martedì 28 gennaio 2020

Il Morto 41: Un gioco pericoloso

Che bello, un altro numero de Il Morto uscito nel mese dichiarato di distribuzione.
Trasferta livornese per Peg, che trova alloggio presso l’appartamento di una cassiera che affitta la camera della figlia dodicenne. La ragazzina dorme spesso dalla sua amica Betty, figlia di una modella di intimo che si fa un discreto gruzzolo vendendo le sue foto coi completini della madre (questo il «gioco pericoloso» del titolo, che offre l’ispirazione a Ermete Librato/Libratus per una splash page molto azzeccata). Ovviamente per evitare noie le ragazzine sono disegnate più mature della loro età dichiarata.
Nel mentre continua la caccia a Peg, che dimostra in più occasioni la sua professionalità lasciando agli inseguitori solo battute taglienti e ossa rotte. Il “Bavoso”, cioè il cliente più affezionato di Betty, riesce però a risalire alla scuola media dove studia e con l’inganno le penetra in casa dell’amica dove doveva fermarsi per cena. Il Morto dovrà prendersi cura anche di lui coadiuvato da un vicino di casa protettivo con l’eloquente nome di Maciste. Nel mentre qualcuno ha filmato gli exploit del Morto contro gli ultimi balordi che gli sono stati mandati contro, fornendo l’aggancio per il prossimo episodio.
I tocchi umoristici vengono forniti da una scelta stilistica affine a quella che compì Gianni Amelio nel film Così ridevano: i dialoghi in dialetto sono nella maggior parte dei casi perfettamente comprensibili, e più lo sono più vengono tradotti in un italiano forbito! Giovanni Cadoni ha fatto da consulente per il livornese.
Ottimi come sempre i disegni di Piero Conforti, inchiostrato da Gianluca Francesconi. Il top dell’espressività viene raggiunto con il Bavoso. Ho notato a pagina 37 un errore di prospettiva: Peg cammina davanti alla prostituta a cui ha chiesto informazioni, che però ha la mano destra davanti alla sua; probabilmente è solo una svista in fase di allestimento delle tavole da parte dello Studio Telloli.
In sostanza, un episodio transitorio (non succede poi molto e serve da introduzione al prossimo) ma molto piacevole.
In appendice la storia breve Dolore silenzioso, in cui lo sceneggiatore William Isaac Zoe gioca con le aspettative del lettore fingendo di presentargli un horror. Molto simpatica, e anche i disegni di Erica Previtali, per quanto acerbi, non sono male.

2 commenti:

  1. Conosco uno degli inchiostratori che ci lavora, quindi volevo darci un'occhiata...ma l'ho cercato spesso nelle edicole e non lo trovo mai :( Mi sa che ha qualche problema di distribuzione

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    1. Io riesco a trovarlo solo in un'edicola fornitissima qui nei dintorni (hanno anche Il Giornalino, per dire).

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