Avventura ispirata a un personaggio realmente esistito.
Tex interviene in soccorso di un drappello di soldati che stanno scortando il disertore Gus Wallace a Fort Ellis dove sarà giudicato dalla corte marziale. Per arrivare all’avamposto stanno infatti attraversando il territorio degli incazzosissimi Cheyenne guidati da Coyote Bianco e senza il provvidenziale aiuto dell’eroe sarebbero stati tutti sterminati. Nel mentre Kit Carson raccatta Lenny Wallace, il padre di Gus, e dopo aver regolato in scioltezza qualche vecchio conto si dirige a sua volta al forte dove mobiliterà gli uomini per aiutare Tex e i pochi sopravvissuti. A far da cornice alla vicenda c’è il viaggio di un nonno indiano con la nipotina che finalmente incontrerà il padre. Sua madre è la Yellow Bird del titolo, guerriera Crow a cui però non viene dato poi molto spazio, anche se le sue apparizioni sono molto incisive.
La trama è molto lineare (decisamente troppo), senza colpi di scena o sorprese che non siano prevedibili. Sia Yellow Bird che Coyote Bianco avrebbero meritato un maggiore approfondimento senza essere “bruciati” in un albo di 46 tavole, anche se Giusfredi gestisce meglio lo spazio offerto dall’impostazione alla francese rispetto a quanto visto in precedenza. Ma in fondo quello che conta di più sono gli splendidi disegni di Carlos Gomez. Che sono esattamente come uno se li aspetterebbe: espressivi, dinamici, monumentali quando serve. Per non parlare del lavoro di recadrage e delle altre astuzie con cui guida il lettore nella lettura delle sue tavole. Fortunatamente l’uso del computer non è così massiccio come altrove e non serve una lente d’ingrandimento per cogliere certi particolari.
Più che dignitosi i colori di Matteo Vattani, a volte un po’ lividi, il top sarebbe stato se Gomez si fosse colorato da solo come nel volume celebrativo Un Giorno Un Secolo.

