Ah, le chicche che si scoprono
nei posti più inaspettati. Questo volumetto dal formato pocket è stato
pubblicato oltre vent’anni fa da Stampa Alternativa in occasione del centenario
del fumetto. Si tratta della ristampa, con tanto di copertine riprodotte a
colori, di cinque riviste underground uscite tra il 1969 e il 1975: Snatch Comics (a cui Stampa Alternativa
dedicò almeno due “millelire”), Jiz
Comics, Zam, Pork e Felch Cumics. Il
sesso è l’argomento principale delle vignette e delle storielle raccolte, anzi
praticamente l’unico con le eccezioni di Wonder
Wart-hog di Shelton e A Bug Story
di un irriconoscibile Crumb – che tra l’altro mi sono sembrate tra le cose
migliori del volume.
Che dire? Se questo è il meglio
che l’underground aveva da offrire tremo al pensiero del peggio. Scherzi a
parte, è chiaro che le perversioni che gli autori inanellano ormai non hanno
più la stessa forza provocatoria adesso che veramente si è visto di tutto, così
come è innegabile che all’epoca ben pochi di questi autori avevano raggiunto
non tanto la maturità artistica quanto almeno una qualità dignitosa (e alcuni
comunque non la raggiungeranno mai). Tra le pochissime perle si segnalano
alcune prove di Robert Crumb, Shit Hell
Fuck Funnies (chissà chi è l’autore) e Jim Osborne, che oltretutto fornisce
un suggerimento creativo su come utilizzare l’orbita vuota di una schiava
guercia.
Non essendo un esperto del genere
non sono riuscito a risalire all’identità di molti autori, che oltretutto si
firmavano spesso con pseudonimi che non c’entravano niente col vero nome. In
quarta di copertina vengono comunque elencati i più rilevanti: Robert Crumb, S.
Clay Wilson, Victor Moscoso, Rick Griffin, Robert Williams, Spain (che immagino
sia Spain Rodriguez), Gilbert Shelton e Jim Osborne.
A parte qualche risatina qua e là
e qualche spunto interessante (regolarmente mandato in vacca senza elaborare
una trama, con eccezioni rarissime come Wonder
Wart-hog e Pudocchio), Snatch Comics si segnala per lo scrupolo
filologico del curatore JD Jakini e per il suo valore come testimonianza di
un’epoca.
