L’annuncio su Anteprima 385 dell’uscita del secondo
volume de Gli Uomini della Settimana
mi ha fatto riflettere su alcuni aspetti di questo fumetto. Sono considerazioni
che sicuramente chiunque avrà fatto, cionondimeno le condivido lo stesso.
LA CITAZIONE
«L’arte dice al fumetto: “ Per
esistere lei deve eliminarmi ed è per questo che è stato sempre odiato; a me,
invece, per esistere basta che lei rimanga alla debita distanza, questa è la
differenza”. Il fumetto colto di sorpresa, risponde qualcosa e in quel momento
si accorge di poter esistere anche lui autonomamente. L’arte allora...»
DICHIARAZIONE
D’INTENTI
Nel primo volume compare un David
di Donatello vinto da Aquila, a suffragare la teoria che i protagonisti non
sono supereroi ma attori o performerE il primo
premio come scopritore dell’acqua calda va a… [rullo di tamburi] Luca Lorenzon!
Forza, Luca, non essere timido, vieni sul palco e dicci qualcosa. «Io… ecco…
era davvero così evidente?» [risate sguaiate dal pubblico]ma con un
importante dettaglio: è privo di genitali. Al di là del fatto che questo svuota
di ogni significato i paragoni con Watchmen,
dove il Dottor Manhattan se ne andava in giro nudo senza problemi, è evidente
che si tratta di una scelta precisa degli autori.
Da una parte è come se Bilotta
dicesse «Non ho le palle», cioè dichiarasse apertamente di non avere il coraggio di fare qualcosa di
rivoluzionario o anche semplicemente diverso da quello a cui i lettori sono
abituati, dall’altra è come se dicesse «Non ho coglioni», ovvero non ha semplicemente
la voglia di fare qualcosa di
rivoluzionario o anche semplicemente diverso da quello a cui i lettori sono
abituati.
LA GRANDE SFIDA DA DA
Uno dei personaggi più
caratteristici de
Gli Uomini della
Settimana è Da Da Da, un po’ sorella Kessler dark e un po’ Crazy Jane di
Grant Morrison (non c’entra niente, è giusto per dare qualche coordinata a chi
legge supereroi) ha il potere di cambiare la posizione delle lettere nei
balloon dei personaggi creando nuovi significati. Esiste un paese friulano il cui
nome è oggetto di frustrazione (o vanto, a seconda dei casi) da parte dei
residenti per l’unico suo anagramma possibile che la vulgata gli attribuisce:
Codroipo. Ma in realtà di anagrammi di
“CODROIPO” se ne possono fare moltissimi, riuscite voi a trovarne alcuni senza
ricorrere al vostro dialetto? Qui di seguito alcune delle soluzioni possibili:
ma attenzione che la grande sfida è un’altra!
ODO
PORCI (avverto la presenza di suini)
DIRÒ
POCO (non mi dilungherò)
COPRO
ODI (metto un telo sopra un libro di Carducci che contiene nel titolo la parola
«barbare»)
DOPO
CIRO (…la Persia non è stata più la stessa!)
O RIDO
O PC (quando lavoro al computer sono serissimo)
RIDO
POCO (sono un tipo serio)
ODIO
CROP (il termine inglese per designare il raccolto mi sta sulle balle)
RODI
COOP (ti piace rosicchiare le cooperative di coonsumatori)
ORCO DI
PO (babau fluviale)
OP,
CORI: DO! (forza, gruppi di cantanti, intonate la prima nota)
COPI
D’ORO (il creatore della Donna Seduta
era proprio un persona fantastica)
COPIO ROD
(Steward o Steiger potrebbero citarmi per plagio)
O, PC, ODORI!
(quanto puzzi, personal computer – ma anche: toh, hai imparato ad annusare)
DO
PROCIO (ti consegno uno degli uomini che hanno invaso la tua Itaca, Ulisse)
DIPO
ROCO (l’animale di compagnia di John Difool ha la raucedine)
Come detto nella parte nascosta
dopo i due punti, la vera sfida era un’altra: scoprire che in realtà Da Da Da non
modifica affatto le parole degli altri ma inventa di sana pianta nuove
frasi senza che siano anagrammi di quelle originali. Ciò si ricollega quindi
alla dichiarazione d’intenti delineata sopra sul non “aver coglioni”, altresì
rappresentabile con la frase «Voja de lavorà sarteme addosso – e anvedi da
sbajà mira.»
I COLPEVOLI
Nella recensione al primo numero,
in un patetico tentativo di fare dell’umorismo (già, perché stavolta, invece…)
additavo due eccellenti figure della Repubblica Italiana come colpevoli della
sparizione di Aquila. In effetti i colpevoli sono proprio loro! Solo che il
loro delitto non riguarda Aquila ma un altro personaggio che è uscito dal
quadro al termine del secondo capitolo. Nella splash page della sua comparsa si può infatti cogliere un
dettaglio: un numero di quattro cifre che evidentemente è il suo punto debole
(ogni Uomo della Settimana ne ha uno). Orbene, questo numero è facilmente
ricavabile moltiplicando e sommando alcuni dati che si trovano nelle biografie
dei due illustri personaggi. Mi pare evidente. Ci ho messo un’ottantina di
tentativi (basandomi su date di nascita, durata dei mandati, cambi
lettere/numeri…) per far tornare il numero giusto ma è evidente che è così. A
voi il piacere di scoprirlo a vostra volta.
IL GRANDE RIMPIANTO
Ma perché Bilotta invece di
Alessandro non si chiama Oirotare? Questa la vita del blogger: una frustrazione
dopo l’altra.