È il volume di Historica che in assoluto ha meno pagine
di fumetto, solo 80 (anche in origine era un unico volume extralarge) ma visto
l’argomento ben venga.
Il tema è chiaro sin dal titolo e
vista la pervasività del termine “Waterloo” anche a livello popolare, come
ricordato da Sergio Brancato nell’introduzione, non credo serva riassumerlo.
L’unico guizzo di originalità a cui si affida Bruno Falba è la narrazione
affidata a due soldati di schieramenti opposti che, una volta salvato il primo
dalla fucilazione, si racconteranno le rispettive esperienze delle campagne
napoleoniche viste da due barricate diverse.
Waterloo adotta quindi una struttura simile a quella dei musical
che tendono verso l’inevitabile finale già noto al pubblico. Poteva essere un
approccio interessante ma alla fine assistiamo solo, reprimendo qualche
sbadiglio, allo sciorinare di lunghe descrizioni e di qualche aneddoto per gli
appassionati. Alla fine mi è sembrato addirittura che l’evento principale sia stato
trattato in maniera un po’ anticlimatica e l’elemento che determina una
scossone nella storia è scoprire l’origine della conoscenza tra i due
protagonisti/narratori.
La parte grafica è opera di una
equipe che comprende Jean Tulard ai layout, Maurizio Geminiani ai disegni e Christian Dalla Vecchia
alle rifiniture. Il tratto non è sgradevole come quello di Memorie della Grande Armata,
per rimanere in ambito napoleonico, ma è comunque molto stilizzato e poco
espressivo, con dei contorni molto marcati che rimandano un’impressione di
modernità poco adatta al contesto. E nei campi lunghi il team tira via
abbozzando sommariamente le figure. I colori di Luca Bancone sono purtroppo
realizzati al computer, così lividi che a volte impediscono di capire con
precisione cosa sia disegnato: il confronto tra una tavola in bianco e nero e
la sua versione colorata in appendice al volume rende in maniera impietosa
questo fenomeno (per raggiungere una foliazione dignitosa Waterloo presenta ben 30 pagine di schizzi, prove, ecc.).
Cara Mondadori, io ho fatto il
bravo e ho comprato anche questo volume: adesso mi pubblichi nel numero 50 il
seguito de La Compagnia del Crepuscolo
o de L’Impero Azteco? Grazie.
