I dati di vendita delle testate a fumetti sono da sempre un tabù, a
sottolineare la marginalità del settore e le strane dinamiche omertose che
vigono tra gli operatori. Qualche timido e impreciso tentativo di far luce
sulle cifre c’è stato, pur se sporadico, e la rivista Comic Art ospitò sulle sue pagine alcuni commenti a riguardo e
addirittura una rubrica dedicata, attirandosi in quest’ultimo caso le critiche
dei concorrenti, per cui evidentemente i fumetti sono appunto solo fumetti e
non una realtà industriale.
Confrontando i dati di un intervento di Giulio Cuccolini su Comic Art 18 (gennaio 1986) e quelli
forniti da Luigi Codazzi per la rubrica «Comics Economia» sul numero 146
(dicembre 1997) è inevitabile, pur tra le marcate diversità dei due scenari (nel
1997 non c’erano più le riviste d’Autore ma i supereroi), notare il declino di
alcune testate. E se il trend si fosse mantenuto costante, oggi come oggi
quanto venderebbero Lanciostory e Skorpio? E le riviste iCOMICS e AnimalS a quante copie di venduto avranno gettato la spugna?

