giovedì 13 luglio 2017

Historica Biografie 3: Caterina de' Medici

Ecco, è così che andrebbero fatti i fumetti storico-biografici: le vicende non dovrebbero essere riassunte nelle didascalie (fosse anche in prima persona) ma inscenate “dal vivo” dai protagonisti.
Mathieu Gabella dona così a questo fumetto vitalità, freschezza, ritmo e anche qualche occasionale parentesi ironica. Assistere alle tragedie di cui sono protagonisti i personaggi è senz’altro più coinvolgente che sentirsele semplicemente raccontare.
Caterina de’ Medici si concentra nelle sue canoniche 46 tavole sulle guerre civili in seno alla Francia che la vedova di Enrico II cercò in tutte le maniere di scongiurare arrivando paradossalmente a diventare una figura negativa consapevole di passare alla Storia come la causa del massacro della notte di San Bartolomeo. L’immagine che ne dà Gabella è sostanzialmente positiva, tracciando la figura di una donna che sin da bambina dovette affrontare avversità e rovesci di fortuna (magistralmente riassunti in 4 vignette a “camera fissa” a pagina 6) e che oltre a una grande determinazione possedeva eccezionali doti diplomatiche e un disperato desiderio di pace per il suo popolo. Questa immagine non trova del tutto riscontro nell’appendice storiografica curata da Renaud Villard, ma in fondo è giusto che uno sceneggiatore si sbilanci a dare la propria interpretazione pur di appassionare i lettori tracciando un profilo complesso dei suoi personaggi. Infatti nell’appendice sul “making of” viene scritto a chiare lettere che «la Storia è innanzitutto un racconto e, come tutti i racconti, comporta omissioni, sintesi, aneddoti». Una filosofia da sottoscrivere in pieno, e che dovrebbe essere imposta a molti altri scrittori di fumetti storici.
Sul piano dei disegni Paolo Martinello fa purtroppo un lavoro ben al di sotto dello standard che aveva mostrato col fantasy 3 Leggende, anche quello scritto da Gabella. Gli edifici e le strade della Francia sono ricostruiti in maniera ineccepibile e persino espressiva (non sono dei semplici fondali inanimati) ma i personaggi sono troppo spesso caricaturali, a volte addirittura un po’ deformi – la stessa protagonista cambia fisionomia di tanto in tanto. I tratteggi sono spesso pesanti e male amalgamati ai colori che a loro volta non sono poi eccezionali, almeno non al livello di quelli di 3 Leggende. Visti gli eccellenti exploit precedenti del disegnatore penso che la causa sia da attribuire alle scadenze molto strette che ha dovuto rispettare oppure all’intervento eccessivo di un non ancora maturo Andrea Meloni che figura come suo assistente.

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