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lunedì 13 giugno 2016

Paperi: paperPaolo

Seconda uscita di Paperi dei fratelli Rincione. Per come la vedo io, rispetto al primo la qualità è in crescendo. La storia del doppelganger di Paperino è narrata ancora una volta in prima persona e con un tono desolato, ma stavolta non gira a vuoto su se stessa e per quanto non ci sia propriamente una trama da disvelare necessita comunque di un certo lavoro di interpretazione da parte del lettore per capire quale sia il segreto di PaperPaolo.
Costui è uno dei paperi attori che devono intrattenere il pubblico con storie positive e ottimiste (“recita” in Tre Monelli e un Capitano, di cui vediamo dei begli estratti realizzati da Luciop) del tutto in contrasto con la loro vera natura. A differenza di PaperUgo la sua frustrazione non si tramuta in depressione ma in una rabbia sorda che, oltre a sfogarsi sulla guest star Calimero, lo spinge verso pulsioni sessuali esecrabili a cui forse ha già dato sfogo tra le pareti domestiche.
In questo episodio lo sguardo si posa nuovamente anche sul sistema produttivo che spinge i paperi a interpretare nei fumetti dei ruoli in cui simulano delle personalità e un’allegria che non hanno. Può darsi che si tratti solo di un caso, ma magari in futuro si rivelerà un aspetto importante della trama generale. In questo numero si vede inoltre come quello di Paperi sia un universo condiviso in cui PaperUgo passeggia per strada mentre PaperPaolo guida l’auto: un tocco di continuity che restituisce al lettore una sensazione di familiarità e quindi aggiunge piacere alla lettura.
Graficamente paperPaolo offre come l’episodio precedente un melange di pittura digitale (si dice così?) e ritocchi fotografici, molto riuscito.
Resto a bordo curioso di vedere come sarà il prossimo.