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lunedì 19 agosto 2024

Double M 4 - Les Pions de Mr K.

Superato il giro di boa della serie, che conta sei volumi, si intravede la futura impronta più realistica e sexy che caratterizzerà Félix Meynet. Ma la si intravede appena, e questo quarto episodio è ancora marcatamente umoristico, fino al caricaturale laddove necessario.

Gli ingredienti sono quelli consolidati cucinati con la consueta perizia da Pascal Roman: un mistero da risolvere, i due protagonisti che si trovano invischiati per caso, i battibecchi tra Mirabelle e Mel, la ricostruzione delle atmosfere anni ’60, battute sagaci e una sceneggiatura in cui tutto si incastra alla perfezione e dove anche le comparse hanno un ruolo importante e i gesti meno evidenti hanno un effetto risolutivo.

Stavolta ci troviamo nell’Alta Savoia tra Francia e Svizzera (cosa che permette una comparsata di un altro personaggio di Meynet, Fanfoué des Pnottas), dove due agenti sovietici stanno dando la caccia a un uomo e a suo figlio. Ma il “traditore” scappa lasciando in custodia a Mirabelle il piccolo Evguénie, che dal monello qual è ha già avuto modo di fare conoscenza con la giornalista. I due inseguitori sono ben più spietati ed efficienti di altri visti nella serie, d’altra parte sulle loro teste pende la spada di Damocle del temibile Tenente K. Un po’ per fortuna e un po’ grazie alla loro intraprendenza i nostri eroi risolvono la situazione scoprendo non chissà quale complotto da Guerra Fredda ma la “diserzione” di un bambino prodigio esibito dalla propaganda per le sue doti di campione di scacchi. E si scoprirà anche che il Tenente K. altri non è che una sexy agente donna.

Un altro episodio appassionante e divertente nel solco della serie. Buoni come in precedenza anche i colori realizzati da Joëlle Colon subentrata allo stesso Meynet dallo scorso numero.

giovedì 4 luglio 2024

Double M 3: Meurtre autour d'une Tasse de Thé

Episodio leggerino ma molto simpatico, con cui Pascal Roman rende omaggio ad alcuni classici del giallo.

La nonna di Mirabelle ha ricevuto una lettera anonima di minacce e così la M femminile della serie chiama quella maschile, Melchior, per farsi dare una mano a indagare. Nei fatti il prode savoiardo è ingaggiato più che altro per spacciarsi per il fidanzato di Mirabelle, cosa che dovrebbe tranquillizzare la nonnina – la quale come hobby ha la scrittura di romanzi gialli insieme alle tre amiche, in cui cercano di inventarsi metodi originali ma efficaci per uccidere le loro vittime. Nel mentre (ma ce ne accorgiamo appena) un killer sta ammazzando delle persone trafiggendole con una spada o una baionetta.

Bisogna accettare il gioco senza farsi troppe domande (per far montare la suspense ci sarebbero volute delle pagine in più) ma l’episodio è frizzante e spassoso, pur con un vago retroterra drammatico che però non tocca le vette delle tragedie sfiorate nei primi due episodi. Le situazioni e le battute inventate da Roman sono divertentissime e il volume rigurgita di citazioni: da Alfred Hitchcock postino che dà l’avvio alla vicenda fino a un sacco di altre strizzatine d’occhio come il giovane Doisnel che fa «I Quattrocento Colpi»…

Però siamo arrivati al terzo volume e Meynet non ha ancora mostrato la sua vera anima. Oltre che caricaturali (ma molto dettagliati) i suoi personaggi in alcune vignette sono disegnati in maniera veramente approssimativa, gli occhi in particolare a volte seguono logiche tutte loro. E poi, una volta caduta a terra, la protesi di un braccio destro diventa quella di un braccio sinistro! Per il tipo di storia questo stile può anche andare e, ripeto, il lavoro è molto curato e dettagliato. Ma la Mirabelle sexy non c’è ancora, se non proprio a volerla intravedere per forza in alcune delle ultime pagine.

Stavolta i colori (ottimi) sono opera di Joëlle Colon.