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martedì 1 ottobre 2013

Ricordare con la memoria fotografica di un altro

Leggo l'ultimo Storie da Altrove e mi sembra di notare una forte somiglianza di un primo piano con un disegno che conosco già. Il naso disegnato in quel modo, il gioco di chiaroscuri...
Risalgo a un vecchio primo piano di Marco Bianchini di cui avevo già parlato.
Le somiglianze ci sono ma in effetti non sono così determinanti per poter pensare a un'"ispirazione". In compenso sono riuscito a risalire al disegno di Garcia Seijas che Bianchini prese a modello, nientemeno che un "libero" sul mitico numero 0 di Lanciostory:
Questo post potrebbe essere lo spunto di partenza per parlare delle ispirazioni "di secondo grado", quei casi in cui un disegnatore ha preso a modello un'immagine di un altro che a sua volta per realizzarla si era ispirato a un'altra fonte ancora. Ce ne sarebbero: Sicomoro che copia Hajime Sorayama che copia le foto delle riviste osé, un copertinista dell'Eura che copia Giacinto Gaudenzi che copia una foto...
Sarà difficile ma chissà che non si riesca a fare qualcosa.

lunedì 27 agosto 2012

Marco Bianchini come Stefano Tamburini?


Seguendo l’esempio di Bruno Munari Stefano Tamburini si era inventato un metodo di lavoro originale per il suo Snake Agent (e non solo): prendeva del materiale preesistente e lo fotocopiava “creativamente” muovendo l’originale nella macchina per ottenere particolari effetti.
 La sua lezione è stata raccolta inaspettatamente anche nel fumetto popolare. In Mister No 172 (Nel Regno dei Fang), scritto da Alberto Ongaro, Marco Bianchini utilizza più o meno lo stesso sistema, partendo da disegni suoi, per rappresentare i poteri medianici di un personaggio.

domenica 25 settembre 2011

Memoria fotografica

Narra la leggenda che nel corso di un festival di fumetti Hugo Pratt fosse stato avvicinato da un fan che gli fece notare, prove alla mano, la somiglianza pressoché perfetta che alcune vignette del suo Ann y Dan avevano con altre di Lyman Young (o era Milton Caniff? No, il fumetto era ambientato in Africa, sarà stato Young). Un rinoceronte, lo scudo di un guerriero africano... parevano proprio gli stessi.
Pratt non si scompose e disse che questo fenomeno assolutamente casuale era dovuto alla sua memoria fotografica, che gli permise di riprodurre i disegni dei suoi perduti fumetti d’infanzia anche a distanza di molti anni.
Io purtroppo non ho una memoria fotografica, per cui non ricordo da quali episodi di Mandy Riley di Ernesto Garcia Seijas possa aver tratto ispirazione Marco Bianchini per questi disegni del suo (e di Sclavi) Kerry il Trapper:



Ce n’è anche per Juan Zanotto:



Invece nel caso di Paolo Ongaro (altro fortunato possessore di una memoria fotografica) sono riuscito a risalire ad alcune fonti del suo Vir l’Immortale, o almeno ad alcune di quelle zanottiane:
 











 
















Ok, l'ultimo non l'ho trovato ma è Zanotto, dai.