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sabato 17 novembre 2012

The Walking Dead 1 - Risveglio nella Città dei Morti



Ora che saldaPress ha comiciato a ristamparlo in versione bonelliana economica anch’io mi sono potuto gustare The Walking Dead e capire cosa abbia reso questo fumetto tanto speciale.
Sarà l’assuefazione alle storie di zombi, sarà l’aspettativa altissima che il suo successo ha generato, sarà quel tocco di casualità fatalista poco credibile che fa procedere la trama, sarà la banalità di certe situazioni, sarà l’inverosimiglianza di altre, saranno i dialoghi che vorrebbero essere d’effetto riuscendoci solo marginalmente, sarà lo stile di disegno molto curato ma troppo caricaturale per i miei gusti, sarà la rappresentazione poco coerente degli zombi e delle loro capacità, sarà lo scarso carisma che al momento hanno dimostrato tutti i personaggi, sarà l’insofferenza verso la riproposta di cliché già visti, sarà l’assurdità dell’inserimento di una storia di corna in un contesto del genere, sarà più probabilmente il fatto che questo è solo l’antipasto e che le storie memorabili arriveranno poi, ma io cos’abbia di tanto speciale The Walking Dead proprio non l’ho capito.
La confezione saldaPress è molto curata, grafica e qualità di stampa sono buone e inaspettatamente il 17x26 originale si adatta molto bene al nostrano 16x21. In appendice, al posto delle copertine solitamente bramate dai fan, un «post mortem» che spiega la genesi della trasposizione televisiva, forse troppo incensatorio per essere esaustivo. Interessante colpo di coda finale, l’ultima pagina presenta le prime tre striscie di Zetacomezombie ad opera di Voglino (lui?) e Giorgini. La prima non avevo capito che fosse una striscia umoristica, la seconda mi è sembrata assai fiacca e la terza l’ho trovata incredibilmente inquietante e geniale per come è riuscita a fotografare questa nostra epoca disperata.