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martedì 5 novembre 2024

Ale & Cucca 13

Questa tredicesima uscita della saga è decisamente interlocutoria. Se succede qualcosa di rilevante per lo sviluppo delle trame io non me ne sono accorto. O meglio, in futuro potrà anche essere determinante che la Ri è scappata di casa e che un altro ragazzino mai sentito prima (o comunque meno che secondario) ha tentato il suicidio, ma sono elementi solo accennati e che al massimo avranno un’incidenza appunto solo nei prossimi capitoli – sempre che vengano confermati, poi. In sostanza questo volumetto offre poco più che un lunghissimo pigiama party dalla Ale in cui le ragazze parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano. E potendole distinguere l’una dall’altra solo per la forma o il “colore” dei capelli vatti a ricordare chi è chi. Non ci sono nemmeno i proverbiali flashforward con cui incuriosire il lettore su quello che succederà alle protagoniste da giovani adulte, mentre la sequenza con l’irritante Lollo è talmente avulsa dal resto da non risultare nemmeno fastidiosa ma solo buttata lì a caso.

Ora, immagino che nel mercato giapponese a cui si ispira la Cifone questi episodi-cuscinetto siano relativamente comuni per approfondire certi elementi delle storie o per ricaricare le pile in attesa di sequenze più incisive o semplicemente perché non si hanno idee con cui riempire le pagine. Ma presso i nostri colonizzatori culturali del Sol Levante le pagine di questo volumetto (128 ma non tutte a fumetti, ovviamente) vengono bruciate in un paio di mesi o ancora meno, nel flusso continuo di quella infernale catena di montaggio. A noi invece tocca aspettare la prossima Lucca per sapere come si svilupperanno le vicende delle protagoniste.

Nulla da dire sui disegni, se non che una scena avrebbe forse necessitato di essere un po’ più esplicita. Non c’è nulla di spinto, però un minimo di nudità avrebbe reso più comprensibile quella splash page.

Se Ale & Cucca fosse non dico mensile ma almeno trimestrale la percezione di questo numero 13 sarebbe stata diversa, perfino interessante nel vedere le paturnie delle ragazze (purtroppo di ironia ce n’è poca) come antipasto di quello che verrà. Ma con un ritmo di uscite così diradato ho trovato deludente leggere dei capitoli che sembrano messi lì solo per allungare il brodo.

sabato 4 novembre 2023

Ale & Cucca 12

Cambio di editore (nuovamente) e quindi anche leggero cambio di formato per la serie di Elisabetta Cifone, che adesso si presenta con una sovraccoperta. Ma le novità di questo dodicesimo episodio sono ben altre: ampio spazio viene infatti dedicato alla Ri di cui è crollata l’impalcatura di bugie dietro cui si nascondeva, per rivelare un presente drammatico e un passato ancora più torbido. Per il momento solo Cucca e Bi ne sono a conoscenza, ma uno dei consueti flashforward ci fa intuire che la situazione non si chiude qui, anche se bisogna ancora vedere se lo sviluppo sarà indolore o ancora più tragico.

Il nocciolo di questo volume non si esaurisce qui, anzi: la patologica attrazione di Ale per Simo si fa sempre più ossessiva e lui vive sul filo del rasoio visto che in realtà sta con la Feddy. Lollo, poi, si esibisce in una sequenza dove la sua ipotetica omosessualità non sembra poi così ipotetica. Inoltre se nel “passato” Ri scopre la relazione tra Cucca e Fanti, nel “presente” in previsione della rimpatriata delle medie subodoriamo che Ale sta nascondendo qualcosa a Cucca, che a sua volta in chissà quale situazione si è cacciata per ridursi come uno straccio sin dal mattino.

Di carne al fuoco ce n’è insomma tantissima, tanto che l’autrice si scusa nelle note finali per aver sganciato questa marea di informazioni tutte di colpo. È chiaro però che se alcune cose vengono sviluppate o chiarite, al contempo vengono gettati i semi per ulteriori sviluppi, che purtroppo come di consueto non vedremo prima di un anno.

Lo stile grafico della Cifone, così innocente nel rappresentare i protagonisti come bambini e col suo portato di leziosità, non stona affatto con la tensione che aleggia in queste pagine, anzi la sottolinea e la esaspera. Certe scene possono sembrare un po’ esagerate ma non escludo che nascano dalla documentazione o dalla conoscenza diretta di situazioni analoghe, e per fortuna ogni tanto fa capolino un certo umorismo oltre alla più canonica tagliente ironia.

giovedì 3 novembre 2022

Ale & Cucca 11

Dopo un vertiginoso flashforward che inserisce la pandemia nella continuity della serie, inizia un episodio piuttosto diverso dal solito. Le due titolari, a cui comunque sono dedicate varie sequenze, non vengono messe sotto i riflettori quanto la Ri, di cui viene approfondita la personalità e fatto intravedere un passato (e un presente?) di abusi. Ma la Cifone gioca bene le sue carte e forse crea solo false piste con cui ammaliare e confondere il lettore, come il gioco delle parti con lo psicologo e la scena che potrebbe testimoniare l’omosessualità di Lollo. Chissà, forse anche la persona con cui si sveglia la Cucca del “futuro” potrebbe non essere una donna come fatto intendere dagli indizi disseminati nei numeri precedenti.

Lo stile della Cifone mi sembra sempre più stilizzato, ma in fondo funziona bene anche così, anzi forse meglio che se fosse più realistico visto quanto “osa” l’autrice, soprattutto a livello di situazioni scabrose in cui sono coinvolti i suoi giovanissimi protagonisti (c’è anche un po’ di violenza, e non manca qualche nudità anche se poco più che accennata).

Con questo undicesimo volumetto il prezzo passa da 6,90 a 7,40 euro. Niente di drammatico, preferirei anzi che le uscite si infittissero visto che in pratica Ale & Cucca esce una sola volta all’anno con fascicoli di 136 pagine di cui un bel po’ dedicate a pin up e sketch e non al fumetto vero e proprio.

martedì 12 ottobre 2021

Ale & Cucca 10

Al termine dell’ultimo volume Elisabetta Cifone aveva promesso nuove montagne russe, e non si è rimangiata la parola, anzi si è citata direttamente visto che il primo episodio del decimo volume si intitola proprio Roller Coaster rimandando allo stato emotivo della rediviva Ale.

Ma non mancano altre situazioni movimentate, come un innocente (innocente…) approccio di Cucca con lei e addirittura l’annuncio di una gravidanza (ma sarà vero?). Compare anche un nuovo personaggio, lo psicologo della scuola, già anticipato nel nono volume ma solo come presenza astratta che qui si concretizza.

Ma il perno attorno a cui ruotano queste pagine è il rientro di Ale a scuola dopo i fattacci degli scorsi numeri: sarà facile per lei o l’attendono altre spiacevoli sorprese? La narrazione è infarcita di sequenze oniriche che contribuiscono a far montare la tensione per poi scioglierla magistralmente. Un volume che si legge tutto d’un fiato, insomma, che tiene incollati alle pagine e fugge via molto velocemente. Forse troppo, pensando a quanto ci vorrà per leggere il prossimo.

Stilisticamente, ho notato che oltre ai soliti marchi di fabbrica della Cifone (visi e proporzioni infantili dei protagonisti, retini generosi, un’unica ruga ai lati della bocca che rende vecchi decrepiti gli adulti) ha anche una maniera un po’ stilizzata di disegnare le mani. Ma forse le ha sempre disegnate così e non me ne ero mai accorto prima.

lunedì 15 febbraio 2021

Ale & Cucca 9

Al termine di questo nono volumetto l’autrice promette nuovamente «giri della morte» nel prossimo, ma la trama si sviluppa abbondantemente già qui con alcuni scossoni. Dopo che gli eventi sono precipitati (negli scorsi episodi sono venuti a galla gli atti di autolesionismo della Ale, e anche a seguito di questo la Cucca ha picchiato la Feddy ottenendone una sospensione) si comincia a raccogliere i cocci per rimetterli insieme – o almeno per provarci. La Ale e la Feddy si chiariscono, ma il loro patto di dirsi solo la verità è il preludio a una nuova tempesta che deflagra già qui. La Cucca si barcamena tra i suoi due ragazzi più o meno ufficiali e al termine della storia forse anche Simo mostra qualche segno di cedimento psicologico.

Com’è nello stile della Cifone, i testi si muovono tra slang giovanile e dialoghi che sembrano presi di peso da libri di psicologia (nel capitolo 36 viene anche messo in scena un esempio da manuale); le situazioni si aprono a un vago erotismo che viene però sempre stemperato da un affettuoso umorismo. Nessun flashforward stavolta, ma di certo non servono quelli per alimentare il desiderio di leggere quanto prima il seguito!

A livello di disegni mi è sembrato che il particolare stile dell’autrice abbia calcato ancora di più la mano sulla resa infantile dei personaggi (da notare, ed era ora, che l’ipocrita disclaimer sulla loro presunta maggiore età è sparito), mentre le poche figure adulte sembrano vecchie decrepite a causa di un semplice trattino tra naso e bocca.

Una curiosità: questo volume viene indicato come pubblicato nel gennaio 2020 ma ovviamente è uscito solo un mese fa, visto che la Cifone cita anche il Covid nei redazionali finali.

martedì 12 novembre 2019

Ale & Cucca 7 e 8

Dopo il vertiginoso cliffhanger con cui si era concluso il numero 5 (il 6 era una raccolta di flashback) finalmente si riannodano i fili della saga. L’insano gesto di Ale ha ripercussioni sulle vite di tutti i personaggi che costituiscono questo mosaico sulla gioventù contemporanea, alcune situazioni torneranno apparentemente al punto di partenza mentre si svilupperanno rapporti inediti e matureranno (forse) amicizie impensabili. Il flashforward del capitolo 30 sviluppa certi elementi della vita di Ale e soprattutto ci permette di collocare temporalmente la storia.
Elisabetta Cifone è molto abile a far montare la tensione e a far appassionare il lettore. Come al solito i suoi protagonisti si esprimono con un misto di slang giovanile e frasi che sembrano prese da libri stampati, ma questa ormai è la sua cifra stilistica. E tutto sommato questo vezzo fa capire come abbia studiato la materia, sperando per lei che non abbia sperimentato in prima persona queste situazioni! Data l’aria pesante che aleggia su questi numeri non c’è lo spazio per siparietti umoristici, che effettivamente sarebbero sembrati fuori luogo.
Purtroppo il ritmo è quello dei manga, quindi ci sono parecchie divagazioni e l’approfondimento psicologico dei personaggi toglie spazio all’evoluzione della trama, ma Ale & Cucca è così: prendere o lasciare. Anche se ogni volta si resta con la voglia di sapere come andrà a finire la storia.

giovedì 8 novembre 2018

Ale & Cucca 5 e 6

Continua la saga adolescenziale di Ale & Cucca, confermando le doti narrative di Elisabetta Cifone. Nel quinto volumetto Cucca si fa il piercing all’ombelico e per motivi puramente “strategici” accetta la proposta di Emanuele Fanti, ma la vera svolta della trama è la scoperta da parte di Ale (già provata dal logorarsi del rapporto con Simo) di tutte le macchinazioni alle sue spalle, vere o presunte; scoperta che porterà al tragico epilogo anticipato sin dal secondo volume (certo, non così tragico se pensiamo che la storia portante è un flashback, ma comunque fa impressione). In appendice c’è una storia breve firmata Martina Masaya dedicata a due personaggi che compaiono nella storia principale: per forza di cose la trama è semplice e prevedibile, ma i disegni sono molto belli, e oltretutto ben poco manga.
Il sesto volume, ahinoi, è principalmente costituito da flashback che raccontano le “origini segrete” dei protagonisti e chiariscono perché si comportino in una certa maniera. Non è però solo un passo indietro (per fortuna!) perché la Cifone infila a tradimento delle scene terrificanti sul tragico gesto compiuto da Ale. Adesso mi tocca aspettare la prossima Lucca per leggere il seguito, dannazione.
Accennavo sopra alle doti narrative della Cifone: in effetti è veramente bravissima a far recitare i suoi personaggi e a gestire la scansione delle tavole, rallentando o accelerando ad arte il ritmo della storia a seconda dell’effetto che vuole raggiungere. Non è un pregio da poco in un fumetto che immagino si rifaccia al canone degli shojo (o come diavolo si dice), basati sull’introspezione a più buon mercato e su pagine e pagine di descrizioni emotive. Purtroppo dato il tono dei capitoli raccolti in questi due volumi non c’è molto spazio per l’umorismo, in cui la Cifone eccelle: la sequenza della sala d’attesa per il piercing è esilarante. Il fatto che i personaggi tendano qualche rara volta a parlare come libri stampati o a spiegare in dettaglio le loro emozioni nonostante la giovanissima età (ma ricordiamoci che sono tutti maggiorenni, come specificato nelle gerenze – sto ancora ridendo) si dimentica prestissimo grazie alle doti affabulatrici dell’autrice, anzi se non avessi preso l’appunto di segnalarlo me ne sarei appunto scordato.
A livello grafico c’è poco da aggiungere: anche qui la Cifone fa un ottimo lavoro, molto espressivo e dettagliato. Ma d’altra parte era già matura sin dal primo volume, dopo anni di lavoro “underground” su Facebook.

domenica 26 novembre 2017

Intervista a Elisabetta Cifone

Kasaobake è una giovane realtà editoriale che si dedica principalmente alla pubblicazione di manga realizzati in Italia, a quanto pare con un certo successo di pubblico. Nel suo catalogo figurano ben quattro volumi di Ale & Cucca oltre a molti altri titoli, autoconclusivi o seriali, che si possono visualizzare qui. Accanto a questo materiale più canonico a Lucca ha fatto capolino anche il pornetto 2.0 Sukkiarella.
Approfitto della presenza di Elisabetta Cifone, autrice di Ale & Cucca, per farle una breve intervista proprio il primo giorno di fiera.

Luca Lorenzon (LL): Vorrei cominciare con una mia curiosità, una cosa che francamente non mi è chiara. Ho visto che esiste del materiale di Ale & Cucca precedente rispetto a quello che è stato effettivamente pubblicato, nel senso che su internet ho visto che ci sono disegni e tavole precedenti che forse pubblicavi su Facebook, e anche nel vostro canale su YouTube dicevi che Ale & Cucca nasce nel 2003. Puoi spiegarmi un po’ questa cronologia, se uno volesse recuperare queste storie vecchie?

Elisabetta Cifone (EC): Ho iniziato a disegnare da bambina, parlando delle mie sorelle: erano delle scenette tra di loro, e da lì a forza di disegnarle è diventato un fumetto. Poi la storia in realtà si è staccata, è andata da un’altra parte, però l’ho lasciata su Facebook come ricordo e perché in origine era apparsa così.

LL: La struttura di Ale & Cucca è un lungo flashback, almeno negli episodi che sono stati pubblicati fino ad oggi. Di solito quando si applica questo tipo di struttura c’è la tensione narrativa verso un evento finale che dovrebbe poi illuminare tutto il resto della storia. La struttura che hai ideato tu risponde più o meno a queste caratteristiche o è un caso se hai deciso di fare così?

EC: No, risponde a un’esigenza narrativa particolare ma non posso dire troppo per non rischiare di fare spoiler!

LL: Ho notato che rispetto alla prima edizione presso un altro editore questa di Kasaobake è una versione un pochino più esplicita, arrivando anche a modificare alcuni disegni. All’epoca della prima edizione hai adottato una censura “preventiva” oppure hai deciso di modificare il fumetto in corso d’opera con questo nuovo editore?

EC: Sì, nella prima versione mi ero un po’ autocensurata e adesso ho potuto ripristinare quella che è la versione “giusta”, così come l’avevo ideata originariamente.

LL: Ale e Cucca, le due protagoniste, sono un po’ agli antipodi: Ale è quella fisicamente più matura ma è anche quella più ingenua, romantica; Cucca invece tecnicamente è ancora una bambina (negli episodi che ho letto finora non ha ancora avuto il ciclo) ma è più sgamata e ha avuto più esperienze coi ragazzi di Ale. Era un tuo progetto sin dall’inizio contrapporre queste due tipologie di personaggio oppure è una cosa che è venuta fuori spontaneamente, senza pianificarlo prima?

EC: No, loro sono sempre state così fin dall’inizio. Inoltre mi piace molto la contrapposizione dei loro caratteri: il fatto che siano amiche anche se sono così diverse.

LL: Anche dal tuo profilo Instagram si nota che sei molto impegnata in giro per le fiere, e accanto ai fumetti avete realizzato anche dei prodotti derivati come portachiavi e poster. Fare fumetti si sta rivelando insomma un lavoro vero e proprio con delle vere opportunità economiche (o forse lo è già)?

EC: Certo che sì, ovviamente i guadagni non sono enormi, ma siamo positivi, perché di anno in anno il mercato si sta aprendo sempre di più a questo settore ancora nascente. Nel nostro piccolo noi autori ed editori diamo il massimo perché questo possa diventare un lavoro vero e proprio in grado di mantenerci tranquillamente.