Mai piaciuto Crepax e mai
stravisto per la sua Valentina, ma
questo volume si preannunciava una bella fonte di Fumettisti d’invenzione
e quindi l’ho preso (approfittando anche della disponibilità della curatrice
Micol Beltramini che me lo ha dedicato).
Viva Valentina! si segnala immediatamente per la grafica elegante e
ricercata pur senza troppi fronzoli; la parte relativa ai fumetti non è
preponderante (ma a livello iconografico non mancano molte illustrazioni e
anche omaggi a Crepax) ma si tratta di un volume che raccoglie testimonianze, o
lacerti di testimonianze, organizzandoli per decennio. Oltre ai “soliti noti”
Giovanni Gandini, Oreste Del Buono, ecc. ci sono anche contributi inaspettati
come quelli di Giampiero Mughini e Francesco Casetti (mio professore di Storia
del Cinema all’Università di Trieste che grazie alla ristampa anastatica ho
scoperto scrisse alla posta di Linus
negli anni ’60).
Ogni sezione/decennio viene
introdotta da un testo inedito (come prologo c’è una chiacchierata immaginaria
tra Valentina e Crepax) ed è caratterizzata esteticamente da un motivo grafico
che rimanda allo stile del decennio di riferimento: un tocco di raffinatezza
non da poco.
I fumetti veri e propri sono
tutti di alta qualità, sospesi tra l’omaggio all’autore e alla sua opera e la
reinterpretazione dell’immaginario che ha creato.
Se sono matto di Maurizio Rosenzweig è un destrutturato flusso di
coscienza di Rembrandt/Neutron che ricorda la sua Valentina. Il segno
volutamente grezzo e grottesco di Rosenzweig non si sposa forse molto bene con
l’atmosfera onirica della storia e il ricordo delle immagini diafane di Crepax.
Valentina vuole di Micol Beltramini e Corrado Roi è un gustoso
dialogo tra il personaggio e il suo autore. Forse Roi non è riuscito a
raffigurare troppo fedelmente Valentina, che con quelle labbra carnose in
almeno una vignetta somiglia a Sophia Loren, ma le sue tavole restano stupende.
Valentina astrale di Adriano De Vincentiis è uno spettacolare
cross-over onirico tra l’eroina di Crepax e Barbarella (o meglio, sua figlia)
con dei disegni mozzafiato.
Valentina legge di Tuono Pettinato è una deliziosa parodia della
rubrica letteraria che il personaggio tenne su Linus, o per meglio dire più che una parodia è la constatazione
della pochezza letteraria di questi anni, almeno del settore di più facile
consumo. Peccato che sia così breve, solo 4 pagine, ma a tirarla per le lunghe
non sarebbe stata altrettanto incisiva.
Io sono vera della Beltramini e Lola Airaghi è un’indagine
fantastica sull’influenza che il personaggio di Valentina ebbe sulla vita di
coppia dell’autore, ma alla fine diventa un omaggio a Laura, la moglie di
Crepax. Peccato che la brava Airaghi non abbia beneficiato di una qualità di
stampa degna del suo lavoro.
Il volume è un po’ un corpo
estraneo nel panorama del fumetto italiano: non è un apparato critico e non lo
si può nemmeno definire una raccolta di fumetti (che occupano in totale solo 42
pagine delle 128 di cui è composto), mutatis
mutandis mi ha ricordato i volumi de L’Avventurosa
Storia del Cinema Italiano di Goffredo Fofi e Franca Faldini,
concentrandosi però solo su un autore invece che sul medium nel suo complesso.
Di certo Viva Valentina! è un must per i cultori del personaggio e
dell’autore ma anche per gli appassionati di fumetto italiano in generale.
