Come dicevo,
la strategia dello spacciatore di droga è sempre efficace. Visto che il
fascicoletto gratuito di Betty &Veronica a opera di Adam Hughes era ottimo
sono tornato allo stand delle Edizioni BD per provare qualche altra proposta
della Archie Comics. Alla fine ho preso quasi tutti i volumi con variant cover
di Francesco Francavilla, ho saltato solo quello di Jughead di cui i disegni proprio non mi piacevano.
Archie prometteva proprio bene: Mark Waid (la mia nuova scoperta)
ai testi e Fiona Staples ai disegni. Nei fatti lo sceneggiatore non ha potuto
brillare molto dovendo adattarsi a un target molto giovane e la Staples, che
francamente non è poi una disegnatrice così spettacolare, ha disegnato solo
metà del volume cioè i primi tre episodi originali (gli altri tre se li sono
divisi Annie Wu e Veronica Fish forse per dare continuità di genere al
fumetto).
Come accennato Archie si rivolge a un pubblico molto
giovane ed è una teen comedy che si
mantiene sempre casta e garbata. La vicenda inizia ex abrupto dopo che Archie e la sua fidanzatina storica Betty hanno
rotto a causa dell’“incidente del rossetto”, sulla cui natura verremo edotti
solamente nel quarto capitolo. Nel frattempo a Riverdale è arrivata una
famiglia di riccastri, i Lodge, e durante i lavori per la costruzione della
loro villa Archie combina un disastro. Questo disastro è funzionale alla
rampolla dei Lodge, Veronica, che ne approfitta per rendere Archie il suo
schiavo suscitando la gelosia di Betty. Gli amici si mobilitano per far
riavvicinare la coppia d’oro di Riverdale.
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| questo non l'ho preso |
Archie tra i Morti Viventi è decisamente differente come tematiche
e come atmosfera. Nata per caso prendendo spunto dall’illustrazione di una
variant cover, narra come intuibile dal titolo di un’invasione di zombi in quel
di Riverdale. Poteva venirne fuori una minchiata ma lo sceneggiatore Roberto
Aguirre-Sacasa ha confezionato un piccolo capolavoro, oltretutto coadiuvato dai
disegni di un notevole Francesco Francavilla.
Jughead, l’amico fraterno di
Archie, porta il suo cane Hot Dog investito da un pirata della strada da
Sabrina la strega per farlo resuscitare e probabilmente è l’intervento della
giovane strega (contro la volontà delle zie) a dare origine al contagio che dal
redivivo Hot Dog si spargerà per tutta Riverdale. In fuga dalla festa di
Halloween, i ragazzi si rifugeranno a villa Lodge dove saranno momentaneamente
al sicuro dopo aver superato varie tragedie.
La narrazione è incredibilmente
tesa e avvincente e Aguirre-Sacasa conosce i trucchi giusti per avvincere e
commuovere il lettore, ad esempio le parti narrate dal punto di vista del
maggiordomo e del cane di Archie. In secondo piano vengono inoltre trattati
argomenti inaspettati quali incesto, omosessualità e adulterio. E tutto sommato
non saranno nemmeno di secondo piano visto che si riveleranno funzionali ad
alcuni passaggi. A differenza di Archie
la serie raggiunge la conclusione di un primo ciclo nonostante faccia parte di
una trama in divenire.
I disegni dell’italiano Francesco
Francavilla (che un febbrone ha tenuto lontano da conferenze e sessioni di
dediche) sono fantastici. C’è un po’ di Toth, un po’ di Bernet e tanto Mazzucchelli.
A volte la semplificazione del suo tratto è eccessiva e alcune vignette
sembrano tirate via, ma in altre occasioni le immagini sono semplicemente
perfette per quello che devono raccontare. Non essendoci alcun riferimento
nelle gerenze ho immaginato che anche gli ottimi colori li abbia fatti lui,
cosa che è stata confermata nell’introduzione del terzo volume che ho preso.
In effetti questi volumi delle
Edizioni BD sono un po’ parchi di informazioni come avviene invece per altri
editori di materiale statunitense e non indicano nemmeno i numeri originali dei
comic book che compongono i singoli volumi. Anche sulle traduzioni forse ci
sarebbe qualcosina da ridire (“poco dopo” credo che sia più adatto rispetto al
letterale “presto” che immagino traduce la didascalia originaria “soon”, e i
“called shot” sono colpi mirati e non “chiamati”) ma ben venga visto che le
Edizioni BD sono passate alla cucitura delle pagine sul dorso e non alla semplice
incollatura come per Black Summer, No Hero e le altre mirabilie di Ellis
che si sfaldano solo a guardarle.
Per finire, Le Terrificanti Avventure di Sabrina (la streghetta protagonista anche
di film, cartoni animati e telefilm forse più famosa dello stesso Archie,
almeno in Italia) si rivela ancora più spiazzante spostando l’azione tra gli
anni ’50 e ’60. La vita della ragazza sembra non essere altro che un piano a
lunghissimo termine di suo padre, Edward Spellman, stregone che si è unito con
una mortale dando appunto origine alla mezzosangue Sabrina. Nell’introduzione
lo sceneggiatore Aguirre-Sacasa dice che voleva omaggiare con questa serie il Sandman di Neil Gaiman e in effetti ne
riprende sia la verbosità che il gusto per il macabro. Le componenti orrorifiche
e sataniche molto marcate pongono Le
Terrificanti Avventure di Sabrina agli antipodi rispetto ad Archie. Anche se non mancano colpi di
scena e sequenze azzeccate, oltre a una suggestiva ricostruzione del periodo,
la trama procede in maniera eccessivamente lenta e farraginosa (oltretutto gli
episodi raccolti sono solo 5 ma sono extralarge rispetto alla durata dei comic
book normali e hanno almeno 25 tavole ognuno) per poi decollare solo nelle
ultime pagine, ma anche in questo caso per troncare il tutto con un cliffhanger che rimanda a un futuro
volume!
I disegni e i colori di Robert
Hack sono veramente azzeccati e rendono alla perfezione le atmosfere vintage che la storia deve evocare: c’è
persino una comparsata di Betty/Marylin Monroe e Veronica/Betty Page, che in
questa versione sono anch’esse streghe. Fuori da questo contesto è probabile
che Hack non risalterebbe ma per Sabrina è stato veramente una scelta
azzeccata.
Terminata la lettura solo Archie tra i Morti Viventi mi ha
entusiasmato ma non è detto che non prenderò anche i secondi volumi delle altre
due serie.

