Devo piantarla di farmi
abbagliare dalle offerte col 25%
o 50% di sconto, o almeno
dedicarmi ad altri recuperi che non siano statunitensi.
Dial H era una delle 52 serie nate con l’esperimento New 52 della DC Comics qualche anno fa.
Riprendeva una serie minore, Dial H for
Hero, in cui un adolescente comune diventava un supereroe ogni volta
diverso usando il disco di un telefono a disco, immagino unico modello di
telefono esistente negli anni ’60. Da questo spunto di partenza già bizzarro di
suo lo sceneggiatore China Miéville prova a imbastire una trama che sia il più weird possibile facendo forse leva sui
gusti dei lettori che si ritengono più raffinati.
Il protagonista è adesso lo
sfigatissimo Nelse (obeso, solo e disoccupato) che per salvare l’unico amico
che gli rimane scopre casualmente i poteri di un telefono a disco ancora
presente in una cabina pubblica. Si accorgerà presto di essersi ficcato in una
storia molto più grossa di lui che coinvolge esseri da un altro livello della
realtà e un’altra supereroina improvvisata più esperta di lui.
La sarabanda di supereroi
pittoreschi è anche simpatica ma forse non era il caso di razionalizzare un
concetto che era più affascinante lasciato nel vago: una volta svelata
l’origine del disco si perde un po’ della magia straniante dei suoi effetti. La
sceneggiatura inciampa su soluzioni esagerate e situazioni assurde (anche altri
romanzieri prestati al fumetto come Pennac o il primo Charyn tendono a scrivere
storie larger than life) e alla fine
non è poi molto chiara.
Visto il tipo di storia il
disegnatore titolare è decisamente adatto: Mateus Santolouco è parecchio
grottesco e anche deformed ma grazie
al cielo non arriva ai livelli di Ramos o Madureira. In questo primo volume la
RW Lion ha anche inserito un fill-in
disegnato da David Lapham (molto meglio di Santolouco ma dall’autore di Stray Bullets mi sarei aspettato di più)
e il numero 0 dell’italiano Riccardo Burchielli.
Fortunatamente ho resistito alla
tentazione di prendere anche il secondo volume della collana. Sfortunatamente
lo sconto era del 25% e non del 50%.
