Difficile stabilire l’impulso che
mi ha spinto a ordinare questo volume, ma quasi sicuramente saranno stati i
disegni di Immonen. Il punto è che quei paraculi della Panini hanno
sottolineato a dovere il fatto che a disegnare queste storie fosse lui, sorvolando
sul fatto che in realtà la maggior parte del volume è opera di David Lafuente.
E se queste storie sono rimaste nel cassetto per quasi dieci anni (la prima
risale al 2007) viene il sospetto che un motivo ci sarà pur stato. E in
effetti…
Nonostante in copertina
campeggino esclusivamente i nomi dei coniugi Immonen, i due hanno realizzato
solo la prima, chiamiamola così, “mini-miniserie”, cioè una storia divisa in 4
parti da 8 tavole l’una pubblicata originariamente a puntate in un antologico.
La successiva storia Effetto Palla di
Neve è invece opera della Immonen e di Lafuente ed è una miniserie
propriamente detta di cinque episodi; Stuart Immonen tornerà solo in una
risibile storiellina in appendice, oltretutto nemmeno colorata benissimo.
Non avevo un buon ricordo di
Kathryn Immonen e la lettura di questo volume ha confermato lo scarso
gradimento. Non che la conosca poi così bene, ma il suo Pixie colpisce ancora!
mi aveva lasciato assai perplesso, e ogni tanto mi dico di rileggermi Moving Pictures per vedere se stavolta
riesco a capire cosa diavolo succede in quel fumetto.
Questa ragazza potresti essere tu! racconta della frantumazione
delle personalità della protagonista a opera di un incantesimo, così che le sue
varie incarnazioni (il personaggio ebbe una vita editoriale lunga e travagliata
riassunta nell’introduzione di Marco Rizzo) si manifestano fisicamente nel
momento meno opportuno, cioè durante un appuntamento romantico. È poco più di
una barzelletta, certo, ma uno sceneggiatore con un certo mestiere avrebbe
potuto renderla almeno interessante. Purtroppo Kathryn Immonen si diverte a complicare
quello che dovrebbe essere semplice, quasi a voler dare una patina di
ricercatezza a un soggetto che di suo può essere divertente e basta, e a
livello di dialoghi non è che tutte le battute risultino poi così divertenti
come vorrebbero essere.
Effetto Palla di Neve è una storia stupidotta e abbastanza confusa
in cui Iron Man (all’epoca si era nel post-Civil
War in piena Iniziativa dei 50 Stati) manda Hellcat a pattugliare l’Alaska.
Qui la protagonista avrà a che fare con sciamane, orsi-cervi, spiriti totemici,
ragazzine rapite, calendari aztechi parlanti, yeti… lo stile della Immonen
vorrebbe essere leggero e scanzonato ma anche originale e cool, col risultato di essere poco comprensibile e a volte
irritante nel suo continuo strizzare l’occhio al lettore. Credo inoltre che se
a scrivere Effetto Palla di Neve
fosse stato un uomo sarebbe stato bollato di misoginia e maschilismo. Unico
elemento che emerge in questi cinque capitoli è la figlia della strega e il suo
rapporto col presunto rapitore, ma nulla di originale per chi ha letto la saga
di Roxana di Dago – e il personaggio
ricorda moltissimo, anche fisicamente, la Gertrude Yorkes dei Runaways.
Cotanti testi sono oltretutto illustrati
dal caricaturale David Lafuente, i cui difetti maggiori secondo me si
concentrano nei volti. Perché diavolo deve mettere gli occhi così vicini alla
fronte? Certo, nemmeno Stuart Immonen è un disegnatore realistico: anche lui si
prende qualche licenza (vedi i culi quadrati e le gambe sottilissime) ma oltre
a essere molto espressivo e dinamico è anche estremamente elegante nel suo
essere occasionalmente deformed. Cosa
che purtroppo Lafuente non è.
Con ogni probabilità il volume
non nasce per portare alla luce dei capolavori dimenticati ma come instant book da abbinare alla presenza
lucchese dei coniugi Immonen. Non che meriti di figurare tra il Peggio del
2015, ma è comunque parecchio deludente. Almeno ci fosse stato sempre Stuart
Immonen a illustrare i deliri di sua moglie…


