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domenica 23 gennaio 2022

Immaginario Sexy Volume Quinto: Editori Vari

Ultimo volume della meritoria e titanica opera di Luca Mencaroni iniziata sette anni e mezzo or sono. Dopo aver trattato i leader del settore, cioè Barbieri e Cavedon, con qualche digressione che approfondiva certi personaggi, si arriva a quegli editori minori dai personaggi misconosciuti che nella stragrande maggioranza dei casi non sono ancora riaffiorati nemmeno qui. Il tomo è strutturato con quattro approfondimenti su altrettanti editori, per poi chiudersi con una carrellata degli altri editori che inflazionarono il settore negli anni ’70 e oltre.

Mencaroni è uno scrigno di aneddoti e di curiosità (Manara venne presentato a Viano con un finto curriculum confezionato ad arte da Gomboli e Castelli!) ma ciò che si fa ammirare di più è l’incredibile lavoro di ricerca che ha compiuto l’autore insieme ai collaboratori Steve Sylvester e Diego Torrini. I quattro editori sotto i riflettori sono Ugo Dal Buono, il sodalizio Liberati/Spada (Guido Spada, fratello del più famoso Giuseppe), Furio Viano e il gruppo Eusebio/Cimarra: spesso le loro vite, quale più quale meno, sono ancora ammantate di un certo mistero, ed è evidente lo sforzo fatto da Mencaroni per apprendere il più possibile su queste figure che, a volte per ragioni fiscali, erano sfuggenti.

Come nei volumi precedenti, ci vengono mostrati persino i gadget allegati ai fumetti e vengono elencate le varie ristampe. Che in questo caso sono molteplici e variegate, visto che gli editori di minor successo ricopertinavano senza sosta gli stessi fumetti invenduti oppure li ristampavano in molteplici e ingannatrici edizioni. Il puntiglio di Mencaroni arriva fino al punto di mostrare le quarte di copertine diverse che Dal Buono occasionalmente stampava per lo stesso fumetto, e di mettere a confronto una copertina di Felice Mangiarano/Romano Felmang per Nanette con l’illustrazione di Donatelli a cui era ispirata, che a sua volta era copiata da un manifesto cinematografico che viene riproposto anch’esso.

Come si può vedere scorrendo le immagini di questo volume, siamo spesso ben lontani dal top della categoria (che già di suo era quello che era) e laddove le copertine non fossero realizzate da un Pino Dangelico o da un Primo Marcarini si intuisce la povertà di molti di questi pornetti, non di rado di scarso successo e dalla durata limitata. A tal proposito, incuriosisce un Commissario Drago quasi presago del fumetto che il suo disegnatore Augusto Chizzoli avrebbe realizzato quasi vent’anni dopo: il famigerato Dick Drago. Qualche nome eccellente fa capolino ogni tanto: Victor Hugo Arias, Franco Saudelli e pochi altri. Il mondo ricostruito da Mencaroni è un sottobosco di editori talvolta improvvisati, di ragioni sociali cambiate alla velocità della luce per evitare noie col fisco o la censura, di serie che avrebbero dovuto concludersi con un solo ultimo episodio che poi non uscì mai, di prodotti rifiutati altrove e finiti su quelle pagine, di personaggi e serie che transitavano da editore a editore pur di non buttare via nulla – vedi appunto i molti ricopertinati e le ristampe. Al di là dei 55 euro che costa, questo quinto volume è il più prezioso della serie proprio perché presenta opere misconosciute (pur accanto a fenomeni editoriali come Vartán), tra cui anche quello che forse è proprio il pornetto più raro di tutti: il numero 6 di Emanuela.

…e 101 volte! Anzi, no: 102
Pur se il periodo in esame abbraccia un lasso di tempo inferiore rispetto a quello degli altri volumi, anche da qui si riesce a ricostruire un po’ la temperie di un’epoca: oggi come oggi stupiscono le vere e proprie persecuzioni giudiziarie a cui fu soggetto il multiforme (gli vengono attribuite quattro case editrici) Ugo Dal Buono.

Molto raramente nei riquadri riferiti agli autori di una serie non vengono indicati i contributi di ogni numero, ma è evidente che si tratta di dati talmente corruschi che nemmeno il Mencaroni è riuscito a reperirli. La parte relativa a Eusebio e Cimarra, a causa della mole impressionante di testate (e ricopertinati, e ristampe…) che fecero uscire, non presenta delle schede nemmeno per quelle poche serie che hanno avuto una buona continuità, ed è un peccato non aver avuto qualche informazione in più su La Donna Ragna, La Corsara Nera e Pussycat, e soprattutto sulla curiosa La Bolognese che, almeno a giudicare dalle copertine, sembra essere una parodia di Don Camillo e Peppone! Ma il Mencaroni si fa perdonare passando in rassegna ogni singola testata della Universal Production, anche quelle non a carattere spinto. Anche delle Edizioni Il Momento viene presentato materiale vario; ma 1984, solo citato, fu il capostipite delle riviste d’Autore in Italia, non nacque sulla scia di Metal Hurlant e Orient Express che vennero dopo!

Il vero unico difetto del volume (ma è un difetto molto relativo) è la qualità della carta, che pur essendo patinata ha una grammatura inferiore a quella dei tomi precedenti. Al di là della maggiore cautela che bisogna avere nello sfogliarlo (e alla possibilità che pensando di voltare una pagina se ne girino due) questo quinto volume sembra essere più piccolo di quasi la metà del secondo, mentre in realtà conta più pagine.

giovedì 5 novembre 2020

Toh!

Da quando vidi questa vignetta di Giacinto Gaudenzi, tratta da una storia breve per Playboy scritta da Piero Alligo, mi prese un’ossessione. Oddio, “ossessione”: una curiosità. Ero sicuro che qualche illustratore avesse usato la stessa fotografia di partenza per una copertina di Lanciostory o Skorpio e infatti ecco Antonello Silverini sul numero 53 di Skorpio del 1992.
Visto che avevo intuito la parentela (una delle tante) mi sono sempre chiesto se avrei mai visto la foto originale. Grazie al quarto volume del Mencaroni che ho risfogliato l’altro giorno è successo
Se non sono soddisfazioni queste.

martedì 29 maggio 2018

Immaginario Sexy Volume Quarto: Ediperiodici

Quarto e finora di gran lunga più corposo volume della collana regolare. Di conseguenza anche il prezzo è lievitato in proporzione, toccando quota 55 euro ma a fronte di ben 344 pagine.
Stavolta sotto i riflettori sono le varie case editrici ed etichette editoriali di proprietà di Giorgio Cavedon, riprendendo idealmente un discorso interrotto al primo volume quando venne ricordata la scissione tra lui e Barbieri.
La parziale delusione di non trovare nessuna introduzione (ma nemmeno il terzo volume ne aveva una) viene controbilanciata da una disquisizione sulla trovata delle “super antologie”, un marchio di fabbrica dell’editore che si concentrava principalmente su testate generiche, talvolta appunto antologiche, senza personaggi fissi. Anche per questo motivo mi sembra che i prodotti della Ediperiodici e associate fossero meno interessanti di quelli della concorrente Edifumetto, ma non me ne intendo ed è solo un’impressione, anche se suffragata dal fatto che Cavedon lanciava testate una dietro l’altra visto che spesso non duravano nemmeno sei mesi (ma le registrava tutte ogni volta?! Avrà speso un bel po’ solo per quello). Oltretutto, da una rapida scorsa non risulta che ci siano molte rarità ambite dai collezionisti né tra le collane più vecchie né tra quelle più recenti. Per chi volesse fare le opportune verifiche comparate rimando agli impagabili blog di Tippy e Charles.
A livello compilatorio questo volume deve essere stato il più impegnativo per Luca Mencaroni e il suo staff, visto che alcune collane nascevano in realtà come numeri speciali di altre oppure finivano la loro corsa come supplementi di altre collane ancora. Inoltre uno stesso numero di un pornetto, in particolare quelli della serie Corna Vissute, poteva avere un titolo diverso e una copertina stampata in maniera leggermente diversa, come dalle evidenze fornite da Mencaroni. E da un certo momento in poi Cavedon ristampò di tutto e indiscriminatamente, senza criteri tematici o cronologici. Non a caso questo volume è integrato da una ricchissima appendice che contempla anche le riviste fotografiche, i ricopertinati e i manga (o presunti tali).
Anche stavolta non mancano le chicche, sorprese inaspettate come un pornetto simil-comic book disegnato da Corrado Roi o una copertina di Storie Nere Ultra Hard nientemeno che del grande Sicomoro, realizzata in un’epoca (1996) in cui era già da almeno un decennio una star internazionale, o perlomeno europea. Sulla copertina di A Porte Chiuse 119, poi, mi sembra che Giovanni Alessandri alias Aller “citi” la Druuna di Eleuteri Serpieri!
Purtroppo questo quarto volume è caratterizzato da più refusi del solito, ma d’altra parte l’aspetto più rilevante di questa opera enciclopedica è quello iconografico. Fatte salve eventuali altre uscite extra come gli speciali dedicati a Zora e Isabella, il prossimo volume che tratterà gli editori minori dovrebbe essere l’ultimo della collana.

mercoledì 26 luglio 2017

Immaginario Sexy - Speciale Zora la Vampira

Secondo numero speciale fuori serie e quinto complessivo del monumentale lavoro svolto da Luca Mencaroni, questo volume si occupa della creatura di Birago Balzano con particolare attenzione agli aspetti iconografici del personaggio. Rispetto al precedente volume speciale dedicato a Isabella la foliazione è doppia, ma il volume è occupato quasi esclusivamente da immagini.
Oltre alla riproposta della scheda del personaggio, gli unici redazionali sono una sezione (assai breve) relativa alla ripresa del personaggio per conto delle Edizioni Lennoxx e la storia della pubblicazione francese tramite Elvifrance: Zora in Francia ebbe un successo perfino superiore rispetto a quello avuto in patria, dove comunque durò la bellezza di 288 numeri, e venne addirittura continuata con 12 episodi realizzati appositamente.
Oltre alle splendide copertine di Alessandro Biffignandi, il volume propone principalmente la catalogazione delle immagini che servirono come spunto per le sue. Da pagina 58 a pagina 97 c’è quindi una carrellata di fotogrammi, locandine cinematografiche, vignette di fotoromanzi erotici e altre illustrazioni o copertine che Biffignandi & co. usarono come base di partenza per produrre i loro lavori nei tempi frenetici dell’editoria da edicola per adulti. Nonostante riferimenti a immagini celeberrime (le copertine di Vampirella o Christopher Lee che interpreta Dracula) il redattore ha veramente un occhio di lince e una memoria invidiabile per essere riuscito a cogliere tutti questi “prestiti”. Onore al merito, vengono presentati anche alcuni scatti in cui Biffignandi in persona o delle modelle posarono appositamente per fornire la base per le copertine.
Forse 25 euro non sono pochi per quella che alla fine diventa solo una carrellata di pinailleurs, ma d’altra parte tutta la collana pone l’accento principalmente sull’aspetto iconografico e rispetto al volume analogo dedicato a Isabella, che ha metà delle pagine, il prezzo è in proporzione vantaggioso.

venerdì 20 gennaio 2017

Immaginario Sexy Volume Terzo: Edifumetto | Gli anni Ottanta

Probabilmente è superfluo sottolinearlo, ma questo terzo volume di Immaginario Sexy si mantiene sugli alti standard dei precedenti. Oltretutto, i refusi sono ormai pochissimi.
Appena intrapresa la lettura si avverte sin da subito che qualcosa è cambiato nelle edizioni di Renzo Barbieri, e di riflesso nella società italiana: le collane proliferano più che in precedenza, ma molte non riescono che a raggiungere solo 12 numeri, se non addirittura i miseri 5 di Yuppie e di Spaghetti, usciti rispettivamente nel 1986 e nel 1987. Segno inconfutabile che ormai questo tipo di editoria stava arrivando al capolinea, stroncato dalla crisi generale del fumetto, dal dirottamento dell’attenzione dei lettori verso altri generi e dallo sdoganamento di materiale pornografico nel formato più appetibile delle videocassette – a cui Barbieri cercò di far fronte con l’aggiunta di foto pornografiche in alcune testate.
Anche questo volume offre l’occasione di cogliere il clima culturale e sociale degli anni che tratta (già agli inizi del 1986 campeggiava in copertina il termine «AIDS») e di avere conferma del fiuto di Barbieri, il quale non aveva vergogna a convertire in fumetti porno anche le soap opera e telefilm come Magnum P. I. e Kojak (che diventano rispettivamente 44 Magnum e Kondor, ma ce ne furono molti altri), dopo aver cavalcato qualche anno prima la popolarità che avevano riscosso Cronaca Vera e rotocalchi simili riproducendone una grafica di copertina identica per offrire un prodotto diverso, essendo realizzato quasi esclusivamente a fumetti.
Ovviamente non manca la gloriosa parata di titoli indimenticabili (“Ani” di piombo è forse il più memorabile) e proprio in virtù della vita effimera di molte di queste ultime testate, e della conseguente rarità (alcune copertine sono difatti assenti), ho potuto apprendere cose che non hanno ancora fatto capolino sui blog di Charles e Tippy: su Pierino, versione porno cartacea di Alvaro Vitali, trovò spazio anche tal Fabio Cazzuono, ispirato a Diego Abatantuono; Cimiteria ebbe uno spin off (Misteria, ma il puntuale Mencaroni rileva come la sua storia fosse incongruente con la biografia della presunta genitrice) e soprattutto La Moschettiera era la versione porno de Le Sette Vite dello Sparviero! Per non parlare di un’azzardata serie, Paparazzo, il cui protagonista era ispirato all’Umberto Smaila di Colpo Grosso, che non deve aver gradito molto visto che la collana si è chiusa dopo soli tre volumetti.
Con la sua durata più lunga dei precedenti e il ricco apparato iconografico finale, in cui non mancano raccolte e ricopertinati, questo terzo volume assume l’aspetto di un sontuoso mausoleo dedicato alla “famiglia” Edifumetto/Squalo, ma la collana proseguirà ancora visto che sono annunciati altri due volumi (dedicati a Ediperiodici ed editori minori) – ma parlando con Mencaroni a Lucca mi pare di aver capito che uno dei due sarà diviso a sua volta in due volumi data la mole imponente di materiale.

venerdì 1 luglio 2016

Immaginario Sexy Volume Secondo: Edifumetto - Gli Anni Sessanta e Isabella Speciale 50 anni

Come avevo immaginato con il nuovo numero di Immaginario Sexy si comincia a fare sul serio e la blanda prurigine delle prime prove targate Sessantasei/Erregi diventa erotismo e sul finire degli anni ’70 pornografia. L’allentarsi delle morse censorie e lo sdoganamento che conobbero certi argomenti e un linguaggio più diretto si riflettono sull’operato della casa editrice Edifumetti, e alcuni titoli di Lando e Karzan che forse a suo tempo volevano essere provocatori adesso fanno scompisciare dalle risate!
Oltre ai titoli fenomenali ci sono delle curiosità come improbabili ibridazioni e crossover: non intendo solo quello tra Sukia e Zora, ma l’esistenza di un Gozzilla: la belva immane! (dalla copertina il mostro risulta essere uno scimmione ma va bene lo stesso).
Ovviamente anche in questo caso ci sono delle curiosità e delle chicche che altrimenti non avrei mai scoperto, come Cioci e Tato, la versione a fumetti di Cochi e Renato (!), oppure il fatto che Lucio Filippucci disegnava fumetti almeno dal 1975 (credevo fosse più giovane) o che Vincenzo Monti ha disegnato Alamo Kid su Lanciostory mentre io ero sicuro che lo disegnasse Montanari, o ancora che il cabarettista Boris Makaresko scrisse fumetti al pari del Pippo Franco che comparve sul numero precedente.
Mencaroni ha fatto il solito lavoro certosino di catalogazione e in questo caso è stato ancora più lodevole vista l’abitudine che scopro molto diffusa di terminare o anticipare delle serie in testate antologiche, oltre ovviamente alla pletora di ristampe e riedizioni. Col solito rigore filologico Mencaroni ha anche corretto alcune attribuzioni discutibili di intestazioni delle serie, laddove ad esempio i supplementi di una collana presentavano l’inizio di un’altra.
Che Renzo Barbieri avesse un fiuto particolare nell’assecondare i gusti del pubblico è risaputo (grazie a questo secondo volume scopro che pubblicò pure un manuale su come vincere ai telequiz e il primo fumetto gay-friendly, anche se poi tanto friendly probabilmente non era) ma da quello che si evince da questo secondo Immaginario Sexy risulta che fosse anche una macchina inesauribile come sceneggiatore, con centinaia di sceneggiature al suo attivo. Ma ovviamente la storia del fumetto lo ricorderà principalmente come un grandissimo paraculo: ideò addirittura una collana, Odeon, imitando il logo della trasmissione televisiva omonima che tanto successo stava avendo in RAI!
Come al solito il formato ridotto cui sono costrette le copertine per non gravare troppo sulla foliazione permette paradossalmente di godere ancora di più (non evidenziandone i difetti) delle opere di Biffignandi, Karel Thole (!), Taglietti e compagnia.
All’inizio Mencaroni ci vizia mettendo anche le foto di tutti i gadget ma dall’amuleto di Satana allegato a Vampirissimo si limiterà quasi sempre a citarli. Il testo non è scevro da refusi o imprecisioni (quando a un autore viene attribuita la paternità di episodi realizzati in anni diversi ma con un solo numero progressivo quali ha effettivamente realizzato?), ma in numero assai ridotto rispetto a quanto letto sul primo Immaginario Sexy e nel caso di un lavoro enciclopedico così complesso sono più che perdonabili visto che spesso il lettore li può facilmente correggere da solo: è evidente che Stoker non scrisse Dracula nel 1987.
Non vedo l’ora di mettere le mani sul terzo capitolo di questa ricognizione sui pornetti, che ufficialmente dovrebbe essere già uscito a maggio.

Oltre a questo secondo volume è uscito anche un supplemento brossurato con bandelle interamente dedicato a Isabella, in sostanza il catalogo della mostra dedicata all’eroina in occasione dei suoi cinquant’anni da Collezionando.
A integrare il generosissimo materiale iconografico ci sono in questo caso dei redazionali molto interessanti e scorrevoli, dei quali uno a firma del regista Corrado Farina, che svelano alcuni retroscena sulle versioni cinematografiche del fumetto e ricostruiscono l’atmosfera dell’epoca in cui Isabella vide la luce. Forse qualche articolo in più, o più lungo, sarebbe stato ancora meglio ma privilegiando Mencaroni l’aspetto iconografico e collezionistico va benissimo anche così.
La natura specifica del volume/catalogo consente di mettere meno copertine per pagina, dodici invece delle consuete 20 della collana, ma non essendo Angiolini tra i miei copertinisti preferiti, la cosa non mi ha suscitato particolari entusiasmi.
A differenza dei tomi cartonati della collana portante che costano 40 euro l’uno Isabella Speciale 50 anni ne costa 17,50.

sabato 16 maggio 2015

Immaginario Sexy volume primo: Le Edizioni 66 - Erregi



Immaginario Sexy è un ammirevole progetto frutto della precedente incursione dell’autore/editore nel mondo dei fumetti “neri”, che ha portato alla pubblicazione dei due tomi Avventure Noir.
In 240 pagine Luca Mencaroni offre una panoramica esaustiva sulla produzione delle case editrici Sessantasei ed Erregi di Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon avviata entro il 1972, anno della separazione dei due soci che portò alla nascita di altre case editrici e a un rinnovamento del genere.
Il bel volume cartonato in formato quadrotto inizia con un’introduzione molto approfondita nonostante la brevità (alle figure di Barbieri e Cavedon verranno dedicati approfondimenti nei prossimi volumi), in cui Mencaroni ricostruisce, fonti alla mano, una sua versione della scintilla che generò la passione di Barbieri e delle vicissitudini che portarono alla nascita dei primi tascabili e al reclutamento degli autori, correggendo o avanzando i suoi dubbi sui dati riportati nei pochi altri lavori analoghi di riferimento. Non mancano interessanti digressioni sull’andamento economico delle testate e sulla vita privata delle persone coinvolte, il tutto riportato con discrezione e senza scadere nel gossip che comunque in un lavoro compilatorio come questo sarebbe stato giustificato per dare il giusto inquadramento storico.
Mencaroni analizza tutte le testate a fumetti del genere sexy seguendo l’ordine cronologico di pubblicazione (per amor di completezza segnala l’assenza di Domino e I Playboy’s, il primo un “nero” già trattato in Avventure Noir e il secondo non propriamente fumetto): siamo ancora agli albori del genere, che se Mencaroni non mi smentirà nelle prossime uscite diverrà definitivamente porno dallo sdoganamento del pene ne Lo Sconosciuto di Magnus, e i fumetti qui riportati sono ancora tutte propaggini di altri generi con talvolta i soli riferimenti pruriginosi in copertina a offrire un accenno di erotismo o trasgressione.
A ogni testata viene dedicata una presentazione che non supera mai le due pagine, seguita da un ricchissimo apparato iconografico che riproduce tutte le copertine della serie (e delle eventuali ristampe, raccolte, ecc.) unitamente ad eventuali gadget come cartoline promozionali e poster allegati.
È incredibile come l’autore sia riuscito a condensare in poco spazio un sacco di informazioni che, nonostante la scrupolosità da entomologo, è riuscito a integrare con aneddoti e curiosità. Merito evidentemente di uno stile stringato e di una organizzazione ottimale dello spazio a disposizione. La parte scritta riveste un ruolo minoritario eppure la densità di scrittura è elevata.
Va segnalata la particolare scelta di inserire le biografie dei fumettisti e dei copertinisti di maggior rilievo all’interno della trattazione delle testate in cui ebbero maggiore influenza e non in una appendice a parte. Poco male, anzi forse è meglio così: se uno volesse ripassarsi la carriera di Alessandro Biffignandi o di Sandro Angiolini dovrebbe solo seguire le indicazioni nell’indice analitico posto alla fine.
Dal punto di vista della resa grafica è innegabile che la necessità di far stare 24 copertine in una sola pagina comporti il loro drastico rimpicciolimento, ma visto che il formato d’origine era già piccolo di suo la cosa non preclude la fruizione delle immagini, che a onor del vero vengono anche proposte in più ariosi gruppi di 12 dove possibile. E quindi saltano comunque agli occhi le differenze talvolta abissali tra maestri come Carlo Jacono e Pino Dangelico e alcuni mestieranti alle prime armi o vessati dalle scadenze.
Oltretutto, Mencaroni sembra scandalizzato per l’evidente plagio del manifesto pubblicitario di Soldato Blu in una copertina di Walalla, ma il bello di questo volume è anche l’occasione che offre all’esperto di andarsi a trovare tutte le molteplici e smaccate “citazione” che vennero fatte (persino a più riprese!). Ne avevo già accennato qui.
Scorrere di fila le copertine delle testate di maggior successo, che quindi videro passare molte mode e fenomeni di costume diversi, permette anche di vedere come si sia evoluto il gusto dei lettori e di tastare con mano la furbizia degli editori.
Gli ultimi numeri di Terror, ad esempio, strizzano l’occhio a un certo stile aerografato e televisivo dei primi anni ’80, mentre il film-scandalo Malizia compare persino in una copertina di Jacula, per quanto sia totalmente impensabile un crossover della fantesca di Laura Antonelli con una vampira che agisce nei primi dell’800!
Questo primo tomo di Immaginario Sexy è stato per me una fonte di curiosità e sorprese. Tra le altre cose, ho scoperto che anche Vicente Segrelles ha realizzato dei “pornetti”, che il misconosciuto Peter Paper era scritto da Pippo Franco, che Guido Buzzelli aveva un fratello fumettista (peraltro piuttosto bravo, sembrerebbe). Tutte cose che un esperto sicuramente sapeva già, ma che per me sono state delle novità.
Il volume ha un costo piuttosto importante, 40 euro, ma la passione e la competenza di Mencaroni (coadiuvato da uno staff di nomi anche eccellenti) lo giustificano abbondantemente anche se non mancano refusi che non pregiudicano la comprensione a chi abbia una cultura specifica o a chi legga con un minimo d’attenzione tutte le parti del volume: «Frankenstein» e non «Frankestein», Bull «Rockett» e non «Rocket»; è ovvio dalla cronologia stessa che l’ultimo numero di De Sade fu il 172 e non il 47, così come l’anno di nascita di Lucifera riportato nel riquadro non è quello corretto che si evince invece dal testo.
Francamente non ho capito a cosa facciano riferimento gli asterischi che accompagnano i dati tecnici dei singoli fumetti: immagino si tratti di una stima della rarità (non ho trovato nessuna parte in cui venga spiegato, probabilmente perché si intende Immaginario Sexy come continuazione ideale di Avventure Noir).
Aspetto con trepidazione le prossime uscite, che spero non si faranno attendere troppo.