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lunedì 30 aprile 2018

Injection Volume 3

Dopo il buon exploit del secondo volume, con questa nuova uscita torniamo ai livelli del primo. Anzi, addirittura più in basso.
Stavolta la protagonista è la superhacker Brigid Roth. In Cornovaglia è stato rinvenuto un sito megalitico con annesso cadavere scarnificato incatenato a un pilastro e per vederci chiaro Maria Kilbridge manda sul luogo proprio lei, visto che il sito opera come un rilevatore di particelle cosmiche. Con un misto di iperteconologia e di conoscenze esoteriche (più che altro folkloristiche) Brigid verrà a capo di quello che, letteralmente, c’è sotto. Nel mentre Robin Morel, ormai irreggimentato nel suo ruolo di mago istituzionale, pare voler remare contro l’FPI.
L’Inoculazione si manifesta banalmente in una maniera e in un contesto culturale già trattati nel primo volume, ma quello che delude di più è l’estrema linearità del racconto, che finisce per risultare scontato e prevedibilissimo, con personaggi stereotipati (si salva un po’ solo Emma Beaufort) e nessun colpo di scena che sia tale. I dialoghi non sembrano nemmeno scritti da Warren Ellis, ma da uno che cerca di imitarne lo stile fallendo miseramente e risultando forzato e fastidioso. Qualche volgarità gratuita à la Garth Ennis e del citazionismo spicciolo sviliscono ancora di più il quadro complessivo dei testi.
I disegni scialbi di Declan Shalvey non bastano certo a risollevare il tutto, tanto meno se anche i colori di Jordie Bellaire contribuiscono ad appiattirli e se la stampa è quella che è.
Il primo volume era confuso e frammentario, ma probabilmente era meglio di questo encefalogramma desolatamente piatto. Non è da escludersi però che con il prossimo volume Ellis riesca a tirare fuori una nuova chicca.

domenica 28 maggio 2017

Injection volume 2

Il nuovo volume di Injection è nettamente migliore del primo. Stavolta il protagonista principale (gli altri personaggi compaiono lo stesso e portano avanti le loro storyline) è il detective Vivek Headland, distaccato e dai modi aristocratici come vuole una certa tradizione di investigatori privati letterari che è il primo a stigmatizzare scherzosamente.
“Viv” è stato contattato da un mago della finanza che ha recentemente perso la moglie e il figlio e che era riuscito ad avere rapporti carnali con il fantasma di lei tramite una fotografia che la faceva materializzare. La fotografia gli è stata però sottratta da una setta esoterica che, fraintendendo volutamente tutta la situazione, crede che il computer del magnate (infettato da Injection) sia nientemeno che la pietra filosofale!
Un soggetto quindi molto originale che in più di un’occasione ha offerto allo sceneggiatore il destro per inanellare alcune delle sue memorabili battute. Ma, soprattutto, il pregio di questo secondo arco narrativo è che la narrazione non è frammentaria e complessa come nel primo, anche se non mancano flashback e sequenze parallele che coinvolgono gli altri membri del team. Un po’ rimpiango di essermi riletto quella palla del primo volume perché ricordando quant’era complesso e interlocutorio pensavo che fosse necessario rinfrescarsi la memoria per capire meglio questo: non è affatto così, e anche i rimandi ai precedenti capitoli sono perfettamente comprensibili anche leggendo solo questo secondo volume, del tutto autonomo.
I disegni di Declan Shalvey sono assai scarni ma senza mai andare sotto la soglia di guardia (in certe inquadrature ho ravvisato la sintetica eleganza di Chris Sprouse, ma sono molto poche). Discutibile la scelta di non inserire le copertine originali in apertura dei capitoli così com’erano effettivamente apparse, ma bensì riprodotte in negativo e virate in rosso rendendone meno chiari i soggetti: quella del primo capitolo sarebbe senz’altro servita a costruire l’atmosfera giusta. Ma immagino che questa scelta non sia da imputare alla saldaPress quando alla Image che ha confezionato il volume originale.

lunedì 7 novembre 2016

Injection volume 1

Piuttosto impegnativo questo nuovo lavoro di Warren Ellis. Il concetto di base, la creazione di una forma di intelligenza artificiale che può controllare la realtà, viene rivelato solo verso la fine e la storia è punteggiata da flashback, trame parallele e salti temporali che la intorbidano non poco. Fino al secondo capitolo ho lottato contro la tentazione di lasciar perdere.
Injection narra di una squadra speciale agli ordini dell’FPI con lo scopo di trovare un sistema per sbloccare il momento di stagnazione che sta vivendo l’evoluzione tecnologica umana e spingerla verso nuove conquiste. L’elemento più preminente, un mago che rifiuta di esserlo, se ne viene fuori con l’idea di creare questa “injection” che però una volta presa vita simulerà un’invasione da parte di creature del folklore britannico. Sarà funzionale a risolvere la situazione la dottoressa Maria Kilbride a capo del progetto (che prima è in un manicomio, poi lavora per l’FPI, poi torna in manicomio, poi pare che ricostituisca il gruppo, poi boh).
L’idea di partenza si era già intravista in altri lavori di Ellis e inevitabilmente certi personaggi me ne hanno ricordato altri (Robin è un po’ Gravel, un infallibile detective di colore c’era già in Global Frequency, la protagonista è una pazzoide simile a quello di Supergod) comunque la storia si legge con piacere e lo sceneggiatore inanella ogni tanto qualcuna delle sue battute memorabili.
I disegni di Declan Shalvey sono assai scarni e per nulla entusiasmanti, anche se nei comic book si vede molto di peggio. Una colorazione poco attenta o proprio sciatta da parte di Jordie Bellaire (gli interni di casa Roth sono uniformemente ocra) non aiuta a far apprezzare la parte grafica.
Almeno Injection ha il vantaggio che, per quanto si tratti di una serie ongoing, con questo primo volume si conclude il primo round e il relativo arco narrativo. Ma di sicuro non rientra nelle dieci migliori opere realizzate da Ellis. E nemmeno nelle prime venti.

sabato 17 gennaio 2015

Moon Knight 1: Dalla Morte



Divorato subito dopo averlo preso. Non un capolavoro ma senz’altro un fumetto piacevole (oddio... abbastanza piacevole), in definitiva esattamente quello che ci si aspetterebbe dalla lettura di una storia di Warren Ellis, di cui questo Moon Knight rappresenta un po’ una summa di stile e contenuti. Forse in maniera addirittura troppo rispondente alle aspettative, visto che per tutta la durata della lettura ho avuto una sensazione di déjà vu.
I singoli “casi” in cui è coinvolto Moon Knight (qui in una versione diversa da quella della bella miniserie di Bendis e Maleev, ma comunque rispettosa di quanto realizzato dagli altri due autori) mi hanno ricordato quelli di Fell, e ogni espediente narrativo o ricercatezza sperimentale non è esattamente inedito. La resa grafica della frammentazione del tempo nello scontro finale del primo episodio, per dire, viene da Terra Occulta, il crossover tra Planetary e Justice League.
Anche a livello di soggetti l’encefalogramma è rimasto piuttosto piatto, con spunti riciclati principalmente da Global Frequency e Planetary, anche se con un piacevole picco di originalità nel quarto episodio (ma l’ossessione per i funghi si era già vista in Supergod) e per forza di cose nel sesto che attinge a piene mani dal Marvel Universe, almeno per quanto pertiene alla storia del protagonista. Il tutto servito comunque con la classe e i dialoghi elegantemente cool di Ellis.
Peccato che il disegnatore Declan Shalvey, per quanto passabile, non sia affatto ai livelli dello sceneggiatore.
Decisamente buona e conveniente la confezione scelta dalla Panini, che per 12 euro offre un robustissimo cartonato e tutti e sei gli episodi originali stampati dignitosamente su bella carta patinata. Evidentemente il nome di Warren Ellis garantisce quel minimo garantito di vendite da permettere condizioni di vendita più vantaggiose per il lettore.