Visualizzazione post con etichetta Emilio Balcarce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emilio Balcarce. Mostra tutti i post

sabato 19 ottobre 2024

Lo strano caso Roy Ely e altre storie


Visto il precedente con Zanotto avevo qualche dubbio sulla qualità di stampa di questo omologo dedicato a Juan Gimenez ma sfogliandolo in fumetteria ho notato che invece stavolta era accettabile. Non che il volume non avesse necessitato di una revisione in più: per limitarmi all’errore più evidente, nell’introduzione di Emilio Balcarce il COVID viene retrodatato di 10 anni…

Si comincia subito col botto con alcune delle spettacolari storie a colori transitate a suo tempo su L’Eternauta. Tra queste purtroppo non c’è la più lunga La Principessa Addormentata, che il disgraziato menabò della rivista portò a spezzettare in due (o forse erano addirittura tre?) puntate.

Essendo le storie basate quasi esclusivamente sul finale a sorpresa non penso sia il caso di approfondirle troppo. Dei quattro esemplari a colori sono una, la prima, è sceneggiata da Balcarce: la brevissima rassegna permette di farsi un’idea dell’evoluzione nell’uso del colore del disegnatore. Dai primi tentativi non più incerti come ne La Stella Nera ma ancora un po’ acerbi di Giocando passando per i rutilanti colori di Prima Bell e Le Fabbriche sino alla maturità, anche come soggettista, di Madrid-Coruña km 29.

A integrare la parte a colori ci sono le riproduzioni di alcune illustrazioni per i tarocchi, già viste (almeno parzialmente, non ho controllato) nel volume Overload edito 25 anni or sono sempre da Alessandro. Belli, sì, ma nonostante il breve testo che li accompagna avrei preferito un altro fumetto, così danno l’impressione di essere stati messi solo perché avanzava spazio.

Nella sezione in bianco e nero la parte del leone la fa Balcarce pur sceneggiando due soli fumetti. Il punto è che il primo è un interessante recupero filologico da qualche vecchio Skorpio sicuramente transitato anche su Lanciostory o sullo Skorpio italiano, ma di cui non avevo memoria. Si segnala per essere una parabola antimilitarista nonostante la fascinazione per la violenza che avrebbe manifestato l’autore anni dopo – ma da quel che ricordo anche gli altri suoi liberi dell’epoca condividevano un approccio meno truce se non una certa leggerezza.

Le prove di Gimenez come autore completo qui antologizzate erano invece improntate spesso su una comicità fulminante e senza alcuna pretesa, d’altro canto nelle due misere tavole di Fotofinish o Miocardio City non si poteva elaborare troppo un soggetto. Più che altro, questa edizione mi ha permesso di avere conferma che appena assunta la direzione de L’Eternauta la Comic Art iniziò la sua politica censoria cominciando proprio da Ca-rt-oon-4 di Gimenez, come ho sempre sospettato.

Si finisce in bellezza con la celebratissima storia breve che dà il titolo al volume, da cui venne anche tratto un film – e pure una serie televisiva di cui ignoravo l’esistenza, stando all’introduzione di Balcarce. In questa edizione non si parla di un «verdetto logico» o del «processo» di Roy Ely, ma del suo «strano caso». Sembra una cazzata, ma nei casi di storie così brevi anche il titolo può influire sulla fruizione e la percezione di un fumetto: la stessa storia col titolo Madrid-Coruña km 29 ha meno mordente che se fosse stato mantenuto quello con cui la lessi su L’Eternauta cioè Lo Squash è più sano, che forniva una cornice sarcastica alla vicenda narrata.

Questo volume potrebbe interessare sia al filologo gimeneziano che vi troverà forse qualche chicca dimenticata o sconosciuta sia al neofita che avrà una panoramica esemplificativa (ma ovviamente non esaustiva) sulle varie tappe della carriera dell’artista. Purtroppo la carta non patinata impedisce al colore di deflagrare in tutta la sua bellezza come avvenne in altre sedi.

Le ultime pagine ospitano un approfondimento sul lavoro di Juan Gimenez.

sabato 29 giugno 2024

Ipernova

Avrebbe potuto essere un’occasione per celebrare e ammirare l’arte di Juan Zanotto. Invece…

Già il primo impatto è infelice: non è stata usata carta patinata, quindi non solo gli splendidi colori di Zanotto risultano smorti ma l’insieme risulta dimesso (se non povero) e fragile.

A questo si aggiunge la scarsa qualità delle riproduzioni. È evidente che non è stato possibile partire dagli originali: la pecetta con cui si segnala la «fine» de La Sacra Reliquia è la stessa identica impiegata dall’Eura nella raccolta dei Supermasters, e ne Il Cacciatore è rimasta l’indicazione «© E. P. C. 1983» che scrisse a mano su L’Eternauta Alvaro Zerboni o chi per lui. La parte a colori del volume è paradossalmente quella meno danneggiata (non vuol dire che non lo sia: certe pennellate sono sparite del tutto) perché il certosino lavoro di tratteggio di Zanotto nelle storie in bianco e nero risulta impastato e smangiucchiato. La cosa dovrebbe risultare evidente anche con le mie scarse doti di fotografo:

Ancor peggio è capitato alla storia Tormenta, che mi sembra fosse stata disegnata ricorrendo almeno parzialmente a una qualche forma di mezzatinta.

Ciliegina sulla torta, forse solo una mia falsa memoria, mi sembrava che il prezzo annunciato del volume fosse di 19,90 euro e non 22. Ma potrei ricordare male io, e comunque non sarebbe di certo il problema più grave. Neanche lontanamente.

Sulle singole storie è inutile se non dannoso soffermarsi: si tratta di racconti brevi e autoconclusivi (a volte esauriti in appena due o tre tavole) basati sul colpo di scena finale, quindi rivelarne troppo vorrebbe dire rovinare la lettura. In generale, e come riportato nel sottotitolo, sono storie di fantascienza scritte da Emilio Balcarce o dallo stesso Zanotto, talvolta con un guizzo ironico in quelle più brevi a colori o con toni drammatici ispirati a suggestioni cinematografiche in quelle più lunghe in bianco e nero. Tra le prime sono rimasto stupito nel non aver visto Garabatos/Scarabocchi, ma in effetti quella variazione sul tema l’aveva scritta Mandrini. Ho notato che La Sacra Reliquia è stata totalmente riscritta, probabilmente dallo stesso Balcarce che forse avrà pensato che, a differenza del pubblico moderno più sgamato, quello di quarant’anni fa non fosse ancora abbastanza abituato a certe suggestioni fantascientifiche da intuire sin da subito chi potesse essere la misteriosa “donna” che sarà rivelata alla fine. Probabilmente per lo stesso motivo, cioè per non anticipare troppo, Contratrampa è stata ribattezzata Ostile.

La parte in bianco e nero è quella che ho gradito di più, visto che delle tre storie di Balcarce non ne avevo letta nessuna – o almeno non lo ricordavo. Originali e a volte crude (le «suggestioni cinematografiche» cui accennavo sopra sono degli evidenti rimandi ad Alien), costituiscono delle parabole tragiche in cui affiorano l’inutilità di un tentativo di redenzione o la superiorità degli elementi naturali sulle tecnologie dei colonizzatori più evoluti dei colonizzati.

Dopo un brevissimo e fulminante flash antimilitarista scritto da Zanotto (quello sì che lo ricordavo) viene ristampato il fumetto omaggio a Hector G. Oesterheld scritto da Bepi Vigna per il volume/catalogo Donde Está Oesterheld? edito da Lo Scarabeo. Gli esiti di stampa sono però quelli che ho mostrato sopra – e oltre a qualche variazione nel testo c’è pure un errore nel lettering ma vabbé.

Alla fine più che ammirare la grandezza di Zanotto la si può solo intuire viste le scelte e le limitazioni cartotecniche di questo Ipernova, di cui la parte migliore è l’introduzione commovente e ricca di aneddoti dello stesso Balcarce (se il volume si intitola così c’è un motivo preciso). Dopotutto un testo scritto non necessita di carta patinata e stampa ineccepibile per essere goduto.

Forse sono ingenuo, ma anche dopo l’acquisizione da parte di un’altra casa editrice mi aspetto il consueto livello nel confezionare i volumi da parte di Alessandro Editore. Tremo al pensiero di come sarà Centaurus, altro volume ordinato di recente.