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domenica 30 luglio 2017

I Grandi della Scienza a Fumetti 4: Cosmicomic - Gli Uomini che scoprirono il Big Bang

Il nuovo volume della collana è il più smilzo, ma anche quello che fa un uso più efficace del linguaggio del fumetto. Cosa ancora più sorprendente se consideriamo che l’autore dei testi, l’Astrofisico Amedeo Balbi,  non è uno sceneggiatore professionista.
Cosmicomic è la storia di Arno Penzias che dal 1964 insieme a Robert Wilson cerca di capire a cosa sia dovuto un rumore di fondo inspiegabile captato dall’osservatorio radioastronomico di Bell Laboratories. Il fumetto è strutturato un po’ come un musical, in cui vengono fatti sfilare i principali autori delle teorie che contribuiranno a determinare quello che il lettore sa già o intuisce dal titolo, ovvero che quel suono misterioso altro non è che l’interferenza residua del Big Bang, il suo segnale fossile (scoperta che varrà a Penzias il Premio Nobel).
La gestione dei tempi è perfetta e il ritmo è molto coinvolgente grazie (ad esempio) al calibrato alternarsi di vignette mute e parlate. Dei personaggi, anche quelli più autorevoli come Albert Einstein, non vengono inoltre taciute le piccole meschinità.
Per quel che riguarda i disegni di Piccioni… dunque, la sintesi è senz’altro la sua cifra stilistica, ma qui non ha gli acquerelli ad abbellire le sue tavole e le sue vignette sembrano fotogrammi di quei cartoni animati minimalisti che vanno di moda oggi. A volte la sua sintesi è perfetta e con due segni in croce azzecca l’espressione giusta o rende perfettamente l’idea di un movimento o di un’emozione, ma altre volte sembra che abbia buttato su frettolosamente il lavoro (tra l’altro anche lui disegna mani con sei dita). In un fumetto di questo tipo in cui il testo deve essere preponderante non è un grave problema, e sicuramente c’è chi ha fatto peggio di lui, ma è un peccato che Piccioni non sia riuscito a mantenere uniforme la qualità per tutto il volume.
Pur con “solo” 120 pagine di fumetto, Cosmicomic è uno dei volumi migliori della collana, forse proprio il più riuscito. Tra l’altro I Grandi della Scienza a Fumetti sta offrendo una bella sorpresa dietro l’altra, spero che la qualità si mantenga ancora così elevata.

giovedì 22 dicembre 2016

I mostri non vivono solo nel buio

Dietro una copertina ostentatamente digitale (prova non esaltante dell’altrimenti bravissimo Leomacs) si nasconde un fumetto realizzato in maniera orgogliosamente artigianale con matita, penna e acquerelli.
I mostri non vivono solo nel buio è la storia ambientata a Palermo di una liceale, Linda, che denuncia l’autore di un omicidio e che per questo viene rapita dal boss mafioso a cui il killer è affiliato. Il padre, professore di lettere vedovo da poco, reagisce prendendo a sua volta in ostaggio la figlia del boss illudendosi di poter trattare con lui.
Come ho scritto in apertura la parte grafica è realizzata ad acquerello e, benché io preferisca uno stile più realistico, il risultato ottenuto dall’impressionista Rossano Piccioni è veramente lodevole e alcuni intensi primi piani sono molto espressivi. Veramente notevole anche la particolare tecnica (leggera ma al contempo decisa) con cui ha saputo raffigurare le automobili. Oltre al fatto che già di per sé gli acquerelli danno un piacevole senso di immediatezza e spontaneità.
I mostri non vivono solo nel buio potrebbe non essere esente da difetti (l’incipit di denuncia sociale diventa la scusa per una tarantinata, lo snodo del mite professore che diventa una macchina per uccidere è talmente poco credibile da venir confutato nel fumetto stesso, il finale è ottimista e idealizzato) ma rappresenta un originale corpo estraneo nel panorama fumettistico italiano e offre una lettura coinvolgente e appassionante. Tanto più lodevole se si pensa che Claudio Chiaverotti si è affidato alla classica gabbia bonelliana nonostante le possibilità offerte dal grande formato.
Il formato del volume è infatti decisamente lussuoso, un cartonato extralarge (24,5x34,5 centimetri) stampato su carta patinata lucida ad alta grammatura, e vale sicuramente i 17 euro a cui viene venduto.