capire quello che è successo negli anni,
spesso parecchi, intercorsi tra un tranche
de vie e l’altro. Il gioco è quindi quello di ricomporre il puzzle delle
vite dei personaggi approfondendo il loro carattere e i loro rapporti. La
narrazione è ridotta ai minimi termini, pressoché inesistente, e in sostanza
non c’è nessuna idea forte a fornire il pretesto per una trama originale. Il
fumetto (pardon, graphic novel) si basa sulla levità del tema, sulla suggestione
del tratto, sui dettagli, sui giochi di sguardi, sull’uso del colore, sulle
sequenze oniriche, sul non detto. E anche su un po’ di ironia, per fortuna.
Un’operazione non peggiore di tante altre, che però tende a esasperare per la
sua lunghezza: circa 140 pagine che probabilmente sarebbero state più efficaci
se condensate almeno un po’, in modo da rendere ad esempio più evidente
l’evoluzione dell’insegna “ristorante”, quasi metafora del rapporto tra Piero e
Lucia. I disegni, almeno, sono piacevoli. Coerentemente con il premio che gli è
valsa questa opera, Fior disegna con uno stile fauvista, ma per fortuna l’art nègre alla base soprattutto delle
prime pagine lascia lo spazio a una varietà di stili che passano da Alphonse
Mucha a Disney, anche se quest’ultimo è una citazione. Sempre molto sintetico e
rigoroso, fa parlare i colori quanto e più delle posture e delle espressioni.
Da notare, e portare a esempio per altri autori, che ha fatto il lettering a
mano – preziosismo (ormai è tale!) per cui gli si perdonano volentieri alcuni rari
errori ortografici. Una curiosità: quando ha realizzato Cinquemila chilometri al secondo Fior doveva avere il terrore di
invecchiare visto che i protagonisti, nemmeno quarantenni (se ho fatto bene i
conti), sono dei ruderi.
Da quanto leggo del piano dell’opera
in appendice, e che si può visionare anche qui,
questa collana Visioni è molto
eterogenea e la nazionalità degli autori è l’unico collante di fumetti (pardon,
graphic novel) molto diversi per impostazione e stile. Il formato 17x24 è
probabilmente inevitabile e anche abbastanza azzeccato, almeno per alcuni, ma
una carta patinata avrebbe sicuramente fatto risaltare di più i colori di Fior.
E 10,90 euro non sono certo un prezzo vantaggioso, tanto meno se lo
confrontiamo con quello di altre iniziative simili. Ma magari è proprio una
strategia di marketing per invogliare con un costo del genere un appassionato
di graphic novel dell’ultima ora, che troverà conferma di non stare comprando
merda (se non fosse che pure la merda ormai costa più o meno così).
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