Finito di stampare nel mese di
ottobre 2013 (così recita l’ultima pagina), a me è arrivato solo l’altro
giorno. L’attesa è stata bilanciata dal fatto che la mia copia era
probabilmente un fondo di magazzino da ridistribuire a un prezzo inferiore:
l’adesivo che in quarta di copertina copre il prezzo originario (12,50€) riporta
7,90€ e un altro adesivo è stato messo in copertina per “strillare” che i
disegni sono dello stesso autore di V for
Vendetta. Evidentemente Aces Weekly
non è stato un successo, ed è un vero peccato perché le storie contenute in
questo volume sono meritevoli.
Aces Weekly è un portale (si dirà
così?) che presenta lavori di fumettisti più o meno noti ma tutti di buon
livello: da quello che vedo
qui mi
sembra che ormai sia passato anch’esso alla carta stampata o comunque a un
altro sistema per vendere i propri prodotti. Il formato del volume brossurato
della Nicola Pesce Editore è orizzontale, ad assecondare la destinazione
originaria del monitor. Presenta due fumetti.
Valle delle Ombre è un
hard-boiled
forse velato da un po’ di fantascienza (non ho capito se l’immagine della
scritta di Hollywood distrutta in apertura e i riferimenti a una cappa di nubi
che copre Los Angeles siano elementi “reali” della storia o
boutade estemporanee per creare
l’atmosfera), in cui il guardiano notturno col vizio del gioco Buddy Chaplin si
trova coinvolto come da manuale in uno sporco affare che inizia per puro caso e
che lo renderà un uomo in fuga insieme a una bambina. Lo sceneggiatore David
Jackson è stato bravo a imbastire un soggetto originale pur rispettando
scrupolosamente tutti i canoni del genere, ed è stato più che soddisfacente
vedere come alla fine tutti i nodi arrivino al pettine nonostante una trama
piuttosto complessa e l’abbondanza di personaggi. Ancora più lodevole il fatto
che tutto accada nello spazio esiguo di sole 21 tavole, per quanto belle
farcite di vignette.
Ai disegni David Lloyd sfoggia
una deliziosa mezzatinta e contribuisce col suo mestiere a rendere ancora più
efficaci le sequenze ideate da Jackson: si veda la riuscita scena nell’hotel
nella sedicesima tavola. Alla fine come hard-boiled
Valle delle Ombre è sin troppo positivo
(Chaplin ha qualche amico che lo protegge da quanti vorrebbero fargli la pelle,
e io avevo capito che sua figlia era morta,
non che semplicemente gli era stato vietato di
vederla) ma questo non va affatto a discapito della sua qualità
complessiva.
Il secondo fumetto,
Gabriel – Warrior Exorcist, è una storia
di fantascienza piuttosto originale: in un distopico 2064 in cui le macchine sembrano
essere state messe al bando (in uno scenario non dissimile da quello del
Sanctum Imperium del gioco di ruolo
Sine
Requie) il guerriero esorcista del titolo affronta il culto del
Diavolo-Macchina accettando di finire in trappola deliberatamente pur di
sconfiggere il nemico. La storia, scritta dall’italiano Giuseppe Rungetti, è
piacevole ma non si legge con eccessiva facilità visto l’alternarsi di due sequenze
distinte (quella di cui è protagonista Gabriel e un’altra in cui gli Inquisitori
parlano di lui per introdurlo al lettore) e per il fatto che probabilmente
questa prima
tranche è solo
l’antipasto di quella che avrebbe dovuto diventare una serie, e quindi alcuni
dettagli rimangono privi di spiegazione: perché Gabriel sarebbe un mezzo-sangue?
Qual è la sua arma definitiva, il simbolo che non ci viene mostrato? Le due
storie sono una l’introduzione dell’altra oppure sono indipendenti?
I disegni di Gabriel – Warrior Exorcist sono anch’essi di un italiano, il bravo
Antonio Bifulco. Purtroppo a differenza di Lloyd, immagino anche per ragioni
anagrafiche, Bifulco (classe 1984) usa parecchi effetti grafici fatti col
computer, che finiscono per penalizzarlo. Io trovo che professionalmente sia a
un livello alto e possa avere un buon riscontro a livello internazionale (anche
se dalla sua biografia si evince che non ha ancora avuto l’occasione giusta e
il meritato riconoscimento) ma i giochetti con cui ha reso i capelli del
protagonista e la concitazione di certe scene, oltre a qualche immagine
digitalizzata inserita nelle tavole, smorzano molto la forza dei suoi maestosi
disegni.
Felicissimo di aver potuto
mettere le mani su questi gioiellini a prezzo ridotto, mi dispiace che per
prodotti di questa qualità evidentemente non ci sia spazio in Italia.