martedì 14 gennaio 2020

Filiberta Contessa di Challant Ultima erede Madruzzo

Occhieggiava in fumetteria da un bel po’ e i disegni di Carlos Gomez erano molto invitanti, però 16 euro mi sembravano tantini per 20 pagine di fumetto e poi sfogliandolo mi era sembrato stampato male – in realtà non lo è, chissà cosa ricordavo. Visto che per decongestionare il magazzino anche questo è entrato nel club del -50% ho colto la palla al balzo.
Filiberta racconta la storia della contessa di Challant, che nei suoi possedimenti di Issogne incontra un trovatore di nobile lignaggio di cui si innamora. Ma lo zio principe vescovo di Trento vuole destinarla al matrimonio con il fratello della propria amante, in modo da mantenere il potere della casata su quelle terre. Infatti il principe vescovo Carlo Emanuele Madruzzo è diventato tale su imposizione della famiglia e vorrebbe che il suo legame con Claudia Particella venisse legittimato dalla Chiesa per poter mantenere il dominio tramite una vera dinastia (ma la dispensa papale non arriverà mai). Quando Filiberta incontra nuovamente a Trento, dove praticamente è prigioniera, l’amato Renato de la Chambre la situazione precipita e viene fatta chiudere in convento. Qui finirà i suoi giorni, forse avvelenata.
La storia è una rielaborazione di un racconto ottocentesco di Agostino Perini a cura di Romano Oss, e nonostante una certa prevedibilità e un forte afflato romantico è godibile e anche abbastanza articolata. Le tavole a fumetti sono solo 21, il resto delle 48 pagine del volume sono dedicate alla presentazione dei personaggi storici principali, al riassunto della vicenda, a qualche cenno aneddotico (un giovane Benito Mussolini fece propria una leggenda creata da Scheffel e Feuerbach ispirata ai fatti di Filiberta per i propri fini politici) e alle biografie degli autori. Tra questi figura anche Umberto Rigotti che ha curato la grafica.
Il volume (un cartonato di grande formato stampato su carta patinata) è stato edito a fine 2011 da Archivio Studio d’Arte Andromeda, cosa che mi fa pensare che forse in origine fosse pensato come materiale collaterale per promuovere un eventi, un territorio o una mostra.
Non si tratta certo di un capolavoro o di un’opera che vuole rivoluzionare il linguaggio del fumetto ma è comunque una lettura interessante soprattutto per i disegni di Carlos Gomez.

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