Alla morte del ricco Melleni
rimangono tre avidi nipoti a pregustarsene l’eredità, che però come da
testamento andrà alla misteriosa Nikita del titolo. Peg/il Morto si trova
coinvolto visto che era legato al ricco maggiorente che gli aveva affidato una
sua villa nel numero scorso (così almeno ci ricorda una nota che sopperisce
alla mia memoria).
La vicenda ha le sue radici in
eventi drammatici successi qualche anno prima e il colpo di scena che ne viene
fuori è molto buono. La narrazione procede spedita, con un riuscito virtuosismo
nella rappresentazione del passaparola alle pagine 20 e 21.
Purtroppo questo numero è stato
penalizzato da più refusi del solito e anche da un bel po’ di disattenzioni, a
cominciare dalla splash page iniziale di Librato che differisce per un
dettaglio importante dalla sequenza che raffigura; i conti non tornano mai: se
sono passati quindici anni dalla morte di Piero adesso dovremmo essere nel 2017
– e questo passi perché colloquialmente si tende ad arrotondare, ma le date di
nascita e di morte sono tali da rivelare senza possibilità di equivoco che il
personaggio è morto al massimo a 14 anni, non a 16 come viene detto (e poi non
credo che Lady Gaga fosse già sulla cresta dell’onda nel 2002).
Buona la parte grafica affidata a
Marco Boselli e Francesco Triscari.
In appendice una storia
metanarrativa di H. W. Grungle di Roberto
Anghinoni e Chiara Manenti. Sospendo ogni giudizio critico perché la riciclerò
sui Fumettisti d’Invenzione
e quindi per me è un capolavoro a prescindere.
