Continua il programma di
ridistribuzione in edicola dei primi numeri de Il Morto, originariamente riservati al circuito delle fiere.
Arrivati al numero 3 si avverte una netta impennata nel comparto grafico grazie
al lavoro di Luciano Bernasconi. Anche i testi sono molto validi.
Alla ricerca dell’identità di
Zaxan, Peg/il Morto finisce nientemeno che in un convento nella ridente
località di Malcantone, dove vengono tenuti dei vecchi registri cartacei delle
nascite su cui probabilmente potrà trovare le informazioni su tal Zanerbi
Xavier Antonio che i registri dell’anagrafe non possiedono.
Il convento, però, è ormai sotto
il controllo di una banda di criminali che lo usa come copertura per la
produzione e lo spaccio di marijuana! Grazie al suo addestramento letale ma anche
con l’aiuto di un vero monaco più coriaceo degli altri, Il Morto sgominerà la
banda ma rimarrà quasi a bocca asciutta per quel che riguarda i dati
riguardanti il presunto Zaxan, anche se qualcosina riuscirà a scoprirla.
A corredo della storyline principale ci sono le due
riuscitissime divagazioni sul soccorso che Peg fornisce a un barbone e la
sequenza parallela della ricerca del Morto da parte dei poliziotti Berri e
Gambisi. Dei dialoghi azzeccati e un ottimo cast di comprimari contribuiscono a
rendere questo terzo numero di gran lunga il migliore fra quelli usciti a suo
tempo.
In appendice, la prima parte di
una deliziosa storiella di Gary &
Spike di Fulber e una storiellina minore (ma non disprezzabile) di H. W. Grungle a opera di Ruvo Giovacca e
Rino Aiello.
