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domenica 20 marzo 2016

Il Morto 3: Il convento dei frati silenziosi

Continua il programma di ridistribuzione in edicola dei primi numeri de Il Morto, originariamente riservati al circuito delle fiere. Arrivati al numero 3 si avverte una netta impennata nel comparto grafico grazie al lavoro di Luciano Bernasconi. Anche i testi sono molto validi.
Alla ricerca dell’identità di Zaxan, Peg/il Morto finisce nientemeno che in un convento nella ridente località di Malcantone, dove vengono tenuti dei vecchi registri cartacei delle nascite su cui probabilmente potrà trovare le informazioni su tal Zanerbi Xavier Antonio che i registri dell’anagrafe non possiedono.
Il convento, però, è ormai sotto il controllo di una banda di criminali che lo usa come copertura per la produzione e lo spaccio di marijuana! Grazie al suo addestramento letale ma anche con l’aiuto di un vero monaco più coriaceo degli altri, Il Morto sgominerà la banda ma rimarrà quasi a bocca asciutta per quel che riguarda i dati riguardanti il presunto Zaxan, anche se qualcosina riuscirà a scoprirla.
A corredo della storyline principale ci sono le due riuscitissime divagazioni sul soccorso che Peg fornisce a un barbone e la sequenza parallela della ricerca del Morto da parte dei poliziotti Berri e Gambisi. Dei dialoghi azzeccati e un ottimo cast di comprimari contribuiscono a rendere questo terzo numero di gran lunga il migliore fra quelli usciti a suo tempo.
In appendice, la prima parte di una deliziosa storiella di Gary & Spike di Fulber e una storiellina minore (ma non disprezzabile) di H. W. Grungle a opera di Ruvo Giovacca e Rino Aiello.

mercoledì 23 settembre 2015

Il Morto 1: La Clinica delle Menti Perdute


Insieme alla notizia della continuazione della ristampa di Linus sabato scorso ho avuto un’altra gradita sorpresa dall’edicola di Turriaco: è stato ridistribuito il primo episodio de Il Morto! Alla felicità per essere entrato in possesso delle origini della saga si è aggiunta la comprensione del motivo per cui alcuni, anche tra i frequentatori di questo blog, considerano Il Morto trash.
In effetti i disegni di questo primo episodio non sono ai livelli di quelli successivi. Attribuita al solo “Studio Telloli”, la parte grafica è grezza, talvolta poco attenta alle anatomie, quasi del tutto inespressiva e inchiostrata in maniera monocorde.
Si intuisce che la storia sarà molto accattivante, e in effetti cattura sin dall’inizio con un’ambientazione ispirata a Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma è ancora in fieri e mi sembra che la sceneggiatura non sia ben calibrata, dilungandosi in scene non indispensabili da metà albo in poi e terminando con un finale tronco. È chiaro che Ruvo Giovacca voleva creare delle aspettative nel lettore ma non so quanto senso ha usare questa tecnica su un periodico che quando va bene esce ogni due mesi.
Insomma, è stato un bene che abbia cominciato a seguire Il Morto solo dal numero 9, perché forse la lettura di questo acerbo numero 1 mi avrebbe fatto desistere dall’acquistare i successivi.
A integrazione dell’episodio de Il Morto questo primo numero, uscito nel maggio del 2010, presenta anche un articolo a firma Ruvo Giovacca in merito alla simbologia del teschio nei fumetti, principalmente quelli “neri”, e una storia breve di H. W. Grungle scritta da Giovacca e disegnata (bene) da Rino Aniello. Curiosamente, pur essendo un primo numero non sono presenti né introduzioni né dichiarazioni programmatiche.