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martedì 5 dicembre 2023

Il Morto 58: Cose dell'altro mondo

Peg rientra in contatto con un ex-commilitone che confesso di non ricordare minimamente. D’altra parte sono passati dieci anni dalla sua ultima apparizione, sul numero 12…

Questo Cardezzi detto Card lo coinvolge in un’indagine che sta svolgendo: sta aiutando una donna argentina a trovare la figlia che le venne sottratta quarant’anni prima. Per quanto riluttante, Peg coinvolge Jenny la hacker punk per aiutarli sul fronte informatico. Nel mentre, con quella serendipità tipica delle storie d’avventura, l’amato della donna rapita è a sua volta tornato dopo una prigionia di anni (nel frattempo è nata sua figlia che adesso va alle medie) e improvvisandosi aiutante del giardiniere è riuscito ad avvicinarla col proposito di liberarla dalla clinica dove il padre adottivo l’ha rinchiusa. Alla fine sarà Il Morto a farlo, ma le sue titubanze iniziali sul coinvolgere Jenny si rivelano fondate: a quanto pare, è stata rapita.

Cose dell’altro mondo è una bella storia d’azione con un retroscena interessante e tocchi di sano cinismo. Come nelle migliori occasioni, il titolo gioca con quanto si leggerà nel fumetto: a tal proposito Ermete Librato fa un lavoro esemplare nel frontespizio. Peccato che si concluda con un cliffhanger che introduce quello che vedremo tra non prima di tre mesi!

Le new entry Luca Bonardi e Davide Celletti ai disegni fanno un buon lavoro, anche se ovviamente molti dettagli e l’omogeneità del tratto si devono all’intervento dello Studio Telloli e del veterano Gioachini alle chine.

La back-up feature di questo numero è Lo Specchio di Paolo Forni e Giuliano Bulgarelli: una storiella piuttosto suggestiva e disegnata anche benino, ma poco incisiva.

martedì 21 settembre 2021

Il Morto 49: I Giardini di Marzo

Veramente molto bello e suggestivo il frontespizio realizzato per questo numero da Ermete Librato/Libratus, ma resto dell’idea che uno spazietto dedicato a un riassunto delle puntate precedenti non sarebbe male.

A seguito delle informazioni raccolte nell’episodio precedente, Peg va alla ricerca della cugina Giorgia. Ma le suore del convento di clausura dove era andata a rifugiarsi dopo i fattacci narrati qualche mese fa sono reticenti nel fornire informazioni su di lei. Grazie all’intervento del Morto Peg scopre quindi che Giorgia era scappata dal convento per andare a vivere in una specie di comune. Ma anche con questo indizio è difficile rintracciarla visto che a seguito di un episodio delittuoso la comunità ha cambiato sede e nome. Come da tradizione, la setta della Comunità Mente Libera che gestisce I Giardini di Marzo (questo il nuovo nome) è in realtà la copertura per attività criminose. Anche grazie all’incontro con una coppia che vuole recuperare la figlia dalla struttura, il Morto riuscirà a salvare la cugina. Il seguito (dannazione!) al prossimo numero…

Episodio di raccordo comunque molto movimentato e suggestivo, sconta i sospetti (poi rivelatisi fondati) che si tratti solo del primo passo verso nuove rivelazioni. Giovacca rende il tutto un po’ più interessante condendo la storia con discorsi sulla contrapposizione tra un pacifismo estremo e la necessità per uno Stato di avere un esercito, senza propendere apparentemente per una tesi piuttosto che per l’altra.

Ai disegni stavolta c’è il solo Vasco Gioachini. Il suo lavoro è comunque dignitoso, però quella specie di linea chiara che ha adottato non è incisiva come il lavoro degli altri disegnatori, proprio perché il suo tratto è troppo uniforme e poco (o nulla) modulato. Non mi sono poi piaciuti certi nasi e certe bocche, ma forse è proprio il suo stile a essere così.

In appendice la storia breve La Clinica, un testo di Giovacca che è l’ennesima rielaborazione di un soggetto già visto innumerevoli volte, anche se qui è abbastanza simpatico; ai disegni Antonio Facchino che ricorda un po’ un Mike Mignola umoristico.

E adesso armiamoci di pazienza e aspettiamo il numero 50…

lunedì 7 dicembre 2020

Il Morto 45: Una figura ambigua

Torna la zona gialla e quindi torna anche Il Morto, uscito qualche settimana fa ma nella solita edicola di un altro comune che è l’unica dove lo trovo. Questa recensione esce quindi con giustificato ritardo.

In questo episodio molti nodi vengono al pettine. La magistrata che seguiva il caso del traffico d’armi viene uccisa e le prove fatte sparire. Ma in realtà non tutte sono state eliminate e grazie a un’ottima trovata degli sceneggiatori (Luca Telloli scrive insieme a Ruvo Giovacca come già succede da alcuni numeri) i documenti scottanti vengono rinvenuti dal giudice Nibbio che decide di contattare il colonnello Borea per procedere con delle indagini discrete. Nel mentre Peg elimina, forse definitivamente, la coppia di assassini che si erano visti 37 numeri or sono (!) e altre sottotrame vengono risolte. Il tutto con una narrazione scattante e dinamica che tiene incollati alle pagine e fa perdonare qualche refuso qua e là.

Ci sarebbe insomma di che essere più che soddisfatti, se non fosse per il solito problema: le uscite molto diradate de Il Morto non permettono di gustarsi appieno l’attenta architettura delle sue storie (chiamiamola pure continuity); io faccio fatica a ricordarmi chi sono i vari personaggi di contorno da un numero all’altro, figuriamoci quelli che sono comparsi su episodi di otto anni fa! Un breve riassunto o un elenco dei personaggi all’inizio dell’albetto potrebbe sopperire a questa situazione un po’ frustrante. Questo numero in particolare, poi, straborda di personaggi ed essendo alcune figure femminili molto simili può sorgere inizialmente qualche problema nell’identificarle. Inoltre non ho capito chi sia la «figura ambigua» del titolo, e l’esistenza del Fante di Spade attorno cui doveva ruotare questo ciclo ci viene ricordata solo dalla suggestiva splash page di Ermete Librato. Vista la concitazione di questo episodio, sembra quasi che sia stato ricavato dalla fusione di due episodi distinti.

Molto buono l’apparato grafico, in cui Piero Conforti è stato supportato da Adriano Imperiale (entrambi inchiostrati da Gianluca Francesconi ed “elaborati” dallo Studio Telloli). Credo che a Imperiale vadano ascritte le prime tavole in cui un buon dinamismo sopperisce a qualche leggera deroga all’anatomia. Da notare che oltre a una “citazione” a pagina 65 della copiatissima Helena dell’immenso Garcia Seijas (di cui non sono nemmeno sicuro al 100%) il killer della magistrata è Nick Raider, ripreso dalle sue pose più iconiche!

In appendice la storia breve Ciclo Perpetuo di Ruvo Giovacca in cui un mostro passa dodici tavole a divorare uccelli fino alla sorpresa finale. Ottimi i disegni dall’inchiostrazione “grassa” di Giuliano Bulgarelli, e ottima anche la qualità di stampa che permette di vedere le sfumature della china.

martedì 28 gennaio 2020

Il Morto 41: Un gioco pericoloso

Che bello, un altro numero de Il Morto uscito nel mese dichiarato di distribuzione.
Trasferta livornese per Peg, che trova alloggio presso l’appartamento di una cassiera che affitta la camera della figlia dodicenne. La ragazzina dorme spesso dalla sua amica Betty, figlia di una modella di intimo che si fa un discreto gruzzolo vendendo le sue foto coi completini della madre (questo il «gioco pericoloso» del titolo, che offre l’ispirazione a Ermete Librato/Libratus per una splash page molto azzeccata). Ovviamente per evitare noie le ragazzine sono disegnate più mature della loro età dichiarata.
Nel mentre continua la caccia a Peg, che dimostra in più occasioni la sua professionalità lasciando agli inseguitori solo battute taglienti e ossa rotte. Il “Bavoso”, cioè il cliente più affezionato di Betty, riesce però a risalire alla scuola media dove studia e con l’inganno le penetra in casa dell’amica dove doveva fermarsi per cena. Il Morto dovrà prendersi cura anche di lui coadiuvato da un vicino di casa protettivo con l’eloquente nome di Maciste. Nel mentre qualcuno ha filmato gli exploit del Morto contro gli ultimi balordi che gli sono stati mandati contro, fornendo l’aggancio per il prossimo episodio.
I tocchi umoristici vengono forniti da una scelta stilistica affine a quella che compì Gianni Amelio nel film Così ridevano: i dialoghi in dialetto sono nella maggior parte dei casi perfettamente comprensibili, e più lo sono più vengono tradotti in un italiano forbito! Giovanni Cadoni ha fatto da consulente per il livornese.
Ottimi come sempre i disegni di Piero Conforti, inchiostrato da Gianluca Francesconi. Il top dell’espressività viene raggiunto con il Bavoso. Ho notato a pagina 37 un errore di prospettiva: Peg cammina davanti alla prostituta a cui ha chiesto informazioni, che però ha la mano destra davanti alla sua; probabilmente è solo una svista in fase di allestimento delle tavole da parte dello Studio Telloli.
In sostanza, un episodio transitorio (non succede poi molto e serve da introduzione al prossimo) ma molto piacevole.
In appendice la storia breve Dolore silenzioso, in cui lo sceneggiatore William Isaac Zoe gioca con le aspettative del lettore fingendo di presentargli un horror. Molto simpatica, e anche i disegni di Erica Previtali, per quanto acerbi, non sono male.

domenica 12 maggio 2019

Il Morto 37: L'alto volo del Corvo

Datato marzo 2019 (una presa in giro del distributore o sono io che non l’avevo visto prima nella rastrelliera dell’edicola?) è uscito il nuovo numero de Il Morto, seconda parte della trama iniziata con il 36.
I conflitti che contrappongono la ciurma del Nettuno e la PPI sfociano, dopo alcune provocazioni e tentativi di furto, in un processo-lampo dall’esito piuttosto strano, che fa presagire nuovi sviluppi all’orizzonte con l’entrata in scena di un nuovo personaggio. O forse c’era già e io non me lo ricordo tanto è rarefatta la pubblicazione de Il Morto.
La storia d’amore tra Gina e il ritrovato Diego non potrà concretizzarsi a causa di un tragico evento, unico momento veramente emozionante di una puntata piuttosto “parlata” e in cui mi è sembrato che Giovacca si sia più che altro preso il suo tempo per inserire dei nuovi pezzi sulla scacchiera e per impostare quindi gli sviluppi a venire. Carmen, ad esempio, intuisce che Peg è Il Morto e nel prossimo numero dovremmo cominciare a vedere le conseguenze di questa intuizione.
L’alto volo del Corvo è piacevole ma continuo a pensare che spezzare una storia in due albetti sia deleterio per gli autori così come per il lettore, per quanto venga fornito un dettagliato riassunto di una pagina in apertura. È inevitabile che nella seconda parte di queste storie doppie si debba riassumere in alcuni punti quello che è successo nella precedente, e questo toglie spazio ad altri elementi che potrebbero essere resi con maggiore drammaticità (non approfondisco per non rovinare la sorpresa a nessuno).
Tra le citazioni di questo numero segnalo una via Riccardo Pazzaglia e ben due che non avevo colto nel numero precedente: gli uomini della ciurma del Nettuno si chiamano Tonio e Pepo quasi come i protagonisti di un fumetto di Nizzi e Boscarato, mentre tra le fila della PPI milita anche la versione umanizzata del Bombarda di rebuffiana memoria.
Ottimo come sempre, stavolta un po’ più sintetico del solito, il lavoro della rodata coppia Conforti-Codina: alcuni primi piani mi sono sembrati “citazioni” da Garcia Seijas, ma visto che si riferiscono a un unico personaggio probabilmente è solo un caso.
In appendice la storia Apocalisse Rosa scritta da Stefano Biglia e disegnata da Alfonso Elia: il soggetto è semplice e molto simpatico, i disegni propongono una suggestiva ed efficacissima ligne lourde.

domenica 23 ottobre 2016

Il Morto 25: Niente, dal domani

Ancora alla ricerca dei suoi ex commilitoni tramite cui ricostruire il proprio passato, Peg si trova invischiato in un caso di rapimento di minore finalizzato alla prostituzione.
La storia fila via secca, spietata e impietosa mettendo in scena personaggi squallidi molto ben caratterizzati e trovate non banali, immagino frutto di una certa documentazione da parte di Ruvo Giovacca (ad esempio, agli appartenenti delle forze speciali venivano imposti dei corsi di dizione per eliminare ogni traccia di accento e renderli così meno riconoscibili).
Gli argomenti in secondo piano che comunque emergono nella trama (la sopraffazione, il degrado industriale, le malattie militari, i padri divorziati, la crisi economica, la disoccupazione) confermano il piglio neorealista de Il Morto che come nessun altro fumetto riesce a rappresentare la realtà italiana odierna. Pur rimanendo sempre una lettura avvincente.
Purtroppo il caso ha voluto che questo bell’episodio sia funestato da qualche refuso e da una punteggiatura occasionalmente eclettica, e forse avrebbe meritato qualche pagina in più per sbrogliare la matassa meno sbrigativamente.
Anche i disegni non mi sono sembrati il top di Boselli (chinato dal fido Triscari), pur se rimangono sempre a un livello dignitoso, anzi decisamente buono.
Il titolo stupendo, la suggestiva copertina di Paolo Telloli e la migliore splash page di Ermete Librato mai vista sulla serie avrebbero fatto pensare al capolavoro e invece Niente, dal domani è “solo” un ottimo episodio.
In appendice una nuova storia breve di H. W. Grungle: idea di partenza simpatica e disegni (di Laura D’Allura) gradevoli, ma la battuta finale non rende giustizia all’originalità del soggetto.

mercoledì 3 agosto 2016

Il Morto 24: Alter Ego

Commedia (?) degli equivoci nell’ultimo numero de Il Morto. In un paesino innominato il locale boss mafioso della famiglia Butera ha dei problemi nel settore della droga visto che un nuovo fornitore si sta rivelando un osso troppo duro e al tentativo di truffa di un attendente di don Vito ha risposto facendo strage dei suoi uomini. Il misterioso nuovo arrivato agisce insieme alla sua complice donna, infallibile cecchino, e si intuisce dai loro dialoghi che hanno una lunga e interessante storia alle spalle che li spinge a raggranellare ingenti quantità di denaro in tempi rapidi e senza preoccuparsi della liceità dei metodi usati.
Il caso vuole che questo Dario Fazeni somigli abbastanza a Peg da indurre uno scambio di persona in più di un personaggio coinvolto, dall’ispettore Gambisi che finalmente torna a un ruolo più attivo a un tossicodipendente che è un po’ la chiave di volta di tutto l’episodio fino alle altre comparse della storia.
Il livello di serendipità è altissimo e la trama si sviluppa in un’orgia di coincidenze più che shakespeariane: il Morto verrà ospitato casualmente proprio dalla figlia della titolare della lavanderia dove avverrà il tentativo di rapina del drogato, Vito Butera si scoprirà essere proprio l’ex marito della signora, ecc.
Si chiude comunque volentieri un occhio sulla credibilità della vicenda, visto che la trama di Alter Ego è molto articolata e frizzante. In realtà accanto a molte situazioni umoristiche (addirittura un omaggio a Nonna Abelarda!) c’è anche una vena drammatica nella delineazione della strana coppia. Marco Boselli fa il consueto buon lavoro coadiuvato alle chine da Francesco Triscari.
In appendice una bellissima storia breve scritta e disegnata da Roberto Lari: il soggetto è abbastanza originale e soprattutto toccante, i disegni iperrealisti sono un vero spettacolo.

domenica 26 giugno 2016

Il Morto 5: La befana vien di notte...

Nuovo episodio ridistribuito in edicola de Il Morto, che la scrupolosa edicolante mi ha fatto pagare il prezzo corretto e non quello vecchio che ancora campeggia in copertina come altre volte (e stavolta uno sconticino sarebbe stato giustificato visto che la copia che ho trovato è malridotta).
La storia è strettamente legata alla precedente e Peg, ancora ospite degli Zanerbi per Natale, svela un pochino del mistero che riguardava il Moraghi mentre intorno a lui il complotto si infittisce.
La befana vien di notte… è una storia di passaggio con molta azione, un po’ di umorismo nero e l’introduzione di nuovo elementi oltre a quelli che ancora non hanno avuto uno sviluppo compiuto. Rappresenta in ogni caso una lettura abbastanza piacevole anche perché a livello grafico si nota un certo miglioramento. Ci sono ancora un sacco di imperfezioni e ingenuità ma Guglielmo Castelli ha fatto forse il lavoro migliore tra questi primi episodi, o forse lo Studio Telloli ha saputo indirizzarlo correttamente. Peccato che i retini troppo scuri rendano poco chiari i dettagli di molte vignette.
In appendice una storia breve di H. W. Grungle abbastanza simpatica (anche se Roberto Anghinoni ha scritto di meglio) splendidamente disegnata da Lucio Leoni ed Emanuela Negrin.

domenica 5 giugno 2016

Il Morto 23: Nikita

Alla morte del ricco Melleni rimangono tre avidi nipoti a pregustarsene l’eredità, che però come da testamento andrà alla misteriosa Nikita del titolo. Peg/il Morto si trova coinvolto visto che era legato al ricco maggiorente che gli aveva affidato una sua villa nel numero scorso (così almeno ci ricorda una nota che sopperisce alla mia memoria).
La vicenda ha le sue radici in eventi drammatici successi qualche anno prima e il colpo di scena che ne viene fuori è molto buono. La narrazione procede spedita, con un riuscito virtuosismo nella rappresentazione del passaparola alle pagine 20 e 21.
Purtroppo questo numero è stato penalizzato da più refusi del solito e anche da un bel po’ di disattenzioni, a cominciare dalla splash page iniziale di Librato che differisce per un dettaglio importante dalla sequenza che raffigura; i conti non tornano mai: se sono passati quindici anni dalla morte di Piero adesso dovremmo essere nel 2017 – e questo passi perché colloquialmente si tende ad arrotondare, ma le date di nascita e di morte sono tali da rivelare senza possibilità di equivoco che il personaggio è morto al massimo a 14 anni, non a 16 come viene detto (e poi non credo che Lady Gaga fosse già sulla cresta dell’onda nel 2002).
Buona la parte grafica affidata a Marco Boselli e Francesco Triscari.
In appendice una storia metanarrativa di H. W. Grungle di Roberto Anghinoni e Chiara Manenti. Sospendo ogni giudizio critico perché la riciclerò sui Fumettisti d’Invenzione e quindi per me è un capolavoro a prescindere.

mercoledì 6 aprile 2016

Il Morto 22: Murder Inc.

Questo nuovo episodio de Il Morto ha stentato a decollare nonostante la premessa originale e interessante alla sua base. I portinai dell’enorme palazzone di uffici Torre Magnus si sono inventati un sistema per fare i soldi: spiano le conversazioni dei vari direttori, amministratori delegati, ecc. e a seconda delle eventuali acredini (e ce ne sono) offrono i loro servigi anonimamente come «MURDER Inc.» per eliminare le cause dei “fastidi”.
La prima metà dell’albo si dilunga un po’ troppo sulla presentazione dei vari personaggi coinvolti, e Peg (in questo episodio autista di un pezzo grosso) viene chiamato in ballo con il vecchio e banale trucchetto dello scambio di persona. Quando però si arriva all’azione anche questo episodio deflagra e pur non essendo tra le storie migliori de Il Morto alla fine la lettura è più che soddisfacente, tanto più che il cinismo di Ruvo Giovacca ci risparmia un lieto fine posticcio proponendone uno più realistico coi “cattivi” che non vengono puniti ma si limitano a progettare di trasferire la loro attività altrove. Forse li rivedremo in qualche numero futuro: Norma è un personaggio molto ben caratterizzato che meriterebbe di tornare.
Anche i disegni di Luciano Bernasconi mi sono sembrati un po’ sottotono, nonostante la sua prova sia comunque dignitosa. Molto buona la costruzione della dinamica dell’incidente d’auto da pagina 56 a pagina 59.
In appendice la breve storia del mistero Edizione Straordinaria – Notizie del domani, in cui Giovacca riprende un canovaccio non originale ma suggestivo, purtroppo penalizzato dalla resa grafica dilettantesca di Pat Elly.

domenica 20 marzo 2016

Il Morto 3: Il convento dei frati silenziosi

Continua il programma di ridistribuzione in edicola dei primi numeri de Il Morto, originariamente riservati al circuito delle fiere. Arrivati al numero 3 si avverte una netta impennata nel comparto grafico grazie al lavoro di Luciano Bernasconi. Anche i testi sono molto validi.
Alla ricerca dell’identità di Zaxan, Peg/il Morto finisce nientemeno che in un convento nella ridente località di Malcantone, dove vengono tenuti dei vecchi registri cartacei delle nascite su cui probabilmente potrà trovare le informazioni su tal Zanerbi Xavier Antonio che i registri dell’anagrafe non possiedono.
Il convento, però, è ormai sotto il controllo di una banda di criminali che lo usa come copertura per la produzione e lo spaccio di marijuana! Grazie al suo addestramento letale ma anche con l’aiuto di un vero monaco più coriaceo degli altri, Il Morto sgominerà la banda ma rimarrà quasi a bocca asciutta per quel che riguarda i dati riguardanti il presunto Zaxan, anche se qualcosina riuscirà a scoprirla.
A corredo della storyline principale ci sono le due riuscitissime divagazioni sul soccorso che Peg fornisce a un barbone e la sequenza parallela della ricerca del Morto da parte dei poliziotti Berri e Gambisi. Dei dialoghi azzeccati e un ottimo cast di comprimari contribuiscono a rendere questo terzo numero di gran lunga il migliore fra quelli usciti a suo tempo.
In appendice, la prima parte di una deliziosa storiella di Gary & Spike di Fulber e una storiellina minore (ma non disprezzabile) di H. W. Grungle a opera di Ruvo Giovacca e Rino Aiello.

domenica 7 febbraio 2016

Il Morto 21: Nostra Signora dei Porci

Episodio di ottimo livello per questo numero 21 de Il Morto. Venuto a conoscenza di una taglia di 100.000 euro (!) che pende sulla sua testa e che qualcuno ha già provato a riscuotere senza successo, Peg fugge su un treno merci e con un altro hobo all’amatriciana trova impiego presso una porcilaia gestita da due volitive e piacenti donne, madre e figlia, che raccattano proprio tra i disperati le maestranze per portare avanti l’attività, tra cui scelgono anche qualche fusto che le soddisfi in camera da letto e non solo come dipendente.
Peg e il suo nuovo amico Zeno, già frequentatore del posto, vi capitano proprio quando un simpaticone soprannominato “Machoman” ha fatto una brutta fine per aver avanzato pretese con la padrona Circe Giano, nomen omen.
Nella premiata azienda agricola Giano Peg/Il Morto dovrà vendersela non solo con dei cacciatori di taglie decisi a riscuotere i 100.000 euro ma anche con una congiura degli altri operai, in una vicenda che pesca a piene mani dalla continuity della serie ricollegandosi ad alcuni filoni sospesi che danno la piacevole impressione che ci sia un quadro generale alla base in cui tutti i pezzi stanno andando a posto. E infatti una nuova minaccia post-Zaxan si profila all’orizzonte.
Il sano cinismo a cui ci ha abituati il Ruvo Giovacca migliore (che non esclude dei dialoghi molto brillanti) si manifesta non solo nella delineazione delle due figure femminili molto decise e risolute e alla loro paraculata finale, ma anche nei particolari meno evidenti come la mano del killer che apparentemente sta per prendere nella giacca una pistola che poi diverrà una banconota con cui “oliare” il funzionario delle FF. SS., e soprattutto come lo scontrino che la cassiera batte all’inizio della storia: 80 centesimi contro l’euro e 10 fatto pagare a Peg. Magari è solo una mosca di Dreyer, un particolare estemporaneo nato dalla contingenza, però ci sta benissimo.
Ai disegni Luciano Bernasconi fa un buon lavoro, ma va riconosciuto anche allo Studio Telloli la buona resa che hanno ottenuto integrando i suoi disegni ruspanti e carichi di neri con i soliti sfondi e dettagli realizzati al computer.
In appendice una storia di H. W. Grungle ben disegnata da Laura D’Allura. Anche se il colpo di scena finale è prevedibile rimane comunque una piacevole lettura.
Straniante ma efficace la copertina parzialmente fotografica: immagino che la pin up che vi compare sia amica o fidanzata di qualcuno della Menhir.

martedì 1 dicembre 2015

Il Morto 20: L'Ospite Inatteso

Puntata interlocutoria per il Morto. L’autostoppista Peg viene raccolto da uno strano tizio che guida evidentemente in stato di alterazione. Costui sta per andare alla villa di famiglia per prendere parte al matrimonio della ricca cugina, in procinto di sposarsi con un poco di buono. L’uomo, Curzio Canesi Sforza, ha con sé le prove delle attività disdicevoli del futuro sposo e quindi del fatto che sia solo un cacciatore di dote.
La situazione precipita: l’auto su cui viaggiano i due finisce fuori strada e due camionisti incazzati si avventano su Peg e Curzio. Salvata la situazione ma con il nuovo amico messo assai male, Peg si ritrova incaricato del compito di andare al matrimonio spacciandosi per Curzio (l’unica persona che può riconoscerlo è la madre della sposa, zia di Curzio, che verrà prontamente messa a conoscenza dell’intreccio telefonicamente) in modo da presentare le prove del vero obiettivo del futuro sposo e dei suoi complici e impedire così la dilapidazione del patrimonio di famiglia.
Non serve sottolineare come Peg/Il Morto si trovi sempre invischiato in situazioni assurde, perché è lui stesso a farlo! In effetti L’Ospite Inatteso è un episodio in cui accanto alla solita visione disillusa dell’umanità c’è una certa dose di ironia piuttosto rara in precedenza, né mancano dei dialoghi divertenti.
Una volta alla villa tutti i nodi vengono al pettine e scopriamo che eventi apparentemente casuali visti in precedenza facevano parte di un piano premeditato. Ma il bello di questo episodio è anche il gioco delle parti e le sorprese relative alle vere motivazioni di personaggi che apparentemente sembravano giocare nella squadra avversaria. Mi è anche piaciuto come Ruvo Giovacca ha gestito la suspense nello scoprire la sorte della zia. Il finale è assai positivo e ottimista, cosa non certo comune nella serie.
Marco Boselli (chinato da Francesco Triscari) svolge come sempre un buon lavoro, purtroppo la mia copia presenta occasionalmente delle abrasioni bianche al centro delle pagine, ma nulla che pregiudichi la lettura.

La durata di questo episodio è inferiore a quella consueta e al titolare vengono dedicate una decina di pagine in meno rispetto al solito: il resto dell’albetto è riempito da pubblicità e da due storie brevi. La prima, una storia di H. W. Grungle di Giovacca e Gualandris, è molto simpatica e ben disegnata mentre la seconda, Blacky Mole di Antonio Pannullo, è un riempitivo trascurabile.

lunedì 24 agosto 2015

Il Morto 19: Improbabili Omicidi

Nuovo episodio de Il Morto fondamentale per lo sviluppo della serie e quasi a sottolinearlo è stato stampato su carta di maggiore grammatura, più piacevole e consistente e che porta alla fine a un maggiore spessore del volumetto.
Come da migliore tradizione della saga, anche questo episodio è una cartina di tornasole della desolata società italiana di questi anni: il pensionato Umberto Rizzo e la moglie Egle stanno attraversando un periodo di ristrettezze economiche che li costringe a vendere parte della loro riserva di lingotti d’oro. Un gioielliere senza scrupoli (forse il gestore di un negozio “compro oro” sarebbe stato più incisivo) decide di rapinarli ma i suoi sgherri devono fare i conti col fatto che Umberto non è assolutamente indifeso come sembra, essendo stato un istruttore dei corpi speciali, e soprattutto con Peg/Il Morto che arriva proprio da Rizzo dopo aver scoperto che il suo precedente contatto è deceduto.
Come dicevo in apertura Improbabili Omicidi è uno snodo importante della serie, visto che l’ex istruttore di Peg lo mette (e ci mette) a conoscenza di parecchi dettagli del suo passato. Nel mentre ci si mette di mezzo anche il commissario Berri, la cui esistenza avevo totalmente rimosso, ovvero il Ginko/Milton de Il Morto.
La sceneggiatura di Ruvo Giovacca procede inesorabile e incalzante, alternando scene concitate ad altre più lente e cariche di tensione. Ottima come sempre la documentazione profusa nella stesura del soggetto, che dà un tocco di realismo e la piacevole impressione che ci sia stato un certo lavoro alla base della storia. E notevole anche la carrellata di personaggi al di là di ogni possibile redenzione. Non male i rari siparietti di cui sono protagonisti i personaggi sullo sfondo, che infondono un ancora maggiore senso di realismo e attualità alla vicenda.
Unico neo: la storia si conclude troppo rapidamente e certi passaggi sul finale vengono lasciati all’immaginazione del lettore (non viene mostrato come ha fatto il gioielliere ad averla vinta sui due killer professionisti né come il Morto sia riuscito a intervenire tanto tempestivamente).
Ai disegni l’esordiente (io almeno non l’ho visto nelle etichette del mio blog) Claudio Montalbano fa un buon lavoro pur con qualche perdonabile scivolata. Ovviamente essendo le chine di Francesco Triscari e più in generale l’elaborazione grafica dello Studio Telloli è difficile dire quanto alla fine Montalbano abbia messo di suo, ma comunque il risultato è soddisfacente.
In appendice torna H. W. Grungle con una storia originale e molto simpatica, oltretutto efficacemente disegnata da una promettente Laura D’Allura.

domenica 21 giugno 2015

Il Morto 18: L'Occasione



Neanche delle cattive notizie ci si può fidare... E io furbo (=coglione) che ho declinato l’invito di un amico a prendermi il numero 17 de Il Morto in fiera a Reggio Emilia, tanto gli altri non si sarebbero comunque più visti in edicola.
E invece eccolo qua il numero 18, con la storia precedente ovviamente monca visto che come annunciato il 17 nelle edicole non è arrivato.
Comunque: il dottor Orbi, novello Pietro Chiocca (evidentemente in quarant’anni le cose sono cambiate poco o nulla), ha una florida attività di mercante d’armi. Una transazione non va a finire come desiderato e il pover’uomo si trova braccato da un’affascinante mercenaria. Creduto morto a causa del crollo dell’aereo che avrebbe dovuto prendere, si ritrova a ricominciare da capo la sua vita anche perché scopre delle spiacevoli verità sul suo ménage familiare. Il guaio è che in mancanza di fondi i suoi clienti lo hanno pagato in diamanti grezzi che fanno molto gola a un malintenzionato e alla sua compagna.
Con quella casualità di cui vivono i fumetti, incontra inaspettatamente Peg che ovviamente prenderà parte alla vicenda anche nei panni del Morto. Il fortuito incontro con Orbi sembra costituire un importante punto di svolta per la serie visto che in precedenza i due si erano già conosciuti e il mercante di morte può fornire degli indizi sul passato dello smemorato vendicatore.
La narrazione procede spedita e coinvolgente; come spesso accade in questo fumetto non mancano squarci iperrealisti sull’Italia contemporanea (i negozi Compro Oro...) e una certa carica di critica sociale. Molto bella la scena del treno. Purtroppo sul finale la storia accelera improvvisamente e si concede qualche digressione un po’ farsesca, comunque accettabile visto che alla fine il cattivo sembra redimersi e questo mi pare un tocco di originalità.
Ai disegni Marco Boselli (con chine di Leonardo Gagliano) compie un buon lavoro ma nelle ultime pagine pure lui sembra avere qualche cedimento forse dovuto alla fretta di consegnare in tempo l’episodio. Niente male le sue donnine.
A integrare questo numero 18 c’è la seconda parte de La Cassapanca, un “libero” iniziato nel numero scorso (ma proprio quel fottuto 17 dovevano saltare?!), in cui mi sembra che né lo sceneggiatore Roberto Anghinoni né tanto meno il disegnatore Ermete Librato siano molto ispirati. E l’impressione non è solo dovuta all’incazzatura di essermi perso il numero 17.

lunedì 13 ottobre 2014

Il Morto 16: Il Germe della Follia



Dopo il felice exploit dell’ultimo numero Il Morto si concede un episodio dal carattere interlocutorio, tanto più che Il Germe della Follia è solo la prima parte di una storia che finirà sul prossimo numero.
Peg trova fortuitamente lavoro come fattorino e magazziniere presso una casa editrice. Il viaggio nell’Italietta che ogni due mesi ci fa fare la testata prevede stavolta una ricognizione sulle modalità di assunzione nelle medie realtà imprenditoriali, i maneggi e le ruberie che vi avvengono e soprattutto (tema portante dell’episodio) la collusione tra case farmaceutiche e medici senza scrupoli.
Mentre il protagonista difende se stesso e le sue amiche ritrovate dagli assalti di malintenzionati, il laido dottor Marchi prescrive un nuovo farmaco non sperimentato dopo essere stato corrotto con una crociera dalla casa farmaceutica che lo produce. Per funzionare, il Kappa C8 funziona: le quattro persone di età diversa che lo assumono non sentono più mal di testa, ronzii o stress. C’è solo uno spiacevole effetto collaterale: gli istinti omicidi che colgono chi inghiotte le pastiglie, di cui non rimane poi traccia nella loro memoria.
Come di consueto Il Germe della Follia è una storia cinica, coinvolgente e (questa l’impressione che mi ha dato) ben documentata. È però programmaticamente solo l’antipasto di quello che avverrà nel prossimo numero, e difatti Peg si vede poco – e ancor meno il suo alter ego mascherato. C’è forse una certa frammentarietà nell’avvicendarsi delle singole sequenze che coinvolgono le ignare cavie umane, ma è inevitabile data la natura introduttiva dell’episodio.
Oltre all’efficacia con cui come sempre Ruvo Giovacca dipinge la realtà italiana, ho apprezzato anche la costruzione di una continuity (tornano le ragazze lesbiche aiutate dal Morto nel numero 13), cosa che dona un certo senso di familiarità alla serie come d’altra parte anche l’ambientazione italiana.
Dal punto di vista grafico Stefano Scagni (chinato da Angelo Scariolo) fa un lavoro dignitoso ma a tratti discontinuo, principalmente nei campi lunghi dove le sue figure sono abbozzate e un po’ tirate via. La sua preferenza per uno stile un po’ grottesco non sempre si amalgama bene con l’atmosfera della storia. Comunque lode a Menhir Edizioni che permette a questi talenti (perché le doti ci sono e si vedono) di lavorare e farsi le ossa.
Anche l’episodio di H. W. Grungle in appendice mi è sembrato un po’ sotto tono.
Da questo numero Il Morto costa 3 euro, assolutamente giustificati.

sabato 9 agosto 2014

Il Morto 15: Il Morso del Mamba


Veramente molto riuscito l’ultimo numero de Il Morto. I drammi degli immigrati delle carrette del mare e dello sfruttamento delle extracomunitarie vengono resi in maniera realistica, documentata e senza alcuna retorica.
Abbandonato in mare, Nagee giunge in Italia per trovare la sorella Anele, che in un messaggio gli aveva chiesto di andare a portarla via dallo squallore in cui era finita, visto che il lavoro per cui era arrivata in Italia non era quello che pensava. Infatti viene fatta prostituire con abbondanti dosi di droga e alcol in un locale specializzato in donne di colore situato fortuitamente proprio accanto al ristorante dove lavora Peg/Il Morto.
Un po’ per il suo spirito di giutiziere e un po’ per recuperare parte dei ricordi della sua vita precedente, Il Morto aiuterà Nagee e così noi ci possiamo godere una bella storia avvincente, appassionante, cinica e disperata. C’è più Lo Sconosciuto di Magnus in questo fumetto che Diabolik. Ottimo lavoro di Marco Boselli ai disegni. Al momento, mi sembra che questo sia il migliore numero de Il Morto che ho letto.
Unico appunto, ma giusto per scrivere qualcosa: Nagee sembra avere il dono delle lingue visto che parla perfettamente italiano senza essere mai stato apparentemente in Italia prima. Cosa ancora più evidente visto che molti personaggi si esprimono in dialetto.
In appendice una storiella molto simpatica, ma che sembra disegnata in fretta e furia riguardando Il Garage Ermetico di Moebius, di H. W. Grunge a opera di Anghinoni e Telloli.
Resta il mistero sul perché questo albetto datato giugno 2014 sia arrivato nell’edicola in cui mi rifornisco de Il Morto solo pochi giorni fa.

lunedì 24 febbraio 2014

Il Morto 13: Abuso di Potere


Non so come sia finito il primo lunghissimo arco narrativo de Il Morto perché mi sono perso il numero 12, ma il 13 per fortuna l’ho trovato. Come si evince fin dal titolo, il tema dell’episodio è l’abuso di potere: nel paesello di Pontesole i vigili urbani spadroneggiano con autovelox truccati e “incidenti” creati ad arte per approfittare di ignari e facoltosi automobilisti di passaggio.
Il comandante della Polizia Municipale ha inoltre istituito un sistema di sconto alle esagerate pene comminate (per i reati quantomeno creativi contestati ai detenuti) e scala dai giorni di detenzione quelli in cui i malcapitati accettano di fare da sparring partner per il figlio pugile.
Il commissario Francè accetta di indagare per conto di un amico carabiniere sulla sparizione di un altro carabiniere già inviato a sua volta ad indagare sui presunti abusi. Una volta a Pontesole tocca con mano quello che vi succede. Anche il Morto passa da quelle parti, probabilmente spinto da una sottotrama precedente che non ricordo (come non ricordo nemmeno il nome completo del commissario...), e ovviamente sarà decisivo per la risoluzione del caso e per la consegna dei malfattori alla vera Giustizia anche se stavolta il suo ruolo sarà più defilato.
Che Ruvo Giovacca abbia voluto sfogarsi con questo fumetto per qualche multa di troppo? Indipendentemente dalla sua genesi, Abuso di Potere è una storia originale e coinvolgente, con un sacco di personaggi molto ben tratteggiati e degli ottimi dialoghi arguti e taglienti. Ai disegni uno Stefano Scagni più che dignitoso anche se fisiologicamente (sono più di 100 paginette) altalenante. Come sempre, l’impiego del computer è stato massiccio nella lavorazione e nell’integrazione dei disegni, e purtroppo per la prima volta la mia copia incassa il colpo di una stampa non calibrata al meglio per cui i fitti retini a volte risultano un po’ sbiaditi e a volte finiscono per imbrattare la pagina di fronte.
In appendice una storia breve di H. G. Wrungle disegnata da Marco Franzini, molto simpatica.
Credo che questo nuovo formato de Il Morto, cioè una trama generale a continuazione ma con singoli episodi leggibili a sé stanti, sia l’ideale per seguire la collana. Altrimenti a distanza di due mesi chi si ricorda tutti i dettagli? Io no di certo.
Cultissimo.
Qualche nome eccellente tra i boxeurs