Visualizzazione post con etichetta Emma Rios. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emma Rios. Mostra tutti i post

lunedì 10 ottobre 2016

Daredevil 2: Cuori nelle tenebre

Questo Daredevil è fantastico. Mark Waid porta avanti la trama principale (Devil custode di un aggeggio con segreti sensibilissimi bramato da ben 5 organizzazioni criminali del Marvel Universe) concedendosi qualche divagazione che è sempre coerente col tutto e pienamente giustificabile: così il volume si apre con una storia natalizia ben poco supereroistica, procede con un cross-over con l’Uomo Ragno, presenta un distico contro un necrofilo Uomo Talpa e si conclude con un’uscita speciale (il numero 10.1) a mo’ di riassunto della saga fino a quel punto.
I dialoghi sono eccellenti ma Waid non vende fumo: si è inventato delle situazioni originali da cui riesce a trarre il massimo (l’identità segreta di Devil è conosciuta da tutti ma Matt Murdock nega ostinatamente di essere lui: l’approccio dell’Uomo Ragno nel secondo episodio è esilarante) e si caccia ben volentieri in labirinti narrativi e logici uscendone sempre alla grande (quali sono le motivazioni della Gatta Nera? Come farà Devil a sconfiggere l’Uomo Talpa nella grotta dei diamanti?).
Tra i disegnatori che gli sono toccati in sorte solo Paolo Rivera, semplice ma elegante, è al suo stesso livello. Marcos Martin disegna un fill-in dimostrando gli stessi difetti che gli avevo riscontrato nel primo volume, la Emma Rios dell’episodio dell’Uomo Ragno è terribile e il Khoi Pham dello speciale 10.1 sembra quasi vergognarsi di disegnare un fumetto di supereroi.
Per quanto sia attendibile Wikipedia, leggo che il ciclo di Mark Waid su Daredevil è durato 36 numeri: spero che la Panini riesca a pubblicarli tutti in questo bel formato cartonato. Oltretutto questa seconda uscita costa relativamente poco (12 euro) e la qualità di stampa è migliorata rispetto al primo volume.

domenica 2 marzo 2014

Senza parole



…come è rimasta senza parole la coprotagonista di Strange – il Dottore è fuori!. Che si tratti di una scelta voluta, come la famosa sequenza muta dei Blackhawk di Howard Chaykin (che non ho mai letto)? Oppure di un errore della Panini o forse invece già presente a monte (come nel caso della ristampa in bianco e nero di Swamp Thing della Magic)? Mistero.
Il fumetto in breve: niente di speciale, anche se due o tre idee sono sufficientemente originali o suggestive da meritare la lettura, e ho gradito il finale non proprio lieto. I disegni di Emma Rios sono tollerabili (non è affatto il mio genere) pur se le derive deformed mi sono sembrate un’occasione per nascondere il dilettantismo della disegnatrice.
Due cose da sottolineare: è uno dei fumetti stampati meglio dalla Panini e in una scena si vedono delle tette. Sì, delle TETTE in un FUMETTO MARVEL. Mi sembra ancora impossibile, eppure ecco la prova: