Sul numero 25 di Skorpio del 1978 apparve un libero intitolato Adamo Robot, disegnato da Giuseppe Montanari (probabilmente da solo, qui si firma solo con un "Montag" reminiscente di Fahrenheit 451 e non insieme ai suoi collaboratori o, come era capitato all'epoca, come "Montanari & co.") e scritto da chissà chi.
Altro che memoria fotografica: questo fumetto è un vero e proprio compendio di disegni ricalcati da quelli di Zanotto, anche per i dettagli meno importanti degli sfondi e addirittura ripetendo più volte con minime variazioni lo stesso disegno di partenza. Mi è bastato sfogliare distrattamente e per una decina di minuti il prezioso inserto-omaggio di Yor & Hor per trovarne alcuni:
Un comportamento che dagli anni ’90 costa la carriera agli esordienti (Massimo
Gamberi, Ivan Mantovani...) ma che per il già affermato Montanari, che almeno
nel numero 12 di Dylan Dog ebbe il
pudore di segnalare l’“omaggio” a Dino Battaglia, non fu più che un divertente
aneddoto da raccontare al bar: «Ah! Ah! Adesso vi racconto come l’ho messo in culo ai
lettori e alla Lancio. Basta un episcopio e il gioco è fatto!»