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sabato 22 febbraio 2025

Gotham City Sirens: Cattive Ragazze

Gotham è terreno di caccia di pittoreschi individui travestiti da cowboy che hanno come bersagli bisonti biomeccanici che non vogliono saperne di schiattare una volta abbattuti. A farne la conoscenza sono Catwoman che salva una ragazza anche lei braccata (tal Jaina, che si sdoppia in un avatar conigliettesco) e Harley Quinn che incappa in una mandria mentre porta a fare i bisogni le sue iene. Ambedue (tre con questa Jaina) si ricongiungono con Poison Ivy per chiedere lumi e far sparire i cadaveri indesiderati.

Frattanto, la gente si è letteralmente scannata pur di mettere le mani sull’energy drink XO Punch e guarda caso i bisonti erano appunto marchiati con una X e una O. Quello che è in corso è un gioco ben poco virtuale con pesanti ricadute sul mondo reale: col beverone si ingurgitano anche naniti che rendono succubi ma che permettono di rigenerare, diventando cacciagione alla pari dei vari animali esotici posseduti dalla villain dietro tutto questo piano, una certa Punchline che a quanto pare (così come Jaina) è una figura già consolidata dell’universo che ruota attorno a Batman.

La storia di Leah Williams non è affatto originale ma è abbastanza lodevole che abbia aggiornato certi topoi al mondo contemporaneo. Chi come me non conosceva né Jaina né Punchline proverà sicuramente la sensazione di essere entrato al cinema a spettacolo già iniziato, in compenso non manca qualche battuta e qualche situazione vagamente simpatica ma alla fine la lettura si rivela troppo veloce (pur con il quarto episodio extra-large) con un finale parossistico da cartone animato slapstick che non vuole finire mai. E i disegni, ahinoi, seguono questo andazzo.

L’impressione è che questa miniserie sia stata imbastita in fretta e furia. Nel primo episodio Matteo Lolli fa infatti il centometrista e i suoi disegni sono talmente abbozzati che a volte sembrano più uno storyboard che delle tavole pronte per la stampa. Si rifarà col terzo capitolo, ma intanto dopo di lui la mano passa a Daniel Hillyard, forse volenteroso ma assai spigoloso e impreciso: le protagoniste dovrebbero essere belle e invece sembrano dei mostri. E per aiutarlo a finire il quarto episodio lungo il doppio interviene la coppia Brandt & Stein che ha tutta l’aria di essere il nome di un’intelligenza artificiale che è stata addestrata a disegnare sulla falsariga di Hillyard ma ancora peggio. E purtroppo ci riesce.

Nulla a che vedere con le pin-up di Terry e Rachel Dodson usate come copertine, che di solito non mi entusiasmano ma che in questo caso sembrano capolavori.

lunedì 23 gennaio 2017

Marvel Knights Spider-man 1: Nel regno dei morti

In fumetteria non era arrivato niente (il dodicesimo di Don Camillo si fa attendere, anche se mi pare che a Lucca ci fosse), quindi mi sono dedicato di nuovo alla ricerca di qualcosa di interessante tra le proposte scontate del 25%.
Ovviamente quando ho visto che le storie di Marvel Knights Spider-man erano scritte da Mark Millar sapevo di dovermi aspettare qualche smargiassata ingenuamente provocatoria, oltretutto applicata al personaggio Marvel che mi piace di meno, ma i disegni non sembravano male e quindi l’ho preso, tanto più che già in origine il prezzo non era alto: 12 euro per un volumetto di 144 pagine.
In realtà le storie concepite da Millar non sono affatto male e la sua carica iconoclasta è stata indirizzata qui in maniera abbastanza sobria e puntuale, introducendo degli elementi originali nella vicenda e architettando situazioni per nulla banali – la breve sequenza con cui inizia la storia in sordina è ottima, ma anche certi dettagli “realistici” come la dipendenza di Peter Parker dagli antidolorifici non sono male. D’altra parte non penso che la Marvel conceda tanta libertà nel trattare il suo personaggio-simbolo, per quanto in un progetto a se stante come questo, e inoltre queste storie sono datate 2004, quando ancora Millar non aveva cominciato a stuprare la gallina dalle uova d’oro hollywoodiana e ci teneva evidentemente ancora a mostrare il suo valore.
La trama ruota attorno a un arcinemico dell’Uomo Ragno che scopre la sua identità segreta e se ne serve per colpirlo sul vivo, rapendo zia May. Seguono giorni concitati e parossistici in cui un malandato Peter Parker prossimo all’esaurimento nervoso deve fare i conti con le sue preoccupazioni e ovviamente con la consueta galleria di villains, tra cui l’accoppiata Electro-Avvoltoio secondo me resa molto bene. E viene pure preso a pesci in faccia dai Vendicatori.
Ai disegni Terry Dodson è bravino (non si risparmia certo quando deve disegnare dettagli), ma troppo caricaturale per i miei gusti. Graficamente la parte del leone la fa Frank Cho, che però disegna solo uno dei sei episodi qui raccolti.
Una lettura piacevole che mi ha stupito per l’intuito che ho avuto nell’imbroccare il volume giusto, e infatti tanta fortuna era decisamente troppa: il volume si conclude a metà del secondo ciclo narrativo senza sciogliere i nodi della trama, e per il momento non saprò chi c’era dietro il rapimento della zia May!