Delle due storie originali raccolte in questo volume la prima, Nayeli, è strutturata con un’ardita mise-en-abyme che contempla due cornici narrative: nella più esterna delle consorelle dell’Ordine di Lilith parlano del ramo centroamericano della setta, evocando quindi la figura di Doña Ines (protettrice delle donne indigene a ridosso della conquista europea) a cui la giovane india Saasil racconta la storia di un libro di magia rievocando così la vicenda di Eek, Nayeli e Bibiki. Secondo questa versione fantastica della Storia americana, la caduta di Montezuma fu dovuta anche all’apporto delle streghe maya che si vendicarono delle stragi e dei soprusi perpetrati dagli aztechi. Tra scrupolo documentaristico e rimandi alla tradizione magica maya, Nayeli si legge con un certo piacere anche perché la necessità di far stare tutto il materiale nelle canoniche 46 pagine ha spinto Thomas Mosdi a sviluppare una narrazione frenetica e coinvolgente.
Belli i disegni di Gianluca Pagliarani, che rispetto ad Aetheric Mechanics e Djustine è più espressivo. Fa sorridere però vedere delle indigene ritratte come pin-up dalle forme esuberanti, dalla depilazione strategica e dalle pose evidentemente ricalcate da qualche rivista o manifesto. I colori sono stati realizzati da Giulio Zeloni e per essere digitali non sono nemmeno malaccio.
La seconda storia, Xue Dan, è una specie di buddy movie ambientato a Macao agli albori del XVIII secolo con protagoniste la spadaccina Figlia di Lilith Cidália de Oliveira Ortigão e la Xue Dan del titolo (altresì nota come Neve Rossa a causa dei drammatici eventi che ne forgiarono la giovinezza). La trama ruota attorno a un traffico di bambini e al tradimento di un’altra Figlia di Lilith: tanta azione, ragionamenti anacronistici per l’epoca, colpi di scena e qualche battutina scema rendono questo episodio godibile se preso con lo spirito giusto.
I disegni di Marco Dominici, che ha anche colorato le sue tavole, sono sicuramente validi, ma il suo stile leggero e quasi diafano (pulitissimo, sì, ma anche poco espressivo) sarebbe più indicato per un fumetto per ragazzi che non per una storia di questo genere. La sua tendenza a disegnare i volti delle donne sempre con lo stesso ovale e spesso anche con gli occhi a mandorla (anche quando non sono orientali) può creare in alcuni passaggi un po’ di confusione.
Come nel caso del primo volume anche in questo c’è qualche refuso, comunque troppo pochi per lamentarsene nel 2017 quando il volume costava 11 euro, figuriamoci oggi che l’ho pagato 5,50 euro.
