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giovedì 24 febbraio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/7

Oltre agli 81 episodi pubblicati su Lanciostory ne esiste un altro che comparve anche in Italia, sul numero 4 dell'effimera rivista Terrifik con cui Alvaro Zerboni nei primi anni '90 fece di nuovo capolino nel settore.

In realtà non si tratta di un caso isolato, perché anche di El Peregrino de las Estrellas, cioè Robin delle Stelle, a suo tempo vennero pubblicati solo 11 episodi sui 12 esistenti, e l'ultimo è stato recuperato solo in anni recenti da Allagalla.


martedì 15 febbraio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/6

Ormai si sarà visto con quanta generosità Ray Collins citi e omaggi personaggi del fumetto. Curiosamente gli oggetti di queste citazioni sono i protagonisti dei comic book e delle strisce statunitensi, quasi prevedendo una diffusione al di fuori dei confini nazionali e privilegiando quindi dei rimandi universali. Qui di seguito qualche esempio, tra cui qualche anticipazione:


mercoledì 2 febbraio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/5


Oltre al curioso caso di un episodio di Precinto 56 disegnato (anche) da Medrano/Martinez, in quel caso mai pubblicato, Larry Mannino è stato disegnato anche da Domingo Mandrafina. Nel primo “Libro de Oro” (numero speciale fuori collana) dello Skorpio argentino comparve il libero El Triturador, che in origine era un episodio di Precinto 56 finito chissà come sul tavolo da disegno di Cacho, che oltretutto mi pare si autoritrasse nel cattivo della storia.

A suo tempo Ray Collins svolgeva anche mansioni redazionali fungendo quindi da tramite per gli autori e assegnando le sceneggiature, quindi è strano che a un disegnatore diverso da Lito Fernandez fosse finita proprio una storia pensata per una sua serie, eppure è quello che è successo.

Forse si trattava di un episodio di prova (El Triturador è del 1974) e infatti sia Val Amato, che qui si chiama Gus, che Zero Galvan hanno delle fisionomie diverse rispetto a quelle canoniche. Addirittura, il protagonista sembra anticipare Savarese!

lunedì 17 gennaio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/3

Zero Galvan è il personaggio più amato del suo creatore Ray Collins, che gli ha dedicato moltissime pagine – a fumetti e non. Nato nel 1963 su Misterix, come ben sappiamo venne ricreato 11 anni dopo con caratteristiche differenti su Skorpio. Non solo: nel 1979 la serie “Extra” dello Skorpio argentino pubblicò una miniserie parallela in cinque capitoli intitolata Zero Galvan che costituiva un prequel alla serie regolare, all’epoca ancora in corso sulla testata madre. Disegnati da Gustavo Trigo, questi episodi vennero pubblicati anche su Lanciostory nel 1997, eliminando però i riferimenti alla serie originale. A Larry Mannino venne dedicato anche un romanzo, allegato in sei uscite a Lanciostory nei primi anni ’80.

Lo “spirito” di Larry Mannino continuò ad aleggiare nel fumetto italiano, tanto che in Dan Loggan (altra serie poliziesca di Collins e Fernandez, inedita in Argentina) il protagonista omonimo ha proprio lui come “spirito guida” ispirandosi ai suoi fumetti. Ora che ci penso sarebbe materiale da Fumettisti d’invenzione. Ma il Distretto 56 e il suo principale protagonista torneranno ancora in carne e inchiostro, aggiornati ai gusti degli anni ’90 e alle mutate condizioni del mercato: nel 1996 sarà la Columba a ospitare su D’Artagnan (giacché Skorpio aveva cessato le pubblicazioni proprio all’inizio di quell’anno) una nuova serie di quattro episodi dedicata all’eroe, disegnata da Alfredo Flores e Páez. Inedita in Italia, si può leggere scaricandola da qui.

L’ecatombe che colpì il fumetto argentino all’arrivo del terzo millennio mise fine alla parabola fumettistica di Zero Galvan, ma non alla sua vita di carta: Ray Collins gli ha infatti dedicato diversi romanzi nel corso degli ultimi anni, in attesa di una nuova versione a fumetti che probabilmente non vedrà la luce. O forse sì?

domenica 9 gennaio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/2

Vabbè, questa la conoscono tutti. Lo Skorpio argentino nasceva nell’ottica di attirare vecchi lettori di fumetti con nuove versioni di classici degli anni ’50 e ’60, che a volte potevano essere delle vere e proprie continuazioni o remake. Amapola Negra diventò Asso di Picche, Patria Vieja si trasfigurò in Alvar Mayor e vennero ripresi L’Eternauta, Bull Rockett, Watami, ecc. Precinto 56 riprendeva il titolo della serie omonima di Collins e José Munoz pubblicata su Misterix e arrivata in Italia grazie a Ivaldi, prima sull’effimero Asso di Picche e poi sulla testata ammiraglia Sgt. Kirk. Ma nella nuova versione lo sceneggiatore mischiò un po’ le carte e il protagonista Zero Galvan (vero nome di Larry Mannino, improponibile in italiano) da biondo e glabro divenne moro e baffuto, somigliando un po’ di più a Val Amato che anche del Galvan originale era l’assistente.

All’epoca questa inversione di marcia non dovette piacere molto a José Muñoz che, esautorato dal ruolo di disegnatore della “sua” serie, dedicò a Fernandez uno sferzante commento in un episodio di Alack Sinner – certo, le sceneggiature di Alack Sinner erano ufficialmente scritte da Carlos Sampayo, ma probabilmente già all’epoca lui e Muñoz lavoravano in simbiosi scambiandosi stimoli per i rispettivi ambiti creativi.

A sua volta nemmeno Lito Fernandez e/o Ray Collins dovettero gradire molto questo commento e in un episodio di Larry Mannino risposero per le rime:
Da quello che mi hanno detto i diretti interessati, a suo tempo ci fu in effetti un bel po’ di acrimonia, ma col tempo si sono chiariti.

martedì 4 gennaio 2022

Qualche curiosità su Larry Mannino/1

Approfitto dell’uscita della collana Lanciostory Classic con Larry Mannino per sciorinare qualche aneddoto e curiosità in merito alla serie di Collins e Fernandez.

Per cominciare, riprendo una segnalazione che risale alla rubrica Comics Graffiti de L’Eternauta numero 38 (luglio/agosto 1985). Maria Teresa Contini scovò una tavola della serie disegnata da Martinez, pseudonimo che usava Julio Cesar Medrano quando preferiva il tratteggio ai contrasti chiaroscurali. Si tratta di uno dei primi ma non primissimi episodi. Ovviamente nel mondo del fumetto esistono casi di progetti già avviati non sviluppati poi come preventivato con altri autori per i motivi più vari, altrimenti avremmo avuto un Mondo di Thorgal disegnato da Ambrosini, John Bolton avrebbe continuato La Casta dei Metabaroni, Babini avrebbe disegnato Diabolik, Gibbons avrebbe ripreso Swamp Thing, ecc. Ma è strano, per quanto non inaudito, che una serie cambiasse disegnatore in corsa in tempi così brevi.

Si trattava di una prova per la sostituzione (o l’affiancamento) del titolare? O forse a Medrano venne assegnata per errore una sceneggiatura destinata a Fernandez che poi la disegnò regolarmente? Interrogato al riguardo il disegnatore titolare mi ha detto di non sapere nulla in merito.

sabato 6 luglio 2013

Ogni occasione è buona per ricordare Juan Zanotto



...ad esempio, citando il libero Primo appuntamento presentato su Lanciostory 3 del 1989.
Un ragazzo e una ragazza, entrambi piuttosto sfigati, si danno appuntamento per incontrarsi di persona dopo aver flirtato solo tramite lettera (internet e le chat non erano lontanissimi, ma per l’epoca erano ancora fantascienza).
Per presentarsi adeguatamente lui opta per i classici cioccolatini mentre lei gli porta la raccolta completa delle storie di Yor! Il più classico degli equivoci da pochade introduce la vera azione e i due si troveranno invischiati in una storia di ricatti e microfilm, non originalissima ma almeno resa un po’ interessante dal tono umoristico – e dalla citazione di Yor, ovviamente!
I testi sono di Antonio Carboni, sceneggiatore di cui non ricordo particolari guizzi di genio (ma l’Eura gli affidò la realizzazione di un paio di serie già in tempi di egemonia argentina); i disegni sono di un Paolo Morales che aveva già abbandonato lo stile di Mandrafina in favore di un tratto sintetico e tirato via.


mercoledì 20 febbraio 2013

L'episodio perduto di Yor



Sul numero 21 di Lanciostory del 1981 venne presentato un episodio speciale fuori serie del grande successo dell’Eura che aveva lanciato a livello internazionale Juan Zanotto: Yor (che in origine si chiamava Henga ma dopo il film di Margheriti venne ribattezzato Yor in tutto il mondo).
Con ogni probabilità si tratta dell’«episodio conmemorativo» presentato sul Libro de Oro dello Skorpio argentino nel gennaio 1981, ma mi sfugge il senso della sua realizzazione.
Con la serie madre questo episodio non ha molto da spartire, e presenta una situazione completamente inedita in precedenza (pure il tono delle didascalie è cambiato); anche l’abbigliamento del protagonista è stato un po’ modificato.
Non capisco se si trattava di un reboot per una eventuale nuova serie, di un “biglietto da visita” con cui introdurre la serie in altri mercati o di un semplice episodio celebrativo che però non ne ha affatto l’aspetto visto che ha piena dignità autonoma senza, per dire, fare auguri o altri ammiccamenti ai lettori, e nemmeno limitarsi a riassumere la serie.
Forse influenzato dalla copertina (che ricicla un vecchio disegno), in alcuni casi mi è sembrato di rivedere altri disegni di Zanotto, ma non sono riuscito a risalire alle fonti originali, ammesso che Zanotto si sia effettivamente autocitato e abbia ripreso certe scene e inquadrature.
La storia è originale e molto suggestiva e mette parecchia carne al fuoco, pur ignorando del tutto il background di Yor e il contesto in cui viveva le sue avventure. 
Purtroppo, visto che si tratta di un corpo estraneo all’interno della saga, questo episodio non è stato ristampato nel prezioso inserto Yor & Hor di Skorpio nè da nessun’altra parte e l’unico modo per leggerlo è recuperare questo numero di Lanciostory in cui peraltro è colorato maldestramente.
Qualunque sia stata la sua genesi, è pur sempre un fumetto di Zanotto e tanto basta.

domenica 22 luglio 2012

Dubbio

…e se la miniserie Sergente a New York, presentata su Lanciostory nel 1997, fosse in realtà il fantomatico seguito di Precinto 56 disegnato da Gustavo Trigo di cui si favoleggia in alcuni siti internet? Tanto più che pare che questo mitico sequel fosse in realtà un prequel, e Sergente a New York racconta appunto i primi casi e la nomina a sergente di tal “Nick Silvera”. Il nome diverso da Zero Galvan/Larry Mannino non dovrebbe stupire: l’Eura aveva già presentato come liberi alcuni episodi di Helena disegnati da Saichann e altri di El Cobra che probabilmente al tempo della pubblicazione della serie vennero saltati per banali motivi.