domenica 29 novembre 2015

Multiversity 9

E finalmente siamo arrivati al capolinea.
L’aspetto più desolante di questo ultimo episodio è che tutto si risolve con una lunghissima e noiosa scazzottata.
L’aspetto più desolante di Multiversity nel suo complesso è che questo ultimo episodio è comunque il migliore della serie. Tutte le potenzialità che aveva questo progetto sono sfumate davanti a una conclusione che non è una vera conclusione ma solo un ennesimo rilancio o tutt’al più, a voler essere buoni, una riflessione sulla deriva dei comic book, oltretutto con un twist finale che ricorda da vicino la rivelazione di una stagione di John Doe – ho letto solo il primo numero di John Doe ma da qualche parte ho saputo chi erano le “alte sfere” a cui doveva rispondere il protagonista.
Difficile consolarsi con l’elevata qualità dei disegni di Multiversity (in questo nono episodio è tornato Ivan Reis) perché la qualità di stampa della RW Lion è quella che è.
Buoni i redazionali di Riccardo Galardini. Almeno quelli.

11 commenti:

  1. Sono un po' indietro con le letture, con tutte non solo con questa. Non ho capito dove Morrison voglia andare a parare nella globalità del progetto e forse nemmeno mi interessa tanto sappiamo che ogni grande saga Marvel o Dc puoi godertela o meno ma all'incirca è sempre una presa per il naso dove tutto cambia e ogni cosa rimane la stessa. Presi uno a uno i singoli episodi di Multiversity mi sono sembrati però molto gradevoli e tra le letture più piacevoli dell'ultimo periodo. Poi sarà che nutro una particolare simpatia per quel cazzone di Morrison...

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    1. alla luca dell'episodio finale per me Multiversity ha scalato la classifica del Peggio del 2015 in cui l'avevo già inserita. Anche a me Morrison è simpatico, ma tutto ha un limite.

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  2. Dopo tanti anni di frequentazione delle Alte Sfere - e non dimentichiamo il suo lavoro di consulente DC x progetti a Cinelandia - Grant è rimasto lo stesso scozzese dall'accento ineffabile x cui si mimetizza benissimo tra i miei amici bergamaschi. Una simpatica sagomaccia. L'estate scorsa si è paracadutato sopra la val seriana con il suo amico e mio ex allievo Acition Garth Ennis, interrompendo una gara iuniores di pesca alla carpa. I papà dei giovani competitors - praticamente comparse del serial Preacher o di un romanzo di Lansdale - hanno inseguito il dinamico duo, brandendo bastoni e spiegando nel dettaglio le attività notturne delle mamme dei due cartoonists. Ho ricevuto il solito sms in codice che mi avvertiva del loro arrivo - questa volta un criptico " babelith babe ruth mageddon magnum magnà ! " e ho raggiunto i due pazzerelloni nella taverna La Bambina Rutta di Klusone dove Grant ha ordinato una minestra spessa x poter divinare i fiumi di grasso. No kiddin. Mentre il fumo saliva dalla zuppa, Il Figlio della Volpe ( Morrison in gaelico cifr. Animal Man Vol. 1 # 26 ndr ) ha chiuso gli occhietti e ha cominciato a salmodiare il concetto della sua prossima miniserie nomata Limit in cui Peggy Peggio, archivista a progetto e frustrata x un naso che tutti prendono in giro , sbaglia la fermata della metro e, ancora convinta di essere nello studio di un chirurgo plastico, assume i fumi di una candela magica che la sposterà in un 2015 alternativo in cui la fine del mondo è vicina xchè Lorenzo Mageddon, uno degli aspetti del multiverso responsabile della entropìa dove non sarebbe possibile xchè energia e materia sono esseri senzienti ed eterni ed incollati al cadreghino, sta paracadutando i suoi Agenti del Piacevole Periodo, praticamente sonniferi oversize ( una critica a certe saghe senza sugo ? ndr ). Ennis nel frattempo aveva vinto un perù a freccette e stava raccontando la barza del curato e della serva maggiorata al locale campione di curling. Garth è come quel personaggio di Jerome K. Jerome che trova un bar dietro l'angolo ovunque e ci si trova a suo agio in cinque minuti.
    Al solito a me è toccato regolare la questione del conto. Cattivi.

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    1. Presente quella vecchia storia (Carl Barks?) di Zio Paperone in cui ricorda i tempi in cui era nel Klondike (rigorosamente pronunciato "clòndiche" da bambino) o forse in Iscozia in cui parla con un altro Mac? Specularmente alla credenza sulla vulgata cinese metteva le R al posto delle L. Ecco, Grant Morrison parla così.
      "Adriano (creatore del muro/vallo omonimo)... che hai fatto, Adriano!" direbbe Totò.

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    2. Non posso provarlo xchè al tempo della mia infazia hi-tech era il registratore a filo pre Morte di un Commesso Viaggiatore ( micidiale apparecchio di cui è fierissimo il capo di Loman mentre il meschino cerca di avere un aumento ndr ), ma IO ho sempre pronunciato clondaich o se vuoi klondaik. E Klondaik è anche il nome di un personaggio da fumetto nero tascabile a 240 vignette su 120 pagine naturalmente in b/n che sto cercando di piazzare nel mercato in cui sguazza DK e vivacchia Il Morto. Il concetto in sintesi: Karl Klarks naufraga su di una isola dove vivono e prosperano i Nuovi Iscozzesi, una tribù di guerrieri in kilt che prendono ordini dal loro re Mac Appol, un tecnocrate steampunk che ritiene la posta pneumatica l'ultima conquista decente dell'umanità prima del tracollo e della resa alla logica dei nativi digitali e dei loro machingegni ultrapiatti e sempre connessi. Mac attende una sorta di messaggero eletto da inviare nel mondo del male xchè inneschi un ritorno a tempi + semplici. KK capita a fagiolo. Addestrato a diffondere la semplice, sempiterna bellezza di cose come il telegrafo e la macchina da scrivere non elettonica, il ns incursore se ne torna nel multiverso delle app con una maschera tribale ed il nome di Klondaik. Nel primo numero è arrestato mentre cerca di inceppare una di quelle macchine che trasformano la carta in coriandoli. Il pulotto che lo interroga, Lorenza " Lucky " Luciani è perplessa davanti ad un tizio che indossa una zucca di legno ed una minigonna a scacchi. Belle gambe, pensa comunque.

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    3. Tutto ciò per anticipare che a breve (stasera dovrebbe andare Battaglia 5) metterò online la recensione del nuovo episodio de Il Morto.
      Connessione di merda di casa permettendo :(

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    4. Metto le mani avanti dicendo che mi rendo conto di come Klondaik possa increspare le acque e mortificare altri trascabili, considerata la assoluta novità del plot e l'altissima qualità del disegno ( combo del segno di Mailo Manari e di quello di Miguel Angel Martin ndr ), ma d'altra parte sono le leggi del mercato...

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    5. e vivaddio che c'è ancora, un mercato, So goes life.

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    6. puro buon senso, direbbe Tex

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    7. Aspetta di vedere la combo di Miele e di Brian the Brain che ho apparecchiato x il numero sei ( " L'ape regina ovvero il computer di carne con software a vista " ) e ti ritroverai di fronte ad una nuova definizione di ( buon ) gusto

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